Anno XXIV - Numero 1046 - 21 Aprile 2026

Hanno curato la selezione degli articoli scientifici e i commenti di questo numero: Chiara Cremolini, Paolo Ciracì, Matteo Landi, Francesca Salani (Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia dell'Università di Pisa)

Coordinatori: Carmen Criscitiello, Marcello Tiseo
Editore: Intermedia - Direttore Responsabile: Mauro Boldrini

Oggi in Oncologia

Atezolizumab plus FOLFOX for Stage III Mismatch Repair-Deficient Colon Cancer

Background: Standard adjuvant chemotherapy for stage III colon cancer consists of a fluoropyrimidine-plus-oxaliplatin regimen. Whether the addition of atezolizumab (an anti-programmed death ligand 1 agent) to a modified FOLFOX6 regimen (fluorouracil, oxaliplatin, and leucovorin; called mFOLFOX6) would improve outcomes in patients with stage III colon cancer with mismatch repair-deficient (dMMR) status is unclear … (leggi tutto)

Nei pazienti con adenocarcinoma del colon in stadio III, la chemioterapia adiuvante a base di fluoropirimidine in associazione ad oxaliplatino (FOLFOX/XELOX) rappresenta l’attuale standard terapeutico. Tuttavia, nei tumori con deficit del sistema di mismatch repair (dMMR) – circa l’11-15% dei casi – il ruolo dell’immunoterapia, seppur già consolidato nel setting metastatico, è rimasto per lungo tempo incerto.
In questo scenario si colloca lo studio di fase III ATOMIC, disegnato per valutare se l’aggiunta dell’anti-PD-L1 atezolizumab alla chemioterapia standard con mFOLFOX-6 sia in grado di migliorare la sopravvivenza libera da malattia (disease-free survival, DFS) – endpoint primario – in questo sottogruppo di pazienti in seguito a chirurgia resettiva radicale.
Tra settembre 2017 e gennaio 2023, sono stati randomizzati 712 pazienti con diagnosi di adenocarcinoma del colon dMMR in stadio III, in rapporto 1:1, a ricevere mFOLFOX-6 in associazione ad atezolizumab per 12 cicli, seguito da atezolizumab in monoterapia per ulteriori 13 cicli (12 mesi totali di trattamento adiuvante – braccio sperimentale) versus mFOLFOX-6 per 12 cicli totali (6 mesi di trattamento – braccio di controllo). L’età mediana era di 64 anni ed il 53.9% dei pazienti randomizzati presentava malattia ad alto rischio (T4 e/o N2).
Ad un follow-up mediano di 40.9 mesi, la DFS a 3 anni è risultata significativamente superiore nel braccio sperimentale rispetto alla sola chemioterapia: 86.3% (95% CI, 81.8 – 89.8) contro 76.2% (95% CI, 70.9 – 80.6) nel braccio di controllo (HR 0.50; 95% CI: 0.35 – 0.73; p<0.001). Il beneficio si è dimostrato consistente in tutti i sottogruppi analizzati, inclusi i pazienti con età superiore ai 70 anni e quelli con malattia a basso ed alto rischio.
In termini di safety, gli eventi avversi di grado 3-4 si sono manifestati con maggior frequenza nel braccio di combinazione (84.1% versus 71.9%) riflettendo, tuttavia, il profilo di tossicità atteso dall’integrazione dell’immunoterapia con la chemioterapia in questo setting.
I risultati dello studio ATOMIC dimostrano che l’aggiunta di atezolizumab ad una chemioterapia standard con mFOLFOX-6 ad intento adiuvante determina un beneficio clinicamente significativo e statisticamente rilevante in termini di sopravvivenza libera da malattia nei pazienti con diagnosi di adenocarcinoma del colon dMMR in stadio III resecato.
È importante, tuttavia, sottolineare che lo studio ATOMIC è stato concepito ed avviato in un’epoca precedente ai dati relativi all’utilizzo dell’immunoterapia nel setting neoadiuvante per questo sottogruppo di pazienti. Sebbene i contesti non siano direttamente comparabili – per forza dell’evidenza ed endpoint – l’attesa di conferme dai trial di fase III attualmente è elevata, poiché potrebbero determinare un radicale cambio di paradigma, anticipando l’utilizzo dell’immunoterapia in una fase ancora più precoce del percorso terapeutico.
Un ulteriore punto critico riguarda la durata della chemioterapia adiuvante, soprattutto alla luce dell’analisi post-hoc dello studio IDEA. Nonostante la distinzione tra categorie di rischio “alto” e “basso” derivi da un’analisi esploratoria, la pratica clinica oggi converge su una strategia differenziata: 3 mesi di trattamento nei tumori del colon in stadio III a basso rischio e 6 mesi nell’alto rischio. Questa distinzione rimane cruciale, soprattutto nell’ottica di minimizzare la neurotossicità dose-cumulativa relata ad oxaliplatino e massimizzare l’aderenza al trattamento, garantendo un equilibrio pressoché ottimale tra efficacia e qualità di vita. Questo aspetto rimane centrale – soprattutto considerato il profilo di tossicità riportato nello studio – nell’ottica dell’ottimizzazione delle strategie terapeutiche, garantendone la trasferibilità dai trial registrativi alla pratica clinica real-world.
Tuttavia, alla luce del beneficio significativo osservato e della solidità metodologica di uno studio registrativo di fase III, la combinazione mFOLFOX-6 e atezolizumab si candida oggi come nuovo standard in adiuvante nei pazienti con adenocarcinoma dMMR del colon in stadio III.


Real-world clinical utility of comprehensive genomic profiling in advanced solid tumors

Comprehensive genomic profiling (CGP) is crucial in precision oncology, yet its real-world utility remains unclear. Here we analyzed data from the Japanese nationwide Center for Cancer Genomics and Advanced Therapeutics database, including clinical and genetic data from 54,185 patients with advanced solid tumors (consisting of 81 common and rare tumor types) … (leggi tutto)

Nell’era della precision oncology, il panorama terapeutico dei trattamenti studiati ed approvati per numerosissime istologie si arricchisce frequentemente grazie allo sviluppo ed al perfezionamento di nuove e migliori tecnologie. Rispetto anche a solo qualche decina di anni fa – quando ancora le analisi più in uso si basavano prevalentemente sull’immunoistochimica e la PCR – più di recente nuove metodiche si sono progressivamente affermate e sono entrate nella pratica clinica.
Pannelli NGS (next-generation sequencing) di minore o maggiore ampiezza sono routinariamente utilizzati in molte istituzioni; diversamente sono molto meno diffusi i CGPs (comprehensive genomic profilings) o i WGSs (whole-genome sequencings). Questi ultimi sono al contrario ancora oggi oggetto di studio, come nel caso di un’analisi di real-world condotta in Olanda da van Putten e colleghi, nell’ambito della quale è stata esaminata una casistica di pazienti i cui tumori sono stati sottoposti ad approfondimento genomico tramite WGS.
Con un tasso di failure relativamente basso (95/888, 10.7%), l’analisi si è dimostrata innanzitutto fattibile da un punto di vista tecnico con un turnaround time mediano di 11 giorni. Dopo l’esclusione di 70 pazienti di cui il dato clinico non era disponibile per correlazione con l’outcome, 723 pazienti sono risultati idonei all’analisi. 527 di questi (73%) erano portatori di alterazioni ‘azionabili’, di cui 202 non sarebbero state visibili tramite un pannello NGS a 50 geni e 22 ad un pannello più esteso a 523 geni.
Nel sottogruppo (n = 600) con diagnosi istologica certa circa il tessuto d’origine, il numero medio di alterazioni targettabili si è attestato a 1.3 ed il TMB (tumor mutational burden) a 3.3mut/Mb. I trattamenti rimborsati prescrivibili per la maggioranza di questi (70/600) consistevano in inibitori del pathway di EGFR, mentre numerosi pazienti per cui sono state prescritte terapie target nell’ambito di protocolli sperimentali hanno potuto avere accesso a queste in ragione del loro elevato TMB (147/379). Sei pazienti di cui la diagnosi istologica era stata data per certa l’hanno vista smentita e radicalmente ridefinita sulla base del WGS.
Dei 123 pazienti di cui invece il tessuto d’origine non era noto (CUPs, cancers of unknown primary), quasi la metà (n = 60) ha ricevuto una diagnosi istologica grazie ai dati ricavati dal WGS con un elevato tasso di confidenza (>80%) ed una minore quota (n = 17) ha ottenuto una diagnosi presunta sulla base di ulteriori dati clinici a disposizione. In questa coorte almeno un’alterazione targettabile è stata rinvenuta in 90 pazienti (73%) con un tasso di prescrizione di terapie già approvate o sperimentali dell’80% (11 e 69% rispettivamente); il TMB di questi pazienti si è attestato a un valore mediano di 5.5mut/Mb.
La rilevanza clinica di un approccio di profilazione estesa è stata misurata in termini di presenza di un trattamento rimborsato individuato grazie all’analisi WGS, di miglioramento o affinamento diagnostico conseguente all’approfondimento biologico eseguito, all’identificazione di varianti germinali patogenetiche (avvenuto per 45 di 692 pazienti che avevano dato il consenso all’analisi di caratteristiche germline) o ad una combinazione di queste variabili. In questo senso, l’utilità di un’impostazione WGS-based per lo studio delle casistiche cliniche in esame è stata misurata al 41% (211 pazienti con diagnosi istologica accertata e 83 pazienti con CUP, 294/723 pazienti totali).
Infine, l’outcome clinico in termini di OS (overall survival) è stato correlato nei casi con dati di sopravvivenza disponibili (n = 719) con l’avvenuta prescrizione di un trattamento informato dal WGS e con il numero di linea in cui questo fosse stato prescritto. Complessivamente, la sopravvivenza dei pazienti con alterazioni identificate è stata significativamente superiore tra coloro i quali avessero ricevuto un trattamento ‘informato’ rispetto a chi non lo avesse ottenuto (405 anziché 309 giorni, HR 0.78, intervallo di confidenza al 95% 0.63-0.96); al contrario, nei pazienti negativi per presenza di biomarcatori non sono state osservate differenze statisticamente significative. Nello specifico, il maggior beneficio di un trattamento ‘informato’ rispetto allo standard (o a nessun trattamento) ha mantenuto la significatività statistica solo nei pazienti trattati in prima linea ed è rimasto superiore esclusivamente da un punto di vista numerico per pazienti in linee successive.
I risultati dello studio pubblicato sono di innegabile interesse e scientifico, arricchendo la nostra conoscenza riguardo alla possibilità di implementare l’armamentario diagnostico dell’oncologo con nuove tecnologie che ci offrono molteplici dati che possono orientare la decisione clinica. Innegabilmente tuttavia, ed anche vista la natura retrospettiva e di real-word della casistica presentata, sarebbe precoce ed avventato pensare di poter traslare immediatamente tali osservazioni nella pratica ambulatoriale di domani. Al contrario, lo stimolo che deriva da analisi come questa è verso il disegno di ulteriori studi clinici volti a validare ed approfondire i risultati registrati. In questo senso, interessanti precoci inferenze possono ad esempio essere tratte dallo studio ROME (Marchetti et al., NatMed25) o deriveranno da esperienze di ricerca come il WIDE trial (Samsom et al., BMCMedGen20). Infine, rimane e probabilmente rimarrà ancora aperta a lungo la domanda su se giungeremo ad un’oncologia esclusivamente selezionata da un punto di vista molecolare e per questo ‘agnostica’ o se al contrario le profilazioni genetiche (ed epigenetiche) si fonderanno alle conoscenze basate sul tessuto ed altre variabili cliniche che ad oggi ancora orientano maggiormente le nostre decisioni terapeutiche.


Efficacy of liver transplantation after response to atezolizumab-bevacizumab downstaging of intermediate and advanced hepatocellular carcinoma (ImmunoXXL)

Background & aims: Liver transplantation (LT) is a curative treatment in early and intermediate hepatocellular carcinoma (HCC) after downstaging with locoregional therapies (LRT). Tumor response to immune check-point inhibitors may extend LT eligibility to intermediate and advanced stages … (leggi tutto)

Per i pazienti affetti da epatocarcinoma (HCC), il trapianto di fegato (LT) rappresenta l’unica procedura potenzialmente curativa sia della neoplasia che della malattia cronica epatica sottostante. Una selezione rigorosa dei pazienti dal punto di vista clinico e delle caratteristiche della malattia (numero e dimensioni dei noduli, livelli di alfafetoproteina) sono necessarie per minimizzare il rischio di recidiva dopo LT e quindi massimizzare il “transplant benefit”. I criteri di accesso al LT, originariamente restrittivi (i.e. Criteri di Milano), sono stati successivamente ampliati permettendo di offrire, con lo stesso beneficio atteso, il LT a pazienti affetti da HCC più avanzato ma sottoposto a trattamenti locoregionali di down-staging (Studio XXL). Gli alti tassi di risposta obiettiva delle nuove terapie sistemiche basate su immunoterapia disponibili per l’HCC avanzato (aHCC) hanno portato a sperimentarne il ruolo di down-staging a LT per i pazienti affetti da malattia localmente avanzata non suscettibile di trattamenti locoregionali (BCLC-B) o malattia avanzata per presenza di invasione macrovascolare (BCLC-C senza metastasi extra-epatiche). Questo approccio richiede di esplorare concetti nuovi per la “transplant oncology” in termini di safety, quali il tempo minimo di wash-out fra ultima somministrazione di immunoterapia e LT, il ruolo dell’attivazione dell’asse PD-1/PD-L1 nel rischio di rigetto e la modulazione dei protocolli di immunosoppressione dopo il periodo di “immuno attivazione”.
Una casistica osservazionale prospettica recente, lo studio americano VITALITY, ha descritto il down-staging con regimi immunoterapici eterogenei come sicuro ed efficace, riportando solo 2 casi di rigetto acuto grave, una “conversion rate” del 75.6% per i pazienti con HCC oltre i criteri di Milano e un tasso di sopravvivenza a 3 anni di questi pazienti del 69.7%.
ImmunoXXL costituisce, in questo contesto, il primo studio prospettico di fase 2 di efficacia (endpoint primario: RFS post LT; endpoint secondario; OS) e sicurezza del down-staging a LT con regime atezolizumab/bevacizumab (AtezoBeva) per pazienti affetti da aHCC (senza localizzazioni extra-epatiche) o in stadio intermedio non suscettibile di trattamenti locoregionali, con malattia stadiabile quindi oltre i criteri modificati di Milano (“Up-to-7”). Condotto come studio monocentrico presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano, dei 61 pazienti che hanno ricevuto AtezoBeva, 16 (tutti pretrattati anche con trattamenti loco-regionali) hanno ottenuto un down-staging efficace, ovvero una risposta parziale o completa secondo mRECIST, una riduzione della trombosi portale ≤Vp2, una riduzione dell’AFP≤100 ng/ml e una sopravvivenza stimata dopo LT ≥60%. Dopo una esposizione mediana ad AtezoBeva di 7.5 cicli (minimo previsto dai criteri di inclusione: 3) e un wash-out minimo di 30 giorni (massimo: 90 giorni), i pazienti sono stati sottoposti a LT.
In termini di sicurezza, dopo un follow-up mediano di 16 mesi, 4 pazienti (25%) hanno presentato un rigetto lieve/moderato responsivo alla terapia steroidea; da notare come il wash-out nel caso di tutti e 4 i pazienti fosse stato significativamente minore rispetto alla mediana della coorte globale (28 vs 60 giorni, p 0.045).
In termini di efficacia, dopo un follow-up mediano di 20 mesi, PFS e OS a 2 anni sono stati rispettivamente del 90% e del 94%, dimostrando la positività dello studio rispetto all’endpoint di PFS rate≥90% a 18 mesi. In particolare, è stata osservata una sola progressione polmonare di malattia in un paziente con invasione macro-vascolare portale al baseline.
Oltre a fornire la prima dimostrazione, seppur su casistica limitata, di efficacia e sicurezza del down-staging a LT di AtezoBeva, l’unicità di questo studio è dato dalle analisi traslazionali eseguite su tessuto e su plasma. Queste hanno rivelato importanti osservazioni, fra cui: i) l’up-regolazione di signatures geniche immunorelate (quali attivazione di NK, linfociti T, etc.) nei pazienti efficacemente ricondotti a LT dopo AtezoBeva; ii) la down-regolazione delle suddette signatures e l’iperpressione di signatures di attività metabolica e proliferativa dopo un wash-out di almeno 2 mesi o dopo durata prolungata di AtezoBev (>9 cicli), che suggerisce una possibile “window of opportunity” per questa strategia; iii) la riduzione nel compartimento circolante di myeloid-derived suppressor cells (MDSC) e l’ aumento di cellule presentanti l’antigene e linfociti T di memoria, in un bilancio favorevole all’attivazione immunitaria dopo esposizione ad AtezoBeva, iv) una maggiore immuno-attivazione pre LT nei pazienti con rigetto rispetto ai tolleranti, suggerendo un ruolo dell’immunità cellulo-mediata indotta dall’anti PD-L1 nella ridotta tolleranza immunitaria.
Nonostante le limitazioni dello studio in termini di riproducibilità (casistica monocentrica, scarsa numerosità) sottolineate dagli autori, ImmunoXXL costituisce la prima evidenza prospettica di una strategia immunoterapica di down-staging in pazienti con HCC originariamente oltre i criteri di trapiantabilità, suggerendone sicurezza ed efficacia. Fornendo evidenze prospettiche sui nuovi quesiti nella transplant oncology prima citati, quali il tempo minimo di wash-out (30-60 giorni), questo studio fornisce la prima collocazione del LT nell’ambito degli algoritmi moderni di transplant oncology per l’HCC.


In Europe
 

Adding Relacorilant to Nab-paclitaxel Prolongs OS in Patients with Platinum-Resistant Ovarian Cancer

Apr 21, 2026 – A randomised, controlled, parallel group, open-label, superiority, phase III ROSELLA study met its dual primary endpoints: the addition of relacorilant to nab-paclitaxel for patients with platinum-resistant ovarian cancer resulted in a statistically and clinically significant improvement in progression-free survival (PFS) and overall survival (OS). Moreover, OS analyses consistently favoured the relacorilant combination group in all prespecified subgroups, including in poor prognosis populations ... (leggi tutto)

 


 

Quadruplet Isa-KRd Regimen Improves NGS-MRD Negativity in Transplant-Eligible Patients with Newly Diagnosed Multiple Myeloma

Apr 20, 2026 – In first randomised phase III EMN24 IsKia study that investigated isatuximab-carfilzomib-lenalidomide-dexamethasone (Isa-KRd) regimen versus KRd for the upfront treatment of transplant-eligible patients with newly diagnosed multiple myeloma, the four drug Isa-KRd regimen significantly increased the rate ... (leggi tutto)



 

EMA Recommends Granting a Marketing Authorisation for Tarlatamab

Apr 17, 2026 – On 26 March 2026, the European Medicines Agency’s (EMA’s) Committee for Medicinal Products for Human Use adopted a positive opinion, recommending the granting of a marketing authorisation for the medicinal product tarlatamab (Imdylltra), intended for the treatment of extensive-stage small cell lung cancer (SCLC). The applicant for this medicinal product is ... (leggi tutto)

 


 

Transdermal Oestradiol Patches Non-inferior to LHRH Agonists Regarding Metastasis-Free Survival in Patients with Locally Advanced Prostate Cancer

Apr 16, 2026 – An analysis of a large dataset from academically led, non-inferiority phase III randomised study that was embedded within a broader programme with patients recruited at sites in the PATCH and STAMPEDE-1 trial networks, showed that transdermal oestradiol patches were non-inferior to luteinising hormone-releasing hormone (LHRH) agonists for 3-year metastasis-free survival among men with high-risk ... (leggi tutto)



 
EMA Recommends Extension of Indications for Selpercatinib

Apr 15, 2026 – On 26 March 2026, the European Medicines Agency’s (EMA’s) Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) adopted a positive opinion, recommending a change to the terms of the marketing authorisation for the medicinal product selpercatinib (Retsevmo).
The marketing authorisation holder for this medicinal product
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Dall’FDA

Perioperative Pembrolizumab Plus Enfortumab Vedotin Nets FDA Priority Review in Cisplatin-Eligible MIBC

Apr 20, 2026 – Priority review covers IV pembrolizumab or SC pembrolizumab (with berahyaluronidase) plus enfortumab vedotin for perioperative treatment of cisplatin-eligible MIBC.
KEYNOTE-B15 enrolled cT2–T4aN0M0 or cT1–T4aN1M0 disease, ECOG 0–1, ≥50% urothelial histology, and mandated cisplatin eligibility .
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Five Under 5: Top Oncology Videos for the Week of 4/12

Apr 19, 2026 -Confirmatory ZUMA-2 cohort 3 data in BTK inhibitor–naive R/R MCL showed ORR 91% and CR 79%, supporting conversion from accelerated to traditional approval for brexu-cel.
Early phase 2 results with trastuzumab pamirtecan in HER2-expressing endometrial cancer showed ~50% ORR and median DOR 9.9 months in a heavily pretreated population .
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The OncFive: Top Oncology Articles for the Week of 4/12

Apr 18, 2026 – FDA granted priority review for ifinatamab deruxtecan in post–platinum ES-SCLC, supported by phase 2 efficacy (ORR 48.2%) with high-grade TEAEs dominated by cytopenias and nausea.
An sBLA for zenocutuzumab in NRG1 fusion–positive cholangiocarcinoma is supported by eNRGy data (ORR 36.8%, median DOR 12.9 months) and NCCN Category 2A/2B recommendations .
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FDA Approval Is Sought for Zenocutuzumab in NRG1+ Cholangiocarcinoma

Apr 15, 2026 – A supplemental Biologics License Application (sBLA) seeking the approval of zenocutuzumab-zbco (Bizengri) for the treatment of adult patients with advanced unresectable or metastatic cholangiocarcinoma harboring an NRG1 gene fusion has been submitted to the FDA.1 Additionally, the National Comprehensive Cancer Network (NCCN) has added the agent to ... (leggi tutto)



Dall’ASCO

Implementing Evidence-Based Strategies to Broaden Global Lung Cancer Prevention and Screening

Apr 17, 2026 – Although tobacco is the leading cause of lung cancer, it does not account for the increasing numbers of never- or rarely-smokers who are diagnosed with the disease.
Screening and prevention efforts must move beyond a “smoking-only” framework and begin to develop individual risk profiles that consider environmental factors and genetic risks … (leggi tutto)



 

ASCO26 Trainee and Early Career Lounge Offers Networking Opportunities for Young Medical Professionals

Apr 17, 2026 – At the 2026 ASCO Annual Meeting, the Trainee and Early Career Advisory Group continue to reenvision the meeting experience for young professionals with the Trainee and Early Career (TEC) Lounge. The TEC Lounge, which has been around since the early 2000s, was reimagined in 2024 to feature a larger, more accessible space in Hall C as well as to provide new programming, upgraded amenities, and access to more networking offerings … (leggi tutto)



 

Gynecologic Cancer Treatment Advances Spur Discussions About Personalizing Management Strategies

Apr 16, 2026 – In a rapidly changing treatment landscape, antibody-drug conjugates (ADCs) are giving patients with gynecologic cancers more effective and precise treatment options.
An ASCO26 Education Session aims to inform clinicians about treatment with ADCs for ovarian, cervical, and endometrial cancers, including the 3 ADCs approved to treat gynecologic tumors as well as investigational ADCs that are up and coming … (leggi tutto)



 

What Does Hope Mean in End-of-Life Care?

Apr 16, 2026 – Although cancer treatment continues to advance, a cure is not possible for every patient, making it imperative that oncologists understand how to provide end-of-life (EOL) care that preserves patient dignity and well-being.
A change in oncologists’ thinking about the meaning of hope at EOL is encouraged, moving away from equating hope with cure and toward setting achievable goals and maintaining quality of life … (leggi tutto)





Education Session to Highlight JCO Global Oncology’s Support of Action-Oriented Research

Apr 16, 2026 – Despite a heavy cancer burden in resource-limited settings, with 70% of the nearly 10 million cancer-related deaths worldwide occurring in low- and middle-income countries, clinical trials may not be representative of populations in such countries, and resources are often concentrated in other areas … (leggi tutto)





KRASG12D Inhibitors: Understanding Early Efficacy Signals and Exploring Outstanding Questions

Apr 16, 2026 – KRAS mutations are associated with aggressive disease and limited treatment options, but targeted inhibition has shown promise in non–small cell lung cancer (NSCLC) and pancreatic ductal adenocarcinoma (PDAC).
Daraxonrasib, which targets RAS signaling, has advanced to phase 3 trials after early-phase NSCLC and PDAC response rates of 27% to 38%, while more precise KRASG12D-selective inhibitors continue to be evaluated, including zoldonrasib, which has produced NSCLC response rates of 30% to 40% 
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Equipping Oncologists With Practical Tools for Recognizing and Managing Side Effects From Novel Therapies

Apr 15, 2026 – Therapies introduced over that last 2 decades, including immune checkpoint inhibitors (ICIs), antibody-drug conjugates, CAR T-cell therapies, and targeted tyrosine kinase inhibitors, allow oncologists to treat cancer in ways that were not previously possible. However, these therapies come with novel side effects.
An Education Session at the 2026 ASCO Annual Meeting … (leggi tutto)



 

Putting Patients First in Cancer Care by Redefining Benefit, Examining Health Systems

Apr 15, 2026 – There is a concern in the oncology community that the focus on biomedical progress may be eclipsing patient-centered aspects of cancer care, such as shared decision-making, patient autonomy, and psychosocial and emotional support.
Clinical trials often evaluate treatment based on endpoints such as progression-free survival (PFS), which may accelerate access to therapies but may not translate into meaningful improvements in survival or quality of life—a reality not always effectively … (leggi tutto)



Novità da AIFA – Farmaci a uso compassionevole

In questa sezione puoi trovare la lista dei farmaci a uso compassionevole

Elenco dei programmi attivati il 1 aprile 2026:


Datopotamab deruxtecan – Daiichi Sankyo, Inc
Trattamento di pazienti adulte affette da carcinoma mammario triplo negativo non resecabile o metastatico che non sono candidate alla terapia con inibitori di PD-1/PD-L1 e per le quali non siano disponibili alternative terapeutiche autorizzate

Tislelizumab (Tevimbra) – BeOne Medicines Italia S.r.l.
In associazione a gemcitabina e cisplatino per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con carcinoma nasofaringeo (NPC) recidivante, non candidabile a chirurgia o radioterapia curative, o metastatico, per i quali non siano disponibili alternative terapeutiche autorizzate


Clicca qui per la lista programmi per uso compassionevole aggiornata al 1 aprile 2026
Clicca qui per maggiori informazioni


Pillole dall’AIFA
20 aprile 2026 – Revisione delle Note AIFA: abrogate le Note 11 e 84
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17 aprile 2026 – Aggiornamento “Diario di bordo sulla Trasparenza”
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17 aprile 2026 – Dalle terapie a taglia unica alle cure su misura: la rivoluzione della medicina di precisione
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15 aprile 2026 – Notifica dei provvedimenti – Ufficio Ispezioni e Autorizzazioni GMP Medicinali
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15 aprile 2026 – AIFA aggiorna le Liste di Trasparenza
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Dedicato ai Soci 

Aperte le iscrizioni al corso “Comunicare il Cancro e la Salute in ottica One Health”

E’ aperto il bando di ammissione al Corso di perfezionamento universitario in “Comunicare il cancro e la salute in ottica one health” presso l’Università Politecnica delle Marche rivolto ad operatori sanitari, giornalisti e tutti i professionisti interessati alla comunicazione in ambito medico. In questa nuova edizione, che dà seguito ai riscontri estremamente positivi per le due precedenti edizioni del corso “Comunicare il cancro, la medicina e la salute” è stato introdotto l’approccio One Health che sposa una visione integrata tra salute umana, animale e ambientale, per favorire competenze interdisciplinari, migliorare e rendere il percorso formativo ancora più innovativo e in linea con le sfide globali, aumentando le opportunità professionali dei partecipanti. Il corso rientra nella ampia progettualità a livello nazionale con l’obiettivo di promuovere le buone prassi di una comunicazione corretta in ambito sanitario, integrando in maniera profonda il settore della comunicazione e quello della salute.
Scarica la locandina CORSO COMUNICARE IL CANCRO E LA SALUTE IN OTTICA ONE HEALTH e qui il link per la presentazione delle domande la cui deadline è prevista per il 7 maggio p.v.



Bando di Concorso

La Fondazione Maria Gabriella De Matteis ETS indice un Bando di concorso di 40.000,00€ per il miglior progetto sul tema: “OTTIMIZZARE LA QUALITÀ DI VITA E MODULARE I TRATTAMENTI ANTITUMORALI: IDENTIFICAZIONE DI STILI DI VITA (INCLUSI DIETA ED ATTIVITÀ FISICA) E BIOMARCATORI PREDITTIVI DI TOSSICITÀ”. Si dovranno inviare le candidature entro le ore 24.00 del 6 maggio 2026, scarica il bando completo per tutte le informazioni utili a partecipare.



Opportunità di lavoro in Oncologia


Consulta le posizioni disponibili nella vetrina riservata ai Soci AIOM o scarica il modulo per richiedere la pubblicazione di annunci
 


Appuntamenti 

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