Oggi in Oncologia
OPAR: A Randomized Trial of Partial Breast Irradiation in Five Fractions Once Daily for Early Breast Cancer
Purpose: Previous studies suggest that external-beam partial breast irradiation (PBI) delivered twice a day can lead to increased adverse cosmesis (AC). The objective of our trial was to determine whether two regimens for PBI given once daily over 1 week resulted in acceptable AC to inform a phase III trial. Methods: Patients age ≥50 years with invasive breast cancer or ductal carcinoma in situ … (leggi tutto)
L’irradiazione parziale del seno (Partial Breast Irradiation, PBI) consiste nell’applicazione di radiazioni limitate alla sede tumorale con un margine di tessuto normale dopo chirurgia conservativa della mammella (Breast-Conserving Surgery, BCS) per il carcinoma mammario precoce, allo scopo di limitare la maggior parte delle recidive di carcinoma mammario che si verificherebbero nel sito primario del tumore.
Studi precedenti hanno dimostrato che i tassi di recidiva locale sono simili tra PBI e l’irradiazione totale del seno (Whole-Breast Irradiation, WBI). La RT esterna è molto utilizzata grazie alla sua non invasività e all’uso di apparecchiature standard ampiamente disponibili. Tuttavia, studi precedenti come il RAPID hanno dimostrato che la PBI somministrata due volte al giorno con un intervallo fra le frazioni di sei ore è associata a una maggiore tossicità tardiva e a risultati cosmetici peggiori rispetto alla WBI.
Questo aumento della tossicità è stato attribuito all’intervallo breve tra le frazioni, che limita il tempo di riparazione dei tessuti sani.
Di conseguenza, il trial OPAR è stato disegnato per valutare la PBI somministrata una volta al giorno, con un intervallo di 24 ore, al fine di ridurre la tossicità e migliorare gli esiti cosmetici, stabilendo un regime promettente per un successivo studio di fase III.
Lo studio OPAR è stato concepito per valutare l’efficacia e la tollerabilità di due regimi di irradiazione parziale del seno (PBI) somministrati una volta al giorno, rispettivamente di 30 Gy e 27.5 Gy, ciascuno in cinque frazioni giornaliere, su pazienti con carcinoma mammario precoce trattate con chirurgia conservativa.
L’obiettivo principale era determinare se entrambi i regimi garantissero risultati cosmetici accettabili, valutati a due anni mediante analisi fotografica da parte di esperti.
Il limite di accettabilità stabilito era un tasso massimo del 23% di esiti estetici classificati come “scarsi” o “insoddisfacenti”.
Gli obiettivi secondari includevano la valutazione estetica effettuata da infermieri specializzati a due anni e dalle pazienti stesse a tre anni, nonché la tossicità tardiva (edema, dolore, indurimento e teleangectasia) valutata fino a cinque anni.
Altri outcome analizzati erano i tassi di recidive locali, recidive globali e la mortalità.
Lo scopo complessivo dello studio era quello di identificare il regime con il miglior bilanciamento tra tollerabilità, effetti collaterali e controllo locale della malattia, per poi adottarlo in un successivo studio di fase III.
Lo studio OPAR ha coinvolto 281 pazienti con carcinoma mammario precoce, randomizzate per ricevere irradiazione parziale del seno (PBI) in cinque frazioni giornaliere di 30 Gy o 27.5 Gy.
A due anni, l’analisi fotografica ha mostrato che i risultati cosmetici erano accettabili per entrambi i regimi, con tassi di risultati “scarsi” del 12.1% per il gruppo 30 Gy e del 15.2% per il gruppo 27.5 Gy, entrambi al di sotto del limite prestabilito del 23%.
Tuttavia, l’autovalutazione dei pazienti a tre anni ha indicato un tasso più alto di risultati estetici insoddisfacenti per il gruppo 30 Gy (20.1%) rispetto al gruppo 27.5 Gy (13%).
In termini di tossicità tardiva, il gruppo 27.5 Gy ha mostrato un tasso significativamente inferiore di eventi di grado 2 o superiore rispetto al gruppo 30 Gy sia a due anni (4.3% vs 8.5%) sia a cinque anni (5.8% vs 11.3%).
I tassi di recidive locali a cinque anni erano bassi in entrambi i gruppi: 1.0% per il gruppo 30 Gy e 1.5% per il gruppo 27.5 Gy.
Lo studio OPAR ha dimostrato che entrambi i regimi di PBI esaminati (30 Gy e 27.5 Gy in cinque frazioni giornaliere) producono risultati cosmetici accettabili e tassi di recidiva locale molto bassi a cinque anni in pazienti con carcinoma mammario precoce trattate con chirurgia conservativa. Tuttavia, il regime da 27.5 Gy ha mostrato una tossicità tardiva significativamente inferiore rispetto al 30 Gy, rendendolo preferibile in termini di tollerabilità a lungo termine.
Questi risultati supportano l’uso di PBI una volta al giorno come alternativa sicura e praticabile rispetto a regimi di trattamento più intensivi o tradizionali, evidenziando l’importanza di bilanciare efficacia oncologica e qualità della vita delle pazienti.
Alla luce di questi dati, il regime da 27.5 Gy è stato selezionato come base per un nuovo studio di fase III (RAPID 2), che valuterà ulteriormente l’efficacia e la tollerabilità della PBI rispetto alla radioterapia su tutto il seno.
Corticosteroids for Immune-Related Adverse Events and Checkpoint Inhibitor Efficacy: Analysis of Six Clinical Trials
Purpose: Retrospective studies suggest that immunosuppressive treatment of immune-related adverse events (irAEs) impairs survival in patients with melanoma who received immune checkpoint inhibitors. Here, we study this association across tumor types using data from six international phase II/III registrational trials … (leggi tutto)
La gestione degli eventi avversi immuno-correlati (irAEs) nei pazienti trattati con inibitori dei checkpoint immunologici (ICIs) rappresenta una sfida importante nella pratica clinica oncologica. Studi retrospettivi hanno suggerito che il trattamento immunosoppressivo degli irAEs potrebbe compromettere la sopravvivenza nei pazienti con melanoma trattati con ICIs. Questo studio analizza tale associazione in diversi tipi di tumore utilizzando i dati di sei studi clinici internazionali di fase II/III.
Questo articolo riveste particolare importanza per la pratica clinica, in quanto fornisce la prima analisi sistematica dell’impatto dei corticosteroidi e degli immunosoppressori di seconda linea sulla sopravvivenza in una popolazione ampia e diversificata di pazienti trattati con la combinazione anti-PD-1 + anti-CTLA-4.
Lo studio ha analizzato i dati individuali dei pazienti dai bracci di trattamento con anti-PD-1 + anti-CTLA-4 di sei studi clinici (CheckMate-067, -142, -214, -648, -743, e -9LA), che includevano pazienti con melanoma, carcinoma colorettale MSI-H/dMMR, carcinoma renale, carcinoma squamoso dell’esofago, mesotelioma pleurico maligno e carcinoma polmonare non a piccole cellule.
I risultati principali mostrano che su 1.959 pazienti trattati con anti-PD-1 + anti-CTLA-4, 834 (43%) hanno ricevuto immunosoppressione sistemica per eventi avversi correlati al trattamento. 832 pazienti (100%) hanno ricevuto corticosteroidi e 81 pazienti (10%) hanno ricevuto immunosoppressori di seconda linea. Dosi di picco più elevate di corticosteroidi sono state associate a una peggiore sopravvivenza libera da progressione (PFS): HR aggiustato 1,15 (IC 95% 1,02-1,29) per 1 vs 0,5 mg/kg di prednisolone e HR 1,43 (IC 95% 1,05-1,96) per 2 vs 0,5 mg/kg. Effetti simili sono stati osservati per la sopravvivenza globale (OS): HR 1,21 (IC 95% 1,06-1,39) e HR 1,66 (IC 95% 1,17-2,37) per 1 e 2 vs 0,5 mg/kg rispettivamente. La dose cumulativa di corticosteroidi non è risultata associata alla sopravvivenza. L’uso di immunosoppressori di seconda linea ha mostrato un HR di 1,23 (IC 95% 0,90-1,68) per la PFS e 1,25 (IC 95% 0,88-1,77) per l’OS.
Tuttavia, è importante sottolineare alcuni aspetti. Primo, le differenze tra le indicazioni terapeutiche: la frequenza degli eventi avversi che hanno richiesto immunosoppressione variava considerevolmente tra gli studi, la magnitudine dell’associazione tra dose di picco dei corticosteroidi e sopravvivenza variava per indicazione e solo il 10% dei pazienti ha ricevuto immunosoppressori di seconda linea, con numeri troppo piccoli per trarre conclusioni definitive. Secondo, i limiti dello studio: i protocolli degli studi clinici potrebbero differire dalla pratica clinica quotidiana, la familiarità dei clinici con la gestione degli irAEs è aumentata nel tempo e non si può escludere completamente il confondimento residuo.
In conclusione, questo studio fornisce evidenze importanti che suggeriscono come dosi di picco più elevate di corticosteroidi per il trattamento degli irAEs siano associate a una peggiore sopravvivenza in diversi tipi di tumore, mentre la dose cumulativa non lo sia. Questi dati suggeriscono la necessità di riconsiderare gli approcci alla gestione degli irAEs, iniziando con dosi più basse di corticosteroidi quando possibile.
Le attuali linee guida raccomandano un approccio step-down per i corticosteroidi, consigliando 1-2 mg/kg di prednisone per molti irAEs di grado 3 o superiore. Sebbene l’immunosoppressione tempestiva sia necessaria in alcuni casi per prevenire la cronicizzazione e la mortalità, i clinici dovrebbero considerare di iniziare con dosi più basse di corticosteroidi quando possibile.
Per approfondire:
1. Haanen J, et al. Management of toxicities from immunotherapy: ESMO Clinical Practice Guideline for diagnosis, treatment and follow-up. Ann Oncol 33:1217-1238, 2022
2. Schneider BJ, et al. Management of immune-related adverse events in patients treated with immune checkpoint inhibitor therapy: ASCO guideline update. J Clin Oncol 39:4073-4126, 2021
3. Brahmer JR, et al. Society for immunotherapy of cancer (SITC) clinical practice guideline on immune checkpoint inhibitor-related adverse events. J Immunother Cancer 9:e002435, 2021
4. Verheijden RJ, et al. Association of anti-TNF with decreased survival in steroid refractory ipilimumab and anti-PD1-treated patients in the Dutch Melanoma Treatment Registry. Clin Cancer Res 26:2268-2274, 2020
5. Bai X, et al. Early use of high-dose glucocorticoid for the management of irAE is associated with poorer survival in patients with advanced melanoma treated with anti-PD-1 monotherapy. Clin Cancer Res 27:5993-6000, 2021
Nodal Burden and Oncologic Outcomes in Patients With Residual Isolated Tumor Cells After Neoadjuvant Chemotherapy (ypN0i+): The OPBC-05/ICARO Study
Purpose: The nodal burden of patients with residual isolated tumor cells (ITCs) in the sentinel lymph nodes (SLNs) after neoadjuvant chemotherapy (NAC) (ypN0i+) is unknown, and axillary management is not standardized. We investigated rates of additional positive lymph nodes (LNs) at axillary lymph node dissection (ALND) and oncologic outcomes in patients with ypN0i+ treated with and without ALND … (leggi tutto)
Il management della chirurgia ascellare dopo chemioterapia neoadiuvante è stato dibattuto per lungo tempo. In caso di trattamento neoadiuvante, le pazienti con linfonodo sentinella (SLN) positivo hanno probabilità di un carico linfonodale residuo più elevato rispetto alle pazienti con SLN positivo trattate con la chirurgia in fase iniziale, indipendentemente dalle dimensioni della metastasi linfonodale e dal sottotipo di tumore. Pertanto, le pazienti con residuo di malattia linfonodale micrometastatico o macrometastatico dopo chemioterapia neoadiuvante sono candidate a dissezione linfonodale ascellare (ALND). Dati molto limitati sono disponibili, invece, per le pazienti con presenza cellule tumorali isolate (ITCs) individuate nell’esame istologico definitivo: in queste situazioni il management non è standardizzato.
Lo studio OPBC-05/ICARO ha analizzato retrospettivamente i dati di pazienti operate a seguito di trattamento neoadiuvante per tumore mammario stadio I-III con evidenza di ITCs a carico del SLN. L’endpoint primario era il tasso di recidive ascellari a 3 anni (isolate o associate a recidiva locale o a distanza entro 30 giorni), mentre il tasso di ogni recidiva invasiva a 3 anni era un endpoint secondario.
Sono state incluse nello studio pazienti con evidenza di ITCs al report istologico definitivo (definito come cluster di cellule tumorali di ≤0.2 mm o cluster di <200 cellule in una singola sezione al campione congelato o nelle sezioni di paraffina del linfonodo sentinella o clippato/radiomarcato). Su un totale di 583 pazienti incluse, il 31.2% (n=182) hanno ricevuto ALND mentre il 68.8% (n=401) è stato trattato in maniera conservativa. L’età mediana delle pazienti era 48 anni (IQR 41-57). La maggior parte aveva tumore in stadio clinico T2 (57%) con linfonodi clinicamente positivi alla diagnosi (74%). Il 41% delle pazienti aveva malattia recettori ormonali positivi, il 38% HER2-positiva e il restante 21% triplo-negativa. Le pazienti che avevano ricevuto in seguito ALND presentavano più frequentemente stadi avanzati alla diagnosi (cN2/3), invasione linfovascolare, più spesso avevano ricevuto radioterapia adiuvante linfonodale e meno frequentemente avevano un tumore lobulare.
Nel gruppo di pazienti sottoposte ad ALND (n=182), in 55 (30%) casi sono stati individuati ulteriori linfonodi ascellari positivi (18% ITCs, 7% micrometastasi e 5% macrometastasi). Non è stata osservata alcuna differenza statisticamente significativa nel tasso di linfonodi patologici alla ALND tra i pazienti cN0 e cN+ alla diagnosi.
A un follow-up mediano di 3.2 anni (IQR 1.8-4.9), non sono state osservate differenze statisticamente significative nel tasso a tre anni di recidive (sia sistemiche sia ascellari isolate) tra i pazienti sottoposti a ALND e quelli trattati conservativamente (1.5% vs 3.1%; P=0.8 e 0.58% vs 1.7%, P=0.7, rispettivamente). Analogamente non sono state osservate differenze statisticamente significative nel tasso a tre anni di recidive invasive (locoregionali o sistemiche) rispetto all’esecuzione oppure no di successiva ALND (8.1% vs 12%, P=0.13).
Questo studio fornisce importanti dati circa la gestione della chirurgia ascellare in pazienti con residuo di malattia linfonodale con ITCs. In questa coorte di pazienti con residuo di ITCs dopo chemioterapia neoadiuvante, l’omissione della ALND non sembra essere associata a un peggioramento statisticamente significativo della prognosi delle pazienti.
Ulteriormente, questo studio fornisce dati utili per comprendere l’impatto dell’omissione dell’ALND sull’idoneità al trattamento con CDK 4/6 inhibitore: oltre che le dimensioni tumorali e il grading, il numero totale di linfonodi patologici rappresenta un criterio di selezione per la candidabilità delle pazienti a questo trattamento adiuvante. All’interno dello studio, tra le 80 pazienti con malattia a recettori ormonali positivi/HER2-negativa sottoposte ad ALND, in un solo caso essa è stata dirimente per definire la scelta del trattamento adiuvante con CDK 4/6 inhibitore. Nel complesso, questi risultati dovrebbero rassicurare gli oncologi medici sul fatto che l’omissione dell’ALND in questa popolazione non influisca negativamente sulle raccomandazioni di terapia sistemica.
In conclusione, questi risultati non supportano l’ALND di routine nelle pazienti con ITC dopo chemioterapia neoadiuvante.
PER APPROFONDIRE
1. Viale G, Maiorano E, Pruneri G, et al: Predicting the risk for additional axillary metastases in patients with breast carcinoma and positive sentinel lymph node biopsy. Ann Surg 241:319-325, 2005.
2. Wong SM, Almana N, Choi J, et al: Prognostic significance of residual axillary nodal micrometastases and isolated tumor cells after neoadjuvant chemotherapy for breast cancer. Ann Surg Oncol 26:3502-3509, 2019.
3. Boughey JC, Suman VJ, Mittendorf EA, et al: Sentinel lymphnode surgery after neoadjuvant chemotherapy in patients with node-positive breast cancer: The ACOSOGZ1071 (alliance) clinical trial. JAMA 310:1455-1461, 2013.
4. Boughey JC, Yu H, Dugan CL, et al: Changes in surgical management of the axilla over 11 years —Report on more than 1500 breast cancer patients treated with neoadjuvant chemotherapy on the prospective I-SPY2 trial. Ann Surg Oncol 30:6401-6410, 2023.
5. Giuliano AE, Ballman KV, Mc Call L, et al: Effect of axillary dissection vs no axillary dissection on 10-year overall survival among women with invasive breast cancer and sentinel node metastasis: The ACOSOG Z0011 (alliance) randomized clinical trial. JAMA 318:918-926, 2017.
In Europa
Nivolumab plus Ipilimumab Improves PFS Over Chemotherapy Among Previously Untreated Patients with MSI-H or dMMR mCRC
Dec 09, 2024 – In a multinational, randomised, phase III CheckMate 8HW study, progression-free survival (PFS) outcomes were significantly better with nivolumab plus ipilimumab than with chemotherapy among patients with centrally confirmed microsatellite instability-high (MSI-H) or mismatch repair-deficient (dMMR) metastatic colorectal cancer (mCRC) who had not previously received systemic treatment for metastatic disease … (leggi tutto)
Significant OS Benefit with Glofitamab plus GemOx in Transplant-Ineligible Patients with Relapsed or Refractory DLBCL
Dec 06, 2024 – Glofitamab is the first CD20 × CD3 bispecific antibody to show overall survival (OS) benefit in patients with diffuse large B-cell lymphoma (DLBCL) in a randomised phase III study. The results from a global, phase III, open-label, randomised STARGLO study showed a significant benefit with glofitamab plus gemcitabine–oxaliplatin (GemOx) versus rituximab plus GemOx … (leggi tutto)
Combining Radiotherapy with SOC Plus Abiraterone Improves rPFS in Patients with Low-Volume de Novo Metastatic Castration-Sensitive Prostate Cancer
Dec 05, 2024 – In an open-label, randomised, controlled, phase III PEACE-1 study with a 2×2 factorial design, conducted at 77 hospitals across Europe, radiotherapy significantly improved radiographic progression-free survival (rPFS), although no effect was observed on overall survival (OS), in patients diagnosed with de novo metastatic castration-sensitive prostate cancer presenting with … (leggi tutto)
EMA Recommends Granting a Marketing Authorisation for Lazertinib
Dec 04, 2024 – On 14 November 2024, the European Medicines Agency’s (EMA’s) Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) adopted a positive opinion, recommending the granting of a marketing authorisation for the medicinal product lazertinib (Lazcluze), intended in combination with amivantamab, for the treatment of non-small cell lung cancer (NSCLC) with activating epidermal growth factor receptor (EGFR) exon 19 deletions or exon 21 L858R substitution mutations … (leggi tutto)
FDA Approves Obecabtagene Autoleucel for Adults with Relapsed or Refractory B-Cell Precursor Acute Lymphoblastic Leukaemia
Dec 03, 2024 – On 8 November 2024, the US Food and Drug Administration (FDA) approved obecabtagene autoleucel (Aucatzyl, Autolus Inc.), a CD19-directed genetically modified autologous T-cell immunotherapy, for adults with relapsed or refractory B-cell precursor acute lymphoblastic leukaemia (ALL). Efficacy was evaluated in FELIX (NCT04404660), an open-label, multicentre, single-arm study that enrolled adults with … (leggi tutto)
Dall’FDA
FDA Grants Breakthrough Therapy Designation to Dato-DXd for Previously Treated EGFR+ Advanced NSCLC
Dec 09, 2024 – Datopotamab deruxtecan shows promise for EGFR-mutated NSCLC, achieving a 42.7% objective response rate and 86.3% disease control rate in clinical trials. The median duration of response was 7.0 months, with progression-free survival at 5.8 months and overall survival at 15.6 months.
Common treatment-related adverse effects included stomatitis, alopecia, and nausea, with 23% experiencing grade 3 or higher adverse effects.... (leggi tutto)
AdAPT-001 Gets FDA Fast Track Designation in Recurrent/Refractory Soft Tissue Sarcoma
Dec 06, 2024 – AdAPT-001, combined with checkpoint inhibitors, shows promise in treating advanced soft tissue sarcoma, achieving a 21% ORR and 38% 6-month PFS per RECIST 1.1 criteria. The BETA-PRIME study supports AdAPT-001’s efficacy, with no dose-limiting toxicities and manageable adverse effects, including flu-like symptoms and injection site reactions. AdAPT-001 enhances the tumor microenvironment ... (leggi tutto)
FDA Grants Priority Review to Durvalumab for Muscle-Invasive Bladder Cancer
Dec 06, 2024 – Durvalumab showed improved EFS and pCR rates in patients with MIBC compared with standard chemotherapy, with a hazard ratio of 0.68 for EFS.
The NIAGARA trial’s dual primary endpoints were EFS and pCR, with secondary endpoints including OS and disease-free survival. Safety profiles were similar between durvalumab and control arms, with comparable rates of grade 3/4 adverse effects and treatment-related discontinuations. ... (leggi tutto)
FDA Roundup: December 6, 2024
Dec 06, 2024 – Today, the U.S. Food and Drug Administration is providing an at-a-glance summary of news from around the agency: On Thursday, the FDA published the draft guidance, “Expedited Program for Serious Conditions — Accelerated Approval of Drugs and Biologics,” which proposes updates to certain agency policies and procedures regarding accelerated approval ... (leggi tutto)
FDA Grants Fast Track Designation to PT217 for Neuroendocrine Prostate Cancer
Dec 05, 2024 – PT217 targets DLL3 and CD47, receiving FDA fast track designation for metastatic neuroendocrine prostate cancer treatment.
The SKYBRIDGE trial evaluates PT217 as monotherapy and with atezolizumab in DLL3-expressing cancers, focusing on safety and progression-free survival.
PT217 has prior FDA fast track and orphan drug designations for SCLC and NEC, with ongoing trials in the U.S. and China ... (leggi tutto)
FDA Grants Fast Track Designation to CRB-701 in Relapsed/Refractory Cervical Cancer
Dec 05, 2024 – CRB-701 targets Nectin-4 and aims to reduce toxicities associated with enfortumab vedotin, receiving FDA fast track designation for cervical cancer treatment. The phase 1/2 trial evaluates CRB-701’s safety, pharmacokinetics, and efficacy in patients with Nectin-4–positive tumors, showing promising preliminary results. CRB-701 demonstrated a 40% overall response rate and 73% disease control rate, with primarily grade 1/2 adverse effects observed. ... (leggi tutto)
FDA Approves Durvalumab for Limited-Stage Small Cell Lung Cancer
Dec 04, 2024 – Durvalumab significantly improved overall survival and progression-free survival in LS-SCLC patients compared to placebo in the ADRIATIC trial.
The phase 3 ADRIATIC trial was a randomized, double-blind, placebo-controlled study with 730 patients, assessing durvalumab’s efficacy and safety.
Common adverse effects of durvalumab included pneumonitis or radiation pneumonitis and fatigue, occurring in at least 20% of patients ... (leggi tutto)
FDA Grants Accelerated Approval to Zenocutuzumab for NRG1+ NSCLC and Pancreatic Adenocarcinoma
Dec 04, 2024 – Zenocutuzumab-zbco is approved for advanced NSCLC and pancreatic adenocarcinoma with NRG1 gene fusion after prior therapy failure.
This approval represents the first systemic therapy for NRG1 fusion-positive NSCLC or pancreatic adenocarcinoma.
Phase 2 eNRGy trial showed a 33% ORR in NSCLC and 40% in pancreatic adenocarcinoma, with varying duration of response ... (leggi tutto)
FDA Grants Breakthrough Therapy Designation to Sacituzumab Tirumotecan for EGFR+ NSCLC
Dec 03, 2024 – Sacituzumab tirumotecan shows promise for EGFR-mutated NSCLC, with FDA breakthrough designation based on phase 2 study results.
The TROP2-directed ADC demonstrated high objective response and disease control rates in NSCLC patients.
Safety profile includes manageable treatment-related adverse effects, with no fatal outcomes reported .... (leggi tutto)
FDA Roundup: December 3, 2024
Dec 03, 2024 – Today, the U.S. Food and Drug Administration is providing an at-a-glance summary of news from around the agency: Today, the FDA posted the final guidance on Marketing Submission Recommendations for a Predetermined Change Control Plan for Artificial Intelligence-Enabled Device Software Functions. This guidance is intended to provide a forward-thinking approach to promote the development of safe and effective AI-enabled devices ... (leggi tutto)
Dall’ASCO
Isatuximab + RVd Improves MRD Negativity, PFS in Patients With Transplant-Eligible, Newly Diagnosed Multiple Myeloma
Dec 09, 2024 – Isatuximab is approved to treat disease in patients who are transplant ineligible with newly diagnosed multiple myeloma (MM), but results from a new study show that, when added to another chemotherapy combination, there are also benefits for patients with transplant-eligible, newly diagnosed MM, regardless of subsequent maintenance therapy. The GMMG-HD7 … (leggi tutto)
Keynote Lecture by Dr. Pamela Kunz to Highlight Need for Inclusive Science in GI Cancers
Dec 05, 2024 – The Keynote Lecture at the 2025 ASCO Gastrointestinal (GI) Cancers Symposium in San Francisco will focus on health equity in clinical research and patient care. Pamela Kunz, MD, FASCO, director of the Center for Gastrointestinal Cancers at Smilow Cancer Hospital and Yale Cancer Center, will be delivering the lecture, entitled “Disrupting Gastrointestinal Oncology: Shattering Barriers with Inclusive Science … (leggi tutto)
Ending the Lung Cancer Epidemic in the United States: How Close Are We?
Dec 05, 2024 – As the lung cancer epidemic nears both its 100th year and 8 million deaths in the United States, the outlook for progress against this disease increases, and a blueprint for eradicating this epidemic is emerging. This blueprint includes reducing cigarette consumption and occupational exposures, scaling lung cancer screening programs, investing in research, and implementing effective care … (leggi tutto)
Exploring the Evolving Paradigms of Perioperative Strategies in Resectable Esophageal or Gastroesophageal Junction Adenocarcinoma
Dec 04, 2024 – Data from both the MAGIC and CROSS trials showed that a multidisciplinary approach builds on the benefit of surgery for patients with locally advanced esophageal and gastroesophageal junction adenocarcinoma. However, without a head-to-head comparison between these 2 regimens, the establishment of a superior standard of care was not possible. Based on results of the ESOPEC trial … (leggi tutto)
Bladder Preservation vs Radical Cystectomy in Locally Advanced Muscle-Invasive Bladder Cancer: Selecting Treatment for Patients in an Evolving Therapy Landscape
Dec 04, 2024 – Selected patients with oligometastatic bladder cancer may benefit from a radical treatment to the bladder added to systemic therapy. There are uncertainties related to the optimal systemic therapy approach in these patients, and de-escalating systemic therapy could be an option in selected patients. A risk–benefit assessment of radical local tumor approach … (leggi tutto)
GI25 ‘Intersections’ Sessions to Focus on Emerging Therapies, Integrative Oncology, and Personalized Risk Assessment
Dec 04, 2024 – Three cross-coordinated sessions at the 2025 ASCO Gastrointestinal (GI) Cancers Symposium will cover emerging treatments, personalized risk assessment, and approaches to integrative oncology. The “Intersections” sessions will all take place in the Level 2 Ballroom of the Moscone West building and will help kick off each day of the Symposium … (leggi tutto)
Pillole dall’AIFA
09 dicembre 2024 – Nota Informativa Importante su medicinali contenenti metamizolo
Leggi tutto
09 dicembre 2024 – Aggiornamento prezzi dei farmaci classificati in fascia C con ricetta
Leggi tutto
09 dicembre 2024 – Xenpozyme® (olipudasi alfa). Disponibile il report tecnico scientifico
Leggi tutto
06 dicembre 2024 – On-line la pubblicazione dal titolo: “Pazopanib in the real-world setting in soft tissue sarcomas: data from the Italian national registry”
Leggi tutto
06 dicembre 2024 – Aggiornamento “Diario di bordo sulla Trasparenza”
Leggi tutto
02 dicembre 2024 – Chiarimenti su “Domande & Risposte” attinenti al Servizio Online “IMS – Informatori Scientifici”
Leggi tutto
03 dicembre 2024 – Elenco dei farmaci innovativi: AIFA pubblica l’aggiornamento fino al 30 novembre 2024
Leggi tutto
Dedicato ai Soci
Opportunità di lavoro in Oncologia
Consulta le posizioni disponibili nella vetrina riservata ai Soci AIOM o scarica il modulo per richiedere la pubblicazione di annunci
Appuntamenti
NELL’AGENDA DISPONIBILE SUL SITO DELL’ASSOCIAZIONE TUTTE LE INFORMAZIONI SUGLI EVENTI AIOM NAZIONALI, REGIONALI e ALTRI APPUNTAMENTI PATROCINATI DA AIOM