Trabectedin-olaparib combination or trabectedin in advanced soft tissue sarcomas after failure of anthracycline-based treatment (TOMAS2): a randomized phase II study from the Italian Sarcoma Group
Background: Advanced/metastatic soft tissue sarcomas (STSs) remain an unmet clinical need. We previously reported the feasibility and preliminary activity of trabectedin-olaparib combination in patients with advanced STS progressing after anthracycline-based regimens. Patients and methods: In this investigator-initiated, open-label, phase II randomized trial, adult patients with advanced STS progressing after one or more prior lines of therapy, including at least one anthracycline-based regimen, were randomly assigned … (leggi tutto) I sarcomi dei tessuti molli costituiscono un gruppo eterogeneo di neoplasie rare, che costituiscono circa l’1% dei tumori nell’adulto, con almeno 100 sottotipi istologici noti caratterizzati da una biologia estremamente diversificata e con un comportamento clinico molto variabile. La gestione è tipicamente multidisciplinare, con la chirurgia che rimane il cardine di trattamento nelle forme localizzate. Lo standard del trattamento di prima linea per la malattia avanzata/metastatica è rappresentato dalla chemioterapia con schemi contenenti antracicline, con o senza ifosfamide. Nella malattia metastatica, soprattutto a partire dalla seconda linea di trattamento, la prognosi è spesso sfavorevole e solo marginalmente influenzata dalle terapie mediche attualmente disponibili, evidenziando così la necessità di approcci alternativi e innovativi. La rarità di queste neoplasie, ulteriormente complicata dalla loro eterogeneità, rende sfidante l’identificazione di solidi biomarcatori con significato prognostico/predittivo. In questo scenario, è stato condotto lo studio TOMAS2, promosso da Italian Sarcoma Group, associazione senza fini di lucro finalizzata alla ricerca nell’ ambito dei sarcomi. Questo trial randomizzato di fase II, condotto in 13 centri italiani tra Maggio 2020 e Novembre 2022, ha valutato la combinazione di trabectedina e del PARP1 inhibitor olaparib in pazienti adulti con sarcomi dei tessuti molli avanzati/metastatici in progressione dopo almeno una prima linea di trattamento a base di antracicline. Supportato da un solido background preclinico e dai preliminari segnali di attività di uno studio di fase Ib, il razionale biologico della combinazione si fonda sull’attivazione di PARP1 in risposta al danno al DNA indotto dalla trabectedina: la sua inibizione farmacologica porta ad un aumento di danno al DNA, in particolare a doppio filamento, favorendo l’apoptosi tumorale. I 130 pazienti arruolati sono stati randomizzati in rapporto 1:1 a ricevere trabectedina 1,1 mg/m² i.v. ogni 21 giorni in combinazione con olaparib 150 mg due volte al giorno, oppure trabectedina 1,5 mg/m² i.v. ogni 21 giorni. I pazienti sono stati inoltre stratificati in base all’istologia (L sarcoma, cioè leiomiosarcoma e liposarcoma, versus non L sarcoma) e al numero di terapie precedenti (una versus due o più). L’endpoint primario era il tasso di sopravvivenza libera da progressione (PFS) a 6 mesi (PFS6m) secondo criteri RECIST 1.1. Gli endpoint secondari includevano PFS, sopravvivenza globale (OS), tasso di risposta obiettiva (ORR) secondo RECIST 1.1 e sicurezza. Gli endpoint esploratori comprendevano analisi biomolecolari e di biomarcatori. Con un follow up mediano di 37,4 mesi, la PFS6m e la PFS mediana sono risultate pari al 32% (IC 95%: 22–46%) e 3,9 mesi (IC 95%: 2,7–5,2 mesi) nel braccio trabectedina–olaparib, rispetto al 28% (IC 95%: 19–42%) e 2,9 mesi (IC 95%: 2,2–3,6 mesi) nel braccio trabectedina [HR: 0,722; IC 95%: 0,501–1,041; p = 0,081]. Tra i 126 pazienti valutabili, l’ORR è stata del 12,7% (IC 95%: 6,1–22,7%) versus 7,9% (IC 95%: 3,0–16,7%), rispettivamente (odds ratio: 1,60; IC 95%: 0,50–5,16; P = 0,43). Nel sottogruppo dei leiomiosarcomi uterini, la PFS a 12 mesi è risultata del 42,9% con trabectedina–olaparib rispetto allo 0% con trabectedina. L’espressione di PARP1 ha mostrato una correlazione significativa con un miglioramento della PFS nel braccio di combinazione (PFS6m e PFS mediana pari a 41,5% e 4,3 mesi versus 27,8% e 2,5 mesi; HR 0,537; IC 95%: 0,337–0,855; P = 0,009). Tossicità ematologiche di grado ≥3 sono risultate significativamente più frequenti nel braccio trabectedina–olaparib, con un profilo di tossicità della combinazione comunque nel complesso maneggevole. Sebbene la combinazione trabectedina–olaparib abbia raggiunto la soglia predefinita di significatività statistica per la PFS (p < 0,10), il beneficio nella popolazione globale è risultato quantitativamente modesto, con una PFS mediana di 3.9 mesi ed una PFS6m del 32%, versus i 2.9 mesi ed il 28% rispettivamente per il braccio di trattamento con sola trabectedina. L’ORR è risultato basso in entrambi i bracci (12.7% vs 7.9%) e non è stato osservato alcun vantaggio in termini di sopravvivenza globale. Questi dati indicano che, nei pazienti con sarcomi dei tessuti molli non selezionati, la combinazione di trabectedina e olaparib non determina un miglioramento clinicamente rilevante rispetto alla monoterapia con trabectedina. Di particolare interesse sono risultate invece le analisi predefinite per sottogruppi, che hanno identificato due categorie di pazienti con neoplasie potenzialmente maggiormente sensibili alla combinazione: i tumori PARP1 positivi e i leiomiosarcomi uterini. Nei tumori con espressione di PARP1 ≥1%, la combinazione ha determinato un miglioramento significativo della PFS (HR 0.54), con incremento della PFS6m (41.5% vs 27.8%) e della PFS mediana (4.3 vs 2.5 mesi). Al contrario, nei tumori PARP1 negativi non è stato osservato alcun beneficio, suggerendo un potenziale ruolo predittivo dell’espressione di PARP1. Nei leiomiosarcomi uterini, pur in assenza di differenze significative nella PFS mediana, la combinazione ha prodotto un dato di particolare rilievo: una PFS a 12 mesi del 42.9% contro lo 0% del braccio di controllo, indicando un sottogruppo con beneficio prolungato. Abbiamo chiesto un commento al prof. Lorenzo D’Ambrosio, primo autore dello studio, il quale ha confermato che “Pur non risultando practice-changing in una popolazione non selezionata, lo studio TOMAS2 conferma la necessità di proseguire nello sviluppo di strategie terapeutiche histology-tailored e biomarker-driven nel trattamento dei sarcomi dei tessuti molli in stadio avanzato. In particolare, le pazienti affette da leiomiosarcoma uterino e i pazienti con tumori caratterizzati da espressione di PARP1 all’immunoistochimica hanno mostrato un beneficio clinicamente rilevante dalla combinazione di trabectedin e olaparib rispetto al trattamento con trabectedin in monoterapia. Rimane pertanto fondamentale approfondire ulteriormente i meccanismi di risposta e di resistenza attraverso ulteriori studi clinici e traslazionali dedicati, al fine di definire meglio il ruolo delle combinazioni tra chemioterapia e inibitori di PARP1 nei pazienti affetti da sarcoma dei tessuti molli. Indipendentemente dai dati di attività osservati, lo studio TOMAS2 rappresenta un importante successo in termini di collaborazione tra istituzioni, avendo consentito l’arruolamento di 130 pazienti con sarcoma dei tessuti molli avanzato in 13 centri italiani in poco più di due anni, nel pieno della pandemia da SARS-CoV-2. Questo risultato sottolinea ancora una volta come la collaborazione tra centri di riferimento sia essenziale per il progresso delle conoscenze e il miglioramento delle strategie terapeutiche in queste neoplasie rare.”
Upfront Modified FOLFOXIRI Plus Panitumumab for RAS/BRAF Wild-Type Metastatic Colorectal Cancer: Final Results of the Phase III TRIPLETE Study We report 5-year results of the phase III randomized TRIPLETE study. Eligible patients with RAS/BRAF wild-type metastatic colorectal cancer (mCRC) received first-line modified fluorouracil, leucovorin, oxaliplatin (mFOLFOX)/panitumumab (control group, n = 217) versus modified fluorouracil, leucovorin, oxaliplatin, irinotecan (mFOLFOXIRI)/panitumumab (experimental group, n = 218). We present overall survival (OS) and updated outcomes in the intention-to-treat population. The median follow-up was 60.2 months (IQR, 49.3-70.0) … (leggi tutto) La combinazione 5-fluorouracile, oxaliplatino ed irinotecano (mFOLFOXIRI) associata all’anticorpo monoclonale antiVEGF bevacizumab rappresenta ad oggi un’opzione terapeutica di prima linea standard per il trattamento dei carcinomi del colon retto non resecabili o metastatici (mCRC) con bassa instabilità microsatellitare (MSS) e/o conservazione delle proteine del mismach repair (pMMR). Sebbene già precedenti studi, tra cui lo studio di fase II MACBETH, abbiano dimostrato segnali promettenti di attività antitumorale della tripletta di chemioterapia in associazione ad anticorpi monoclonali anti-EGFR nel trattamento di prima linea dei pazienti con mCRC RAS/BRAF wild-type (wt), TRIPLETE, è stato il primo studio di fase III che ha confrontato l’associazione tra tripletta e doppietta di chemioterapia, entrambi in associazione all’anticorpo monoclonale anti-EGFR panitumumab. Si tratta di uno studio promosso dal GONO coordinato dalla Prof.ssa Chiara Cremolini, multicentrico, open-label, che ha arruolato, da settembre 2017 a settembre 2021 in 57 centri italiani, 435 pazienti con mCRC RAS/BRAF wt non pretrattati nel setting metastatico o recidivati dopo almeno 6 mesi dal termine di un trattamento adiuvante con fluoropirimidina in monoterapia. Lo studio prevedeva la randomizzazione 1:1 in due bracci di trattamento: mFOLFOXIRI + panitumumab (braccio sperimentale) versus (vs) mFOLFOX6 + panitumumab (braccio controllo). Già ad una analisi primaria, l’obiettivo primario dello studio rappresentato dal rate di risposte obiettive (ORR) non è stato raggiunto, cosi come nessuna differenza statisticamente significativa è emersa per alcuni end-points secondari come la sopravvivenza libera da progressione (PFS), la riduzione precoce del carico tumorale (ETS), la profondità della risposta (DoR) ed il rate delle resezioni R0, a fronte di un incremento significativo della tossicità gastrointestinale (Rossini D. et al, J Clin Oncol 2022). Ad un più esteso follow-up di 5 anni (mediana 60,2 mesi) sono stati confermati i risultati precedentemente ottenuti, con una ORR del 75% nel braccio sperimentale vs 78% nel braccio controllo (OR=0,84 [95% CI, 0,54 – 1,31], p=0,442). Nessuna differenza in ORR è emersa nemmeno dopo l’aggiustamento per i fattori clinici di stratificazione quali ECOG PS (0-1 vs 2), sede del primitivo (sinistra vs destra) e metastasi limitate al fegato. È stata invece osservata una differenza significativa in sopravvivenza globale (mOS) a favore del braccio sperimentale 41,1 vs 33,3 mesi (HR=0,79 [95% CI, 0,63 – 0,99]; p=0,049), con un guadagno assoluto in OS mediana di 7,8 mesi e con un trend favorevole anche in sopravvivenza post-progressione con una mediana (mPPS) di 24,6 vs 17,7 mesi (HR=0,79 [95% CI, 0,62 – 1,01]; p=0,062). Lo studio, quindi, ha dimostrato come la combinazione mFOLFOXIRI + panitumumab in prima linea di trattamento per i pazienti con mCRC RAS/BRAF wt, determina un aumento statisticamente e clinicamente significativo in OS, uno degli end-points secondari dello studio, rispetto all’attuale standard terapeutico con doppietta + anti-EGFR, con una riduzione del rischio di morte del 18%. Questo vantaggio in OS, che si è mantenuto nei vari sottogruppi di popolazione, non ha trovato spiegazione in un maggiore beneficio clinico correlato a chirurgia secondaria R0 nel braccio sperimentale rispetto al controllo. Infatti, tra i pazienti andati incontro ad una resezione secondaria R0 nessuna differenza è stata rilevata in termini di sopravvivenza libera da recidiva (RFS, HR=0,82 [95% CI, 0,55 – 1,23]; p=0,339) ed in sopravvivenza dopo resezione (HR=0,64 [95% CI, 0,37 to 1,11]; p=0,112). Il beneficio in PPS potrebbe suggerire delle differenze relativamente ai trattamenti sistemici e trattamenti loco-regionali ricevuti dopo la progressione di malattia alla prima linea. Tale ipotesi è stata quindi investigata dagli autori dello studio, evidenziando come una proporzione equiparabile di pazienti tra braccio sperimentale e controllo abbia ricevuto trattamenti loco-regionali non palliativi (16% vs 16%) e linee successive di terapia sistemica di seconda (71% vs 73%), terza (49% vs 51%) e quarta linea (32% vs 31%). Come atteso, i pazienti randomizzati nel braccio controllo hanno ricevuto nelle linee successive più frequentemente regimi chemioterapici a base di irinotecano (91% vs 79%, p=0,007) piuttosto che di oxaliplatino (35% vs 47%, p=0,039), mentre non sono state osservate differenze nella strategia di rechallenge con anti-EGFR (48% vs 53%, p=0,367) e di utilizzo di regorafenib (25% vs 30%, p=0,448) o trifluridina/tipiracile (40% vs 43%, p=0,647). Un’altra ipotesi avanzata per spiegare la differenza evidenziata in OS è che i pazienti del braccio sperimentale avessero un carico di malattia minore alla progressione rispetto ai pazienti del braccio controllo: per rispondere a questo quesito è prevista una revisione centralizzata delle immagini, così come un’analisi dei campioni di plasma raccolti per identificare eventuali modifiche nella frazione di DNA tumorale circolante alla progressione rispetto al basale nei due bracci. Gli autori dello studio sottilineano, tuttavia, come tale regime sia correlato ad un più elevato rischio di tossicità, in particolare di tipo gastrointestinale G3-4 (25% vs 8%), nonostante l’utilizzo di una schedula modificata con dosaggi più bassi di irinotecano e 5-fluorouracile, concludendo che mFOLFOXIRI più panitumumab merita di essere riconsiderato come un’opzione efficace nei pazienti in buone condizioni generali con mCRC del colon sinistro RAS/BRAF wild-type, ma che studi futuri dovrebbero concentrarsi sulla riduzione della tossicità e su una migliore stima del beneficio complessivo anche attraverso l’analisi congiunta dei dati disponibili e delle analisi in corso. Lo studio TRIPLETE dimostra quindi che l’intensificazione upfront con mFOLFOXIRI più panitumumab non migliora significativamente la risposta, né l’accesso a linee successive o a chirurgie a intento radicale, ma suggerisce un potenziale impatto sulla traiettoria biologica della malattia, traducendosi in un beneficio di sopravvivenza globale tardivo, la cui applicabilità clinica è tuttavia limitata da un profilo di tossicità clinicamente rilevante. In questo contesto, TRIPLETE, promosso dallo stesso gruppo che ha ideato e sviluppato la strategia della tripletta, aggiunge un nuovo capitolo alla narrazione della sua storia: questi risultati ridefiniscono la domanda clinica, non se intensificare la risposta iniziale, ma se e come un’intensificazione precoce e selettiva possa modificare la storia naturale della malattia e identificare sottogruppi di pazienti in grado di trarne un maggiore reale beneficio.
In Europe
Ultra-Low-Dose Nivolumab Significantly Improves OS Over Chemotherapy in Pretreated Patients with Solid Tumours Feb 17, 2026 – In Development of Low-Dose Immunotherapy in India (DELII), an open-label, phase III superiority study conducted at the Department of Medical Oncology, Tata Memorial Hospital in Mumbai, India between 2020 and 2024 among patients with relapsed refractory solid tumours, intravenous (i.v.) nivolumab at 20 mg once every 2 weeks significantly improved overall survival (OS) compared with standard chemotherapy, with fewer side effects and improved quality-of-life (QoL) ... (leggi tutto)
Worse Survival Observed Among Patients Diagnosed with Cancer During the First 2 Years of the COVID-19 Pandemic Feb 16, 2026 – In a population-based cohort study conducted in the US to examine survival outcomes among patients with newly diagnosed cancers during the first 2 years of the COVID-19 pandemic, the study team found significant reductions in 1-year cause-specific survival (CSS) rates among patients diagnosed with both early-stage and late-stage cancer in 2020 and 2021 compared with trends from 2015 to 2019. Reductions occurred among all considered population subgroups, with the greatest impact among individuals of other non-Hispanic race and ethnicity and individuals ... (leggi tutto)
Meeting highlights from the Pharmacovigilance Risk Assessment Committee (PRAC) 9 – 12 February 2026 Feb 13, 2026 – Leukoencephalopathy confirmed as a serious side effect of levamisole EMA’s safety committee, the PRAC, has recommended that medicines containing levamisole be withdrawn from the EU market. This follows an EU-wide safety review which concluded that the benefits of these medicines no longer outweigh their risks for the treatment of parasitic worm infections due to the risk of leukoencephalopathy, a rare but serious side effect of levamisole that affects the brain’s white matter ... (leggi tutto)
EMA Recommends Granting a Marketing Authorisation for Lutetium (177Lu) Chloride Feb 13, 2026 – On 29 January 2026, the European Medicines Agency’s (EMA’s) Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) adopted a positive opinion, recommending the granting of a marketing authorisation for the medicinal product lutetium (177Lu) chloride (Ilumira), a radiopharmaceutical precursor. Ilumira is not intended for direct use in patients and must be used only for the radiolabelling of carrier medicines that have been specifically developed and authorised for radiolabelling with lutetium (177Lu) chloride ... (leggi tutto)
AI-Supported Mammography Screening Shows Favourable Outcomes Compared with Standard Double Reading Feb 12, 2026 – A randomised, controlled, non-inferiority, single-blinded, population-based, screening-accuracy study, entitled The Mammography Screening with Artificial Intelligence (MASAI), was embedded within the Swedish breast cancer screening programme. The study team compared the efficacy of AI-supported mammography screening, involving triage to single or double reading and detection support, against standard double reading without AI ... (leggi tutto)
FDA Approves Daratumumab and Hyaluronidase-fihj with Bortezomib, Lenalidomide, and Dexamethasone for Patients with Newly Diagnosed Multiple Myeloma Feb 11, 2026 – On 27 January 2026, the US Food and Drug Administration (FDA) approved daratumumab and hyaluronidase-fihj (Darzalex Faspro, Janssen Biotech, Inc.) in combination with bortezomib, lenalidomide, and dexamethasone (VRd) for adult patients with newly diagnosed multiple myeloma who are ineligible for autologous stem cell transplant (ASCT) ... (leggi tutto)
Dall’FDA Five Under 5: Top Oncology Videos for the Week of 2/8 Feb 15, 2026 – Welcome to The Five Under 5, your go-to roundup of the top 5 videos of the week. These short videos are designed for busy oncologists to view on the go, and feature expert insights on breaking news, regulatory updates, practice-changing data shared at medical meetings, and other key topics in the realm of oncology. Here’s what you may have missed: ... (leggi tutto)
The OncFive: Top Oncology Articles for the Week of 2/8 Feb 15, 2026 – Every week, we bring you a quick roundup of the 5 top stories from the world of oncology—ranging from pivotal regulatory decisions to key pipeline updates to expert insights on breakthroughs that are moving the needle in cancer care. This resource is designed to keep you informed on the latest updates in the space, in just a matter of minutes. Here’s what you may have missed this week: ... (leggi tutto)
FDA Approves First-of-Its-Kind Device to Treat Pancreatic Cancer Feb 12, 2026 – The U.S. Food and Drug Administration has approved a first-of-its-kind device for the treatment of adult patients with locally advanced pancreatic cancer. Optune Pax, developed by Novocure, is a portable, non-invasive device that delivers alternating electrical fields, known as tumor treating fields (TTFields), to the abdomen. TTFields work by physically disrupting the rapid cell division that is characteristic of cancer cells, while minimizing damage to healthy tissue ... (leggi tutto)
FDA Approves Optune Pax for Locally Advanced Pancreatic Cancer Feb 12, 2026 – The FDA has granted approval to Optune Pax for concomitant use with gemcitabine and nab-paclitaxel (Abraxane) for the treatment of adult patients with locally advanced pancreatic cancer.1,2 This first-of-its kind, portable, non-invasive device delivers tumor treating fields (TTFields),—alternating electrical fields that are designed to disrupt cancer cell division and minimize damage to healthy tissue—to the abdomen … (leggi tutto)
FDA Accepts sNDA Filing of Aminolevulinic Acid Topical Gel for Superficial Basal Cell Carcinoma Feb 11, 2026 – The FDA has accepted the filing of a supplemental new drug application (sNDA) seeking the approval of aminolevulinic acid (Ameluz) topical gel for use in combination with RhodoLED red light lamp series for the treatment of patients with superficial basal cell carcinoma (BCC).1 No filing deficiencies were identified by the FDA and a Prescription Drug User Fee Act target action date of September 28, 2026, was assigned by the agency. If the regimen is approved, it would represent the first photosensitizer indicated for the treatment of patients with superficial BCC … (leggi tutto)
FDA Approves Pembrolizumab Plus Paclitaxel With/Without Bevacizumab for PD-L1+ Platinum-Resistant Ovarian Cancer Feb 10, 2026 – Approval at a Glance Indication: Pembrolizumab (Keytruda/Keytruda Qlex) plus paclitaxel ± bevacizumab approved for PD-L1–positive (CPS ≥1) platinum-resistant ovarian, fallopian tube, or primary peritoneal cancer after 1–2 prior therapies. Companion diagnostic: PD-L1 IHC 22C3 pharmDx approved to identify eligible patients. Key efficacy: In KEYNOTE-B96, pembrolizumab improved PFS (8.3 vs 7.2 months; HR, 0.72) and OS (18.2 vs 14.0 months; HR, 0.76) vs placebo. … (leggi tutto)
Dall’ASCO Organ Preservation in Female Radical Cystectomy: Balancing Oncologic Safety and Quality of Life Feb 12, 2026 – Women with muscle-invasive bladder cancer face worse oncologic outcomes and endure profound declines in sexual health and quality of life after surgery. These challenges are compounded by the traditional surgical approach of anterior exenteration, which often includes the removal of pelvic organs such as the uterus, fallopian tubes, ovaries, and anterior vaginal wall, even in the absence of tumor involvement. Data have accumulated to support the safety and efficacy of pelvic organ preservation in appropriately selected patients; however, in daily practice, these strategies are inconsistently implemented and often omitted from counseling discussions and operative planning … (leggi tutto)
Intermittent Therapy for mHSPC in Low- and Middle-Income Countries: Aligning Deep PSA Responses With Sustainable Care Feb 12, 2026 – Across pivotal trials of metastatic hormone-sensitive prostate cancer (mHSPC), deep prostate-specific antigen (PSA) suppression (< 0.2 ng/mL) consistently predicts longer overall survival and delayed castration resistance. Continuous full-dose androgen receptor pathway inhibitor (ARPI) plus androgen deprivation therapy (ADT) improves clinical outcomes but increases cardiovascular, metabolic, cognitive, and financial toxicities, posing sustainability challenges in low- and middle-income countries (LMICs) … (leggi tutto)
CYP51A1: A Bypass Gateway for Androgen Synthesis, and a Potential Therapeutic Target for Resistant Prostate Cancer
Feb 11, 2026 – Incomplete androgen blockade remains a critical challenge in prostate cancer management because of a “bypass gateway” that generates androgens independent of CYP17A1. The enzyme CYP51A1 has been identified as a key driver of this alternative pathway, maintaining basal androgen levels even during potent CYP17A1 inhibition. Although nonselective p450 inhibitors, such as azole antifungals (including ketoconazole and itraconazole), can inhibit CYP51A1, future drug development must discriminate androgen biosynthesis from the enzyme’s essential role in cholesterol metabolism … (leggi tutto)
Immune Checkpoint Inhibitors in Genitourinary Cancers: Examining the Relationship Between Immunotoxicity and Therapeutic Efficacy Feb 11, 2026 – Immune checkpoint inhibitors (ICIs) have transformed genitourinary (GU) cancer treatment but introduce unique, immune-driven toxicities. Immunotoxicity is both common and clinically meaningful. Recent studies have demonstrated a positive correlation between immune-related adverse events (irAEs) and improved treatment outcomes; however, not all toxicities predict benefit equally. Early detection and structured management of irAEs are critical to the safe and effective use of ICIs … (leggi tutto)
Regular ePRO Use With Earlier Palliative Care Integration Can Improve QOL in Advanced Pediatric Cancers Feb 11, 2026 – A study published in Journal of Clinical Oncology reports that electronic patient-reported outcomes (PROs) with earlier integration of specialized pediatric palliative care may benefit the health-related quality of life of children with advanced cancer. Parents and children assigned to the intervention arm reported greater improvements in the child’s health-related quality of life and in the Pediatric Quality of Life Inventory physical subscale compared with baseline than those assigned … (leggi tutto)
Novità da AIFA – Farmaci a uso compassionevole
In questa sezione puoi trovare la lista dei farmaci a uso compassionevole
Elenco dei programmi attivati il 27 novembre 2025:
Durvalumab (Imfinzi) – Astrazeneca In associazione a chemioterapia a base di FLOT come trattamento neoadiuvante-adiuvante seguito da durvalumab adiuvante per il trattamento di pazienti con cancro gastrico e della giunzione gastroesofagea (GC/GEJC) resecabile, per i quali non siano disponibili alternative terapeutiche autorizzate Clicca qui per la lista programmi per uso compassionevole aggiornata al 27 gennaio 2026 Clicca qui per maggiori informazioni
Pillole dall’AIFA
16 febbraio 2026 – AIFA aggiorna le Liste di Trasparenza Leggi tutto
13 febbraio 2026 – Aggiornamento “Diario di bordo sulla Trasparenza” Leggi tutto
13 febbraio 2026 – Aggiornamenti dal PRAC riunione 9-12 febbraio 2026 Leggi tutto
10 febbraio 2026 – Aggiornamento della Nota esplicativa relativa alla procedura del “silenzio/assenso” in accordo con la nuova EC Classification Guideline sulle variazioni Leggi tutto
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