Five-Year Clinical Outcomes With Nivolumab Plus Ipilimumab Versus Chemotherapy as First-Line Treatment for Unresectable Pleural Mesothelioma in CheckMate 743
In this 5-year follow-up from the CheckMate 743 study in patients with unresectable pleural mesothelioma (PM), we evaluated updated efficacy and safety outcomes and biomarkers and performed treatment-switching analyses with first-line nivolumab plus ipilimumab versus chemotherapy … (leggi tutto) Il mesotelioma pleurico è una patologia neoplastica considerata tutt’oggi rara. A fronte di una incidenza relativamente bassa, la prognosi è infausta, con tassi di sopravvivenza a 5 anni intorno al 10%. La sopravvivenza è determinata non solo dallo stadio di malattia, ma anche dal sottotipo istologico (con l’istologia epitelioide associata ad una prognosi meno sfavorevole rispetto all’istologia non epitelioide) e dalla possibilità di poter intersecare la terapia sistemica a trattamenti loco regionali, con una gestione definita multimodale. Tuttavia, tale strategia è possibile in una piccola percentuale di casi (circa il 15-20%) e la maggior parte dei pazienti è trattata con una terapia sistemica per una malattia non resecabile. Per quasi 20 anni l’unico trattamento approvato in prima linea per il mesotelioma pleurico maligno (MPM) non resecabile è stato il regime chemioterapico a base di platino – pemetrexed. Lo studio Checkmate 743 ha pertanto rivoluzionato lo standard di cura. Si tratta di studio di fase 3 in cui pazienti con diagnosi di MPM non resecabile, non candidati a trattamenti curativi (chirurgia con o senza chemioterapia), stratificati per sesso ed istologia (epitelioide vs non-epitelioide) venivano randomizzati 1:1 a ricevere l’associazione di nivolumab (3 mg/kg ev q14) – ipilimumab (1 mg/kg q42) vs chemioterapia con platino (cisplatino 75 mg/m2 o carboplatino AUC 5 q21) – pemetrexed (500 mg/m2 q21) per un massimo di 6 cicli. Il trattamento veniva continuato fino a progressione di malattia o tossicità inaccettabile, per un massimo di 2 anni di trattamento nel braccio immunoterapico. Endpoint primario dello studio era la sopravvivenza globale (OS). Endpoint secondari dello studio erano la sopravvivenza libera da progressione, il tasso di risposta obiettiva, il tempo alla risposta, la durata della risposta e il tasso di controllo della malattia in tutti i pazienti randomizzati al trattamento, nonché la sopravvivenza globale, la sopravvivenza libera da progressione e il tasso di risposta obiettiva in base all’espressione di PD-L1. A gennaio 2021 sono stati pubblicati i primi risultati dello studio: l’associazione nivolumab più ipilimumab mostrava un vantaggio in termini di sopravvivenza rispetto alla chemioterapia. A febbraio 2026 sono stati pubblicati i dati di outcome clinico a 5 anni: ad un follow-up mediano di 66.8 mesi, nivolumab più ipilimumab continua a mostrare un vantaggio in OS rispetto alla chemioterapia, con una riduzione del rischio di morte di 26% e un delta di tasso di sopravvivenza a 5 anni dell’8% (14% vs 6%). La magnitudine del beneficio si è confermata maggiore nell’istologia non-epitelioide (sopravvivenza a 5 anni del 1% rispetto al 12% dell’associazione immunoterapica), poiché in questa popolazione la chemioterapia performa meno rispetto alla istologia epitelioide. Questo dato è in linea con i risultati dello studio KEYNOTE-483 (IND-227), che ha confrontato la chemioterapia più pembrolizumab vs solo chemioterapia nei pazienti con MPM. Questi risultati possono essere attribuibili a differenze nell’espressione di geni correlati alla risposta immunitaria tra i diversi sottogruppi istologici, a livelli più elevati di linfociti infiltranti il tumore nel MPM non epitelioide e ad una peggiore sopravvivenza globale associata alla chemioterapia nei pazienti con MPM non epitelioide. Nell’update a 5 anni sono stati inoltre riportati i dati di OS e Progression Free Survival (PFS) in base ai livelli basali di cellule mieloidi soppressorie di derivazione monocitaria (M-MDSC) nonché i dati di OS aggiustata per il passaggio di trattamento nei pazienti del braccio di chemioterapia. Il vantaggio dell’associazione nivolumab – ipilimumab si è confermato anche nella popolazione valutabile per livelli basali di M-MDSC, sia in termini di OS che di PFS; ma nei pazienti del braccio sperimentale, livelli più elevati di M-MDSC erano associati a esiti peggiori in termini di OS e PFS. Sono tuttavia necessari studi prospettici per confermare la correlazione tra livelli di M-MDSC e outcome clinici con prima linea di trattamento immunoterapico. Infine, aggiustando l’analisi mediante ponderazione inversa della probabilità di censura (inverse probability of censoring weighting, IPCW) per l’utilizzo successivo di immunoterapia nel braccio controllo, la OS mediana del braccio controllo con chemioterapia si è ridotta da 14,1 mesi a 12,1 mesi, amplificando il beneficio clinico di nivolumab – ipilimumab (HR aggiustato da 0.75 a 0.64): si può pertanto desumere che i pazienti con istologia epitelioide in progressione dopo un trattamento chemioterapico standard possono comunque beneficiare dalla immunoterapia con nivolumab in seconda linea, come già emerso dallo studio CONFIRM. In conclusione, questo aggiornamento a 5 anni dello studio CheckMate 743 dimostra un beneficio clinico a lungo termine della terapia di prima linea con nivolumab più ipilimumab nei pazienti con MPM, confermando un beneficio maggiore nella istologia non-epiteliode.
Time-of-day immunochemotherapy in non-small cell lung cancer: a randomized phase 3 trial Retrospective studies suggest that early time-of-day (ToD) infusions of immunochemotherapy may improve efficacy. However, prospective randomized controlled trials are needed to validate it. In this randomized phase 3 LungTIME-C01 trial, 210 patients with treatment naive stage IIIC-IV non-small cell lung cancer (NSCLC) lacking driver mutations were randomly … (leggi tutto) Gli inibitori dei checkpoint immunitari (ICI) hanno migliorato significativamente gli outcome clinici dei pazienti con diagnosi di carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) avanzato, seppur circa il 10-15% dei pazienti non risponde alla terapia con ICI né mostra benefici a lungo termine. Un crescente numero di evidenze indica come l’immunità antitumorale non sia un sistema statico, ma un processo dinamico regolato temporalmente dal ritmo circadiano: questo suggerisce che il momento della giornata in cui viene somministrato il trattamento immunoterapico possa essere una variabile determinante nella efficacia terapeutica. Le cellule del sistema immunitario adattativo, ed in particolare i linfociti T CD8+ citotossici, infatti, presentano variazione circadiane, con conseguente diversa espressione genica, distribuzione nei tessuti e capacità di risposta agli antigeni nel corso delle 24 ore. In modelli murini la risposta all’immunoterapia raggiunge il picco alla fine della fase di riposo. Questo fenomeno è associato alla espressione circadiana di molecole di adesione endoteliale, con conseguente regolazione dell’infiltrazione dei linfociti T nel tumore, e alla variazione temporale dell’espressione di molecole immunoregolatorie, come PD-L1, nelle cellule mieloidi soppressorie. Una metanalisi (Landré, T. et al. ESMO Open 2024) condotta su 1663 pazienti e 13 studi clinici che indagavano il momento della giornata (ToD) in cui veniva somministrato l’ICI, ha mostrato un beneficio in termini di sopravvivenza globale (OS), sopravvivenza libera da progressione (PFS) e tasso di risposta obiettiva (ORR) nei pazienti che avevano ricevuto la maggior parte delle infusioni nella prima parte della giornata. Questo beneficio era significativo nonostante i pazienti ricevessero ICI in monoterapia o in combinazione, in prima o seconda linea e per diversi tipi di tumore. Tuttavia, si trattava di studi retrospettivi, con ToD correlato anche a fattori non farmacologici, come disponibilità della struttura, preferenze del paziente, interazioni con visite cliniche e rinvii per ulteriori indagini richieste: pertanto il ToD effettivo variava nelle diverse infusioni dello stesso paziente. A febbraio 2026 sono stati riportati i risultati di uno studio prospettico, randomizzato, monocentrico, open-label di fase 3 (LungTIME-C01), eseguito presso lo Hunan Cancer Hospital di Changsha (Cina). Lo studio è stato disegnato per confrontare la sopravvivanza tra pazienti con NSCLC avanzato che ricevevano i primi quattro cicli di trattamento di chemio-immunoterapia con un anti-PD1 (sintilimab o pembrolizumab) prima delle h 15:00 (early ToD), e pazienti che ricevevano lo stesso trattamento dopo le h. 15:00 (late ToD). Il cut-off delle 15:00 è stato determinato da un’analisi retrospettiva preliminare su 447 pazienti dello stesso Centro, che ha identificato questo orario come quello associato al minore hazard ratio (HR) per PFS. Il controllo sull’orario dell’infusione è stato applicato solo durante i primi quattro cicli; successivamente i pazienti hanno continuato la terapia di mantenimento con orari non vincolati. La chemioterapia è stata infusa circa 30 minuti dopo l’immunoterapia. Un totale di 210 pazienti è stato randomizzato nel gruppo “early ToD” (105) o nel gruppo “late ToD” (105). La maggior parte dei pazienti (77.1%) ha ricevuto immunoterapia con sintilimab, mentre il 22.9% ha ricevuto immunoterapia con pembrolizumab. La durata mediana del follow-up è stata di 28.7 mesi. La durata mediana dell’immunoterapia è stata di 10.4 mesi nel gruppo “early ToD” e di 4.5 mesi nel gruppo “late ToD”. Nell’81.9% dei casi il trattamento è stato sospeso per progressione di malattia: al cutoff dei dati, il 29.5% dei pazienti nel braccio “early” e il 6.7% dei pazienti nel braccio “late” erano ancora in trattamento. I dati mostrano un beneficio nella somministrazione nella prima parte della giornata. La PFS mediana è stata di 11.3 mesi nel gruppo “early ToD” e di 5.7 mesi nel gruppo “late ToD” (HR: 0.40). I dati di OS non sono maturi, ma al cutoff dei dati, su 126 eventi morte, la OS mediana è stata di 28.0 mesi nel gruppo “early ToD” e di 16.7 mesi nel gruppo “late ToD” (HR: 0.42); le risposte obiettive sono state del 69.5% e del 56.2% rispettivamente nel braccio “early ToD” e nel braccio “late ToD”. Le tossicità ematologiche di qualsiasi grado sono risultate più comuni nel gruppo precoce, con leucopenia di qualsiasi grado verificatasi nel 44.8% dei pazienti del gruppo “early Tod” e nel 28.6% dei pazienti del gruppo “late ToD”. Nel 50% dei pazienti è stata inoltre effettuata analisi delle sottopopolazioni T linfocitarie mediante citometria a flusso in tre momenti: al basale, dopo il secondo ciclo e dopo il quarto ciclo di trattamento. Le infusioni effettuate nella prima parte della giornata erano associate a livelli più elevati di linfociti T CD3+ circolanti e CD8⁺ circolanti e a un rapporto più alto tra linfociti T CD8⁺ attivati (CD38⁺ HLA-DR⁺) e linfociti T CD8⁺ esausti (TIM-3⁺ PD-1⁺). I cambiamenti delle sottopopolazioni di cellule T probabilmente riflettono una aumentata attività citotossica e possono in parte spiegare la maggiore efficacia clinica osservata nel gruppo “early ToD”. Tuttavia, le sottopopolazioni di linfociti T CD8⁺ sono state analizzate retrospettivamente su campioni crioconservati, perciò la dimensione del campione disponibile era limitata; inoltre, considerando i migliori outcome osservati nel gruppo “early ToD”, è difficile stabilire se questi effetti cellulari siano attribuibili al momento della somministrazione o, al contrario, riflettano una conseguenza del miglioramento della risposta clinica. Questo studio, dunque, fornisce un ulteriore supporto alle attuali evidenze, sottolineando l’attenzione al momento di infusione dell’immunoterapia e l’importanza di utilizzare il ToD come fattore di stratificazione nel disegno di futuri trial di immunoterapia. È però importante sottolineare che la rivista ha emesso una nota editoriale per informare i lettori di preoccupazioni sollevate per incongruenze tra il registro del trial su ClinicalTrials.gov e il protocollo pubblicato: ha avviato perciò un’indagine formale per chiarire tali discrepanze. Pertanto, in attesa dei risultati dell’indagine e di eventuali rettifiche o chiarimenti ufficiali, tali risultati devono essere interpretati con cautela.
In Europe Adding Gedatolisib to Fulvestrant, with or without Palbociclib, Improves PFS in Patients with HR-positive/HER2-negative, PIK3CA Wild-Type ABC Mar 17, 2026 – A global, open-label, randomised, two-part phase III VIKTORIA-1 study met its primary endpoint, showing that the addition of a highly potent multitarget inhibitor of the PI3K/AKT/mTOR pathway, gedatolisib to fulvestrant, with or without palbociclib, achieved clinically meaningful improvements in progression-free survival (PFS) ... (leggi tutto)
Neoadjuvant GOLP Prolongs EFS Among Patients with Resectable High-Risk Intrahepatic Cholangiocarcinoma Mar 16, 2026 – In a prespecified interim analysis of investigator-initiated, open-label, multicentre, randomised, controlled, phase II/III ZSAB-neoGOLP study, conducted at 11 hospitals in China, the neoGOLP regimen consisting of gemcitabine-oxaliplatin, lenvatinib, and an anti-PD1 antibody significantly prolonged event-free survival (EFS), as compared with control treatment, among patients with resectable high-risk intrahepatic cholangiocarcinoma, with consistent benefit across sensitivity analyses. Treatment resulted in notable tumour regression ... (leggi tutto)
EMA Management Board: highlights of March 2026 meeting Mar 13, 2026 – The Management Board adopted EMA’s annual report for 2025, marking another strong year for medicines regulation in the European Union. EMA delivered 104 positive recommendations for new medicines for human use, including 38 containing a new active substance. The Agency also issued 30 recommendations for new veterinary medicines – the highest number of recommendations for a second consecutive year ... (leggi tutto)
Meeting highlights from the Pharmacovigilance Risk Assessment Committee (PRAC) 9 – 12 March 2026 Mar 13, 2026 – Update to product information recommended to reflect recent evidence EMA’s safety committee (PRAC) has completed its review of a safety signal of aseptic meningitis with Ixchiq (live attenuated chikungunya vaccine) and has recommended an update to the vaccine’s product information to reflect the most recent evidence related to this known risk ... (leggi tutto)
EMA Recommends Extension of Therapeutic Indications for Durvalumab Mar 13, 2026 – On 29 January 2026, the European Medicines Agency’s (EMA’s) Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) adopted a positive opinion, recommending a change to the terms of the marketing authorisation for the medicinal product durvalumab (Imfinzi). The marketing authorisation holder for this medicinal product is ... (leggi tutto)
Induction ICI Combination Followed by CRT Is An Effective Bladder-Sparing Treatment in Patients with MIBC and Response Can Be Monitored by ctDNA Mar 12, 2026 – In a single-arm, multicentre, phase II INDIBLADE study, potent induction combination of immune checkpoint inhibitor (ICI) therapy followed by chemoradiotherapy (CRT) was an effective bladder-sparing treatment for a broad population of patients with muscle-invasive bladder cancer (MIBC), with promising bladder-intact event-free survival (BI-EFS) and overall survival (OS) ... (leggi tutto)
FDA Grants Traditional Approval to Encorafenib for mCRC with a BRAF V600E Mutation Mar 11, 2026 – On 24 February 2026, the US Food and Drug Administration (FDA) granted traditional approval to encorafenib (Braftovi, Array BioPharma Inc., a subsidiary of Pfizer Inc.) in combination with cetuximab and fluorouracil-based chemotherapy for the treatment of adult patients with metastatic colorectal cancer (mCRC) with a BRAF V600E mutation, as detected by an FDA-authorizsd test. Encorafenib received accelerated approval in combination with cetuximab and mFOLFOX6 for mCRC with BRAF V600E mutation in 2024 ... (leggi tutto)
Dall’FDA FDA Accepts NDA for Bezuclastinib for Nonadvanced Systemic Mastocytosis Mar 16, 2026 – FDA accepted an NDA for bezuclastinib in nonadvanced systemic mastocytosis, setting a PDUFA target action date of December 30, 2026. SUMMIT enrolled indolent, smoldering, or bone marrow mastocytosis with inadequate symptom control despite at least two anti-mediator therapies, using a randomized 2:1 design versus placebo plus BSC. Week-24 mean TSS improved more with bezuclastinib than placebo (difference –8.91; P<.001), with higher ≥30% and ≥50% TSS ... (leggi tutto)
Five Under 5: Top Oncology Videos for the Week of 3/8 Mar 15, 2026 – Traditional FDA approval established encorafenib plus cetuximab with fluorouracil-based chemotherapy as a first-line option for BRAF V600E–mutant mCRC, supported by phase 3 BREAKWATER. Patient-safety best practices center on anticipatory counseling, clear toxicity thresholds, and low-barrier communication so emerging AEs trigger timely intervention rather than unplanned acute-care utilization ... (leggi tutto)
The OncFive: Top Oncology Articles for the Week of 3/8 Mar 10, 2026 – Ipsen will voluntarily withdraw tazemetostat’s FDA indications in R/R follicular lymphoma and epithelioid sarcoma after SYMPHONY identified secondary hematologic malignancy risk outweighing benefit. Priority review was assigned for post-neoadjuvant T-DXd in HER2+ early breast cancer with residual invasive disease, with DESTINY-Breast05 showing iDFS HR 0.47 versus T-DM1 ... (leggi tutto)
FDA Issues CRL for Retifanlimab Plus Chemotherapy in Metastatic NSCLC Mar 10, 2026 – FDA’s complete response letter cited inspection findings at the Catalent Indiana fill-finish facility as the only approvability issue, with no additional concerns about retifanlimab efficacy or safety. Phase 3 POD1UM-304 demonstrated improved OS (18.1 vs 13.4 months; HR 0.75) and PFS (7.7 vs 5.5 months; HR 0.64) versus placebo ... (leggi tutto)
FDA Indications for Tazemetostat in R/R Follicular Lymphoma and Epithelioid Sarcoma Are Voluntarily Withdrawn Mar 10, 2026 – Voluntary withdrawal is immediate for follicular lymphoma and epithelioid sarcoma indications following data monitoring committee concern over secondary hematologic malignancies. SYMPHONY randomised second-line relapsed/refractory follicular lymphoma to tazemetostat plus R2 versus R2 alone, enrolling both EZH2-mutant and wild-type disease without biomarker requirement ... (leggi tutto)
Dall’ASCO Can Viral Respiratory Infections Increase Lung Cancer Risk? Mar 12, 2026 – evere COVID-19 and influenza infections may prime the lungs for cancer and can accelerate the disease’s development—but vaccination heads off those harmful effects, according to new research published by Qian et al in Cell. University of Virginia (UVA) School of Medicine researcher Jie Sun, PhD, and colleagues found that serious viral infections “reprogrammed” immune cells in the lungs to facilitate the growth of cancer tumors months or even years lat … (leggi tutto)
Incorporating Remote Symptom Monitoring into the Diagnosis and Management of Immune-Related Adverse Events Mar 12, 2026 – Early detection of immune-related adverse events (irAEs) remains a major clinical gap. Electronic patient-reported outcome (ePRO) symptom monitoring is feasible and acceptable but remains underdeveloped for irAEs. Progress toward clinical implementation depends on smarter system design and implementation-focused research … (leggi tutto)
Bevacizumab and Erlotinib in Rare Kidney Cancers: Tailoring Therapy Through Subtype-Specific Biology Mar 12, 2026 – The combination of bevacizumab plus erlotinib achieved a 72% response rate with a median progression-free survival of 21.1 months in patients with fumarate hydratase (FH)-deficient rare renal cell carcinoma (RCC)/hereditary leiomyomatosis and renal cell cancer (HLRCC), representing a significant advance for this rare and aggressive disease … (leggi tutto)
Considering Immunotherapy Holidays in Extensive-Stage Small Cell Lung Cancer
Mar 11, 2026 – For a small number of patients with extensive-stage small cell lung cancer (ES-SCLC) who achieve prolonged disease control with maintenance immunotherapy, there is a question of whether an indefinite immune checkpoint inhibitor (ICI) break (or holiday) is appropriate. Evidence supporting ICI holidays in ES-SCLC is largely anecdotal and extrapolated from other tumor types, although such breaks have the potential to diminish cumulative toxicities, minimize risk of immune-related adverse events (irAEs), and improve quality of life … (leggi tutto)
Holding the Evidentiary Bar High While Looking Ahead: A Pragmatic Approach to Multicancer Early Detection Testing Mar 11, 2026 – Multicancer early detection (MCED) blood tests are already available to patients in the United States despite limited evidence on survival benefit or health system impact. Prior experience with complex laboratory-developed tests (LDTs) shows how rapid diffusion without clear clinical utility can expose patients and clinicians to unnecessary uncertainty, procedures, and costs … (leggi tutto)
Advancing Precision in Muscle-Invasive Bladder Cancer: The Critical Role of Histologic Subtyping Mar 11, 2026 – Histologic subtypes are molecularly and pathologically distinct from conventional urothelial carcinoma, impacting disease progression and response to systemic therapy. Although histologic diagnosis of histologic subtypes has markedly improved, misclassification of subtypes remains a major challenge and reveals the need for centralized pathology review … (leggi tutto)
Novità da AIFA – Farmaci a uso compassionevole
In questa sezione puoi trovare la lista dei farmaci a uso compassionevole
Elenco dei programmi attivati il 17 febbraio 2026:
Neladalkib – Nuvalent Inc. Trattamento di pazienti adulti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico ALK-positivo, che hanno precedentemente ricevuto almeno un inibitore della tirosin-chinasi (TKI) dell’ALK e per i quali non siano disponibili alternative terapeutiche autorizzate
Clicca qui per la lista programmi per uso compassionevole aggiornata al 17 febbraio 2026 Clicca qui per maggiori informazioni
Pillole dall’AIFA 16 marzo 2026 – AIFA rafforza il proprio impegno per l’inclusione Leggi tutto
16 marzo 2026 – Aggiornamento Registro MULTIFARMACO PPP, per i farmaci sottoposti a programma di prevenzione della gravidanza Leggi tutto
16 marzo 2026 – Aggiornamento “Diario di bordo sulla Trasparenza” Leggi tutto
16 marzo 2026 – Verifica dei dati trasmessi alla banca dati per la tracciabilità del farmaco relativi all’anno 2025 Leggi tutto
13 marzo 2026 – Aggiornamenti dal PRAC riunione 9-12 marzo 2026 Leggi tutto
13 marzo 2026 – Ordine del giorno riunione Commissione Scientifica e Economica del Farmaco (CSE) Leggi tutto
13 marzo 2026 – Aggiornamento “Diario di bordo sulla Trasparenza” Leggi tutto
9 marzo 2026 – Attivazione web Registro di monitoraggio KISQALI carcinoma mammario stadio iniziale Leggi tutto
Dedicato ai Soci
Bando di Concorso
La Fondazione Maria Gabriella De Matteis ETS indice un Bando di concorso di 40.000,00€ per il miglior progetto sul tema: “OTTIMIZZARE LA QUALITÀ DI VITA E MODULARE I TRATTAMENTI ANTITUMORALI: IDENTIFICAZIONE DI STILI DI VITA (INCLUSI DIETA ED ATTIVITÀ FISICA) E BIOMARCATORI PREDITTIVI DI TOSSICITÀ”. Si dovranno inviare le candidature entro le ore 24.00 del 6 maggio 2026, scarica il bando completo per tutte le informazioni utili a partecipare.
Opportunità di lavoro in Oncologia
Consulta le posizioni disponibili nella vetrina riservata ai Soci AIOM o scarica il modulo per richiedere la pubblicazione di annunci
Appuntamenti
NELL’AGENDA DISPONIBILE SUL SITO DELL’ASSOCIAZIONE TUTTE LE INFORMAZIONI SUGLI EVENTI AIOM NAZIONALI, REGIONALI e ALTRI APPUNTAMENTI PATROCINATI DA AIOM
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