Anno XXIV - Numero 1053 - 9 Giugno 2026

Hanno curato la selezione degli articoli scientifici e i commenti di questo numero: Marcello Tiseo, Michele Maffezzoli, Giulia Mazzaschi, Alessandra Dodi (Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma)




Coordinatori: Carmen Criscitiello, Marcello Tiseo
Editore: Intermedia - Direttore Responsabile: Mauro Boldrini

Oggi in Oncologia

Radiographic Progression With and Without Prostate-Specific Antigen Rise in Patients With Advanced Prostate Cancer Treated With Enzalutamide

Purpose: In patients who received enzalutamide, we characterized the development of radiographic progression (rPD) without prostate-specific antigen (PSA) rise or progression in metastatic hormone-sensitive prostate cancer (mHSPC) and nonmetastatic castration-resistant prostate cancer (nmCRPC).
Methods: We conducted a post hoc analysis in two phase III trials (N = 2,551; ARCHES [ClinicalTrials.gov  … (leggi tutto)

L’introduzione degli androgen receptor pathway inhibitors (ARPIs) ha radicalmente modificato il trattamento del carcinoma prostatico metastatico, migliorando in modo significativo la sopravvivenza (OS) e ritardando la progressione di malattia (PFS). In questo contesto, il PSA rimane uno dei principali strumenti di monitoraggio nella pratica clinica, con l’imaging radiologico non eseguito in maniera standardizzata.
L’efficacia dei trattamenti diretti contro l’asse androgenico pone anche una nuova sfida: la progressione tumorale può diventare biologicamente meno dipendente dal recettore androgenico e, di conseguenza, la produzione di PSA può risultare disaccoppiata dalla crescita tumorale, portando ad una progressione radiologica (rPD) in assenza di un incremento significativo del PSA, con il rischio di ritardare l’identificazione della progressione se il follow-up viene guidato dal solo andamento biochimico.
Su queste basi è stata condotta l’analisi post hoc pubblicata da Armstrong e colleghi, che ha valutato la presenza e l’impatto della rPD con o senza incremento del PSA in due studi randomizzati di fase III con enzalutamide: ARCHES, condotto in pazienti con carcinoma prostatico metastatico sensibili alla castrazione (mHSPC), e PROSPER, condotto in pazienti con carcinoma prostatico non metastatico resistente alla castrazione (nmCRPC). In ARCHES, 1150 pazienti erano stati randomizzati a ricevere enzalutamide più ADT oppure placebo più ADT; in PROSPER, 1401 pazienti con nmCRPC e PSA doubling time ≤10 mesi erano stati randomizzati a ricevere enzalutamide oppure placebo in corso di ADT. L’analisi ha valutato la rPD, confermata da revisione centralizzata indipendente, in relazione sia alla progressione del PSA secondo i criteri PCWG2/3 (aumento del PSA ≥ 25% and ≥ 2 ng/mL oltre al nadir, confermato da un secondo valore a distanza di almeno 3 settimane), sia alla presenza o assenza di qualsiasi aumento del PSA rispetto al basale o al nadir.
Nello studio ARCHES, la rPD si è verificata in 79 pazienti trattati con enzalutamide più ADT e in 188 pazienti trattati con sola ADT. Tra i pazienti in rPD nel braccio enzalutamide, il 25,3% (20/79) non presentava alcun incremento del PSA ed il 62% (49/79) non soddisfaceva i criteri PCWG2/3 di progressione biochimica, rispetto rispettivamente al 7,4% (14/188) e al 38,3% (72/188) nel braccio di controllo. Inoltre, al momento della rPD, il 21,5% (17/79) dei pazienti trattati con enzalutamide presentava un PSA non dosabile (<0,2 ng/mL), rispetto al 4,8% (9/188) dei pazienti trattati con sola ADT.
Risultati simili sono stati osservati nello studio PROSPER. Tra i pazienti che hanno sviluppato rPD (187, 20% nei pazienti trattati con enzalutamide, e 224, 47.9%, nei pazienti trattati con sola ADT) il 21,9% (41/187) dei pazienti trattati con enzalutamide non presentava alcun incremento del PSA e il 51,3% (96/187) non soddisfaceva i criteri di progressione biochimica, rispetto rispettivamente al 3,6% (8/224) e al 18,8% (42/224) dei pazienti nel braccio placebo. Anche in questo setting, quindi, una quota clinicamente rilevante di pazienti in trattamento con enzalutamide ha sviluppato rPD in assenza di un segnale biochimico.
Inoltre, la rPD, anche quando non accompagnata da incremento o progressione del PSA, è risultata associata a una prognosi sfavorevole, sia nello studio ARCHES che nello studio PROSPER. Da notare che la maggior parte degli eventi di rPD non era associata a un peggioramento sintomatologico rilevante, suggerendo che né il PSA né la sola valutazione clinica siano strumenti sufficientemente sensibili per intercettare la progressione nei pazienti trattati con ARPIs potenti.
Alto volume di malattia e Gleason score sono risultati predittori di rPD, ma non c’erano caratteristiche che individuassero la rPD in assenza di un aumento del PSA. Dal punto di vista biologico, questi dati sono coerenti con l’ipotesi che una parte delle progressioni in corso di inibizione dell’asse androgenico possa riflettere l’emergere di cloni tumorali meno androgeno-dipendenti, caratterizzati da ridotta secrezione di PSA e maggiore aggressività. In questo senso, il dato relativo alla maggiore frequenza di metastasi viscerali, in particolare epatiche, osservata nei pazienti trattati con enzalutamide al momento della rPD rappresenta un elemento interessante, sebbene da interpretare con cautela per la natura esploratoria dell’analisi.
Nel complesso, questa analisi rafforza il concetto che il PSA da solo non possa essere considerato un indicatore sufficiente per il monitoraggio della malattia in tutti i pazienti trattati con ARPIs, e che un imaging radiologico regolare, almeno nei primi 2 anni di terapia, debba essere considerato per intercettare eventi di progressione significativi.
Questi risultati sono coerenti con altre analisi condotte nel setting del mHSPC. Nello studio TITAN, condotto con apalutamide più ADT, una rPD senza progressione del PSA è stata osservata in oltre la metà dei pazienti trattati con apalutamide che avevano sviluppato rPD, ed in circa un quarto dei pazienti nel braccio placebo. Inoltre, la progressione discordante era associata a una più breve PFS, pur senza una chiara differenza in OS. Analogamente, un’analisi dello studio ENZAMET ha mostrato che la rPD senza progressione del PSA si verificava in circa il 10% della popolazione complessiva e rappresentava quasi un terzo degli eventi rPD. In ENZAMET, la progressione discordante rimaneva associata a una OS peggiore rispetto agli altri tipi di progressione.
Rimangono tuttavia aperte diverse questioni. La prima riguarda la frequenza ottimale dell’imaging. Gli studi ARCHES, PROSPER e TITAN prevedevano un monitoraggio radiologico programmato, mentre in ENZAMET l’imaging era spesso eseguito in presenza di sospetto clinico o biochimico di progressione. Questa differenza può spiegare, almeno in parte, la diversa frequenza osservata di progressione discordante tra gli studi.
Un ulteriore limite è rappresentato dal fatto che queste analisi sono state condotte con imaging convenzionale, in epoca pre-PSMA PET. L’impiego di metodiche più sensibili potrebbe modificare la frequenza e la tempistica di identificazione della rPD, soprattutto nei pazienti con valori di PSA bassi. Tuttavia, la PSMA PET non risolve completamente il problema biologico della progressione discordante: forme di malattia meno androgeno-dipendenti con bassa secrezione di PSA e ridotta espressione di PSMA, potrebbero rendere necessari approcci di imaging integrati.
In conclusione, questa analisi post hoc di ARCHES e PROSPER evidenzia che la rPD può verificarsi in assenza di incremento o progressione del PSA in una quota non trascurabile di casi ed è associata a prognosi sfavorevole. Il messaggio è quindi che il monitoraggio del PSA non dovrebbe essere utilizzato come unico strumento di sorveglianza. L’integrazione di imaging periodico appare fondamentale per intercettare precocemente forme di progressione potenzialmente più aggressive, sebbene la strategia ottimale in termini di timing, modalità di imaging e selezione dei pazienti a più alto rischio.


First-Line Zongertinib in Advanced HER2-Mutant Non-Small-Cell Lung Cancer

Background: Until recently, no first-line targeted treatment options were available for patients with human epidermal growth factor receptor 2 (HER2)-mutant non-small-cell lung cancer (NSCLC). Zongertinib is an oral, irreversible tyrosine kinase inhibitor that selectively inhibits HER2 while sparing wild-type epidermal growth factor receptor (EGFR), thereby minimizing associated toxic effects … (leggi tutto)

Le mutazioni del gene HER2 sono presenti in circa il 2-4% dei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) e risultano associate a prognosi sfavorevole e alta incidenza di metastasi cerebrali. Ad oggi, al di fuori di trials clinici, le opzioni di terapia a bersaglio molecolare disponibili sono limitate principalmente al setting pretrattato, mentre in prima linea lo standard è rappresentato da chemioterapia ± immunoterapia, tuttavia con efficacia modesta.
Lo studio di fase 1b Beamion LUNG-1 ha valutato zongertinib, inibitore tirosin-chinasico orale, irreversibile ed altamente selettivo per HER2, nel trattamento di pazienti affetti NSCLC avanzato con mutazione di HER2, in diversi coorti di pazienti. Endpoint primario dello studio era il tasso di risposta obiettiva (ORR); endpoints secondari erano: durata di risposta, PFS, tasso di risposta intracranica.
Nella coorte 2 dello studio sono stati arruolati 74 pazienti con NSCLC naïve al trattamento sistemico, trattati con zongertinib 120 mg/die. Il tasso di risposta obiettiva (ORR) è risultato pari al 76%, con l’11% di risposte complete ed il 65% di risposte parziali. La risposta è stata rapida (tempo mediano alla risposta: 1,4 mesi) e duratura, con una durata mediana di risposta di 15,2 mesi e PFS mediana di 14,4 mesi.
Zongertinib si è dimostrato efficace in tutti i sottogruppi analizzati, inclusi i pazienti con metastasi cerebrali stabili al basale. Particolarmente interessante il dato relativo ai pazienti con mutazione HER2 A775_G776insYVMA, nei quali l’ORR ha raggiunto l’84%.
Lo studio ha inoltre incluso una coorte esplorativa di pazienti con metastasi cerebrali attive (coorte 4, N = 30). In questa popolazione, zongertinib ha evidenziato un’attività intracranica significativa, con una risposta obiettiva cerebrale del 47%; nei pazienti non precedentemente sottoposti a radioterapia encefalica, il tasso di risposta intracranica ha raggiunto il 57%.
Dal punto di vista della tollerabilità, il trattamento ha mostrato un profilo gestibile, anche grazie alla sua struttura altamente selettiva, progettata per risparmiare EGFR wild-type e ridurre quindi le tossicità tipicamente associata agli EGFR-TKI. Eventi avversi di grado ≥ 3 si sono verificati nel 19% dei casi. Gli effetti collaterali più frequenti sono stati diarrea, rash, nausea ed incremento delle transaminasi, prevalentemente di basso grado. Non sono stati osservati decessi correlati al trattamento.
Queste evidenze potrebbero ridefinire il paradigma terapeutico del NSCLC HER2-mutato, introducendo per la prima volta una strategia target efficace e ben tollerata già in prima linea. Rimangono tuttavia necessari studi randomizzati di fase III per confermare il beneficio rispetto agli standard attuali; sono attesi i risultati dello studio di fase III Beamion LUNG-2 (NCT06151574) che confronta zongertinib versus standard of care come trattamento di prima linea nei pazienti con NSCLC avanzato/metastatico HER2-mutato.
Parallelamente, altri farmaci HER2-targeted sono in sviluppo: 1) sevabertinib, TKI anti HER2/EGFR, valutato in prima linea nel trial di fase III SOHO-02; 2) trastuzumab deruxtecan (T-DXd), anticorpo farmaco-coniugato (ADC) anti HER2, attualmente in studio in prima linea nel trial DESTINY-Lung04.
Nel complesso, il panorama terapeutico dei pazienti con NSCLC HER2-mutato sta rapidamente evolvendo da malattia “orfana” ad un setting di medicina di precisione sempre più strutturato, con terapie target altamente specifiche ed efficaci.
 


Neoadjuvant ipilimumab plus nivolumab in melanoma: 5-year survival and biomarker analysis from the phase 2 PRADO-trial

Neoadjuvant ipilimumab plus nivolumab has become standard therapy for stage III melanoma based on the NADINA trial, although long-term data are lacking. In the phase 2 PRADO cohort of OpACIN-neo, 99 patients with stage III macroscopic melanoma received this regimen. Here we report first-time 5-year survival data: 71% event-free survival, 74% relapse-free survival, 79% distant metastasis-free survival  … (leggi tutto)

Nonostante i benefici dimostrati dall’immunoterapia adiuvante nel melanoma resecabile, circa la metà dei pazienti sviluppa una recidiva entro 5 anni. Inoltre, ad oggi, non disponiamo di biomarcatori prognostici o predittivi validati che consentano di personalizzare il trattamento della malattia precoce, intensificandolo nei pazienti ad alto rischio o de-escalandolo in quelli a prognosi più favorevole. Anticipare l’utilizzo dell’immunoterapia alla fase neoadiuvante, potrebbe consentire non solo di sfruttare un microambiente più ricco di neoantigeni e una risposta immunitaria più efficace, ma anche di guidare il trattamento postoperatorio sulla base della risposta ottenuta.
Le prime evidenze a favore di questo approccio derivano dagli studi OpACIN e OpACIN-neo, che hanno dimostrato elevati tassi di risposta patologica completa o maggiore con la combinazione ipilimumab/nivolumab a diversi dosaggi. Successivamente, la stessa combinazione di farmaci valutata nello studio di fase III NADINA ha evidenziato un significativo miglioramento della EFS (HR 0.32) con la strategia neoadiuvante seguita da immunoterapia adiuvante in caso di mancata risposta patologica, rispetto alla chirurgia upfront seguita da nivolumab adiuvante. Parallelamente, lo studio SWOG S1801 ha mostrato un vantaggio in EFS del pembrolizumab perioperatorio rispetto alla somministrazione nella sola fase adiuvante.
Ad oggi, il follow up mediano dello studio NADINA è ancora relativamente breve, e mancano dati che possano confermare come la strategia di de-escalation nei pazienti con risposta patologica completa o maggiore (pCR o MPR) si traduca in un benefico duraturo limitando le potenziali tossicità senza impattare negativamente sul rischio di recidiva.
In questo contesto, l’aggiornamento a 5 anni dello studio PRADO rafforza l’approccio perioperatorio response-driven proposto dallo studio NADINA, rappresentando oggi la più robusta evidenza della durata del beneficio ottenuto con immunoterapia neoadiuvante nel melanoma resecabile.
PRADO costituisce una coorte di espansione dello studio OpACIN-neo e ha arruolato 99 pazienti con melanoma stadio III clinicamente evidente, trattati con due cicli di ipilimumab 1 mg/kg e nivolumab 3 mg/kg. L’elemento cardine del trial era l’approccio “response-adapted”: sia il tipo di chirurgia che il trattamento adiuvante venivano modulati sulla base della risposta patologica ottenuta nel cosiddetto “index lymph node”. Nei pazienti con MPR venivano omessi sia la dissezione linfonodale completa che il trattamento adiuvante.
Ad un follow up mediano di 5 anni, la strategia in esame ha dimostrato globalmente una EFS del 71%, RFS del 74%, DMFS del 79% e OS dell’86%. Nessuna mediana è ancora stata raggiunta, confermandone il beneficio a lungo termine.
Da notare come il 69% dei pazienti vivi presenti ancora tossicità immuno-mediate, soprattutto vitiligine e ipotiroidismo, sottolineando la necessità di identificare meglio i pazienti che possano realmente beneficiare di un trattamento postoperatorio, evitando sovratrattamenti in soggetti potenzialmente guariti ma esposti a tossicità permanenti e impattanti sulla qualità di vita.
Alcuni dati interessanti, da validare in coorti esterne più numerose, derivano da analisi esploratorie. Innanzitutto, si conferma il valore prognostico della risposta patologica, suggerita come surrogato di RFS e DMFS, in quanto la percentuale di pazienti vivi in assenza di recidiva a 5 anni è significativamente maggiore nei pazienti che hanno ottenuto una MPR (86%) rispetto a quelli con risposta parziale (55%) o assente (48%).
Inoltre, lo studio fornisce interessanti spunti traslazionali derivanti da alcune analisi svolte sulla biopsia iniziale. La determinazione della signature IFN-γ tramite metodiche di RNA-sequencing, la valutazione del TMB tramite whole exome sequencing e il dato del PD-L1 TPS hanno consentito di individuare sottogruppi di pazienti con prognosi significativamente differente in base all’espressione di questi tre biomarcatori. In particolare, i pazienti “triple-high” (elevata IFN-γ signature, elevato TMB e PD-L1 ≥1%) presentano un tasso di MPR del 100% a fronte del 18% nei pazienti “triple low”. Allo stesso modo, la EFS a 5 anni nel primo gruppo è stata del 100% mentre scende al 41% nel gruppo di pazienti triple low. Anche combinando solo la signature IFN-γ e il PD-L1, escludendo il TMB che potrebbe essere di difficile applicazione in pratica clinica, il modello mantiene un valore predittivo di EFS a 5 anni e tasso di MPR, seppur con una AUC leggermente inferiore rispetto a quello a tre biomarcatori.
In conclusione, lo studio PRADO appare particolarmente significativo nel contesto attuale perché oltre a confermare il beneficio a lungo termine dell’approccio neoadiuvante con ipilimumab e nivolumab, grazie ad un follow up lungo e a dati maturi, apre concretamente alla possibilità di scelte terapeutiche personalizzate e response-driven suggerendo anche una possibile strategia biomarker-driven da integrare ai dati clinici e patologici.
Restano tuttavia alcuni limiti importanti. Si tratta di uno studio di fase II, non randomizzato, con numerosità contenuta e condotto in centri altamente specializzati. Inoltre, l’approccio response-adapted richiede una standardizzazione patologica e chirurgica non facilmente trasferibile alla pratica quotidiana. Alcune analisi riportate sono di natura esploratoria e dovranno essere validate in coorti più ampie.
In attesa della maturazione dei dati di lungo termine del NADINA, PRADO costituisce oggi il principale riferimento a supporto della durata del beneficio della terapia neoadiuvante con inibitori del checkpoint immunitario nel melanoma resecabile.



In Europe

Adding Tafasitamab and Lenalidomide to R-CHOP Improves PFS in Patients with Previously Untreated High-Intermediate- or High-Risk DLBCL or HGBL

Jun 09, 2026 – In a randomised, double-blind, placebo-controlled, phase III frontMIND study, conducted in first-line treatment for patients with diffuse large B-cell lymphoma (DLBCL) and high-grade B-cell lymphoma (HGBL), progression-free survival (PFS) was significantly improved with addition of tafasitamab and lenalidomide to R-CHOP versus R-CHOP regimen alone. This benefit was greater in a post-hoc analysis of patients with centrally confirmed lymphoma subtypes. Several predefined subgroups also had a survival advantage ... (leggi tutto)



 
Daraxonrasib Prolongs Survival Among Patients with Previously Treated Metastatic Pancreatic Ductal Adenocarcinoma

Jun 05, 2026 – In an international, open-label, randomised phase III RASolute 302 study, once-daily treatment with oral daraxonrasib, an oral, potent RAS(ON) multiselective, tri-complex inhibitor of the active guanosine triphosphate (GTP)-bound state of mutant and wild-type RAS, resulted in significantly longer overall survival (OS) and progression-free survival (PFS) than standard chemotherapy among patients with previously treated metastatic pancreatic ductal adenocarcinoma, more than 90% of whom had RAS G12 mutations ... (leggi tutto)



 
EMA Recommends Granting a Marketing Authorisation for Camizestrant

Jun 05, 2026 – On 21 May 2026, the European Medicines Agency’s (EMA’s) Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) adopted a positive opinion, recommending the granting of a marketing authorisation for the medicinal product camizestrant (Etcamah), intended for the treatment of ER-positive, HER2-negative locally advanced or metastatic breast cancer in patients with ESR1 gene mutations ... (leggi tutto)



 
FDA Approves Oral Combination of Decitabine and Cedazuridine Tablets with Venetoclax for Newly Diagnosed AML

Jun 03, 2026 – On 13 May 2026, the US Food and Drug Administration (FDA) approved an oral combination of decitabine and cedazuridine tablets (Inqovi, Taiho Oncology, Inc.) with venetoclax for the treatment of newly diagnosed acute myeloid leukaemia (AML) in adult patients 75 years or older, or who have comorbidities that preclude the use of intensive induction chemotherapy ... (leggi tutto)



 
Adding Apalutamide to Perioperative ADT Associated with Better Outcomes of Radical Prostatectomy for High-Risk Localised or Locally Advanced Prostate Cancer

Jun 03, 2026 – In a double-blind, placebo-controlled randomised phase III PROTEUS study, androgen receptor pathway inhibition (ARPI) with 6 cycles of androgen deprivation therapy (ADT) plus apalutamide, both before and after radical prostatectomy, led to significant benefit in terms of pathological complete response (pCR) or minimal residual disease (MRD) and metastasis-free survival (MFS), the dual primary endpoints, than treatment with ADT plus placebo in patients with high-risk localised or locally advanced prostate cancer ... (leggi tutto)


Dall’FDA 

Five Under 5: Top Oncology Videos for the Week of 6/1/2026

Jun 07, 2026 – RASolute 302 phase 3 data support daraxonrasib (RMC-6236) activity in previously treated metastatic pancreatic adenocarcinoma, informing expectations for a post–standard-of-care setting.
Regulatory progress includes FDA approval of sonrotoclax (Beqalzi) for relapsed/refractory mantle cell lymphoma after ≥2 prior therapies, expanding options beyond covalent BTK inhibitor–based paradigms .
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The OncFive: Top Oncology Articles for the Week of 5/31

Jun 06, 2026 – rally disintegrating nilotinib expands dosing flexibility in Ph+ CML by maintaining bioavailability and permitting concomitant acid-reducing therapy without scheduling constraints.
Priority review for adjuvant giredestrant in ER+/HER2– early breast cancer is supported by lidERA phase 3 data showing improved iDFS versus standard endocrine therapy .
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FDA Grants Priority Review to Giredestrant for ER-Positive Early Breast Cancer

Jun 04, 2026 – Priority review is supported by LidERA and could introduce an oral SERD into curative-intent adjuvant endocrine therapy for ER-positive, HER2-negative early breast cancer.
LidERA compared adjuvant giredestrant against physician’s choice endocrine monotherapy, with iDFS (excluding second primary non-breast cancers) as the primary end point .
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FDA Approves Companion Diagnostic for Inavolisib in HR+/HER2–, PIK3CA-Mutated Breast Cancer

Jun 04, 2026 – FoundationOne CDx is now an FDA-approved tissue companion diagnostic for inavolisib with palbociclib/fulvestrant in endocrine-resistant, PIK3CA-mutated HR-positive/HER2-negative locally advanced or metastatic disease.
FoundationOne Liquid CDx had already been cleared for the same indication, enabling blood-based selection while acknowledging false negatives when tumors shed insufficient ctDNA .
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FDA Approves Orally Disintegrating Nilotinib Tablets for Chronic Myeloid Leukemia

Jun 02, 2026 – FDA authorization covers adult Ph+ CML in chronic phase at diagnosis and adult Ph+ chronic/accelerated phase after resistance or intolerance to prior therapy, including imatinib.
Orally disintegrating nilotinib is intended to maintain bioavailability and enable coadministration with PPIs and/or H₂ antagonists without dose-separation requirements.
The formulation may reduce regimen complexity for patients requiring gastric acid–reducing agents while expanding individualized TKI selection based on lifestyle and adherence considerations. .
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Dall’ASCO 

Why Artificial Intelligence–Generated Clinical Content Still Needs a Clinician’s Eye

Jun 04, 2026 – In AI-generated clinical content, hallucinations appear in 31% of ambient scribe notes, and clinically opposite statements have been found to outscore correct ones on every standard similarity metric tested.
Clinician evaluation should be blinded, conducted by multiple raters, and interpreted with the same statistical rigor oncology already applies to any diagnostic or therapeutic claim
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Using Multiomics and Noninvasive Diagnostics to Personalize Treatment Will be the Focus of an ASCOBT26 Keynote Lecture

Jun 03, 2026 – Using ctDNA to manage a prevalent cancer in the Asia-Pacific region and further understanding its fragmentation patterns will be the subject of the keynote lecture at the 2026 ASCO Breakthrough meeting in Singapore. Yuk Ming Dennis Lo, MD, PhD, vice-chancellor and president of The Chinese University of Hong Kong, will give a presentation titled “Multiomics and Noninvasive Diagnostics for Cancer Detection and Treatment Personalization: What’s New on the Horizon?” on June 27 … (leggi tutto)


 

Can Precision Medicine be Applied to Public Health?

Jun 03, 2026 – The term precision medicine is a common phrase in cancer care, but can this concept be applied not just to the individual but also to public health as a whole? Nora Pashayan, MD, PhD, professor of the Epidemiology of Aging at the University of Cambridge, will explore this topic in a keynote lecture at the 2026 ASCO Breakthrough meeting in Singapore. The presentation, “Precision Public Health: Optimizing Cancer Screening via Risk Stratification,” will be on June 25 … (leggi tutto)


 
Planning Your #ASCOBT26 Experience

Jun 03, 2026 – Accelerating the translation of science into clinical practice will be the focus of the 2026 ASCO Breakthrough meeting, which will be held June 25-27. Attendees can expect to hear about novel research from the Asia-Pacific region plus key findings from recent major meetings, including the 2026 ASCO Annual Meeting. ASCO Breakthrough sessions will have multidisciplinary perspectives  … (leggi tutto)


 
Macrocyclic EGFR Inhibitor Shows Promise in Metastatic NSCLC Harboring Challenging EGFR Mutations in Early Phase Research

Jun 02, 2026 – SOLARA is a phase 1/2 trial evaluating the safety, tolerability, pharmacokinetics, and anti-tumor activity of BH-30643, a novel EGFR inhibitor, in metastatic non–small cell lung cancer (NSCLC) with EGFR and/or HER2 mutations.
Early data from phase 1 of the trial show the agent confers a 59% objective response rate among patients with NSCLC harboring a spectrum of EGFR or HER2 mutations, including the T790M and C797S resistance mutations. Responses also occurred
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VIKTORIA-1: Gedatolisib Combinations Prolong PFS in HR-Positive, HER2-Negative, PIK3CA-Mutant Advanced Breast Cancer

Jun 02, 2026 – New results from VIKTORIA-1 show improved progression-free survival (PFS) with gedatolisib regimens in patients with PIK3CA-mutant hormone receptor (HR)–positive, HER2-negative advanced breast cancer following prior treatment with a CDK4/6 inhibitor plus an aromatase inhibitor. The regimens prolong median PFS by 5.5 to 5.7 months compared with alpelisib plus fulvestrant … (leggi tutto)


 

RALLY-MF: Anti-Hemojuvelin Antibody DISC-0974 Yields Hematologic Responses in Patients With Anemia and Myelofibrosis

Jun 02, 2026 – Data from the ongoing phase 2 RALLY-MF trial in patients with myelofibrosis and anemia show that treatment with DISC-0974, a hemojuvelin-blocking antibody, leads to meaningful hematologic responses that are sustained for 12 weeks or more.
No therapy is currently approved by the U.S. Food and Drug Administration (FDA) to uniquely treat the anemia in myelofibrosis, approximately 87% of whom have anemia 
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Novità da AIFA – Farmaci a uso compassionevole

In questa sezione puoi trovare la lista dei farmaci a uso compassionevole

Elenco dei programmi attivati il 29 aprile 2026:


Vimseltinib (Romvimza) – Deciphera
Trattamento di pazienti adulti con tumore tenosinoviale a cellule giganti (tenosynovial giant cell tumour, TGCT) sintomatico associato a un deterioramento clinicamente rilevante della funzionalità fisica, nei quali le opzioni chirurgiche sono state esaurite o porterebbero a morbilità o disabilità inaccettabile.


Clicca qui per la lista programmi per uso compassionevole aggiornata al 3 Giugno 2026
Clicca qui per maggiori informazioni


Pillole dall’AIFA

08 giugno 2026 – Aggiornamento Registro CALQUENCE LLC
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08 giugno 2026 – Attivazione web e pubblicazione schede di monitoraggio – Registro CALQUENCE MCL R/R
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08 giugno 2026 – Attivazione web e pubblicazione schede di monitoraggio – Registro CALQUENCE MCL 1 linea
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08 giugno 2026 – Aggiornamento Registro JAYPIRCA MCL
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08 giugno 2026 – Aggiornamento Registro VENCLYXTO LLC
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08 giugno 2026 – Attivazione web e pubblicazione schede di monitoraggio – Registro CALQUENCE venetoclax LLC
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05 giugno 2026 – Ordine del giorno riunione straordinaria Commissione Scientifica e Economica del Farmaco (CSE)
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05 giugno 2026 – Aggiornamento “Diario di bordo sulla Trasparenza”
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04 giugno 2026 – Monitoraggio della spesa farmaceutica (gennaio – novembre 2025)
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Opportunità di lavoro in Oncologia


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