Anno XXIV - Numero 1036 - 10 Febbraio 2026

Hanno curato la selezione degli articoli scientifici e i commenti di questo numero: Chiara Cremolini, Martina Carullo, Virginia Genovesi (Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia dell'Università di Pisa)



Coordinatori: Carmen Criscitiello, Marcello Tiseo
Editore: Intermedia - Direttore Responsabile: Mauro Boldrini

Oggi in Oncologia

PASS-01: Randomized Phase II Trial of Modified FOLFIRINOX Versus Gemcitabine/Nab-Paclitaxel and Molecular Correlatives for Previously Untreated Metastatic Pancreatic Cancer

To assess modified folinic acid/leucovorin, fluorouracil, irinotecan, oxaliplatin (FOLFIRINOX [mFFX]) versus gemcitabine/nab-paclitaxel (GnP) in de novo metastatic pancreatic ductal adenocarcinoma (PDAC) and explore predictive biomarkers. … (leggi tutto)

Le opzioni terapeutiche per il trattamento di prima linea dei pazienti con diagnosi di adenocarcinoma duttale del pancreas (PDAC) metastatico prevedono l’utilizzo di due regimi differenti di polichemioterapia, da un lato mFOLFIRINOX (fluorouracile, acido folico/leucovorin, irinotecano, oxaliplatino) e dall’altro la combinazione di gemcitabina e nab-paclitaxel.
Ad oggi non esistono evidenze che lascino preferire l’utilizzo dell’uno o dell’altro regime in quanto mFOLFIRINOX e gemcitabina/nab-paclitaxel non sono stati direttamente confrontati in uno studio prospettico randomizzato, pertanto, la scelta si basa per lo più sul giudizio clinico e sulle caratteristiche cliniche del singolo paziente.
Di recente, i risultati emersi dallo studio NAPOLI-3 hanno dimostrato un beneficio di NALIRIFOX (acido folico/leucovorin, fluorouracile, irinotecano liposomiale, oxaliplatino) rispetto a gemcitabina/nab-paclitaxel nei pazienti candidati a trattamento sistemico di prima linea, inserendo un’altra opzione di trattamento nell’algoritmo terapeutico di questa neoplasia, seppure ad oggi non prescrivibile sul territorio italiano.
Lo studio PASS-01 si è inserito in questo panorama come il primo studio di fase II, multicentrico – condotto in 6 centri nordamericani (2 in Canada e 4 negli Stati Uniti) – in cui pazienti con diagnosi di PDAC metastatico non resecabile, non precedentemente trattati, BRCA2/PALB2 wild type sono stati randomizzati a ricevere mFOLFIRINOX oppure gemcitabina/nab-paclitaxel.
Sono stati arruolati 160 pazienti – 80 dei quali trattati con mFOLFIRINOX e 80 con gemcitabina/nab-paclitaxel. L’end point primario dello studio era rappresentato dalla sopravvivenza libera da progressione (PFS).
Dopo un follow-up mediano di 8.3 mesi, la PFS è risultata simile nei due bracci di trattamento, con una mediana di 4 mesi per mFOLFIRINOX e 5.3 mesi per gemcitabina/nab-paclitaxel (HR = 1.37 [95% CI, 0.97-1.92]; p=0.069). D’altro canto, i risultati in termini di eventi avversi e sopravvivenza globale (OS) sono a favore della combinazione gemcitabina/nab-paclitaxel che ha dimostrato un vantaggio assoluto di 1.2 mesi rispetto a mFOLFIRINOX (HR = 1.57 [95% CI, 1.08 to 2.28]; p = 0.017), oltre ad una minor percentuale di ricoveri ospedalieri per eventi avversi relati al trattamento (7% per gemcitabina/nab-paclitaxel e 20% per mFOLFIRINOX).
Nonostante i due regimi di trattamento siano simili in termini di tasso di risposte obiettive (ORR), 30% per gemcitabina/nab-paclitaxel e 29% per mFOLFIRINOX, l’analisi degli altri endpoint di attività ha dimostrato un beneficio statisticamente significativo (p<0.05) – seppur clinicamente limitato – a favore di gemcitabina/nab-paclitaxel. Nei pazienti trattati con la doppietta di chemioterapia, infatti, il tasso di controllo di malattia (DCR) è stato pari al 79.7% rispetto al 62.9% registrato con mFOLFIRINOX e la durata di risposta è stata di 5.9 mesi vs 4.7 mesi con mFOLFIRINOX.
Seppur tali risultati siano promettenti nel panorama di una patologia a prognosi particolarmente infausta, è necessario sottolineare come solo il 54% dei pazienti arruolati sia stato candidato a un trattamento di seconda linea, il cui beneficio clinico è risultato minimo.
Pertanto, lo studio PASS-01 è il primo studio occidentale a mostrare un beneficio in OS dei pazienti con PDAC metastatico trattati con gemcitabina/nab-paclitaxel, fornendo alcuni strumenti in più per la scelta del trattamento di prima linea ma confermando un outcome non soddisfacente dei trattamenti ad oggi in uso.
Tra gli altri fattori oggi possono aiutare il clinico nella scelta del trattamento di prima linea per PDAC metastatico ci sono i biomarcatori molecolari di risposta. L’adenocarcinoma del pancreas è una neoplasia eterogenea dal punto di vista genomico e fino al 10-15% di pazienti possono presentare mutazioni a carico di BRCA1, BRCA2 e PALB2, le quali predicono sensibilità ai sali di platino. Inoltre, recenti studi trascrittomici hanno dimostrato l’esistenza di sottotipi di PDAC – “classical” e “basal-like” – i quali sembrano differire in termini di ORR quando esposti a una chemioterapia di prima linea: il sottotipo “classical” si associa in particolare a ORR significativamente migliori rispetto a quelle dei pazienti con sottotipo “basal-like”, indipendentemente dal regime di trattamento a cui vengono esposti
Uno dei meriti degli sperimentatori dello studio PASS-01 è stato certamente quello di valutare in un trial randomizzato il ruolo dei sottogruppi trascrittomici come predittori di beneficio dalla chemioterapia di prima linea. Dei 103 pazienti con sufficiente materiale istologico, il 26% è stato classificato come “basal-like” e il 74% come “classical”. Seppur sia necessaria una validazione su una casistica più ampia, l’analisi dei sottotipi trascrittomici emerge in questo studio come un fattore prognostico, con i casi di neoplasia “basal-like” caratterizzati da outcome numericamente peggiori pur in assenza di significatività statistica. Inoltre, mentre nei pazienti con malattia “basal-like” non sono state descritte differenze significative in termini di OS mediana in base al regime di chemioterapia utilizzato, nei pazienti con PDAC “classical” l’esposizione a gemcitabina/nab-paclitaxel determinava un vantaggio significativo in OS (p= 0.047) e in durata della risposta (p=0.01).
Secondo gli autori, questi risultati sottolineano la necessità di valutare fin dai primi momenti della storia oncologica dei pazienti con PDAC il sottotipo trascrizionale piuttosto che scegliere la tipologia di trattamento soltanto sulla base di fattori clinici. Per quanto interessanti e potenzialmente generatori di nuovi spunti di ricerca, i dati emersi dallo studio PASS-01 ad oggi sono difficilmente applicabili alla pratica clinica in assenza di validazione in serie indipendenti.
Mentre entriamo nell’era dei RAS inibitori e altre promettenti strategie espandono le opzioni terapeutiche, conoscere meglio la sensibilità dei vari sottogruppi trascrizionali potrebbe aiutare lo sviluppo di strategie di combinazione più efficaci. È inoltre importante ricordare che solo circa il 50% dei pazienti riceve una terapia di seconda linea con risultati purtroppo insoddisfacenti, per cui per i pazienti affetti da PDAC è fondamentale ottimizzare la terapia di prima linea anche attraverso approcci di medicina di precisione.



Neoadjuvant CTLA-4/PD-(L)1 Blockade Versus Surgery +/- Chemotherapy in Deficient Mismatch Repair/Microsatellite Instability-High Resectable Gastroesophageal Adenocarcinoma: Individual Patient Data Pooled Analysis

Purpose: Patients with deficient mismatch repair (dMMR)/microsatellite instability-high (MSI-H) resectable gastroesophageal adenocarcinoma (GEA) have better survival after surgery and scant/no benefit from chemotherapy. Preoperative immune checkpoint inhibitors (ICIs) demonstrated a high proportion of major complete pathologic response, possibly allowing chemotherapy/surgery-free approaches … (leggi tutto)

L’algoritmo terapeutico dei pazienti con adenocarcinoma gastrico o della giunzione esofago-gastrica (GEA) resecabile è notevolmente cambiato nel corso dell’ultimo decennio, grazie al miglioramento delle strategie multimodali. Anche se l’intervento chirurgico rappresenta l’unica strategia potenzialmente curativa, l’aggiunta di una terapia perioperatoria con la tripletta FLOT (fluorouracile, acido folico/leucovorin, oxaliplatino, docetaxel) migliora nettamente la sopravvivenza dei pazienti e rappresenta lo standard di trattamento nei paesi occidentali. Nonostante ciò, i tassi di sopravvivenza a 5 anni rimangono insoddisfacenti, aggirandosi intorno al 50%.
Recentemente, i risultati dello studio di fase III randomizzato MATTERHORN hanno rivoluzionato la gestione dei pazienti con malattia localizzata: l’aggiunta di durvalumab alla chemioterapia standard (FLOT) migliora nettamente la risposta patologica (tasso di pCR pari al 19.2% nel braccio di durvalumab rispetto al 7.2% del braccio con placebo) e la sopravvivenza dei pazienti arruolati, riducendo il rischio di morte a 2 anni del 33%.
Circa il 9% dei pazienti con adenocarcinoma gastrico o della giunzione esofago-gastrica localizzato presenta instabilità dei microsatelliti (MSI-H) o deficit delle proteine del mismatch repair (dMMR), con una prevalenza maggiore nei tumori distali, con istologia intestinale, nelle donne e nei pazienti anziani. Sappiamo da una pooled analisi su dati individuali di pazienti (IPD) arruolati in 4 trial clinici (MAGIC, CLASSIC, ARTIST, ITACA-S) che lo status dMMR/MSI-H rappresenta un biomarcatore prognostico favorevole, con sopravvivenza libera da malattia (PFS) a 5 anni del 77% con la sola chirurgia, e il più importante fattore predittivo di risposta agli inibitori dei checkpoint immunitari (ICIs) nei pazienti con GEA resecabile.
Inoltre, la presenza di dMMR/MSI-H si associava storicamente, nell’era pre-FLOT, a una scarsa risposta e talvolta anche a un effetto detrimentale dei trattamenti peri-operatori, mentre ad oggi mancano dati definitivi circa l’efficacia di FLOT rispetto alla sola chirurgia in questa sottopopolazione di pazienti.
Per tali ragioni, la gestione terapeutica ottimale dei pazienti con GEA resecabile dMMR/MSI-H rimane una questione aperta. In pratica clinica FLOT rappresenta una possibile opzione di trattamento in alcune neoplasie dMMR/MSI-H in cui è necessario ottenere un shrinkage tumorale per ottenere una resezione R0 ma l’effetto potenzialmente detrimentale riportato con altri regimi chemioterapici perioperatori e la dimostrazione di efficacia dell’immunoterapia ne mettono in crisi l’effettivo ruolo.
Recentemente gli studi single-arm NEONIPIGA (ipilimumab + nivolumab seguito da chirurgia e nivolumab adiuvante) e INFINITY (durvalumab + tremelimumab seguito da chirurgia) hanno dimostrato che la combinazione di ICIs nel setting neoadiuvante è fattibile e permette di raggiungere tassi di risposta patologica completa (pCR) e risposte patologiche maggiori (MPR) inaspettati, associati a durate di sopravvivenza promettenti per i pazienti con GEA resecabile dMMR/MSI-H.
Successivamente alla pubblicazione di questi trial è stata condotta un’analisi IPD di pazienti arruolati in sette diversi studi di terapia peri-operatoria (INFINITY, NEONIPIGA, PROSECCO, ARTIST, ITACA-S, CLASSIC and MAGIC), con lo scopo di approfondire il ruolo dell’immunoterapia pre-/peri-operatoria rispetto alla chemioterapia standard in termini di risposte patologiche e outcomes di sopravvivenza.
Sono stati identificati 197 pazienti dMMR/MSI-H, 49 (24.9%) dei quali hanno ricevuto ICIs e 27 (13.7%) FLOT. Tra i 69 pazienti che sono andati incontro a chirurgia in seguito a ICIs/FLOT, il trattamento con ICIs ha dimostrato un tasso di pCR nettamente maggiore rispetto alla chemioterapia (61.9% contro 3.7%; odds ratio [OR], 54.8; P=0.002). Gli stessi risultati sono stati osservati prendendo in considerazione il tasso di MPR (78.6% contro 10%; OR, 39.3; P < 0.001). Inoltre, il trattamento peri-operatorio con ICIs si associa in maniera statisticamente significativa ad una minore positività linfonodale (14.3% rispetto al 37% della polichemioterapia) e a un minor stadio patologico post-terapia neoadiuvante (ypT0-2 vs ypT3-4, OR: 16.4).
Nonostante questi risultati siano sicuramente promettenti, tale beneficio non si traduce in un miglioramento in termini di outcome a lungo termine non emergendo nessuna differenza statisticamente significativa in sopravvivenza libera da eventi (EFS) e sopravvivenza globale (OS). Così come noto da precedenti trial nello stesso setting, la presenza di malattia linfonodale residua (ypN1), lo stadio del tumore primitivo post-neoadiuvante (ypT4) e l’assenza di risposta patologica sia con ICIs che con FLOT si associano a peggior outcome sia in termini di EFS che di OS. Allo stesso tempo non emerge un effetto detrimentale di FLOT.
L’altro quesito esplorato nella metanalisi di Raimondi et al è il confronto tra ICI neoadiuvante e chirurgia upfront: in particolare, la strategia neoadiuvante con ICI non ha dimostrato un vantaggio in termini di sopravvivenza rispetto alla sola chirurgia, seppur con la limitazione della piccola dimensione del campione. Pertanto, è legittimo pensare che, data la buona prognosi dei pazienti con dMMR/MSI-H, la strategia neoadiuvante seguita da chirurgia potrebbe esporre il paziente a un potenziale rischio di sovratrattamento. Tuttavia, alcune caratteristiche clinico-patologiche (come T4, N+ e/o coinvolgimento linfonodale bulky) potrebbero guidare la selezione dei pazienti da candidare a un trattamento neoadiuvante con ICIs (ad oggi possibile soltanto all’interno di trial clinici ad hoc).
Infine, la scelta del trattamento in questi pazienti è fondamentale per limitare le complicanze e migliorare la qualità della vita. La chirurgia comporta un rischio significativo di mortalità e morbilità particolarmente rilevante nei pazienti con dMMR/MSI-H GEA, che presentano più frequentemente età avanzata. Pertanto, grazie all’elevata percentuale di pCR ottenuta dagli ICIs, potrebbe aprirsi la strada della gestione non operativa (NOM), così come avviene in altri contesti come il carcinoma rettale localmente avanzato in cui l’utilizzo di dostarlimab neoadiuvante può consentire di risparmiare in una larga fetta dei pazienti con tumore dMMR/MSI-H la chemioradioterapia e l’intervento chirurgico. Questo argomento sarà sicuramente oggetto di dibattito futuro, quando saranno maturi i dati della coorte 2 dello studio INFINITY: dati preliminari (follow-up mediano di 11,5 mesi) hanno dimostrato che l’associazione durvalumab+tremelimumab si associa a un 76% di risposte cliniche complete e un tasso di sopravvivenza libera da gastrectomia a 12 mesi del 64%.
In conclusione, i pazienti con adenocarcinoma gastrico o della GEA resecabile dMMR/MSI-H hanno prognosi favorevole, migliorarne i risultati di sopravvivenza è certamente una sfida, e la corretta selezione del trattamento richiede ulteriori indagini e dati di confronto tra ICIs (in mono- o poli-terapia) e chemio-immunoterapia.
 


Cetuximab rechallenge in molecularly selected metastatic colorectal cancer: the randomized CAVE-2 GOIM trial

Background: Anti-epidermal growth factor receptor (EGFR) drug rechallenge could be of therapeutic value in a subgroup of refractory metastatic colorectal cancer (mCRC).
Patients and methods: The randomized phase II CAVE-2 GOIM trial compared two rechallenge regimens in RAS/BRAF wild-type mCRC (cetuximab monotherapy or in combination with avelumab). Patients were selected according to baseline plasma circulating tumor DNA (ctDNA) comprehensive genomic profiling (CGP) by FoundationOne Liquid CDx. Primary endpoint was overall survival (OS) … (leggi tutto)

Tra le strategie terapeutiche per i pazienti con diagnosi di adenocarcinoma del colon-retto metastatico (mCRC) chemiorefrattario RAS/BRAF wild-type (wt) e con status proficient del mistmatch rapair (pMMR)/microsatelliti stabili (MSS), il “rechallenge” con agenti anti-EGFR si configura come un’opzione clinica concreta, previa analisi del DNA tumorale circolante (ctDNA) mediante biopsia liquida che confermi l’assenza di meccanismi di resistenza acquisita. Una delle attuali frontiere della ricerca clinica si sta focalizzando sull’implementazione della sua efficacia terapeutica sfruttando la poteziale sinergia immunomodulatoria degli agenti anti-EGFR con gli inibitori dei checkpoint immunitari (ICIs). Il razionale biologico risiede nella capacità di entrambi gli agenti di indurre l’attivazione delle cellule Natural Killer (NK) attraverso il meccanismo della citotossicità cellulare anticorpo-dipendente (ADCC), integrando l’inibizione dei segnali di proliferazione cellulare mediati dal recettore EGFR con il reclutamento del comparto immunitario effettore.
Lo studio CAVE-2 si inserisce in questo contesto come un trial accademico, multicentrico, di fase II, in aperto e randomizzato, volto a valutare la combinazione di avelumab (ave, anti-PDL1) e cetuximab (cet, anti-EGFR) rispetto alla monoterapia con cet, nell’ambito di una strategia di rechallenge guidata dall’analisi del ctDNA. Pazienti affetti da mCRC chemiorefrattario pMMR/MSS e RAS/BRAF wt con evidenza di risposta obiettiva ad un trattamento di prima linea contenente anti-EGFR, seguito da progressione di malattia e da una linea anti-EGFR-free con un intervallo libero di almeno 4 mesi erano eleggibili, previa selezione molecolare al basale mediante biopsia liquida con FoundationOne Liquid per confermare l’assenza di mutazioni di RAS e della mutazione di BRAF V600E.
Di 328 pazienti screenati, 172 (52%) sono risultati non eleggibili – di cui 118 per la rilevazione di mutazioni di RAS/BRAF – e 156 sono stati randomizzati (2:1) a ricevere cet/ave (braccio A, n= 104) oppure cet (braccio B, n= 52). Ad un follow-up mediano di 20.4 mesi, l’analisi dell’endpoint primario non ha evidenziato un beneficio statisticamente significativo in termini di sopravvivenza globale (OS) della combinazione rispetto alla monoterapia (mOS 14.8 vs 12.9 mesi; HR 1.00; 95% CI 0.65-1.52; P = 0.983). Analogamente, non sono emerse differenze rilevanti nel tasso di risposte obiettive (ORR: 12% vs 8%, P = 0.581) né in termini di sopravvivenza libera da progressione (mPFS: 5.3 vs 4.3 mesi; HR 0.78; 95% CI 0.55-1.10; P = 0.158).
Al fine di identificare un sottogruppo di pazienti che potesse beneficiare della combinazione cet/ave, è stato indagato il carico mutazionale tumorale (TMB), non riuscendo tuttavia a dimostrare un suo potenziale ruolo come biomarcatore predittivo. Al contrario, nel sottogruppo di pazienti privi di coinvolgimento epatico, il regime di combinazione ha mostrato segnali, seppure non statisticamente significativi, di miglior outcome clinici rispetto alla monoterapia (mPFS 6.0 vs 4.3 mesi, HR 0.65; 95% CI 0.35-1.21; P = 0.174; mOS 15.6 vs 13.5 mesi; HR 0.87; 95% CI 0.40-1.89; P = 0.722), a differenza di quanto riscontrato nel pool di pazienti con localizzazioni secondarie epatiche.
Lo studio prevedeva, inoltre, un’analisi esploratoria pre-pianificata di “iperselezione negativa” della popolazione – sulla base di un pannello che includeva la ricerca di mutazioni di KRAS, NRAS, BRAF, dominio extracellulare di EGFR, esone 20 di PIK3CA, MAP2K1, AKT1, MET, PTEN e amplificazione di ERBB2 – che ha evidenziato che l’esclusione di tali meccanismi di resistenza rappresenta un determinante critico per l’efficacia del rechallenge. Su 156 pazienti, i 124 risultati “negative hyperselected” hanno riportato outcome clinici migliori rispetto ai “positive hyperselected” (mPFS: 5.3 vs 3.7 mesi, HR 0.62, P = 0.017; mOS: 15.0 vs 11.1 mesi, HR 0.61, P = 0.037), dato che si è confermato indipendente dal braccio di trattamento.
Da un lato, lo studio CAVE-2 consolida ulteriormente il ruolo del rechallenge con anti-EGFR, a condizione che sia guidato da una rigorosa selezione molecolare mediante biopsia liquida, integrato in uno scenario clinico già corroborato dai recenti trial randomizzati PARERE e CITRIC. Come atteso, l’adozione di criteri di iperselezione negativa si conferma una strategia capace di identificare la sottopopolazione di pazienti che trae il massimo beneficio clinico dal trattamento con anti-EGFR. Tuttavia, se l’entità del beneficio (non eclatante) da anti-EGFR è chiaro, resta aperta la questione del suo posizionamento ottimale nel continuum di cura, non disponendo di un confronto diretto rispetto all’attuale standard di terza linea (trifluridina/tipiracile + bevacizumab). Lo studio ROMANCE si inserisce in questo panorama come un trial ongoing di fase II randomizzato in cui i pazienti “negatively hyperselected” vengono randomizzati a ricevere cet/irinotecan oppure trifluridina/tipiracil + bevacizumab come trattamento di terza linea.
D’altra parte, l’implementazione di ave in associazione a cet non ha evidenziato un beneficio incrementale statisticamente significativo rispetto al braccio in monoterapia, pur osservando un segnale positivo nel sottogruppo di pazienti senza metastasi epatiche, coerente con precedenti dati derivanti principalmente da studi che valutavano combinazioni di ICIs con o senza inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) nel setting chemiorefrattario. Da queste evidenze emerge la necessità di individuare biomarcatori in grado di selezionare accuratamente i pazienti candidabili a strategie di combinazione contenenti ICIs. In questo scenario, l’immunoscore-IC, il TuLIS o l’artificial intelligence (AI)-prediction score si stanno delineando quali promettenti strumenti predittivi per guidare l’integrazione dell’immunoterapia nel setting di prima linea. In quest’ultimo contesto, inoltre, dati derivanti dagli studi AtezoTRIBE e CHECKMATE 9X8 suggeriscono che la presenza di coinvolgimento epatico non si configuri necessariamente come un fattore predittivo di resistenza all’implementazione degli ICIs in associazione a regimi di chemioterapia e bevacizumab. Nella popolazione RAS e BRAF wt, nell’ottica di ottimizzare il sinergismo biologico tra anti-EGFR ed ICIs, sforzi futuri dovranno essere capaci di studiare biomarcatori che integrino il pathway di EGFR con specifici pathway legati al microambiente tumorale e ai processi immuno-relati, al fine di identificare i candidati ideali per la loro combinazione.


In Europe

Efficacy Outcomes of Repotrectinib in Patients with NTRK-positive Solid Tumours

Feb 10, 2026 – In an ongoing international, registrational phase I/II TRIDENT-1 study evaluating repotrectinib in adult patients with ROS1-positive and NTRK-positive solid tumours, repotrectinib showed clinical activity in patients with a diverse variety of NTRK tumours, with responses observed regardless of tumour type, NTRK gene, intracranial disease status, prior treatment and NTRK resistance status ... (leggi tutto)



 

PAXG Significantly Improves EFS Compared with mFOLFIRINOX in Patients with Resectable or Borderline Resectable Pancreatic Ductal Adenocarcinoma

Feb 09, 2026 – A randomised, open-label, 2 × 2 factorial phase III PACT-21 CASSANDRA study was designed under the auspices of the Associazione Italiana Studio Pancreas and conducted at 17 Italian academic hospitals. The primary analysis showed that preoperative treatment with the PAXG regimen (consisting of cisplatin, nab-paclitaxel, capecitabine, and gemcitabine) ... (leggi tutto)



 

EMA Recommends Extension of Therapeutic Indications for Retifanlimab

Feb 06, 2026 – On 29 January 2026, the European Medicines Agency’s (EMA’s) Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) adopted a positive opinion, recommending a change to the terms of the marketing authorisation for the medicinal product retifanlimab (Zynyz).
The marketing authorisation holder for this medicinal product is .
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Adding Palbociclib to Maintenance Anti-HER2 and Endocrine Therapies Improves PFS Over Standard Therapy in Patients with HR-positive, HER2-positive MB

Feb 05, 2026 – In an open-label, randomised phase III PATINA study, the addition of palbociclib to maintenance anti-HER2 and endocrine therapy prolonged progression-free survival (PFS) compared to standard of maintenance anti-HER2 and endocrine therapies in patients with hormone receptor (HR)-positive, HER2-positive metastatic breast cancer (MBC), who did not have disease progression after four to eight cycles of induction chemotherapy plus HER2 targeted therapy ... (leggi tutto)



 

FDA Grants Traditional Approval to Pirtobrutinib for Chronic Lymphocytic Leukaemia and Small Lymphocytic Lymphoma

Feb 04, 2026 – On 3 December 2025, the US Food and Drug Administration (FDA) granted traditional approval to pirtobrutinib (Jaypirca, Eli Lilly and Company) for adult patients with relapsed or refractory chronic lymphocytic leukaemia or small lymphocytic lymphoma (CLL/SLL) ... (leggi tutto)



Dall’FDA

January Roundup of FDA Approvals in Oncology: Decisions to Know

Feb 09, 2026 – Pirtobrutinib’s full approval for CLL/SLL highlights its efficacy in improving progression-free survival in patients previously treated with covalent BTK inhibitors.
Liso-cel’s approval for marginal zone lymphoma introduces the first CAR T-cell therapy, offering deep and durable remissions in heavily pretreated patients 
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Five Under 5: Top Oncology Videos for the Week of 2/1

Feb 08, 2026 – Molecular workup in relapsed Ph+ ALL includes BCR-ABL1 kinase domain testing, but immediate management may still prioritize ponatinib and trial options such as asciminib or olverembatinib.
Quantitative target measurement (attomoles/mm²) may better predict ADC responsiveness in breast cancer and inform sequencing as multiple agents enter practice without definitive comparative evidence  
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The OncFive: Top Oncology Articles for the Week of 2/1

Feb 07, 2026 – Datopotamab deruxtecan achieved clinically meaningful OS and PFS gains vs chemotherapy in frontline metastatic TNBC without immunotherapy eligibility, with ORR 62.5% and a Q2 2026 PDUFA.
Zanzalintinib plus atezolizumab improved OS over regorafenib in previously treated mCRC in STELLAR-303, while PFS favored the combination but was not statistically claimable
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FDA Updates Axi-Cel Label to Remove Limitation of Use in R/R PCNSL

Feb 06, 2026 – FDA labeling now permits axi-cel use in relapsed/refractory PCNSL by removing the prior Limitation of Use, differentiating it among CAR T options for R/R LBCL.
Phase 1 Dana-Farber data in PCNSL showed neurologic toxicities in 85% and grade 3 neurologic AEs in 31%, with notable grade 3/4 hypotension, encephalopathy, and seizures
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FDA Underscores Risks Associated With DPD Deficiency and Capecitabine/5-FU Use in Cancer Care

Feb 05, 2026 – FDA communications emphasize pre-treatment counseling on DPD deficiency and serious toxicities, including mucositis, diarrhea, neutropenia, and neurotoxicity, with encouragement to report events via MedWatch.
Boxed Warning updates highlight death risk with complete DPD deficiency and advise DPYD testing before capecitabine or 5-FU unless immediate therapy is required 
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FDA Grants Fast Track Designation to Pelareorep Plus Bevacizumab/FOLFIRI in Second-Line KRAS-Mutant mCRC

Feb 04, 2026 – The FDA has granted fast track designation to the intravenously delivered oncolytic virus immunotherapy pelareorep (Reolysin) in combination with bevacizumab (Avastin) and FOLFIRI (leucovorin, 5-fluorouracil [5-FU], irinotecan) for the treatment of patients with KRAS-mutant, microsatellite-stable (MSS) metastatic colorectal cancer (mCRC) in the second line.1 (leggi tutto)



 

FDA Grants Priority Review to Frontline Dato-DXd for Metastatic TNBC Ineligible for Immunotherapy

Feb 03, 2026 – Dato-DXd showed a 21% reduction in death risk and a 43% reduction in disease progression or death risk compared to chemotherapy in the TROPION-Breast02 trial.
The trial reported a median overall survival of 23.7 months with Dato-DXd versus 18.7 months with chemotherapy, and a median progression-free survival of 10.8 months versus 5.6 months … (leggi tutto)



Dall’ASCO

Developing Clinical Complete Response Definitions for Muscle-Invasive Bladder Cancer

Feb 05, 2026 – Patients with muscle-invasive bladder cancer (MIBC) stand at the forefront of significant advances in therapeutics and disease-response monitoring, with noteworthy implications for a radical cystectomy paradigm change.
Personalized ctDNA assay is the most robust biomarker to date, being highly prognostic and predictive of adjuvant immune checkpoint inhibitor (ICI) benefit; ctDNA and urine tumor DNA (utDNA) … (leggi tutto)



 

Local Consolidative Therapy in EGFR-Mutant NSCLC: Selecting the Right Patient at the Right Time

Feb 05, 2026 – The NORTHSTAR trial has established an EGFR-specific benefit of local consolidative therapy (LCT) in stage IV EGFR-mutant non–small cell lung cancer (NSCLC) treated with osimertinib, with an approximately 8-month improvement in progression-free survival (PFS) and no increase in toxicity … (leggi tutto)



 

Plan to Attend GU26 Ancillary Educational Events

Feb 05, 2026 – Ancillary educational events are hosted independently by other Continuing Education-accredited providers and are held adjunct to the ASCO Genitourinary Cancers Symposium. They are not official events of the 2026 ASCO Genitourinary Cancers Symposium and are not sponsored, endorsed, or accredited by ASCO, Association for Clinical Oncology, or Conquer Cancer, the ASCO Foundation.
Click the event titles below to view additional information about each event: … (leggi tutto)



 

Next-Generation Immune Checkpoint Inhibitors in Upper Gastrointestinal Cancers: The Role of TIGIT

Feb 04, 2026 – T-cell immunoreceptor with Ig and ITIM domains (TIGIT) is a biologically rational target in upper gastrointestinal (GI) cancers, in which coexpression with PD-1 and abundant CD155 reinforces T-cell exhaustion and immune resistance.
Despite promising phase 2 signals, TIGIT blockade has not yet delivered consistent phase 3 benefit, and its additive value beyond PD-1 inhibition remains unknown in unselected populations … (leggi tutto)




Curative-Intent Approaches to Node-Positive Prostate Cancers

Feb 04, 2026 – Despite being classified as stage IVA, node-positive prostate cancer is potentially curable with definitive therapy; however, current outcomes are suboptimal, and more clinical trials dedicated to this patient population are needed.
For patients who receive definitive radiation therapy (RT) with long-term androgen deprivation therapy (ADT), the STAMPEDE trial demonstrated that adding abiraterone plus prednisolone improves metastasis-free survival … (leggi tutto)



 

Implications of the INAVO-120 Trial for the Treatment of PIK3CA-Mutated, HR-Positive, HER2-Negative Metastatic Breast Cancer

Feb 04, 2026 – The INAVO-120 trial established a new standard in the first-line treatment of patients with PIK3CA-mutated, hormone receptor–positive, HER2-negative metastatic breast cancer, leading to the U.S. Food and Drug Administration (FDA) approval of inavolisib, palbociclib, and fulvestrant for this subgroup of patients in October 2024.
This combination not only doubled progression-free survival (PFS) from 7.3 to 17.2 … (leggi tutto)



 

Exploring the Potential Role of GLP1-RAs in Treating Obesity-Related Cancers

Jan 29, 2026 – Glucagon-like peptide-1 receptor agonists (GLP-1RAs) have become one of the most transformative therapeutic classes in modern medicine.
Mono-, bi-, and tri-pathway inhibitors provide varying degrees of weight loss and glycemic control … (leggi tutto)



Novità da AIFA – Farmaci a uso compassionevole

In questa sezione puoi trovare la lista dei farmaci a uso compassionevole

Elenco dei programmi attivati il 27 novembre 2025:


Durvalumab (Imfinzi) – Astrazeneca
In associazione a chemioterapia a base di FLOT come trattamento neoadiuvante-adiuvante seguito da durvalumab adiuvante per il trattamento di pazienti con cancro gastrico e della giunzione gastroesofagea (GC/GEJC) resecabile, per i quali non siano disponibili alternative terapeutiche autorizzate
Clicca qui per la lista programmi per uso compassionevole aggiornata al 27 gennaio 2026
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Pillole dall’AIFA

9 febbraio 2026 – Protocollo d’intesa AIFA – NADO (Organizzazione nazionale antidoping)
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6 febbraio 2026 – Nuove modalità di trasmissione degli stampati (RCP/FI/ETI) – video tutorial e FAQ
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6 febbraio 2026 – Ordine del giorno riunione Commissione Scientifica e Economica del Farmaco (CSE)
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6 febbraio 2026 – Aggiornamento “Diario di bordo sulla Trasparenza”
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4 febbraio 2026 – AIFA sostiene la Giornata Mondiale contro il cancro
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4 febbraio 2026 – Oncologici, medicinali per le malattie rare, anti-Alzheimer: ecco l’onda dei nuovi medicinali approvati dall’EMA
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3 febbraio 2026 – Tabelle farmaci di classe A e H al 31/08/2025
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3 febbraio 2026 – Aggiornamento Registro ELREFXIO_MIELOMA MULTIPLO
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3 febbraio 2026 – Inibitori di Pompa Protonica (IPP): AIFA introduce la Nota “N01”
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