Anno XXIV - Numero 1059 - 21 Luglio 2026

Hanno curato la selezione degli articoli scientifici e i commenti di questo numero: Carmen Criscitiello (Oncologia mammaria IRCCS istituto clinico Humanitas, Humanitas University)




Coordinatori: Carmen Criscitiello, Marcello Tiseo
Editore: Intermedia - Direttore Responsabile: Mauro Boldrini

Oggi in Oncologia

SACI-IO HR+: A randomized phase II trial of sacituzumab govitecan with or without pembrolizumab in patients with metastatic hormone receptor-positive/HER2-negative breast cancer

Background: Sacituzumab govitecan (SG), a TROP2-directed topoisomerase I-inhibitor (TOP1i) antibody-drug conjugate, is approved for chemo-refractory hormone receptor-positive/HER2-negative (HR+/HER2-) metastatic breast cancer (MBC). To evaluate if pembrolizumab (PD-1 inhibitor) enhances the activity of SG, we conducted a randomized phase II study comparing SG with or without pembrolizumab in … (leggi tutto)

Il carcinoma mammario HR+/HER2− metastatico in progressione dopo terapia endocrina e inibitore di CDK4/6 rappresenta un setting in rapida trasformazione, nel quale gli antibody-drug conjugate (ADC) hanno progressivamente eroso lo spazio della chemioterapia convenzionale. Sacituzumab govitecan, ADC diretto contro TROP2 con payload inibitore della topoisomerasi I (SN-38), è approvato nella malattia chemio-refrattaria sulla base dello studio TROPiCS-02, che ne aveva documentato un vantaggio in PFS (5,5 vs 4,0 mesi) e OS (14,4 vs 11,2 mesi) rispetto alla chemioterapia. Tuttavia, nelle linee più precoci il quadro è meno netto: in ASCENT-07, condotto in pazienti endocrino-resistenti chemio-naïve, SG non ha superato la chemioterapia (PFS mediana 8,3 mesi in entrambi i bracci). In parallelo, l’immunoterapia con inibitori del checkpoint (ICI) ha sistematicamente fallito nel sottotipo luminale, sia in monoterapia sia in combinazione con endocrinoterapia o chemioterapici come capecitabina o eribulina, verosimilmente in ragione di un microambiente immunologicamente “freddo”, povero di TIL, di espressione di PD-L1 e di carico mutazionale.

Il razionale di SACI-IO HR+ nasce proprio dalla volontà di rendere immunogeno un tumore che intrinsecamente non lo è, sfruttando la capacità degli ADC con payload TOP1i di innescare una risposta antitumorale. SN-38, metabolita attivo dell’irinotecan, deplete le cellule T regolatorie, aumenta l’espressione di MHC di classe I e di PD-L1 e, attraverso il danno al DNA, può attivare la via cGAS-STING con produzione di interferone di tipo I e reclutamento di linfociti T. La premessa clinica più diretta proviene dal TNBC: nello studio BEGONIA la combinazione di datopotamab deruxtecan e durvalumab aveva mostrato risposte profonde e durature in prima linea, fornendo la base per testare un’analoga strategia nel contesto, più ostile, della malattia luminale.
SACI-IO HR+ è uno studio di fase II, investigator-initiated, multicentrico, in aperto, che ha randomizzato 1:1 a SG + pembrolizumab o SG in monoterapia 104 pazienti con MBC HR+/HER2− pretrattate con endocrinoterapia e 0-1 linee di chemioterapia per la malattia metastatica, senza pregresso TOP1i. SG era somministrato a 10 mg/kg nei giorni 1 e 8 e pembrolizumab a 200 mg al giorno 1 di cicli trisettimanali. L’endpoint primario era la PFS; tra i secondari, la PFS nella popolazione PD-L1-positiva (22C3 CPS ≥1), OS, ORR e tossicità. La popolazione era clinicamente rappresentativa e ben bilanciata: il 94% aveva ricevuto un inibitore di CDK4/6, il 53% una chemioterapia per la malattia metastatica (prevalentemente capecitabina), il 78% presentava metastasi epatiche; il 47% non aveva ricevuto chemioterapia in fase metastatica. È importante notare che lo studio era stato originariamente disegnato per arruolare solo tumori con CPS ≥10, soglia poi abbandonata per la bassa prevalenza, con conseguente test centrale del PD-L1 condotto retrospettivamente.
Con un follow-up mediano di 15,5 mesi, l’endpoint primario è risultato negativo: la PFS mediana è stata di 8,4 mesi con la combinazione contro 6,7 mesi con SG (HR 0,76; IC95% 0,48–1,19; p one-sided 0,12). Anche OS (20,0 vs 18,0 mesi; HR 0,74; p=0,18) e ORR (28,8% vs 19,2%; p=0,36) non hanno raggiunto la significatività. Il segnale di interesse proviene dal sottogruppo PD-L1-positivo (44% dei casi tipizzati), nel quale si osserva un incremento assoluto di 5,5 mesi di PFS mediana (11,1 vs 5,6 mesi; HR 0,51; IC95% 0,24–1,12; p=0,09) e di 6 mesi di OS mediana (18,5 vs 12,5 mesi; HR 0,59) a favore della combinazione, in entrambi i casi senza raggiungere la significatività; nessun beneficio invece nei tumori PD-L1-negativi (PFS HR 1,02). Coerentemente, la durata mediana di risposta era nettamente superiore con l’aggiunta di pembrolizumab (12,9 vs 4,5 mesi). Sul piano correlativo, l’espressione di TROP2 — valutata mediante immunofluorescenza quantitativa, immunoistochimica o analisi plasmatica — e i TIL non si associavano agli esiti; al contrario, la mutazione di PIK3CA (35,7%) si associava a una PFS marcatamente peggiore (2,2 vs 8,1 mesi; HR 4,9; p=0,0003) e una più elevata frazione di ctDNA basale a un esito sfavorevole.
Un primo elemento di lettura riguarda la natura del dato negativo. Lo studio non era dimensionato per dimostrare un beneficio nella popolazione PD-L1-positiva, l’analisi del PD-L1 è in larga parte retrospettiva e la soglia di significatività primaria era fissata a livello esplorativo (p one-sided 0,1). Il risultato sull’intera popolazione è quindi netto – l’aggiunta di pembrolizumab a SG non modifica gli esiti nei tumori luminali non selezionati – e conferma, ancora una volta, che nel sottotipo luminale la sola combinazione di un ICI con un agente citotossico non è sufficiente a generare un beneficio clinicamente rilevante.
Il secondo aspetto, di segno opposto, è la consistenza interna del segnale nella popolazione PD-L1-positiva: il vantaggio si manifesta in modo concordante su PFS, OS e durata di risposta, configurazione che rende l’osservazione biologicamente plausibile piuttosto che casuale. Va tuttavia sottolineata la fragilità numerica delle stime, con intervalli di confidenza ampi e soli 8 pazienti con CPS ≥10, che impediscono qualsiasi conclusione sulla soglia ottimale di espressione. Particolarmente informativa è l’integrazione del dato genomico: la combinazione di positività per PD-L1 e wild-type per PIK3CA identifica un sottogruppo con PFS mediana di 11,1 mesi, suggerendo che la sola tipizzazione del PD-L1 possa essere insufficiente e che la mutazione di PIK3CA – già nota meccanismo di evasione immunitaria attraverso il reclutamento di cellule mieloidi immunosoppressive – agisca da fattore di resistenza concomitante.
Un terzo elemento di interesse è la dissociazione tra espressione di TROP2 ed efficacia, coerente con i dati di TROPiCS-02 e con la biologia del farmaco: l’idrolisi extracellulare del linker e la presenza di TROP2 anche su epitelio non tumorale rendono l’espressione tumore-specifica del bersaglio un predittore inadeguato del beneficio. Il profilo di sicurezza, infine, è risultato sovrapponibile a quello atteso per i singoli agenti, con tossicità di grado ≥3 nel 77% vs 69% dei pazienti (p=0,51) e nessun nuovo segnale, dato non scontato per una combinazione che associa la mielotossicità dell’ADC al rischio immuno-correlato del checkpoint inhibitor.
In sintesi, SACI-IO HR+ è uno studio formalmente negativo che genera, però, un’ipotesi clinicamente rilevante: nel circa 40% di pazienti con tumori PD-L1-positivi (CPS ≥1), e ancor più nel sottoinsieme PIK3CA wild-type, la combinazione di un ADC con payload TOP1i e di un inibitore di PD-1 potrebbe ripristinare un beneficio nel sottotipo luminale, finora refrattario all’immunoterapia. Il dato richiede validazione prospettica adeguatamente dimensionata e biomarcatore-guidata: in tal senso è già in corso uno studio randomizzato di fase III che confronta sacituzumab tirumotecan, con o senza pembrolizumab, con la chemioterapia di scelta del medico nella malattia HR+/HER2− (NCT06312176). Il messaggio per la pratica, allo stato attuale, non è un cambio di paradigma terapeutico, bensì la conferma che la selezione immunologica e molecolare sarà verosimilmente la chiave per portare l’immunoterapia nel carcinoma mammario luminale.


Datopotamab deruxtecan (Dato-DXd) in combination with durvalumab as first-line treatment for unresectable locally advanced or metastatic triple-negative breast cancer: results from arms 7 and 8 of the phase Ib/II BEGONIA study

Background: BEGONIA (NCT03742102) is a phase Ib/II, Simon’s 2-stage, open-label, platform study evaluating the safety and efficacy of durvalumab, an anti-programmed death ligand-1 (PD-L1) antibody, combined with novel therapies, as first-line treatment for patients with unresectable locally advanced or metastatic triple-negative breast cancer (TNBC). Arms 7 and 8 of BEGONIA assessed the combination of datopotamab deruxtecan (Dato-DXd), a TROP2-directed antibody-drug conjugate, with durvalumab … (leggi tutto)

Il carcinoma mammario triplo negativo (TNBC) avanzato in prima linea è un setting in cui le opzioni terapeutiche sono ancora oggi largamente dettate dall’espressione di PD-L1: chemioterapia con l’aggiunta di un checkpoint inhibitor nei tumori PD-L1-positivi, chemioterapia da sola negli altri. Indipendentemente dallo stato di PD-L1, però, gli esiti restano insoddisfacenti, con PFS mediana dell’ordine di 6-10 mesi e OS generalmente inferiore ai due anni; a ciò si aggiunge il dato, clinicamente sobrio, che circa un terzo delle pazienti non sopravvive oltre la prima linea e quasi la metà non accede alla seconda. È in questo contesto di unmet need che gli ADC diretti contro TROP2 stanno ridefinendo il panorama terapeutico.
Il razionale della combinazione di un ADC con un anti-PD-(L)1 poggia sull’evidenza preclinica che la citotossicità indotta dal rilascio del payload possa “primare” l’immunità antitumorale e aumentare la sensibilità del tumore al blocco del checkpoint, rendendo l’ADC un partner potenzialmente più sinergico della chemioterapia convenzionale, a parità o migliore tollerabilità. Dato-DXd, ADC composto da un anticorpo monoclonale anti-TROP2 coniugato a un inibitore della topoisomerasi I tramite linker tetrapeptidico cleavabile tumore-selettivo, costituisce un candidato ideale per questa strategia, già validato come monoterapia nel TNBC pretrattato (TROPION-PanTumor01) e in prima linea (TROPION-Breast02).
BEGONIA è uno studio di fase Ib/II, multicentrico, in aperto, a piattaforma e disegno Simon a due stadi, che valuta durvalumab in combinazione con diverse terapie innovative in prima linea nel TNBC localmente avanzato o metastatico. I bracci 7 e 8 hanno testato Dato-DXd 6 mg/kg più durvalumab 1120 mg per via endovenosa ogni tre settimane: il braccio 7 ha arruolato pazienti indipendentemente dall’espressione di PD-L1, il braccio 8 pazienti con tumori PD-L1-high secondo test immunoistochimico locale. Gli endpoint primari erano la sicurezza e l’ORR confermata valutata dallo sperimentatore; tra i secondari, DoR, PFS e OS. Hanno ricevuto trattamento 62 pazienti nel braccio 7 e 33 nel braccio 8; al cut-off (29 novembre 2024) il follow-up mediano era rispettivamente di 35,0 e 10,7 mesi.
I risultati del braccio 7, ormai maturo, sono di rilievo: ORR confermata del 79,0% (IC95% 66,8–88,3), con il 12,9% di risposte complete, DoR mediana di 17,6 mesi, PFS mediana di 14,0 mesi e OS mediana non raggiunta a 35 mesi di follow-up. La durata del beneficio è documentata dai tassi di PFS, pari al 56% a 12 mesi, al 47% a 18 mesi e al 35% a 24 mesi. Dato cruciale, l’attività si è mantenuta indipendentemente dallo stato di PD-L1 valutato centralmente con il test SP263: l’ORR è stata del 71,4% nei tumori TAP ≥10% e del 79,6% nei TAP <10%, in una popolazione peraltro a netta prevalenza PD-L1-low al test centrale. Il braccio 8 ha confermato un’attività elevata, con ORR dell’81,8% (IC95% 64,5–93,0), ma DoR e PFS sono ancora immature dato il breve follow-up (8,3 mesi nei pazienti censurati).
Il primo elemento di rilievo è l’entità e la durata della risposta. Un’ORR vicina all’80%, con una DoR mediana superiore a un anno e mezzo e una PFS mediana di 14 mesi in prima linea, rappresentano numeri sostanzialmente superiori a quanto storicamente atteso nel TNBC avanzato, e la lunga durata del segnale nel braccio 7 — con OS mediana non raggiunta — conferisce solidità clinica al risultato. La seconda osservazione, di immediata ricaduta concettuale, è l’apparente indipendenza dell’efficacia dall’espressione di PD-L1: un punto potenzialmente dirompente, perché svincolerebbe la combinazione dalla stratificazione sulla base del biomarcatore che oggi governa la prima linea. A questo proposito è istruttiva la discrepanza emersa nel braccio 8, dove la selezione locale per PD-L1-high si è tradotta in una bassa frequenza di tumori effettivamente TAP ≥10% al test centrale, a ricordare quanto la concordanza tra saggi resti un problema aperto nel TNBC e quanto prudenza sia necessaria nell’interpretare la “positività” del PD-L1.
Il terzo elemento, dirimente sul piano metodologico, è la natura non controllata dello studio: il disegno di fase Ib/II, a braccio singolo e senza comparatore, impone cautela e rende inevitabili i confronti cross-trial, di per sé non conclusivi. Il dato va quindi collocato accanto ai benchmark contemporanei: in ASCENT-04/KEYNOTE-D19 (sacituzumab govitecan più pembrolizumab in pazienti PD-L1-high) ORR, DoR e PFS erano rispettivamente del 59,7%, 16,5 e 11,2 mesi; in ASCENT-03 (SG nei pazienti non eleggibili a ICI) del 48%, 12,2 e 9,7 mesi; in TROPION-Breast02 (Dato-DXd in monoterapia) PFS di 10,8 mesi e OS di 23,7 mesi. In questa prospettiva i risultati di BEGONIA si pongono nella fascia alta, ma è proprio l’assenza di un braccio di controllo a non consentire di attribuire con certezza il beneficio alla componente immunoterapica piuttosto che all’ADC.
Sul versante della sicurezza, il profilo è risultato gestibile e coerente con quello dei singoli agenti, senza nuovi segnali. Gli eventi di grado ≥3 sono stati più frequenti nel braccio 7 (59,7% vs 36,4%), verosimilmente per la maggiore esposizione; gli eventi più comuni – stomatite e nausea, con incremento dell’amilasi e stomatite tra quelli di grado ≥3 – sono tipici di Dato-DXd. Due aspetti meritano attenzione clinica: il tasso elevato di incremento amilasemico, da interpretare alla luce dell’uso del CTCAE v4.03 basato su soglie laboratoristiche numeriche (a fronte di un solo caso di pancreatite), e la tossicità da ADC ben caratterizzata — eventi della superficie oculare e mucositi orali, in larga parte di basso grado e mitigabili con misure profilattiche, e l’ILD/polmonite aggiudicata come correlata al farmaco (4,8% e 3,0% nei due bracci, tutti di basso grado), AESI condivisa da Dato-DXd e durvalumab che impone sorveglianza dedicata.
In sintesi, i bracci 7 e 8 di BEGONIA documentano un’attività antitumorale robusta e duratura della combinazione Dato-DXd più durvalumab in prima linea nel TNBC, con risposte profonde, prolungate e indipendenti dallo stato di PD-L1, e un profilo di tollerabilità gestibile. Il limite essenziale – disegno non controllato e impossibilità di isolare il contributo del singolo agente – colloca questi dati nella sfera della generazione di ipotesi, peraltro di notevole forza. La validazione è affidata allo studio randomizzato di fase III TROPION-Breast05 (NCT06103864), che confronta Dato-DXd con o senza durvalumab rispetto a chemioterapia più pembrolizumab nel TNBC PD-L1-high. È interessante notare come questa stessa strategia – ADC con payload TOP1i associato a un checkpoint inhibitor – produca segnali tanto netti nel TNBC quanto sfumati nel sottotipo luminale (SACI-IO HR+): un contrasto che riconduce al microambiente immunologico come vero discriminante dell’efficacia e che orienterà il futuro sviluppo di queste combinazioni.



In Europe 

Adding Belzutifan to Pembrolizumab Prolongs DFS After Nephrectomy in Patients with ccRCC at Increased Risk for Recurrence

Jul 21, 2026 – In a double-blind, multinational, phase III LITESPARK-022 study, the investigators observed a benefit in disease-free survival (DFS) with adjuvant pembrolizumab-belzutifan as compared with pembrolizumab monotherapy for patients with renal cell carcinoma (RCC) at increased risk for recurrence after nephrectomy or nephrectomy and resection of metastatic lesions ... (leggi tutto)


 
Temporary Interruption of Endocrine Therapy for Pregnancy, Including Use of Fertility Preservation, Does Not Increase Risk of Breast Cancer Events in Women with HR-positive Breast Cancer

Jul 20, 2026 – Longer-term follow-up of a prospective, multicentre, multinational, investigator-initiated single-arm POSITIVE study demonstrated that temporary interruption of endocrine therapy for pregnancy including use of fertility preservation does not increase risk of breast cancer events. This is encouraging for the increasing number of young patients with breast cancer and survivors who have not completed their reproductive plans ... (leggi tutto)


 
EMA Recommends Extension of Therapeutic Indications for Pembrolizumab

Jul 17, 2026 – On 21 May 2026, the European Medicines Agency’s (EMA’s) Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) adopted a positive opinion recommending a change to the terms of the marketing authorisation for the medicinal product pembrolizumab (Keytruda).
The marketing authorisation holder for this medicinal product is  .
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CD19-Directed CAR T-Cell Therapy Leads to Exceptionally Long Remissions in Some Patients with Relapsed or Refractory B-Cell non-Hodgkin Lymphomas

Jul 16, 2026 – Assessment of 10-year outcomes among patients with relapsed or refractory large B-cell lymphoma or follicular lymphoma, who had been treated in a single-centre, phase II study at the University of Pennsylvania with CD19-directed chimeric antigen receptor (CAR) T-cell therapy, tisagenlecleucel, showed that most treatment failures or relapses occurred within the ... (leggi tutto)



FDA Approves Capivasertib with Abiraterone and Prednisone for PTEN-deficient Androgen Pathway Modulation-Naïve or -Sensitive Prostate Cancer

Jul 15, 2026 – On 12 June 2026, the US Food and Drug Administration FDA approved capivasertib (Truqap, AstraZeneca) in combination with abiraterone and prednisone for adult patients with metastatic androgen pathway modulation-naïve or -sensitive (mAPMN/S) prostate cancer (previously referred to as metastatic hormone-sensitive prostate cancer) that is PTEN-deficient as detected by an FDA-authorised test ... (leggi tutto)



EMA and EISMEA boost cooperation to accelerate health innovations

Jul 15, 2026 – EMA and the European Innovation Council and SMEs Executive Agency (EISMEA) have strengthened their cooperation in support of health innovation in the European Union (EU). Today, EMA’s Executive Director Emer Cooke and EISMEA’s Director Momchil Sabev signed a letter of intent to reinforce their continuing efforts in helping innovators better understand EU regulatory requirements and prepare health technologies for successful development ... (leggi tutto)



Dall’FDA 

FDA Grants Fast Track Designation to Pelareorep in Pretreated SCAC

Jul 20, 2026 – FDA fast track designation targets second-line and later SCAC, reflecting regulatory momentum alongside prior fast track activity in metastatic colorectal cancer and reported FDA alignment on registrational strategy.
Pelareorep plus atezolizumab produced a 30% ORR in SCAC (n=20), more than doubling the historical 13.8% benchmark for the only approved second-line immunotherapy .
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Five Under 5: Top Oncology Videos for the Week of 7/12

Jul 19, 2026 – Perioperative pembrolizumab plus enfortumab vedotin improved EFS versus gemcitabine/cisplatin in MIBC (HR, 0.53) and supports medical oncology referral for all patients without cisplatin pre-filtering.
Orally disintegrating nilotinib expands practical TKI options in Ph+ CML by permitting acid-reducing agents without timing restrictions, potentially mitigating intolerance-driven discontinuation during chronic therapy .
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The OncFive: Top Oncology Articles for the Week of 7/12

Jul 18, 2026 – Gedatolisib plus fulvestrant ± palbociclib improved median PFS to 9.3 and 7.4 months vs 2.0 months in PIK3CA–wild-type HR+/HER2− metastatic disease.
Triplet therapy produced 32% ORR, with frequent stomatitis, neutropenia, and nausea; OS remained immature and nonsignificant at the May 2025 cutoff .
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FDA Approves Gedatolisib Plus Fulvestrant ± Palbociclib for Hormone Receptor–Positive, HER2-Negative, Locally Advanced/Metastatic Breast Cancer

Jul 14, 2026 – Indication targets endocrine-pretreated metastatic HR-positive/HER2-negative disease specifically without PIK3CA mutations, positioning therapy for patients ineligible for PI3Kα-mutant–directed strategies.
Triplet therapy with gedatolisib/fulvestrant/palbociclib produced median .
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FDA Awards Traditional Approval to Selpercatinib for RET+ Advanced Solid Tumors

Jul 14, 2026 – Traditional approval covers RET fusion–positive solid tumors in patients aged ≥2 years after prior systemic therapy failure or when no satisfactory alternatives exist, contingent on FDA-approved companion diagnostic testing.
Conversion from accelerated to regular approval reflects confirmatory data from LIBRETTO-001 and LIBRETTO-121, alongside established activity in RET fusion–positive NSCLC and thyroid malignancies .
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FDA Grants Fast Track Designation to SOT109 in Advanced Colorectal Cancer

Jul 14, 2026 – Fast track designation positions SOT109 for accelerated development in heavily pretreated metastatic/unresectable CRC with no remaining standard systemic options.
CDH17 is a highly prevalent CRC antigen with broad gastrointestinal tumor expression and comparatively limited normal-tissue expression, supporting an ADC therapeutic window hypothesis. .
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Dall’ASCO 
  

Serial ESR1 Mutation Monitoring in First-Line Management of Hormone Receptor–Positive, HER2-Negative Metastatic Breast Cancer

Jul 16, 2026 – ESR1 mutations are a commonly acquired resistance mechanism in patients treated with aromatase inhibitors (AIs) for hormone receptor–positive, HER2-negative metastatic breast cancer (MBC).
Although current guidelines recommend ESR1 mutation testing at the time of disease progression, the SERENA-6 trial showed that switching to camizestrant at the time of ESR1 detection, before radiographic progression, improved progression-free survival (PFS) 
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Examining the Rise in Early-Onset Pancreatic Cancer: Drivers, Features, and Advances

Jul 15, 2026 – Both in the United States and globally, pancreatic cancer is increasingly being diagnosed in patients younger than 50 years old, a subgroup defined here as early-onset pancreatic cancer (EOPC).
Metabolic and lifestyle factors such as obesity, diabetes, alcohol use, and cigarette smoking are associated with increased EOPC risk and may represent actionable opportunities for intervention 
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Preoperative SRS for Resectable Brain Metastases: Is It Time to Rethink the Standard Approach?

Jul 15, 2026 – Preoperative stereotactic radiosurgery (SRS) offers potential advantages in target definition, leptomeningeal disease risk, and treatment efficiency compared with postoperative SRS.
Although postoperative SRS remains the evidence-based standard for resectable brain metastases, growing evidence increasingly supports consideration of preoperative SRS in appropriately selected patients
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AI-Powered Radiation Treatment Planning Shows Promise for Cervical and Prostate Cancers in Low-Resource Settings

Jul 15, 2026 – Researchers developed the Radiation Planning Assistant (RPA), a Web-based platform to deliver automated contouring and planning approaches for radiotherapy indications in clinics in low-resource settings.
The group tested new algorithms for prostate and cervical cancer radiotherapy planning in a clinical trial of 50 patients with cancer and found 70% and 80% of target autocontours and 73% and 80% of treatment plans were clinically  
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Novità da AIFA – Farmaci a uso compassionevole

In questa sezione puoi trovare la lista dei farmaci a uso compassionevole

Elenco dei programmi attivati il 29 aprile 2026:


Vimseltinib (Romvimza) – Deciphera
Trattamento di pazienti adulti con tumore tenosinoviale a cellule giganti (tenosynovial giant cell tumour, TGCT) sintomatico associato a un deterioramento clinicamente rilevante della funzionalità fisica, nei quali le opzioni chirurgiche sono state esaurite o porterebbero a morbilità o disabilità inaccettabile.


Clicca qui per la lista programmi per uso compassionevole aggiornata al 3 Giugno 2026
Clicca qui per maggiori informazioni


Pillole dall’AIFA
21 luglio 2026 – Aggiornamento registro di monitoraggio DARZALEX VRD 1L MM
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20 luglio 2026 – Attivazione web e pubblicazione schede di monitoraggio – Registro IMBRUVICA MCL 1L
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17 luglio 2026 –  Ordine del giorno riunione Commissione Scientifica e Economica del Farmaco (CSE)
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17 luglio 2026 – Aggiornamento “Diario di bordo sulla Trasparenza”
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17 luglio 2026 – Aggiornamento Registro MULTIFARMACO PPP, per i farmaci sottoposti a programma di prevenzione della gravidanza
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17 luglio 2026 – Aggiornamento Registro di monitoraggio JAYPIRCA LLC
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17 luglio 2026 – Chiusura PT web XGEVA
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16 luglio 2026 – Aggiornamento Registro di monitoraggio Rybrevant I linea NSCLC
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15 luglio 2026 – AIFA aggiorna le Liste di Trasparenza
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14 luglio 2026 – Farmaci biosimilari in Italia: report AIFA aggiornati a dicembre 2025
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14 luglio 2026 – Servizio AIFA “Cerca un farmaco”: disponibili nuove informazioni sullo stato di commercializzazione dei medicinali
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È APERTA LA CALL DI ADESIONE ALLE GIORNATE DI DIAGNOSI PRECOCE PER L’EDIZIONE 2026



Opportunità di lavoro in Oncologia

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