Anno XXIV - Numero 1068 - 13 Ottobre 2026

Hanno curato la selezione degli articoli scientifici e i commenti di questo numero: Luigi Formisano, Fabrizio Di Costanzo (AOU Federico II di Napoli)



Coordinatori: Carmen Criscitiello, Marcello Tiseo
Editore: Intermedia - Direttore Responsabile: Mauro Boldrini

Aiom Ricorda

AIOM ricorda il Professor Angelo Raffaele Bianco

Il Consiglio Direttivo Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica esprime profondo cordoglio per la scomparsa del Professor Angelo Raffaele Bianco, Past President di AIOM e figura di grande rilievo nella storia dell’oncologia medica italiana.
Con la sua attività clinica, scientifica e accademica, il Professor Bianco ha contribuito in maniera significativa alla crescita della nostra disciplina e alla formazione di generazioni di oncologi, lasciando un’eredità professionale e umana di grande valore.
AIOM si stringe con affetto alla famiglia, agli allievi e a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e lavorare con lui.
Affidiamo alle parole di Francesco Perrone, che del Professor Bianco è stato allievo, il ricordo della sua figura e del segno profondo che ha lasciato nella nostra comunità scientifica.
Il Consiglio Direttivo Nazionale AIOM



Angelo Raffaele Bianco (Lello per tutti i suoi amici), nato a Rossano in provincia di Cosenza nel 1934, si è spento il 10 ottobre 2026, circondato dall’affetto dei suoi cari: la moglie Tina, i figli Cataldo, Roberto e Marianna e gli adorati nipoti.
L’oncologia italiana ha perso uno dei suoi grandi maestri. Dopo essersi laureato a Napoli nel 1958, fu tra i primi italiani a frequentare i laboratori del National Cancer Institute di Bethesda, dove nei primi anni ’70 concentrò le sue ricerche sui recettori ormonali e sul loro rapporto con il cancro. Ricerche che lo portarono a sviluppare, una volta tornato in Italia, gli studi clinici sul trattamento ormonale del carcinoma mammario operabile — campo nel quale l’oncologia napoletana si è distinta a partire dagli anni ’80 su scala nazionale e internazionale. Nel 1980 divenne Professore Ordinario di Oncologia Medica all’Università Federico II e la sua cattedra fu la prima in Italia a essere assegnata mediante un concorso nazionale. Negli anni successivi fu Presidente del Collegio degli Oncologi Medici Universitari (COMU), componente del Consiglio Superiore di Sanità del Ministero della Salute, e Presidente AIOM, ruolo che ricoprì dal 1993 al 1995. Nel 1997 ricevette il premio alla carriera dell’Accademia Nazionale dei Lincei e, nel 2010, il premio “Gianni Bonadonna” di AIOM. Dal 2006 è stato Professore Emerito dell’Università Federico II di Napoli.
Oltre che pioniere dell’oncologia, tra i primi a comprendere l’importanza della ricerca clinica e a portare il nostro Paese alla ribalta internazionale grazie agli studi condotti dal Gruppo Università di Napoli (GUN) nel tumore della mammella operabile, Angelo Raffaele Bianco ha fondato una vera e propria scuola napoletana di oncologia, con professionisti che sono diventatipunti di riferimento non solo a Napoli e in Campania ma anche in numerose altre Regioni Italiane, anche assumendo ruoli di rilievo nelle società scientifiche oncologiche nazionali e internazionali.
Angelo Raffaele Bianco è stato per me prima di tutto maestro per la professione medica, ma con piacere ricordo che fu lui a regalarmi la bicicletta da corsa, intorno al 1990. Uscivamo la domenica mattina molto presto, con le bici in macchina per uscire dalla città verso l’aria pulita; poi andavamo insieme, per percorsi di 4-5 ore. In salita mi staccava quasi sempre e dovevo fare acrobazie per riprenderlo in discesa. Qualche migliaio di chilometri in bicicletta sono una grande scuola per lo spirito di sacrificio e la capacità di resistere alle difficoltà coltivando le proprie passioni e l’amore per la scienza, come Massimo Di Maio attuale presidente AIOM sa bene. E anche per questo gli sarò sempre grato.

Franco Perrone


Oggi in Oncologia
Evolution and heterogeneity of lethal metastatic bladder cancer subtypes

Histological variation is a prognostic feature of metastatic urothelial cancer1-3, but its evolutionary trajectory remains poorly defined. We developed a metastatic bladder cancer rapid autopsy programme enriched in histological subtypes4 to profile individuals with terminal disease. Here by reconstructing the evolutionary histories of patient tumours … (leggi tutto)

Nel carcinoma uroteliale metastatico, le varianti istologiche si associano a differenti comportamenti clinici e sensibilità terapeutiche; resta tuttavia poco definito come queste differenze emergano durante l’evoluzione tumorale e influenzino la disseminazione metastatica e la resistenza ai trattamenti.
Lo studio di Itagi e colleghi, pubblicato su Nature, affronta questi interrogativi attraverso il programma di autopsie rapide della University of Washington e del Fred Hutchinson Cancer Center [1]. Sono stati raccolti 104 campioni tumorali da 20 pazienti, comprendenti 24 campioni del tumore primitivo e 80 metastasi, integrando materiale autoptico con precedenti campioni diagnostici e chirurgici. La casistica includeva carcinoma uroteliale convenzionale e varianti plasmacitoide, squamosa, neuroendocrina e sarcomatoide, caratterizzati mediante analisi genomiche, trascrittomiche e del DNA libero circolante (cfDNA).
Il risultato centrale riguarda la ricostruzione delle traiettorie metastatiche. Nei 16 pazienti valutabili, 13 (81%) presentavano almeno un evento di disseminazione da una metastasi a un’altra. In nove pazienti (56%), una singola metastasi precoce risultava all’origine delle altre localizzazioni, mentre il tumore primitivo rappresentava la sorgente dominante in cinque (31%). Le metastasi emergono quindi come sorgenti attive di ulteriore diffusione sistemica, fornendo un razionale biologico per studiare se il loro trattamento precoce possa limitarne la capacità di disseminazione.
Eventi policlonali erano presenti in tutti i 16 pazienti e, in 12, coinvolgevano linee clonali distinte. Una maggiore policlonalità mostrava una tendenza all’associazione con una sopravvivenza peggiore (HR 6,8; p=0,09). La sua integrazione con istologia, età e sesso suggeriva una migliore distinzione tra gruppi prognostici, ma la numerosità limitata e l’incertezza statistica rendono il risultato esplorativo.
Anche la distribuzione temporale delle alterazioni genomiche differiva tra sottotipi. I tumori plasmacitoidi e, in misura meno marcata, quelli neuroendocrini mostravano un arricchimento di alterazioni patogenetiche nei cloni fondatori, comprendenti CDH1, TP53 e RB1 nei primi e TP53, PTEN e RB1 nei secondi. Parallelamente, tutti i pazienti presentavano alterazioni patogenetiche subclonali tardive – e questo evidenzia i limiti di una caratterizzazione basata su un unico campione.
Tra queste, particolare interesse rivestono le alterazioni del numero di copie di NECTIN4, frequentemente subclonali e non fondatrici. Nectin-4 è infatti il bersaglio di enfortumab vedotin, la cui combinazione con pembrolizumab ha dimostrato un netto beneficio di sopravvivenza in prima linea nello studio EV-302 [2]. Inoltre, una precedente coorte multicentrica aveva associato l’amplificazione di NECTIN4 a maggiore espressione membranaria della proteina e maggiore probabilità di risposta a enfortumab vedotin [3]. L’eterogeneità genomica descritta da Itagi e colleghi solleva quindi il problema della rappresentatività del campione utilizzato per studiare il bersaglio. Tuttavia, le variazioni del numero di copie non si traducono necessariamente in espressione proteica, e lo studio di Itagi e colleghi non ne dimostra un ruolo predittivo per la risposta al farmaco.
Un ulteriore risultato riguarda la resistenza al cisplatino nella variante plasmacitoide. Questi tumori mostravano una minore rappresentazione delle firme mutazionali SBS31 e SBS35, associate al trattamento con sali di platino, e una tendenza alla maggiore espressione del pathway dell’anemia di Fanconi, coinvolto nella riparazione dei legami crociati interfilamento del DNA. Nelle linee cellulari di carcinoma uroteliale, il silenziamento di FANCF riduceva l’ubiquitinazione di FANCD2, un passaggio necessario per la riparazione, e aumentava la sensibilità al cisplatino; viceversa, la sovraespressione di FANCF favoriva la resistenza. Questi risultati suggeriscono che interferire con tale sistema di riparazione potrebbe aumentare la sensibilità al cisplatino; si tratta tuttavia di un’ipotesi preclinica, ancora da validare in modelli specifici della variante plasmacitoide.
Lo studio del microambiente, condotto su campioni autoptici di pazienti pretrattati, ha mostrato ulteriori differenze: le metastasi linfonodali plasmacitoidi erano arricchite in linfociti B e T CD8 citotossici, mentre i tumori con differenziazione squamosa presentavano maggiore abbondanza di fibroblasti e macrofagi associati al tumore, compatibile con un ambiente immunosoppressivo. Questi profili potrebbero tuttavia risentire dei trattamenti precedenti e della sede di campionamento, limitandone l’interpretazione come caratteristiche intrinseche dei diversi sottotipi.
Particolarmente rilevanti sono infine i risultati sulla biopsia liquida. Il DNA libero circolante raccolto post mortem in 17 pazienti consentiva di rilevare, nei campioni con frazione tumorale ≥8%, le varianti a singolo nucleotide nei geni driver con percentuali mediane del 93-100%, secondo la metodica utilizzata, rispetto a una mediana del 64% nei campioni con frazione inferiore. La rilevazione delle mutazioni limitate a singole lesioni era invece meno completa e dipendeva anche dalle caratteristiche delle lesioni.
La rilevanza clinica del ctDNA è già sostenuta, in un contesto diverso, da IMvigor011: nei pazienti ctDNA-positivi dopo cistectomia, atezolizumab adiuvante ha migliorato la sopravvivenza libera da malattia e globale rispetto al placebo [4]. I risultati di Itagi e colleghi ampliano questa prospettiva verso la caratterizzazione dell’eterogeneità metastatica, ma andrebbero rafforzati da una validazione longitudinale durante il trattamento.
In conclusione, la selezione di pazienti con malattia terminale limita la generalizzabilità dei risultati; il valore dello studio risiede nella caratterizzazione dell’evoluzione clonale e dell’eterogeneità dei bersagli terapeutici, e nella capacità del cfDNA di intercettarne una parte. La possibilità di monitorare questi processi nel tempo e guidare le scelte terapeutiche richiede una validazione prospettica.

References

1. Itagi P, Schuster SL, Arora S, et al. Evolution and heterogeneity of lethal metastatic bladder cancer subtypes. Nature. 2026. doi: 10.1038/s41586-026-11035-z.
2. Powles T, Valderrama BP, Gupta S, et al. Enfortumab Vedotin and Pembrolizumab in Untreated Advanced Urothelial Cancer. N Engl J Med. 2024;390:875–888. doi: 10.1056/NEJMoa2312117.
3. Klümper N, Tran NK, Zschäbitz S, et al. NECTIN4 Amplification Is Frequent in Solid Tumors and Predicts Enfortumab Vedotin Response in Metastatic Urothelial Cancer. J Clin Oncol. 2024;42:2446–2455. doi: 10.1200/JCO.23.01983.
4. Powles T, Kann AG, Castellano D, et al. ctDNA-Guided Adjuvant Atezolizumab in Muscle-Invasive Bladder Cancer. N Engl J Med. 2025;393:2395–2408. doi: 10.1056/NEJMoa2511885



SBRT plus abiraterone acetate and ADT versus abiraterone acetate and ADT in oligometastatic castrate-resistant prostate cancer (ARTO): long-term, unplanned overall survival analysis of an open-label, randomised, phase 2 trial

Background: The ARTO trial showed improved early clinical outcomes by adding metastasis-directed therapy (MDT), through stereotactic body radiotherapy (SBRT), to abiraterone acetate and ADT in oligometastatic castrate-resistant prostate cancer. The aim of this analysis is to explore the long-term impact of MDT on overall survival … (leggi tutto)

Nel carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC), il trattamento sistemico rappresenta il cardine della strategia terapeutica. Tuttavia, la crescente capacità delle moderne metodiche di imaging di identificare volumi metastatici limitati e la diffusione della radioterapia stereotassica (SBRT) hanno progressivamente esteso il concetto di metastasis-directed therapy (MDT) anche a fasi più avanzate della malattia.
Il razionale è particolarmente interessante nel contesto oligometastatico o oligoprogressivo: in pazienti selezionati, la progressione potrebbe essere sostenuta da un numero limitato di cloni resistenti, la cui ablazione potrebbe prolungare il controllo ottenuto con la terapia sistemica. Nel carcinoma prostatico hormone-sensitive, studi randomizzati hanno già mostrato che la MDT può ritardare la progressione e l’inizio di ulteriori trattamenti sistemici. Nel mCRPC, invece, le evidenze rimangono più limitate e la possibilità che il trattamento locale delle metastasi possa tradursi in un beneficio di sopravvivenza è ancora incerta [1-3].
In questo contesto si inserisce lo studio ARTO, trial italiano multicentrico randomizzato di fase II condotto in 16 centri. Sono stati inclusi 157 pazienti con mCRPC oligometastatico, definito dalla presenza di non più di tre metastasi non viscerali, senza precedenti trattamenti sistemici per la fase mCRPC. I pazienti sono stati randomizzati 1:1 a ricevere ADT più abiraterone acetato 1000 mg/die e prednisone 5 mg due volte al giorno, con o senza SBRT concomitante su tutte le sedi metastatiche [2,4].
L’endpoint primario originale era la risposta biochimica a sei mesi, definita come riduzione del PSA ≥50% rispetto al baseline. Nella prima pubblicazione dello studio, tale endpoint era stato raggiunto nel 92% dei pazienti sottoposti a SBRT rispetto al 68,3% del gruppo di controllo (OR 5,34; IC 95% 2,05-13,88; p=0,001). Anche la risposta biochimica completa, definita come PSA ≤0,2 ng/mL, risultava significativamente più frequente con SBRT, così come la progression-free survival [2].
La nuova analisi pubblicata su Lancet Oncology estende il follow-up e concentra l’attenzione sulla sopravvivenza globale. Dopo un follow-up mediano di 53 mesi, erano stati registrati 65 decessi, 24 nel braccio sperimentale e 41 nel braccio di controllo. La OS mediana non era ancora raggiunta nel gruppo trattato con SBRT, mentre era pari a 50 mesi nel gruppo controllo, con una riduzione relativa del rischio di morte del 45% (HR 0,55; IC 95% 0,33-0,92; p=0,021) [4].
Le analisi aggiornate confermavano inoltre un vantaggio per la biochemical PFS e la radiological PFS: rispettivamente 44 versus 18 mesi (HR 0,49) e 44 versus 17 mesi (HR 0,48) [4]. Il profilo di sicurezza non mostrava un incremento evidente della tossicità clinicamente significativa nel braccio sottoposto a SBRT.
Il dato di sopravvivenza è particolarmente rilevante perché ARTO rappresenta uno dei primi studi randomizzati a suggerire che l’ablazione delle metastasi possa modificare non soltanto il tempo alla progressione, ma potenzialmente anche la storia naturale dell’mCRPC oligometastatico. Il beneficio sulla progressione è coerente con quanto osservato nello studio randomizzato di fase II GROUQ-PCS 9, nel quale l’aggiunta della SBRT ad ADT ed enzalutamide ha migliorato significativamente la radiographic PFS rispetto alla sola terapia sistemica, sebbene i dati di OS siano ancora immaturi [3].
L’interpretazione del risultato richiede tuttavia cautela. ARTO rimane uno studio di fase II con una popolazione relativamente piccola e la sopravvivenza globale era un endpoint secondario del disegno originale. Il ricalcolo post hoc della potenza per l’OS era stato completato prima dello svelamento dei dati. L’analisi di OS è infatti definita dagli stessi autori come unplanned e, pur essendo supportata da un follow-up maturo, necessita di conferma in studi randomizzati di fase III [4].
Un secondo elemento riguarda la definizione stessa di malattia oligometastatica. Lo staging poteva essere effettuato mediante metodiche di imaging differenti e senza l’obbligo di una piattaforma uniforme. In un’epoca caratterizzata dalla progressiva diffusione della PSMA-PET, questo aspetto è rilevante, perché una maggiore sensibilità diagnostica può determinare stage migration e modificare la popolazione che viene classificata come portatrice di tre o meno metastasi.
Va inoltre considerata l’evoluzione del trattamento sistemico del carcinoma prostatico metastatico. ARTO ha studiato abiraterone come trattamento di prima linea della fase mCRPC; oggi, una quota crescente di pazienti riceve un androgen receptor pathway inhibitor già durante la fase hormone-sensitive. Resta quindi da definire se la stessa entità di beneficio possa essere riprodotta in pazienti precedentemente esposti ad ARPI o trattati con differenti backbone sistemici [5].
Nel complesso, ARTO rappresenta un’evidenza importante a favore della MDT nel carcinoma prostatico resistente alla castrazione. Il dato più interessante non è semplicemente il prolungamento della PFS, già suggerito dalla prima analisi, ma il possibile beneficio in sopravvivenza globale. Se confermato, questo risultato potrebbe modificare il modo in cui viene interpretata la malattia oligometastatica resistente alla castrazione: non soltanto una fase nella quale la SBRT consente di posticipare la progressione o il cambio di terapia sistemica, ma un sottogruppo nel quale l’eradicazione delle sedi metastatiche macroscopiche potrebbe contribuire a modificare la storia naturale della malattia.
Per il momento, la selezione del paziente rimane probabilmente l’elemento centrale: basso burden metastatico, assenza di malattia viscerale e possibilità di trattare in maniera ablativa tutte le sedi di malattia. ARTO fornisce un segnale forte a favore di questa strategia, ma il passaggio da un promettente phase II a un nuovo standard terapeutico richiederà una conferma prospettica e una migliore definizione del ruolo della MDT nell’attuale sequenza delle terapie sistemiche.

References
1. Tilki D, van den Bergh RCN, Briers E, et al. EAU-EANM-ESTRO-ESUR-ISUP-SIOG Guidelines on Prostate Cancer. Part II—2026 Update: Treatment of Relapsing and Metastatic Prostate Cancer. Eur Urol. 2026;90(3):270–290. doi: 10.1016/j.eururo.2026.04.014.
2. Francolini G, Allegra AG, Detti B, et al. Stereotactic body radiation therapy and abiraterone acetate for patients affected by oligometastatic castrate-resistant prostate cancer: a randomized phase II trial (ARTO). J Clin Oncol. 2023;41:5561-5568.
3. Niazi T, Saad F, Tisseverasinghe S, et al. Metastases-directed therapy in addition to standard systemic therapy in oligometastatic castration-resistant prostate cancer in Canada (GROUQ-PCS 9): a multicentre, open-label, randomised, phase 2 trial. Lancet Oncol. 2025;26:1158-1167. doi: 10.1016/S1470-2045(25)00351-1.
4. Francolini G, Di Cataldo V, Caini S, et al. SBRT plus abiraterone acetate and ADT versus abiraterone acetate and ADT in oligometastatic castrate-resistant prostate cancer (ARTO): long-term, unplanned overall survival analysis of an open-label, randomised, phase 2 trial. Lancet Oncol. 2026;27:830-838.
5. Garje R, Riaz IB, Naqvi SAA, et al. Systemic therapy in patients with metastatic castration-resistant prostate cancer: ASCO Guideline Update. J Clin Oncol. 2025;43:2311-2334.


In Europe

Five-Year Survival Outcomes with Neoadjuvant Therapy in Melanoma Demonstrate that Neoadjuvant ICIs Exceeded Adjuvant Benchmarks

Oct 13, 2026 – An updated pooled analysis of pathological response and survival in an expanded cohort of 1038 patients with cutaneous (including acral), clinically detected, resectable, stage IIIB-IV melanoma treated with neoadjuvant immune checkpoint inhibitors (ICIs), BRAF plus MEK inhibitors or ICIs plus targeted therapy in 26 international cancer research centres and university teaching hospitals showed that ICI as monotherapy or in ICI combinations are superior to BRAF plus MEK inhibitors ... (leggi tutto)


 
Giredestrant plus everolimus prolongs PFS among patients with ER-positive, HER2-negative, ESR1-mutated advanced breast cancer after the receipt of a CDK4/6 inhibitor

Oct 12, 2026 – In a primary analysis of the international, open-label, randomised, phase III evERA study, which included patients with ER-positive, HER2-negative locally advanced or metastatic breast cancer who had disease progression or recurrence during or after treatment with a CDK4/6 inhibitor plus endocrine therapy, giredestrant plus everolimus led to significantly longer progression-free survival (PFS) than standard endocrine therapy plus everolimus in the subgroup of patients with ESR1-mutated tumours ... (leggi tutto)


 
Clinical trial applications advice pilot becomes permanent

Oct 08, 2026 – The Accelerating Clinical Trials in the EU (ACT EU) advice pilot, which helps sponsors prepare clinical trial applications, will become a permanent initiative from January 2027. The initiative contributes to higher-quality applications and more efficient clinical trial assessment processes, by strengthening cooperation across the European medicines regulatory network ... (leggi tutto)


 
Adjuvant fractionated radiotherapy significantly improves DFS in patients with atypical meningioma who have undergone complete surgical resection

Oct 08, 2026 – In an international, multicentre, open-label, randomised controlled phase III ROAM/EORTC-1308 study that compared early adjuvant radiotherapy with observation after surgical resection and histological confirmation of atypical meningioma, adjuvant fractionated radiotherapy significantly improved disease-free survival (DFS) in patients with atypical meningioma who have undergone surgeon-assessed complete surgical resection .... (leggi tutto)


 
ESMO contributes to discussions on the future of cancer care at EU Cancer Mission event

Oct 07, 2026 – ESMO was honoured to participate in the European Commission’s “5 Years EU Cancer Mission: Stronger Through Connection” event reflecting on progress achieved through the EU Cancer Mission and discuss priorities for the years ahead
The three-day event, which brought together researchers, clinicians, policymakers, patients and innovators, highlighted the importance of collaboration across research, healthcare and policy to advance cancer prevention, early detection, personalised treatment and quality of life for patients across Europe .
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FDA grants accelerated approval to iberdomide with daratumumab and hyaluronidase-fihj and dexamethasone for multiple myeloma

Oct 06, 2026 – On 13 August 2026, the US Food and Drug Administration (FDA) granted accelerated approval to iberdomide (Zenbexus, Bristol-Myers Squibb Company) in combination with daratumumab and hyaluronidase-fihj and dexamethasone for adult patients with multiple myeloma who have received at least one prior line of treatment including a proteasome inhibitor and an immunomodulatory agent ... (leggi tutto)


 
Multicancer early detection test detects tumour-derived cfDNA and demonstrates robust performance characteristics with a favourable safety profile

Oct 06, 2026 – A prospective, interventional PATHFINDER 2 study examined a multicancer early detection test in participants aged 50 years or older without clinical suspicion of cancer, who had not been diagnosed with or treated for cancer within 3 years prior to enrolment. The study provided evidence of test detected tumour-derived cell-free DNA (cfDNA) in an  ... (leggi tutto)



Dall’FDA 

FDA Grants Fast Track Designation to Opamtistomig for Advanced Biliary Tract Cancer

Oct 12, 2026 – The FDA has granted fast track designation to opamtistomig (LBL-024), a PD-L1/4-1BB bispecific antibody, for the first-line treatment of patients with advanced or metastatic biliary tract cancer (BTC).1
The designation follows preliminary findings from a phase 2 study (NCT07111546) evaluating opamtistomig in combination with chemotherapy.1,2 In an April 2026 update, findings from the safety run-in cohort (n = 20) showed the combination was generally well tolerated, with no new safety signals observed. Preliminary efficacy data demonstrated .
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Five Under 5: Top Oncology Videos for the Week of 10/5/2026

Oct 11, 2026 – Welcome to The Five Under 5, your go-to roundup of the top 5 videos of the week.
These short videos are designed for busy oncologists to view on the go, and feature expert insights on breaking news, regulatory updates, practice-changing data shared at medical meetings, and other key topics in the realm of oncology.
Here’s what you may have missed:.
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The OncFive: Top Oncology Articles for the Week of 10/4/2026

Oct 10, 2026 – Welcome to OncLive®’s OncFive!
Every week, we bring you a quick roundup of the 5 top stories from the world of oncology—ranging from pivotal regulatory decisions to key pipeline updates to expert insights on breakthroughs that are moving the needle in cancer care. This resource is designed to keep you informed on the latest updates in the space, in just a matter of minutes. .
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FDA Grants Fast Track Designation to PSV359 for Advanced FAP-Positive Solitary Fibrous Tumors

Oct 09, 2026 – The FDA has granted fast track designation to [²¹²Pb]PSV359 for the treatment of adult patients with locally advanced unresectable or metastatic FAP-positive solitary fibrous tumors.¹
Preclinical studies have shown FAP-targeted tracer uptake in solitary fibrous tumor models. In previously reported findings for first-in-human SPECT/CT imaging, 203Pb–labeled PSV359 demonstrated tumor uptake, prolonged tumor retention, rapid clearance through the kidneys, and low accumulation in normal organs in 3 patients with FAP-expressing cancers .
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FDA Grants Breakthrough Device Designation to Natera’s Multi-Cancer Early Detection Assay

Oct 09, 2026 – The FDA has granted breakthrough device designation to Natera’s multi-cancer early detection (MCED) assay, a blood-based test that analyzes cell-free DNA (cfDNA) to screen for multiple cancers.1
In granting the designation, the FDA assessed data from 12 cancer types and evaluated the assay’s sensitivity, specificity, and cancer signal origin (CSO) performance. Natera stated that the assay generated .
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FDA Grants Breakthrough Device Designation to Natera’s Multi-Cancer Early Detection Assay

Oct 09, 2026 – The FDA has granted breakthrough device designation to Natera’s multi-cancer early detection (MCED) assay, a blood-based test that analyzes cell-free DNA (cfDNA) to screen for multiple cancers.1
In granting the designation, the FDA assessed data from 12 cancer types and evaluated the assay’s sensitivity, specificity, and cancer signal origin (CSO) performance. Natera stated that the assay generated .
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FDA Approves Atezolizumab Plus Chemo for Stage III dMMR Colon Cancer

Oct 08, 2026 – The FDA has approved atezolizumab (Tecentriq) in combination with a fluoropyrimidine and oxaliplatin for the adjuvant treatment of adult and pediatric patients 2 years of age and older with stage III mismatch repair–deficient colon cancer.1
The regulatory agency also approved atezolizumab and hyaluronidase-tqjs (Tecentriq Hybreza; subcutaneous atezolizumab) in combination with a fluoropyrimidine and oxaliplatin for the adjuvant treatment of adult and pediatric patients 12 years .
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VIR-5500 Receives FDA Fast Track Designation in mCRPC

Oct 08, 2026 – The FDA has granted fast track designation to VIR-5500 (AMX-500), an investigational prostate-specific membrane antigen (PSMA)–targeted, dual-masked T-cell engager, for the treatment of patients with late-line metastatic castration-resistant prostate cancer (mCRPC) ... (leggi tutto)



September Roundup of FDA Approvals in Oncology: 8 Decisions to Know

Oct 07, 2026 – Below is your guide to all the oncologic options that were given the green light by the FDA in September 2026. The regulatory roundup provides everything you need to know, right at your fingertips, including all the topline data that supported the decisions and expert insights detailing clinical practice implications ... (leggi tutto)



FDA Approves Tucatinib Plus Trastuzumab/Pertuzumab as First-Line Maintenance in Advanced HER2+ Breast Cancer

Oct 07, 2026 – The FDA has approved tucatinib (Tukysa) in combination with trastuzumab (Herceptin) and pertuzumab (Perjeta) for the maintenance treatment of adult patients with unresectable locally advanced or metastatic HER2-positive breast cancer following induction treatment.1,2
The regulatory decision was supported by data from the phase 3 HER2CLIMB-05 trial (NCT05132582) .
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FDA Grants Breakthrough Therapy Designation to Temab-A in Previously Treated c-Met–Expressing Nonsquamous NSCLC

Oct 07, 2026 – The FDA has granted breakthrough therapy designation to telisotuzumab adizutecan (Temab-A; ABBV-400) monotherapy for the treatment of patients with previously treated, c-Met–expressing, EGFR wild-type nonsquamous non–small cell lung cancer (NSCLC) whose disease has progressed on platinum-based chemotherapy and anti–PD-(L)1 therapy ... (leggi tutto)



FDA Grants Breakthrough Therapy Designation to Telisotuzumab Adizutecan Plus Bevacizumab in Refractory mCRC

Oct 07, 2026 – The FDA has granted breakthrough therapy designation to telisotuzumab adizutecan (Temab-A; ABBV-400) in combination with bevacizumab (Avastin) for the treatment of adult patients with refractory metastatic colorectal cancer (mCRC) who have previously received fluoropyrimidine, irinotecan, oxaliplatin, an anti-VEGF monoclonal antibody, and, if indicated, an anti-EGFR monoclonal antibody ... (leggi tutto)


Dall’ASCO  

Receiving a Survivorship Care Plan Is Associated With Improved Survival for Patients With Cancer, Large Study Suggests

Oct 12, 2026 – A survivorship care plan (SCP) outlines the prior cancer treatments and care a patient has received and provides a roadmap for ongoing follow-up and surveillance, as well as long-term toxicity management and health promotion.
A recent analysis conducted across a single health system that included more than 34,000 patients showed that receipt of a cancer SCP was strongly associated with improved survival across age brackets and cancer types 
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Decentralizing Clinical Trials: Regulatory Guidance and Workforce Development Among Key Elements Identified for Successful Implementation

Oct 12, 2026 – The Association of Cancer Care Centers (ACCC) gathered stakeholders in roundtable discussions to identify barriers and solutions to adopting decentralized clinical trial (DCT) methods in oncology care settings.
Participants identified key focus areas for implementing DCTs: regulatory guidance, operational readiness, intentional workforce development, and equity-centered design
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Real-World Study Explores Benefits and Limitations of PIN Billing Codes for Patient Navigation Services in Cancer Care

Oct 12, 2026 – A study conducted at the University of Alabama at Birmingham (UAB) assessed the operational rollout and billing implementation of Principal Illness Navigation (PIN) billing codes in oncology.
The total revenue from payor payments was $26,291 across 500 paid claims, 38% of claims were rejected or pending, and only 11% of patients with a claim in month 1 had a claim in month 2  
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RT CHARM: Hypofractionated PMRT for Breast Cancer Is Noninferior to Conventional RT in Women Who Undergo Breast Reconstruction

Oct 12, 2026 – The 24-month breast reconstruction complication rate was 12.3% with hypofractionated postmastectomy radiation therapy (PMRT; 42.56 Gy given in 16 fractions over 3 weeks) versus 10.2% for conventional PMRT (50 Gy given in 25 fractions over 5 weeks).
There were 10 recurrences reported in the hypofractionation group and 8 in the conventional PMRT group, but statistical testing indicated no significant difference between the groups 
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Why Phase 1 Trials Remain a Potential Viable Pathway for Pretreated Patients With Gynecologic Cancers

Oct 12, 2026 – Results from a retrospective study of 335 patients with gynecologic cancers suggest that participating in phase 1 clinical trials can lead to clinically meaningful benefits.
More than half of response-evaluable patients experienced clinical benefit, driven primarily by stable disease, and as time went on, patients more recently had better survival outcomes.
Although a multivariable analysis indicated that non-Hispanic Black patients had a higher risk of mortality, patients of all races derived benefit from these trials 
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Rethinking Treatment Sequencing in Advanced Melanoma: Neoadjuvant Immune Checkpoint Inhibition as the New Standard of Care

Oct 08, 2026 – Neoadjuvant immune checkpoint inhibitors (ICIs) outperform adjuvant-only therapy in resectable stage III melanoma, with both single-agent pembrolizumab and combination ipilimumab plus nivolumab showing significant benefit.
Pathologic response is highly prognostic, and clinicians increasingly use it to guide adjuvant treatment.
The trend is toward less toxic, more personalized care, with relatlimab plus nivolumab showing lower toxicity. Earlier-stage trials of ICIs are underway, and studies are testing whether nodal surgery can be safely de-escalated in patients who have a major pathologic response 
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At-Home Cancer Care: Precision Delivery Through Integrated Infrastructure

Oct 07, 2026 – Home cancer care is safe when patients and regimens are appropriately selected.
Successful implementation requires integrated infrastructure and adherence to existing best practices.
Payor alignment is a significant barrier, and site of care–agnostic payment encourages innovation 
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Making Immunotherapy More Accessible for Patients With Recurrent/Metastatic Head and Neck Cancer: Lessons From Ultra–Low-Dose Nivolumab + Oral Metronomic Chemotherapy

Oct 07, 2026 – In a randomized phase 3 trial, triple oral metronomic chemotherapy plus 20 mg of nivolumab every 3 weeks improved overall survival, progression-free survival, and response compared with paclitaxel and carboplatin, with fewer grade ≥ 3 adverse events.
The results demonstrate the efficacy of the complete triple oral metronomic chemotherapy plus ultra–low-dose immunotherapy (TMC-I) regimen but does not establish that nivolumab at 20
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Novità da AIFA – Farmaci a uso compassionevole

In questa sezione puoi trovare la lista dei farmaci a uso compassionevole
Elenco dei programmi attivati il 21 settembre 2026:


Tafasitamab – Incyte Biosciences
In combinazione con lenalidomide e rituximab per il trattamento del Linfoma Follicolare (LF) Recidivante/Refrattario (R/R) (Grado 1-3a) dopo almeno una linea di terapia sistemica

 Lurbinectedina (Zepzelca) – Pharma Mar
In combinazione con atezolizumab, per il trattamento di mantenimento di pazienti adulti con carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso (ES-SCLC) la cui malattia non è progredita dopo la terapia di induzione di prima linea con atezolizumab, carboplatino e etoposide.


Clicca qui per la lista programmi per uso compassionevole aggiornata al 21 settembre 2026
Clicca qui per maggiori informazioni


Pillole dall’AIFA

9 ottobre 2026 – Ordine del giorno riunione Commissione Scientifica e Economica del Farmaco (CSE)
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9 ottobre 2026 – Aggiornamento “Diario di bordo sulla Trasparenza”
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8 ottobre 2026 – Nota Informativa Importante di Sicurezza (NIIS) su Ocrevus (ocrelizumab)
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7 ottobre 2026 – Notifica dei provvedimenti – Ufficio Ispezioni e Autorizzazioni GMP Medicinali
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2 ottobre 2026 – Aggiornamento “Diario di bordo sulla Trasparenza”
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Opportunità di lavoro in Oncologia

Consulta le posizioni disponibili nella vetrina riservata ai Soci AIOM o scarica il modulo per richiedere la pubblicazione di annunci  


L’Accademia Nazionale dei Lincei ha bandito per il 2027 i seguenti Premi e borse di studio:

BORSE DI STUDIO POST-DOTTORATO – Scadenza 2 novembre 2026

  • «Virginio Rizzo» per ricerche in Medicina;
  • «Gabriella Dolfin Voyasidis» per ricerche in Oncologia di base (Borsa Biennale);

La domanda di partecipazione va presentata esclusivamente online, compilando il modulo disponibile su: https://selezionionline.lincei.it
Tutti i bandi sono consultabili qui 


Appuntamenti 

NELL’AGENDA DISPONIBILE SUL SITO DELL’ASSOCIAZIONE TUTTE LE INFORMAZIONI SUGLI EVENTI AIOM NAZIONALI, REGIONALI e ALTRI APPUNTAMENTI PATROCINATI DA AIOM

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