Survival of Patients Diagnosed With Cancer During the COVID-19 Pandemic
Importance: The effects of COVID-19 pandemic-related disruptions on cancer diagnosis in the US have been widely observed, but their impact on short-term survival has not been assessed. Objective: To examine 1-year cause-specific survival (CSS) rates among patients diagnosed with cancer during 2020 and 2021 using high-quality cancer registry data … (leggi tutto)
La pandemia da COVID-19 ha avuto conseguenze profonde sull’organizzazione dei sistemi sanitari e, in particolare, sulla prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle patologie oncologiche (1). Nei primi mesi della pandemia, la riduzione degli screening, il rinvio di procedure diagnostiche e chirurgiche e le difficoltà di accesso alle strutture sanitarie hanno determinato una significativa diminuzione delle nuove diagnosi di tumore (2). Più incerto era invece l’impatto di queste interruzioni sulla prognosi dei pazienti. Lo studio di Burus et al. (3), pubblicato su JAMA Oncology, affronta proprio questa questione, valutando la sopravvivenza a breve termine dei pazienti con diagnosi di tumore negli Stati Uniti durante i primi due anni della pandemia. Gli autori hanno condotto uno studio di coorte di popolazione utilizzando i dati del registro Surveillance, Epidemiology, and End Results (SEER)-21, che nel periodo considerato copriva circa il 41.9% della popolazione statunitense. Sono stati inclusi i pazienti con una prima diagnosi di tumore invasivo tra il 2015 e il 2021, confrontando in particolare i soggetti diagnosticati nel 2020 e nel 2021 con quelli diagnosticati nel quinquennio precedente alla pandemia, dal 2015 al 2019. L’endpoint principale era la sopravvivenza causa-specifica (CSS) ad un anno, analizzata in relazione allo stadio di malattia alla diagnosi e, successivamente, ai principali tipi di tumore. Sono stati analizzati 1.008.012 pazienti diagnosticati nei primi due anni della pandemia da COVID-19, rispettivamente 473.781 nel 2020 e 534.231 nel 2021. Il dato più rilevante è la riduzione significativa della sopravvivenza ad un anno osservata in entrambi gli anni, sia per le diagnosi in stadio precoce sia per quelle in stadio avanzato. Rispetto ai trend osservati prima della pandemia, la CSS si è ridotta di 0,44 punti percentuali per le diagnosi in stadio iniziale nel 2020 e di 0,27 punti nel 2021. L’impatto è risultato ancora maggiore nei pazienti con malattia avanzata, con una riduzione rispettivamente di 1,34 e 1,20 punti percentuali. Queste differenze apparentemente contenute assumono un significato molto più rilevante se rapportate all’elevato numero di persone coinvolte. Secondo le stime degli autori, le riduzioni della sopravvivenza osservate nei primi due anni della pandemia si sono tradotte in 17.390 decessi per tumore in più rispetto a quelli attesi, pari a un incremento del 13,1% dei decessi entro un anno dalla diagnosi. L’aumento della mortalità è stato osservato in diversi sottogruppi, ma è risultato particolarmente marcato nei pazienti di età pari o superiore a 65 anni e in alcuni gruppi etnici minoritari. Interessanti sono anche i risultati relativi alle singole sedi tumorali. Riduzioni significative della sopravvivenza sono state osservate, tra gli altri, nei tumori dell’esofago e del colon-retto diagnosticati in stadio precoce e nei tumori della prostata diagnosticati in stadio avanzato. Gli autori stimano che, a causa della riduzione della sopravvivenza osservata durante la pandemia, i decessi per tumore della prostata siano stati del 25,4% superiori e quelli per tumore del colon-retto del 16,3% superiori rispetto a quanto atteso in assenza di tale riduzione della sopravvivenza. Il dato centrale dello studio è quindi che le conseguenze della pandemia non sembrano essersi limitate alla temporanea riduzione del numero di diagnosi oncologiche, ma potrebbero essere state associate ad un peggioramento degli esiti dei pazienti successivamente diagnosticati. Lo studio non dimostra un rapporto causale diretto tra pandemia e singolo decesso. Tuttavia, la riduzione della sopravvivenza a un anno rispetto ai trend pre-pandemici, osservata sia per le diagnosi in stadio iniziale sia per quelle in stadio avanzato e in diversi tipi di tumore, suggerisce un impatto rilevante delle conseguenze della pandemia sugli esiti oncologici. Pertanto, la continuità dei percorsi oncologici rappresenta un elemento essenziale della qualità delle cure e non può essere considerata un aspetto secondario in situazioni di crisi sanitaria. Recuperare le diagnosi perse o ritardate, mantenere elevata l’adesione agli screening e garantire tempi appropriati di accesso alla diagnosi e al trattamento sono interventi fondamentali per ridurre il rischio che gli effetti indiretti di una crisi sanitaria si traducano, nel lungo periodo, in un eccesso di mortalità oncologica.
BIBLIOGRAFIA 1. Janczewski LM, Cotler J, Merkow RP, Palis B, Nelson H, Mullett T, et al. Alterations in Cancer Treatment During the First Year of the COVID-19 Pandemic in the US. JAMA Netw Open. 2023 Oct 30;6(10):e2340148. doi:10.1001/jamanetworkopen.2023.40148 2. Fedewa SA, Star J, Bandi P, Minihan A, Han X, Yabroff KR, et al. Changes in Cancer Screening in the US During the COVID-19 Pandemic. JAMA Netw Open. 2022 Jun 3;5(6):e2215490. doi:10.1001/jamanetworkopen.2022.15490 3. Burus T, Damgacioglu H, Huang B, Tucker TC, Deshmukh AA, Lang Kuhs KA. Survival of Patients Diagnosed With Cancer During the COVID-19 Pandemic. JAMA Oncol. 2026 Apr 1;12(4):356. doi:10.1001/jamaoncol.2025.6332
Methylation-based ctDNA monitoring in metastatic breast cancer during CDK4/6 inhibitor therapy
Circulating tumor DNA (ctDNA) enables minimally invasive treatment monitoring, yet the clinical validity of longitudinal ctDNA surveillance in metastatic breast cancer remains incompletely defined. Here we show that methylation-based tumor fraction (mTF), a tissue-agnostic epigenomic measure of ctDNA, closely mirrors radiographic response and clinical outcomes in 57 patients with estrogen receptor-positive, HER2-negative metastatic breast cancer receiving endocrine therapy with a CDK4/6 inhibitor across 350 serial plasma timepoints … (leggi tutto)
Il ctDNA è un biomarcatore minimamente invasivo, utile per ottenere informazioni genomiche sulla neoplasia e monitorare la risposta al trattamento. Dalla letteratura emerge il ruolo prognostico della genotipizzazione e dei livelli basali di ctDNA, ma la validità del suo monitoraggio longitudinale è in fase di definizione. Gli studi disponibili hanno come limiti la frequente assenza di rivalutazioni radiologiche concomitanti, l’esclusione dei pazienti privi di malattia misurabile e l’impiego quasi esclusivo di pannelli NGS orientati alle varianti a singolo nucleotide (SNV). Questi test possono produrre falsi negativi quando il ctDNA scende sotto la soglia di rilevazione (tipicamente 0.1-0.3%) e risentono, inoltre, delle varianti da ematopoiesi clonale (CHIP) attribuite erroneamente al tumore (alterazioni somatiche di origine midollare che oscillano indipendentemente dalla malattia). 1 E’ stata quindi condotta un’analisi retrospettiva monocentrica su una coorte prospetticamente arruolata al Princess Margaret Cancer Centre (protocollo LIBERATE, NCT03702309)2: 57 pazienti con carcinoma mammario metastatico HR+/HER2− in trattamento con endocrinoterapia e CDK4/6i (palbociclib nel 71,9%, letrozolo il partner più frequente, malattia misurabile secondo RECISTv1.1 nel 61,4%), arruolate fra maggio 2018 e dicembre 2023 (follow-up mediano 33,9 mesi). Sono stati analizzati 350 campioni plasmatici seriali (una mediana di 6 per paziente), raccolti al basale, in corso di terapia e alla progressione, in prossimità delle rivalutazioni radiologiche. Su ciascun campione sono stati eseguiti due test in parallelo: un saggio epigenomico (Guardant Reveal) che quantifica la frazione tumorale su circa 20.000 regioni differenzialmente metilate (mTF; limit of detection LoD95 0,005%, limit of quantification LoQ95 0,01%) e un pannello NGS di oltre 700 geni (Guardant360), da cui è stata derivata la maxVAF, ovvero la frazione allelica del variante somatico non sinonimo più rappresentato, come termine di confronto mutation-based. Le rivalutazioni imaging sono state valutate sia secondo referto radiologico sia secondo RECIST v1.1, gli endpoint erano il time to treatment discontinuation (TTD, l’intervallo tra l’avvio del trattamento e la sua discontinuazione per qualsiasi causa) e l’overall survival (OS). Il dato di ctDNA era in cieco rispetto alla pratica clinica. Le definizioni di risposta e progressione molecolare non erano predefinite: sono state selezionate a posteriori fra numerose soglie testate sulla stessa coorte e vanno quindi considerate esploratorie. Il ctDNA è risultato rilevabile al basale attraverso la metilazione nel 94,7% delle pazienti; la restante parte era caratterizzata per lo più da un basso carico di malattia. La mTF mediana basale era 1,23%: valori più elevati si associavano a malattia viscerale e terapia con abemaciclib e fulvestrant (suggestiva di un contesto endocrino-resistente), e correlavano significativamente con l’OS (p=0,0023) ed un trend per il TTD (p=0,058). Il profilo mutazionale basale era quello atteso (PIK3CA 38%, TP53 30%). Sul piano dinamico, un calo della mTF ≥50% entro 8 mesi dall’inizio della terapia mostrava un trend favorevole per TTD e OS più favorevoli, con effetto più marcato nelle finestre tardive — coerentemente con il tempo mediano alla clearance, pari a 7,3 mesi — mentre un incremento nei primi 2–4 mesi identificava progressori rapidi (TTD mediano 5,1 mesi). La clearance della mTF, osservata in 18 pazienti, si associava ad un prolungato TTD (HR 0,17; IC95% 0,07–0,41; p<0.0001) e all’OS (HR 0,09; IC95% 0,02–0,42; p=0.0019), ed era più frequente con inibitore dell’aromatasi (p=0.024), espressione di una malattia endocrino-sensibile. Al contrario, la presenza di una malattia viscerale, una mTF al baseline sopra la media, la presenza di una malattia misurabile secondo RECIST e lo stato pre-menopausale erano associati ad una mancata clearance della mTF. Questa correlazione tra il la discesa della mTF ed esiti clinici favorevoli è coerente con quanto avviene in altre neoplasie.3 Poiché la clearance non è una caratteristica basale ma un evento che matura nel tempo, gli autori l’hanno modellizzata come covariata tempo-dipendente: l’associazione con il TTD si conferma, pur attenuandosi (HR 0,24; IC95% 0,10–0,53; p<0.0001). Nessuna delle stesse associazioni si osservava con la maxVAF, che mostrava anzi varianti persistenti a basso livello nonostante la risposta; la clearance secondo maxVAF si è verificata in soli 5 pazienti contro 18, riflesso diretto del diverso limite di rilevabilità. Sono 175 i timepoint in cui prelievo e rivalutazione radiologica coincidono entro i 30 giorni (110 valutabili per RECIST v1.1). La definizione esploratoria di risposta molecolare (calo ≥50% dal basale) e progressione molecolare (calo <50% e/o risalita sopra lo 0,1% assoluto) ha raggiunto un valore predittivo negativo (NPV) del 99,2% ed una sensibilità del 95,8% al confronto con la valutazione radiologica, che sale al 100% se si considera la progressione secondo RECIST v1.1. Risposte coerenti e quantificabili sono state documentate anche nei pazienti senza malattia misurabile. Infine, la risalita della mTF ha preceduto la comparsa delle alterazioni di resistenza al pannello NGS in tutti i 7 casi valutabili con mESR1 acquisita, coerentemente con la maggiore sensibilità della componente epigenomica e con la natura spesso subclonale di queste mutazioni, con un lead time mediano di 5,8 mesi (range 0,7–29,2) sulla sospensione del CDK4/6i. Rispetto agli studi PADA-1 e SERENA-6, costruiti sulla sorveglianza della sola ESR1 e, nel caso di SERENA-6, limitati alle pazienti stabili dopo 6 mesi di terapia, il monitoraggio mediante mTF offre un segnale precoce ed esteso all’intera popolazione, indipendentemente dal meccanismo di resistenza, lasciando al pannello NGS il compito successivo di orientare la terapia genotipo-guidata. La mTF, inoltre, ha il vantaggio di colmare un limite dell’imaging: la risposta completa radiologica è rara e spesso non dichiarabile in alcuni casi (ad esempio in pazienti con malattia bone-only), mentre la risposta molecolare fornisce una misura graduabile in tutti i pazienti, utile a personalizzare la valutazione prognostica e potenzialmente l’iter terapeutico: l’ipotesi di un treat-to-molecular-complete-response resta però da verificare in studi prospettici di modulazione della terapia. Tra i limiti dello studio, le definizioni di risposta e progressione sono state selezionate a posteriori fra molte soglie testate sulla stessa coorte: inoltre, il lead time di 5,8 mesi non è una proprietà intrinseca del test ma il prodotto del timing di raccolta dei prelievi (spesso irregolare causa pandemia) e rivalutazioni imaging in una coorte retrospettiva, e ha come endpoint una decisione dipendente dal clinico. In conclusione, possiamo affermare che quantificare la frazione tumorale attraverso la metilazione fornisce un segnale più pulito del tracciamento delle SNV, perché prescinde dal genotipo, dalla clonalità e dal confondimento da CHIP. La cinetica della mTF rispecchia da vicino la risposta radiologica e la resistenza al trattamento, spesso anticipando la rilevazione delle mutazioni di resistenza. Un altro spunto interessante è che una risposta definita su biopsia liquida potrebbe fornire un cambio di strategia nel disegno dei trial clinici, permettendo di includere anche la malattia non misurabile, oggi ai margini per un limite dei criteri radiologici e non per irrilevanza clinica.4 Questi dati sostengono la necessità di una validazione prospettica e multicentrica dell’utilità clinica del mTF come strumento per ottimizzare il trattamento, definire il momento in cui ripetere una profilazione genomica e personalizzare le scelte terapeutiche nella fase di progressione molecolare che precede quella clinico-radiologica.
1. Elliott, M. J. et al. Comprehensive tumor-agnostic evaluation of genomic and epigenomic-based approaches for the identification of circulating tumor DNA in early-stage breast cancer. ESMO Open 10, 105286 (2025). 2. Elliott, M.J., Fuentes-Antrás, J., Main, S.C. et al. Methylation-based ctDNA monitoring in metastatic breast cancer during CDK4/6 inhibitor therapy. Nat Commun 17, 7183 (2026). 3. Liang, S. I. et al. Methylation-based ctDNA tumor fraction changes predict long-term clinical benefit from immune checkpoint inhibitors in RADIOHEAD, a real-world pan-cancer study. Cancer Res. Commun. 5, 1384–1395 (2025). 4. Gouda, M. A. et al. Liquid biopsy response evaluation criteria in solid tumors (LB-RECIST). Ann. Oncol. 35, 267–275 (2024).
Perioperative Durvalumab Plus FLOT Improves OS in Patients with Resectable Gastric or GEJ Adenocarcinoma
Sep 15, 2026 – A global, randomised, double-blind, placebo-controlled, multicentre, phase III study, MATTERHORN previously met its primary endpoint by showing a statistically significant improvement in event-free survival (EFS) with durvalumab plus FLOT versus placebo plus FLOT, and an interim overall survival (OS) analysis showed a numerical improvement in the durvalumab versus placebo group in patients with resectable gastric or gastro-oesophageal junction (GEJ) adenocarcinoma ... (leggi tutto)
Azacitidine-Venetoclax Prolongs EFS Over Induction Chemotherapy Among Induction-Eligible Patients with AML
Sep 14, 2026 – In an investigator-initiated, open-label, multicentre, randomised, phase II PARADIGM study, conducted at nine academic centres in the US among previously untreated adult patients with acute myeloid leukaemia (AML), who were eligible for induction chemotherapy, treatment with azacitidine-venetoclax led to longer event-free survival (EFS) than induction chemotherapy. Treatment with azacitidine-venetoclax allowed the transition of patients, the majority of whom had adverse risk disease, to haematopoietic cell transplantation ... (leggi tutto)
EMA Recommends Extension of Therapeutic Indications for Teclistamab
Sep 11, 2026 – On 25 June 2026, the European Medicines Agency’s (EMA’s) Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) adopted a positive opinion recommending a change to the terms of the marketing authorisation for the medicinal product teclistamab (Tecvayli). The marketing authorisation holder for this medicinal product is ... (leggi tutto)
Daraxonrasib Shows Antitumour Activity in Patients with Previously Treated Metastatic RAS-mutated NSCLC
Sep 10, 2026 – Daraxonrasib was associated with adverse events of grade 3 or higher in 54% and treatment-related adverse events of grade 3 or higher in 30%, along with a response in more than 30% of patients with RAS-mutated non-small cell lung cancer (NSCLC), who had disease progression after platinum-based chemotherapy and anti-PD-(L)1 therapy ... (leggi tutto)
FDA Approves Gedatolisib with Fulvestrant, With or Without Palbociclib, for HR-positive, HER2-negative Locally Advanced or Metastatic Breast Cancer
Sep 09, 2026 – On 14 July 2026, the US Food and Drug Administration (FDA) approved gedatolisib (Revtorpyk, Celcuity Inc.) in combination with fulvestrant, with or without palbociclib, for adult patients with hormone receptor (HR)-positive, human epidermal growth factor receptor 2 (HER2)-negative locally advanced or metastatic breast cancer without a PIK3CA mutation detected following progression on or after treatment with at least one line of endocrine therapy in the metastatic setting ... (leggi tutto)
Dall’FDA
FDA Approves Lutetium Lu 177 Dotatate Injection for SSTR+ GEP-NETs Sep 14, 2026 – FDA authorization covers adult SSTR-positive GEP-NETs, explicitly including foregut, midgut, and hindgut neuroendocrine tumor sites. Lutetium Lu 177 dotatate functions as a receptor-targeted radioligand, binding SSTRs to deliver tumor-directed radiation. Approval relied on demonstrating biological and chemical similarity to an already approved lutetium Lu 177 dotatate radiopharmaceutical ... (leggi tutto)
FDA Approves Reduced Monitoring Time for First 2 Doses of Tarlatamab in ES-SCLC
Sep 14, 2026 – The FDA has approved a labeling update that reduces the post-infusion monitoring period to 6 to 8 hours following the first two doses of tarlatamab-dlle (Imdelltra) in patients with extensive-stage small cell lung cancer (ES-SCLC).1 Previously, patients were required to be monitored for 22 to 24 hours in an appropriate health care setting after the first infusion, administered on cycle 1 day 1, and the second infusion, administered on cycle 1, day 8 ... (leggi tutto)
FDA Approves TLX101-Px for Glioma Imaging
Sep 14, 2026 – FDA approval covers adjunctive FET-PET use to differentiate post-therapy changes from recurrent or progressive glioma across adult and pediatric populations, including infants ≥1 month. TLX101-Px consists of a small-molecule amino acid analogue labeled with fluorine-18 for PET imaging after intravenous administration. Tumor-associated uptake is mediated through binding to L-type amino acid transporters LAT1 and LAT2 on cell membranes ... (leggi tutto)
FDA Approves Aminolevulinic Acid Hydrochloride Plus PDT for Basal Cell Carcinoma
Sep 14, 2026 – FDA authorization covers Ameluz topical gel combined with BF-RhodoLED–based PDT for adult superficial basal cell carcinoma, positioning it as a non-surgical treatment option in dermatologic oncology. Robust efficacy was demonstrated with 66% combined clinical and histologic complete response for the main target lesion at 12 weeks versus 5% with vehicle plus PDT. Histopathologic endpoints favored active therapy, with 76% histologic clearance of the main lesion compared with 19% in the control arm ... (leggi tutto)
Five Under 5: Top Oncology Videos for the Week of 9/6
Sep 13, 2026 – Life-years-saved methodology compares general and post-diagnosis life expectancy by age cohort, translating survival gains into patient-relevant milestones while incorporating morbidity from prolonged treatment-related adverse effects. Anti-TMPRSS6 monoclonal antibody DISC-3405 showed phlebotomy-free rates of 77.9% after first maintenance and 61.5% at 26 weeks in RESTORE-PV cohort A, supporting adjunctive use ... (leggi tutto)
The OncFive: Top Oncology Articles for the Week of 9/6
Sep 12, 2026 – Sevabertinib gained first-line accelerated approval for HER2 TKD–mutated nonsquamous NSCLC, delivering 75% ORR in SOHO-01 with durable responses and predominantly low-grade GI and dermatologic AEs. STELLAR-303 supported zanzalintinib/atezolizumab in refractory mCRC, improving median OS to 10.9 vs 9.4 months, but hierarchical testing precluded formal PFS significance; serious TRAEs increased ... (leggi tutto)
FDA Extends Review Period for Zanzalintinib Plus Atezolizumab NDA in Pretreated mCRC
Sep 11, 2026 – FDA classified updated safety/efficacy information as a major amendment, extending the PDUFA action date from December 3, 2026, to March 3, 2027. STELLAR-303 demonstrated OS benefit in refractory, MSS/pMMR mCRC: median OS 10.9 vs 9.4 months versus regorafenib (HR 0.80; P=.0045). Enrollment excluded MSI-H/dMMR disease and required progression on fluoropyrimidine/oxaliplatin/irinotecan regimens, with prior anti-VEGF, anti-EGFR (if RAS WT), and BRAF inhibitor allowed ... (leggi tutto)
FDA Approves Sevabertinib for Advanced HER2 TKD–Mutated Nonsquamous NSCLC
Sep 09, 2026 – Accelerated approval now covers adult, locally advanced/metastatic nonsquamous NSCLC with HER2 (ERBB2) TKD activating mutations, contingent on detection with an FDA-authorized diagnostic test. Supporting evidence derived from SOHO-01, an open-label, single-arm, multicenter, multi-cohort clinical trial enrolling patients with HER2 TKD–mutant nonsquamous NSCLC. Label expansion follows a November 2025 accelerated approval that restricted use to patients who had received prior systemic therapy ... (leggi tutto)
Dall’ASCO
Novel Approach Uses Single-Cell Raman Spectroscopy and AI to Predict Responses to Melanoma Therapies Sep 11, 2026 – Early preclinical studies investigated a prognostic platform that uses single-cell Raman spectroscopy paired with machine learning to generate a signature of a cell’s components. In melanoma cell lines, the approach distinguished between cell types in the tumor microenvironment and induced functional phenotypes, reflected biochemical changes resulting from exposure to melanoma therapies, and identified drug resistance accurately in 91% of tested samples derived from patients with melanoma … (leggi tutto)
Turning Up the Volume on Ototoxicity in High-Risk Neuroblastoma Sep 10, 2026 – Platinum-induced hearing loss, often irreversible, is highly prevalent in patients with high-risk neuroblastoma (HRNBL). Hearing loss, especially in young children, is consequential for neurocognitive and behavioral development, healthy social interactions, academic and vocational achievement, and overall quality of life. Strategies to prevent platinum-induced hearing loss are urgently needed for patients with HRNBL. … (leggi tutto)
The Need to Validate AI-Assisted Diagnosis of Acute Leukemia in South Sudan: When the Gold Standard Doesn’t Reach the Patient, It Isn’t the Standard Sep 09, 2026 – In low-resource settings, flow cytometry and molecular diagnostics—the gold standard for diagnosing and monitoring acute lymphoblastic leukemia (ALL)—are often unavailable or unaffordable. Artificial intelligence (AI)-assisted complete blood count (CBC) and peripheral smear pattern recognition can formalize, standardize, and scale the recognizable diagnostic signature of pediatric ALL with a consistency that manual interpretation cannot always achieve … (leggi tutto)
Empowering Caregivers to Detect Clinical Deterioration in Pediatric Patients With Cancer: A Step Forward for Global Equity Sep 09, 2026 – A trial of the FASTER (Family-Assisted Severe Illness Therapy) tool, which allows caregivers rather than nurses to assess signs of potential deterioration in pediatric patients’ condition, shows promise in Uganda, where the number of nursing staff is limited. FASTER scores correlated with those of PEWS (Pediatric Early Warning System), a more time-intensive monitoring tool often used in high-income countries, with caregivers completing a mean of 7.7 assessments per patient versus 6.4 PEWS assessments per patient performed … (leggi tutto)
Personalized ctDNA Profiling Demonstrates Prognostic Value in New Analysis of Pembrolizumab in Soft Tissue Sarcomas Sep 09, 2026 – New analysis of the phase 2 SU2C-SARC032 trial indicates ctDNA levels before, during, and after treatment are associated with outcomes in patients with soft tissue sarcomas (STSs), tumors whose low mutational burden had previously made ctDNA approaches in treatment difficult. Personalized ctDNA profiling allowed detection of ctDNA in 85% of the cohort; patients with grade 3 vs 2 tumors had higher pretreatment ctDNA levels, indicating a correlation with tumor size, and ctDNA detected before treatment or after surgery was associated with worse disease-free survival (DFS) and overall survival (OS) … (leggi tutto)
Novità da AIFA – Farmaci a uso compassionevole
In questa sezione puoi trovare la lista dei farmaci a uso compassionevole
Elenco dei programmi attivati il 3 Agosto 2026:
Pembrolizumab – Merck Sharp & Dohme Trattamento neoadiuvante e trattamento adiuvante in combinazione con la terapia standard di adulti con carcinomi a cellule squamose del testa collo localmente avanzati (LA-HNSCC) di stadio III-IVA e che esprimono PDL1 con un CPS > 1
Clicca qui per la lista programmi per uso compassionevole aggiornata al 3 Agosto 2026 Clicca qui per maggiori informazioni
Pillole dall’AIFA
11 settembre 2026 – Aggiornamento “Diario di bordo sulla Trasparenza” Leggi tutto
11 settembre 2026 – Attivazione web e pubblicazione schede di monitoraggio – Registro BLENREP Leggi tutto
11 settembre 2026 – Aggiornamento Registri KEYTRUDA Leggi tutto
10 settembre 2026 – Notifica dei provvedimenti – Ufficio Ispezioni e Autorizzazioni GMP Medicinali Leggi tutto
09 settembre 2026 – Online il Rapporto sulle attività 2025 Leggi tutto
09 settembre 2026 – Comunicazione AIFA su Barbesaclone 100 mg Leggi tutto
È APERTA LA CALL DI ADESIONE ALLE GIORNATE DI DIAGNOSI PRECOCE PER L’EDIZIONE 2026

Opportunità di lavoro in Oncologia
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TRAGUARDO ZERO Strategie e alleanze per il contrasto all’HPV Presentazione del Manifesto di intenti e Tavola rotonda 12 ottobre 2026 Istituto Superiore di Sanità, Roma 9.30-13.00
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L’Accademia Nazionale dei Lincei ha bandito per il 2027 i seguenti Premi e borse di studio:
BORSE DI STUDIO POST-DOTTORATO – Scadenza 2 novembre 2026 - «Virginio Rizzo» per ricerche in Medicina;
- «Gabriella Dolfin Voyasidis» per ricerche in Oncologia di base (Borsa Biennale);
La domanda di partecipazione va presentata esclusivamente online, compilando il modulo disponibile su: https://selezionionline.lincei.it Tutti i bandi sono consultabili qui
Appuntamenti
NELL’AGENDA DISPONIBILE SUL SITO DELL’ASSOCIAZIONE TUTTE LE INFORMAZIONI SUGLI EVENTI AIOM NAZIONALI, REGIONALI e ALTRI APPUNTAMENTI PATROCINATI DA AIOM
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