Pembrolizumab plus weekly paclitaxel in platinum-resistant recurrent ovarian cancer (ENGOT-ov65/KEYNOTE-B96): a multicentre, randomised, double-blind, phase 3 study
Background: Epithelial ovarian cancer frequently recurs and becomes resistant to platinum chemotherapy. We investigated whether adding pembrolizumab to weekly paclitaxel, with or without bevacizumab, improves progression-free survival and overall survival compared with weekly paclitaxel, with or without bevacizumab, in participants with platinum-resistant recurrent ovarian cancer who had received one to two previous systemic regimens…. (leggi tutto) Lo studio ENGOT-ov65/KEYNOTE-B96 di fase III, randomizzato, in doppio cieco, è stato condotto in 187 centri di oncologia ginecologica in 25 paesi delle Americhe, Asia, Europa e Oceania. Le pazienti adulte (≥18 anni) arruolate, affette da carcinoma epiteliale ovarico, istologicamente confermato, delle tube di Falloppio o peritoneale primario, potevano aver ricevuto da una a due precedenti terapie sistemiche (di cui almeno una a base di platino) e dovevano aver manifestato una progressione della malattia entro 6 mesi dall’ultimo trattamento con platino. I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale con un rapporto 1:1 a ricevere pembrolizumab per via endovenosa alla dose di 400 mg ogni 6 settimane per un massimo di 18 cicli (N=322), oppure placebo per via endovenosa (soluzione fisiologica) ogni 6 settimane per un massimo di 18 cicli (N=321), più paclitaxel per via endovenosa in aperto alla dose di 80 mg/m2 nei giorni 1, 8 e 15 di ogni ciclo di 21 giorni; la somministrazione di bevacizumab per via endovenosa alla dose di 10 mg/kg ogni 2 settimane era consentita a discrezione dello sperimentatore. La randomizzazione è stata stratificata in base all’utilizzo di bevacizumab, al paese, al punteggio positivo combinato di PD-L1 (CPS). L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione valutata dallo sperimentatore secondo i criteri RECIST versione 1.1; l’endpoint secondario chiave era la sopravvivenza globale. Nella prima analisi ad interim, con un follow-up mediano di 15,6 mesi, pembrolizumab più paclitaxel ha migliorato significativamente la sopravvivenza libera da progressione rispetto a placebo più paclitaxel, sia nella popolazione con PD-L1 CPS 1 o superiore (mediana 8,3 mesi vs 7,2 mesi; hazard ratio [HR] 0,72; IC 95% 0,58-0,89; p=0,0014 α=0,012) sia nella popolazione complessiva (mediana 8,3 mesi vs 6,4 mesi; HR 0,70, IC 95% 0,58-0,84; p<0,0001, [α=0,0023]), soddisfacendo i criteri predefiniti per l’analisi di efficacia. Nella seconda analisi ad interim, con un follow-up mediano di 26,6 mesi, la sopravvivenza globale è risultata significativamente migliorata nella popolazione con PD-L1 CPS pari o superiore a 1 (mediana 18,2 mesi vs 14,0 mesi; HR 0,76, IC 95% 0,61-0,94; p=0,0053, [α=0,0083]). All’analisi finale, la sopravvivenza globale è risultata significativamente migliorata nell’intera popolazione (mediana 17,7 mesi vs 14,0 mesi; HR 0,82, IC 95% 0,69-0,97; p=0,011 [α=0,024]). Eventi avversi correlati al trattamento (di grado 3 o superiore) si sono verificati in 217 (68%) dei 320 partecipanti nel gruppo trattato con pembrolizumab più paclitaxel, rispetto a 176 (55%) dei 318 partecipanti nel gruppo trattato con placebo più paclitaxel. Gli eventi avversi correlati al trattamento più comuni (di qualsiasi grado) includevano anemia, neuropatia periferica, alopecia, affaticamento e nausea. Eventi avversi correlati al trattamento hanno causato il decesso in quattro partecipanti (1%) nel gruppo trattato con pembrolizumab più paclitaxel e in cinque partecipanti (2%) nel gruppo trattato con placebo più paclitaxel. Il trattamento del carcinoma ovarico platino resistente rappresenta un tema sfidante e quantomai attuale della ginecologia oncologica. Precedentemente, uno studio di fase III (AURELIA) aveva riportato un raddoppio della PFS con l’aggiunta di bevacizumab a paclitaxel settimanale, e uno studio di fase II aveva raggiunto un tasso di risposta del 51,4% con pembrolizumab più paclitaxel settimanale. Lo studio ENGOT-ov65/KEYNOTE-B96, partendo da queste evidenze, ha dimostrato un aumento modesto ma significativo della PFS e, per la prima volta, un aumento della OS dall’aggiunta dell’immunoterapico pembrolizumab al paclitaxel settimanale, con o senza bevacizumab (rispetto al paclitaxel settimanale, con o senza bevacizumab), in pazienti affette da recidiva di carcinoma ovarico platino resistente che avevano ricevuto uno o due precedenti regimi di chemioterapia sistemica. Sebbene il profilo di sicurezza di pembrolizumab più paclitaxel settimanale (con o senza bevacizumab) sia piuttosto rilevante, l’accessibilità a questo regime terapeutico a tre farmaci nell’era degli anticorpi farmaco coniugati, sarebbe determinante, soprattutto nella popolazione di pazienti con carcinoma ovarico platino resistente non selezionata istologicamente (sottotipi rari non epiteliali).
Pain and health-related quality-of-life outcomes with darolutamide in metastatic hormone-sensitive prostate cancer (ARANOTE): secondary and exploratory analyses of a multicentre, randomised, placebo-controlled, phase 3 trial Background: In patients with metastatic hormone-sensitive prostate cancer (mHSPC), darolutamide significantly improved radiological progression-free survival versus placebo (hazard ratio [HR] 0·54, 95% CI 0·41-0·71) in the phase 3 ARANOTE study. In addition to survival, symptom control and health-related quality of life (HRQoL) are important factors in treatment decision making; we therefore report pain, HRQoL, and safety outcomes from the ARANOTE trial … (leggi tutto) Nei pazienti con carcinoma prostatico metastatico ormono-sensibile (mHSPC), darolutamide ha migliorato significativamente la sopravvivenza libera da progressione radiologica rispetto al placebo (hazard ratio [HR] 0,54, IC 95% 0,41–0,71) nello studio di fase 3 ARANOTE. ARANOTE è uno studio internazionale di fase 3, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, che ha coinvolto uomini di età pari o superiore a 18 anni, con performance status secondo ECOG pari a 0-2 e mHSPC ricorrente o de novo, trattati in 133 centri oncologici in 15 paesi. I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale (2:1) a ricevere 600 mg di darolutamide o un placebo corrispondente per via orale due volte al giorno, con la possibilità, a discrezione dello sperimentatore, di iniziare una terapia di deprivazione androgenica entro 12 settimane prima della randomizzazione. La randomizzazione è stata stratificata in base alla presenza di metastasi viscerali e alla precedente terapia locale. I ricercatori, i partecipanti e lo sponsor sono rimasti all’oscuro dell’assegnazione del trattamento per tutta la durata dello studio. L’endpoint primario (riportato in precedenza) era la sopravvivenza libera da progressione radiologica. In questo studio, abbiamo valutato il tempo alla progressione del dolore (aumento di almeno 2 punti nel punteggio del dolore peggiore del Brief Pain Inventory—Short Form o inizio della terapia con oppioidi per almeno 7 giorni; endpoint secondario) e il tempo al deterioramento del benessere generale (diminuzione di almeno 10 punti nel punteggio totale del Functional Assessment of Cancer Therapy—Prostate [FACT-P]; endpoint esplorativo predefinito). Il dolore e gli esiti relativi alla qualità della vita correlata alla salute sono stati analizzati nella popolazione intention-to-treat; la sicurezza è stata analizzata in tutti i pazienti trattati in base al trattamento effettivamente ricevuto. Tra il 23 febbraio 2021 e il 14 giugno 2022, 669 pazienti (tutti maschi; 376 [56%] bianchi, 209 [31%] asiatici, 65 [10%] neri, 19 [3%] di altre etnie) sono stati assegnati in modo casuale a ricevere darolutamide (n=446) o placebo (n=223). All’analisi ad interim (data cutoff 7 giugno 2024), con follow-up mediano di 22,8 mesi (IQR 12,3–27,4) nel gruppo darolutamide e di 20,3 mesi (11,4–25,2) nel gruppo placebo, la darolutamide ha significativamente ritardato il tempo alla progressione del dolore (HR 0,72; IC 95% 0,54–0,96) e prolungato il tempo al peggioramento del punteggio totale FACT-P (HR 0,76; 0,61–0,94) rispetto al placebo. Gli eventi avversi di grado 3-4 più comuni sono stati ipertensione (19 [4%] su 445 pazienti trattati con darolutamide rispetto a otto [4%] su 221 pazienti trattati con placebo), anemia (14 [3%] rispetto a otto [4%]) e aumento dell’aspartato aminotransferasi (dieci [2%] rispetto a uno [<1%]). Eventi avversi gravi si sono verificati rispettivamente in 105 (24%) e 52 (24%) pazienti. Lo studio ARANOTE si è concentrato anche sulla valutazione della qualità della vita. Nello specifico, i ricercatori hanno impiegato la versione breve del Brief Pain Inventory per misurare il dolore e il Functional Assessment of Cancer Therapy-Prostate (FACT-P) per valutare il benessere generale. Nello studio, la combinazione di terapia di deprivazione androgenica (ADT) e darolutamide è risultata associata a un ritardo nella progressione del dolore rispetto alla sola ADT e al placebo e ad una riduzione del 28% del rischio di peggioramento del dolore. Oltre al controllo del dolore, anche la qualità di vita generale è diminuita più lentamente nei pazienti trattati con darolutamide. Il tempo al peggioramento del punteggio totale del questionario FACT-P, definito come una diminuzione di almeno 10 punti, è stato di 5,1 mesi più lungo nel gruppo trattato con darolutamide rispetto al gruppo placebo. I miglioramenti sono stati più evidenti nel benessere sociale e familiare, nel benessere funzionale e nell’ambito specifico del tumore alla prostata, in particolare per quanto riguarda i sintomi urinari. Questi aspetti sono particolarmente significativi per i pazienti che devono affrontare il peso emotivo e fisico di una malattia cronica che cambia la vita. Nel complesso, questi risultati rafforzano il ruolo di darolutamide più ADT come opzione di trattamento standard nei pazienti con mHSPC, non più solo per il controllo di malattia, ma anche per migliorare la qualità di vita dei pazienti, obiettivo sempre più cruciale nella cura del cancro.
Targeting FGFR signaling overcomes therapeutic resistance and immune evasion in oncogenic PIK3CA-driven serous-like endometrial cancer Serous endometrial cancer (SEC) is an aggressive subtype of endometrial cancer (EC) with poor prognosis and limited treatment options. Here, we develop a clinically relevant, immunocompetent serous-like mouse model incorporating oncogenic PIK3CA mutation, Trp53 loss, and MYC overexpression. Using this model together with human EC cell lines, patient-derived organoids (PDOs), xenografts, and patient datasets … (leggi tutto) Il carcinoma endometriale (EC) è la neoplasia ginecologica più comune negli Stati Uniti, con tassi di incidenza e mortalità in continuo aumento. Il SEC (carcinoma endometriale sieroso) è un sottotipo particolarmente aggressivo, ed è responsabile di quasi il 40% dei decessi correlati al EC. Il SEC è caratterizzato da frequenti mutazioni del gene TP53 (~90%) e da un profilo molecolare “simile al carcinoma sieroso” con estese alterazioni del numero di copie, ed è associato ad una sopravvivenza globale notevolmente ridotta. Il SEC mostra anche frequenti alterazioni nel pathway PI3K, comprese le mutazioni in PIK3CA (48%) e PIK3R1 (13,3%), nonché ulteriori aberrazioni come la sovraespressione o l’amplificazione di FGFR e l’amplificazione di MYC (44%). Le attuali opzioni terapeutiche per il SEC rimangono limitate. La chemioterapia standard produce tassi di risposta solo del 10-15% e una sopravvivenza globale mediana di 8-12 mesi nella malattia avanzata, la monoterapia con inibitori dei checkpoint immunitari (ICI) mostra tassi di risposta altrettanto scarsi (2,8-6,3%). Lenvatinib, un inibitore multi-tirosin-chinasi che ha come bersaglio FGFR1-4, VEGFR1-3, RET e KIT, ha dimostrato attività clinica negli studi di fase II/III, la combinazione pembrolizumab-lenvatinib migliora i tassi di risposta a circa il 38%, ma il trattamento è spesso limitato da una tossicità significativa e circa il 40% dei pazienti alla fine sperimenta una progressione della malattia. L’assenza di biomarcatori predittivi complica ulteriormente la selezione del trattamento. La via di segnalazione della fosfoinositide-3 chinasi (PI3K) rappresenta un bersaglio terapeutico cruciale nel carcinoma endometriale (EC), con mutazioni presenti nel 93% dei casiTra queste, le mutazioni di PIK3CA, prevalentemente nella regione elicoidale (E545K, E542K) e nel dominio chinasico (H1047R), portano all’attivazione costitutiva di PI3Kα, promuovendo la Tumorogenesi e la progressione della malattia. Sebbene diversi inibitori selettivi di PI3Kα, tra cui alpelisib, inavolisib, abbiano dimostrato efficacia clinica nei tumori solidi avanzati, gli inibitori di PI3K nel carcinoma endometriale, compresi i carcinomi endometriali sierosi, hanno dimostrato un’attività limitata. Sono stati segnalati diversi meccanismi di resistenza alle terapie mirate a PIK3CA, tra cui l’attivazione di feedback della segnalazione AXL/EGFR/PKC, l’attivazione compensatoria di PI3Kβ nei tumori con deficit di PTEN e la riattivazione delle vie parallele MAPK e mTORC1. Ulteriori studi hanno rivelato un rimodellamento metabolico e chinasico che coinvolge la sovraregolazione di PIM1 e cicli di feedback insulina/IGF, che ripristinano la segnalazione AKT-mTOR e promuovono la sopravvivenza del tumore nonostante Inibizione di PI3K.Tuttavia, i meccanismi specifici di resistenza nel carcinoma endometriale rimangono poco compresi. In questo studio, è stato sviluppato un modello murino transgenico immunocompetente clinicamente rilevante di carcinoma endometriale sieroso, guidato da mutazione di PIK3CA, perdita di TP53 e sovraespressione di MYC. Questo modello consente un’indagine sistematica della resistenza alla terapia mirata a PI3Kα all’interno di un contesto immunocompetente di carcinoma endometriale sieroso. Utilizzando questo sistema, è stata identificata la segnalazione di FGFR come un fattore chiave della resistenza alla terapia mirata a PI3Kα ed è stato dimostrato che l’inibizione combinata di FGFR e PI3Kα, in particolare se integrata con il blocco dei checkpoint immunitari, induce una maggiore efficacia antitumorale. Nel complesso, questi risultati stabiliscono un quadro meccanicistico e terapeutico per colpire la resistenza mediata da FGFR e l’evasione immunitaria nel carcinoma endometriale sieroso. In conclusione, questo studio stabilisce un duplice ruolo per il segnale di FGFR nella mediazione sia della resistenza alla terapia che dell’evasione immunitaria nel carcinoma sieroso. Dimostrando che l’inibizione di FGFR aumenta l’efficacia sia della terapia mirata a PI3Kα che del blocco dei checkpoint Immunitari; pertanto, viene fornita una valida motivazione per integrare il blocco di FGFR nei regimi di combinazione. Allo stesso tempo, la sovrapposizione di tossicità, in particolare nelle combinazioni PI3K-FGFR, rimane una sfida clinica importante, che richiede un’attenta ottimizzazione del dosaggio, una pianificazione accurata e una adeguata terapia di supporto. In definitiva, la piena realizzazione del potenziale clinico di questi approcci dipenderà dalla stratificazione dei pazienti guidata dai biomarcatori, da paradigmi di Terapie di precisione e da schemi di combinazione razionali che Amplifichino la potenza antitumorale mantenendo al contempo la tollerabilità.
In Europe
Metastasis-Directed Therapy for Oligometastatic Solid Tumours in Histology-Specific Context May 22, 2026 – In an investigator-initiated, multicentre, open-label, parallel group, superiority-design phase II randomised EXTEND study conducted among patients with oligometastatic solid tumours, addition of metastasis-directed therapy to standard-of-care (SOC) improved progression-free survival (PFS), meeting the primary endpoint. In this largest randomised study to date investigating metastasis-directed therapy for oligometastatic disease, histology-specific efficacy signals were identified for phase III testing ... (leggi tutto)
Meeting highlights from the Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) 18-21 May 2026 May 22, 2026 – EMA’s human medicines committee (CHMP) recommended eight medicines for approval at its May 2026 meeting. Jascayd (nerandomilast) received a positive opinion from the CHMP for the treatment of idiopathic pulmonary fibrosis (IPF) or progressive pulmonary fibrosis (PPF), two serious lung diseases that involve progressive and irreversible scarring ... (leggi tutto)
EMA Recommends Granting a Marketing Authorisation for Generic Palbociclib May 22, 2026 – On 23 April 2026, the European Medicines Agency’s (EMA’s) Committee for Medicinal Products for Human Use adopted a positive opinion, recommending the granting of a marketing authorisation for the medicinal product Palbociclib Viatris, intended for the treatment of locally advanced or metastatic breast cancer. The applicant for this medicinal product is ... (leggi tutto)
Metastasis-Directed Therapy for Oligometastatic Solid Tumours in Histology-Specific Context May 22, 2026 – In an investigator-initiated, multicentre, open-label, parallel group, superiority-design phase II randomised EXTEND study conducted among patients with oligometastatic solid tumours, addition of metastasis-directed therapy to standard-of-care (SOC) improved progression-free survival (PFS), meeting the primary endpoint. In this largest randomised study to date investigating metastasis-directed therapy for oligometastatic disease, histology-specific efficacy signals were identified for phase III testing ... (leggi tutto)
ctDNA Testing After Neoadjuvant Chemotherapy and Radical Cystectomy Predicts Recurrence Risk in Patients with MIBC May 21, 2026 – In a single-country, open-label, single-arm phase II interventional TOMBOLA study evaluating postoperative interventions guided by circulating tumour DNA (ctDNA) in patients with muscle-invasive bladder cancer (MIBC), the first results after completing patient inclusion, with a median follow-up of 34 months, suggest that treatment de-escalation based on tumour-informed liquid biopsy testing is safe in ctDNA-negative patients based on finding of a 97% recurrence-free survival (RFS) at 1 year after radical cystectomy ... (leggi tutto)
EU tracks progress towards 2030 clinical trial targets May 20, 2026 – The European Commission (EC), the Heads of Medicines Agencies (HMA) and EMA have published their first report tracking progress against the EU’s new clinical trial targets. Established in 2025, these targets aim to strengthen the European Union’s (EU) position as a leading destination for clinical research while improving patients’ timely access to innovative medicines. Covering activity from 1 January 2026 to the end of March 2026, the report highlights early progress towards these ambitions ... (leggi tutto)
FDA Approves Zenocutuzumab-zbco for Advanced, Unresectable or Metastatic Cholangiocarcinoma May 20, 2026 – On 8 May 2026, the US Food and Drug Administration (FDA) approved zenocutuzumab-zbco (Bizengri, Partner Therapeutics, Inc.) for adult patients with advanced, unresectable or metastatic cholangiocarcinoma harbouring a neuregulin 1 (NRG1) gene fusion with disease progression on or after prior systemic therapy. NRG1-fusion positive cholangiocarcinoma is an extremely rare, life-threatening malignancy ... (leggi tutto)
Dall’FDA
Five Under 5: Top Oncology Videos for the Week of 5/17 May 24, 2026 – Dato-DXd improved median OS to 23.7 months versus 18.7 months in TROPION-Breast02, supporting an FDA-approved option for PD-1/PD-L1–ineligible metastatic TNBC after prior chemotherapy/immunotherapy. Implementation of Dato-DXd requires structured multidisciplinary workflows for ophthalmologic monitoring, mandated eye-drop protocols, and stomatitis mitigation to maintain dose intensity and tolerability ... (leggi tutto)
The OncFive: Top Oncology Articles for the Week of 5/17 May 23, 2026 – Datopotamab deruxtecan improved OS (23.7 vs 18.7 months) and PFS (10.8 vs 5.6 months) vs chemotherapy in metastatic TNBC, with 17% serious AEs including pneumonia. Priority review was granted for sevabertinib in treatment-naive HER2 TKD–mutant NSCLC, with ORR 71% and predominantly grade 1–2 diarrhea/rash/stomatitis toxicities ... (leggi tutto)
FDA Approves Datopotamab Deruxtecan for Unresectable or Metastatic TNBC May 22, 2026 – FDA authorized Dato-DXd for unresectable/metastatic TNBC in adults who are not PD-1/PD-L1 inhibitor candidates, establishing a first-line TROP2-directed ADC option in this subset. TROPION-Breast02 demonstrated OS improvement over chemotherapy (HR 0.79; median 23.7 vs 18.7 months; P=.0290), meeting statistical significance with clinically meaningful separation ... (leggi tutto)
FDA Accepts sBLA for Nogapendekin Alfa Inbakicept in Papillary-Only BCG-Unresponsive NMIBC May 20, 2026 – PDUFA goal date is January 6, 2027, potentially enabling the first FDA-approved bladder-sparing option specifically for BCG-unresponsive papillary-only NMIBC. QUILT‑3.032 Cohort B reported 12‑month DFS 58.2% (95% CI, 46.6–68.2) in 80 high-grade Ta/T1 patients after complete TURBT. Longer follow-up showed 36‑month PFS 83.1%, CFS 81.8%, and DSS 96.0%, suggesting durable bladder preservation and low disease-specific mortality in this high-risk population ... (leggi tutto)
Suplexa Therapeutic Cells Receives FDA Fast Track Designation in MSI-H CRC May 20, 2026 – The FDA has granted fast track designation to the non-engineered autologous cellular immunotherapy suplexa for the treatment of patients with microsatellite instability–high (MSI-H) colorectal cancer (CRC). This regulatory decision was supported by results from the phase 1, first-in-human SUPLEXA-101 study (NCT05237206). Final efficacy and safety data from the study, which were shared at the 39th Annual Society for Immunotherapy of Cancer Meeting, showed signals of antitumor activity with suplexa across patients with solid tumors (n = 35), ... (leggi tutto)
FDA Grants Sevabertinib Priority Review for First-Line HER2 TKD–Mutant NSCLC May 18, 2026 – Priority review was granted for first-line sevabertinib in HER2 TKD–mutant advanced NSCLC, supported by cohort F ORR 71%, DOR 11.0 months, and DCR 89%. SOHO-01 is an open-label, single-arm, multicenter multicohort study using local blood/tissue testing for HER2 mutations, with BICR-assessed ORR and DOR per RECIST 1.1 ... (leggi tutto)
Dall’ASCO
CAR T-Cell Persistence After Treatment Can Lead to Bone Marrow Failure, Fatal Immune Collapse in Multiple Myeloma May 21, 2026 – Prolonged, aberrant CAR T-cell persistence remains a rare but poorly understood adverse event following B-cell maturation antigen (BCMA)–directed CAR T-cell therapy. In this leukemia-like pattern of antigen-independent CAR T-cell persistence in this patient case, the growth of T cells was not driven … (leggi tutto)
GLP-1 RA Exposure After Diagnosis Could Lead to Reduced Progression, Improved Survival in Multiple Malignancies May 21, 2026 – GLP-1 receptor agonists (GLP-1 RAs) are associated with reduced metastatic progression across 4 different malignancies and improved overall survival in 7 tumor types, according to the results of a real-world analysis of more than 10,000 patients with cancer. The four cancers in which significant reduction in progression to stage IV disease was observed were non–small cell lung cancer … (leggi tutto)
First-Line Onvansertib + Standard of Care Improves Antitumor Activity in RAS-Mutated mCRC May 21, 2026 – Onvansertib combined with standard-of-care chemotherapy and bevacizumab improves response rates and progression-free survival (PFS) and demonstrates a manageable safety profile as first-line treatment for patients with RAS-mutated metastatic colorectal cancer (mCRC), according to interim results from the phase 2 CRDF-004 trial. The objective response rate (ORR) among patients who received 30 mg of onvansertib … (leggi tutto)
PLUDO Secondary Analysis Finds No Difference in Survival Benefits Between Docetaxel and Lutetium-177-PSMA-617 in mCRPC May 21, 2026 – Although the primary analysis of the PLUDO study found no difference in radiographic progression-free survival (rPFS) between docetaxel (DOC) and Lutetium-177-PSMA-617 (LuP) in 199 patients with metastatic castration-resistant prostate cancer, it showed that overall survival (OS) favored DOC over LuP. A secondary analysis has found no difference in survival outcomes among patients … (leggi tutto)
Large, Multi-Institutional Database Study Suggests GLP-1 RAs Could Offer a Survival Benefit for Patients With Endometrial Cancer and Obesity May 21, 2026 – Researchers found a significantly lower risk of overall mortality among women with endometrial cancer and obesity who received GLP-1 receptor agonists (GLP-1 RAs) versus those not taking the medication (HR 0.45, 95% CI [0.39, 0.51]; P < .001), in real-world, retrospective analysis of data from more than 12,700 patients. Use of GLP-1 RAs was also associated with a significantly reduced risk of … (leggi tutto)
COMMANDS: First-Line Luspatercept Continues to Show Positive OS Trend Over Epoetin Alfa in Lower-Risk Myelodysplastic Syndromes May 21, 2026 – New data from the phase 3 COMMANDS trial show continuing positive overall survival (OS) trends and sustained responses with luspatercept versus epoetin alfa (EA) in patients with lower-risk myelodysplastic syndromes (LR-MDS) who had not received treatment with erythropoiesis-stimulating agents. At a median follow-up of 35.9 months, median OS had still not been reached for luspatercept, and 76.4% of those receiving the TGF-β modulator had achieved red blood cell transfusion independence (RBC-TI) lasting ≥ 12 weeks … (leggi tutto)
Acclaimed Health Economist Dr. Felicia Marie Knaul Urges Leaders to Build Agile, Resilient Health Systems to Advance Cancer Control May 20, 2026 – The global cancer burden is estimated to increase from 20 million to 35 million new diagnoses per year by 2050, according to the World Health Organization.1 Felicia Marie Knaul, PhD, MA, an internationally renowned health economist and global health researcher, warns that confronting this challenge will require the entire health system to develop agility, responsiveness, and resilience across the full continuum of cancer control—from prevention to palliative care. On May 30, at the 2026 ASCO Annual Meeting Opening Session … (leggi tutto)
Study Identifies Select Adverse Prognostic Factors for Patients With Malignant Ovarian Germ Cell Tumors May 20, 2026 – Malignant ovarian germ cell tumors (MOGCTs) are extremely rare, and prognostic factors for the disease are poorly understood. A multivariable analysis of data from 254 patients with stage 1C to IV disease, treated in the United Kingdom and Italy between 1971 and 2018, discovered poor prognostic factors include stage III or IV disease, non-dysgerminoma histology, and age greater than 35 years had a negative impact on cancer specific survival … (leggi tutto)
Novità da AIFA – Farmaci a uso compassionevole
In questa sezione puoi trovare la lista dei farmaci a uso compassionevole
Elenco dei programmi attivati il 29 aprile 2026:
Vimseltinib (Romvimza) – Deciphera Trattamento di pazienti adulti con tumore tenosinoviale a cellule giganti (tenosynovial giant cell tumour, TGCT) sintomatico associato a un deterioramento clinicamente rilevante della funzionalità fisica, nei quali le opzioni chirurgiche sono state esaurite o porterebbero a morbilità o disabilità inaccettabile.
Clicca qui per la lista programmi per uso compassionevole aggiornata al 29 aprile 2026 Clicca qui per maggiori informazioni
Pillole dall’AIFA
22 maggio 2026 – Aggiornamento “Diario di bordo sulla Trasparenza” Leggi tutto
21 maggio 2026 – Regolamento europeo di HTA. Conclusa la visita di studio dell’Agenzia spagnola in Italia Leggi tutto
21 maggio 2026 – Attivazione web e pubblicazione schede di monitoraggio – ABECMA Leggi tutto
21 maggio 2026 – Aggiornamento degli elenchi dei farmaci innovativi e degli agenti antinfettivi al 30/04/2026 Leggi tutto
Dedicato ai Soci
Proroga iscrizioni al corso “Comunicare il Cancro e la Salute in ottica One Health”
E’ aperto il bando di ammissione al Corso di perfezionamento universitario in “Comunicare il cancro e la salute in ottica one health” presso l’Università Politecnica delle Marche rivolto ad operatori sanitari, giornalisti e tutti i professionisti interessati alla comunicazione in ambito medico. In questa nuova edizione, che dà seguito ai riscontri estremamente positivi per le due precedenti edizioni del corso “Comunicare il cancro, la medicina e la salute” è stato introdotto l’approccio One Health che sposa una visione integrata tra salute umana, animale e ambientale, per favorire competenze interdisciplinari, migliorare e rendere il percorso formativo ancora più innovativo e in linea con le sfide globali, aumentando le opportunità professionali dei partecipanti. Il corso rientra nella ampia progettualità a livello nazionale con l’obiettivo di promuovere le buone prassi di una comunicazione corretta in ambito sanitario, integrando in maniera profonda il settore della comunicazione e quello della salute. Scarica la locandina CORSO COMUNICARE IL CANCRO E LA SALUTE IN OTTICA ONE HEALTH e qui il link per la presentazione delle domande la cui deadline è prevista per il 28 maggio p.v.
Opportunità di lavoro in Oncologia
Consulta le posizioni disponibili nella vetrina riservata ai Soci AIOM o scarica il modulo per richiedere la pubblicazione di annunci
Appuntamenti
NELL’AGENDA DISPONIBILE SUL SITO DELL’ASSOCIAZIONE TUTTE LE INFORMAZIONI SUGLI EVENTI AIOM NAZIONALI, REGIONALI e ALTRI APPUNTAMENTI PATROCINATI DA AIOM
|
|
|
|