Anno XXIV - Numero 1034 - 27 Gennaio 2026

Hanno curato la selezione degli articoli scientifici e i commenti di questo numero:  Alessandra Fabi, Claudia Senatore, Roberto Rosenfeld (Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma)



Coordinatori: Carmen Criscitiello, Marcello Tiseo
Editore: Intermedia - Direttore Responsabile: Mauro Boldrini

Oggi in Oncologia

Distant disease-free survival as a surrogate endpoint for overall survival in randomised trials of neoadjuvant therapy for early breast cancer: a pooled analysis of GBG and AGO-B Study Group trials

Background: The surrogacy value of distant disease-free survival for overall survival has not been validated in neoadjuvant randomised controlled trials (RCTs) for early breast cancer. Here, we assess the trial-level surrogacy value of distant disease-free survival for overall survival.
Methods: In this pooled analysis, we included individual patient data from RCTs of neoadjuvant therapy for early  … (leggi tutto)

La sopravvivenza libera da malattia da metastasi a distanza (DDFS) è un valido endpoint surrogato di sopravvivenza globale (OS) negli studi clinici randomizzati di terapia neoadiuvante nel carcinoma mammario in stadio iniziale?
Nel setting del carcinoma mammario in fase precoce, e in particolare negli studi clinici con terapia neoadiuvante, la valutazione dell’efficacia dei trattamenti si confronta con una crescente complessità metodologica. L’OS rimane l’endpoint di riferimento per misurare il beneficio clinico ultimo, ma la sua dimostrazione richiede tempi di osservazione sempre più lunghi, resi necessari dal miglioramento globale della prognosi, dall’efficacia delle terapie adiuvanti e dall’eterogeneità biologica della malattia. Da qui nasce l’esigenza di identificare endpoint surrogati che siano osservabili in tempi più brevi ma che mantengano una solida relazione con la OS.
L’FDA e l’EMA supportano l’utilizzo della risposta patologica completa negli studi clinici randomizzati in neoadiuvante nel carcinoma mammario in stadio precoce come endpoint surrogato dell’outcome clinico a lungo termine delle pazienti, nell’ambito dei processi di approvazione accelerata di nuovi farmaci prima che siano disponibili i risultati definitivi sulla OS derivanti da studi randomizzati controllati, consentendo alle pazienti un accesso più rapido, efficiente ed economicamente sostenibile a trattamenti efficaci.
Tuttavia, pur avendo un valore prognostico individuale, la risposta patologica completa non è un surrogato affidabile dell’effetto del trattamento sulla OS nei trials. Al contrario la sopravvivenza libera da malattia invasiva presenta un’associazione moderata con la OS, e questo la rende un endpoint surrogato accettabile, sebbene non ottimale² poiché probabilmente influenzato dall’inclusione di recidive locoregionali e carcinomi mammari controlaterali, molti dei quali curabili. Pertanto, un endpoint alternativo che escluda questi eventi, come la DDFS, potrebbe avere una associazione statisticamente significativa tale da anticipare i risultati di OS negli studi clinici randomizzati controllati nel setting neoadiuvante.
Lo scopo di questa metanalisi è dimostrare se l’effetto di un trattamento sulla DDFS possa predire in modo affidabile l’affetto sulla OS. L’analisi aggrega oltre dodicimila pazienti provenienti da 11 studi randomizzati controllati condotti dal German Breast Group e dal German Oncology Breast Study Group, con confronti terapeutici eterogenei ma abbastanza rappresentativi della pratica clinica neoadiuvante. Il parametro chiave è l’R² a livello di trial, che misura quanto la variabilità dell’effetto del trattamento sulla OS sia spiegata dalla variabilità dell’effetto sulla DDFS. Valori prossimi ad 1 indicano una surrogacy molto forte.
Lo studio ha evidenziato che la DDFS è un valido endpoint surrogato di OS negli studi randomizzati controllati in setting neoadiuvante. È emersa una forte correlazione tra gli hazard ratio di DDFS e quelli di OS con un R² di 0.91 che suggerisce che il beneficio osservato sulla DDFS è un ottimo predittore del beneficio sulla OS.
La correlazione non risulta uniforme nei diversi sottotipi biologici: nei carcinomi HR- Her2- e HR- Her2+ la surrogacy rimane forte e la DDFS rispecchia la OS; nei carcinomi HR+ Her2- e HR+ her2+ la correlazione tra DDFS e OS si indebolisce drasticamente. La correlazione non uniforme nei diversi sottotipi biologici riflette la storia naturale della malattia HR+, caratterizzata da recidive più uniformemente distribuite nel tempo e anche piuttosto tardive nel follow-up. Per questo la durata del follow-up nei trial neoadiuvanti potrebbe essere non sufficiente ad evidenziare l’effetto di eventi tardivi di DDFS sulla OS in questo sottogruppo. Inoltre, negli studi inclusi nell’analisi era presente una percentuale non trascurabile di pazienti con carcinomi positivi ai recettori ormonali con istologia di basso grado e questo potrebbe aver attenuato la surrogacy della DDFS.
Successive analisi di sensibilità hanno mostrato che la surrogacy per la DDFS era maggiore nei carcinomi di alto grado HR+ Her2- e HR+ HER2+ ed è quindi possibile che negli studi in corso del setting neoadiuvante con tumori positivi ai recettori ormonali e con caratteristiche di alto rischio la surrogacy possa essere maggiore. Attualmente è in corso un’analisi che ha lo scopo di validare questa ipotesi, che, se confermata, potrebbe confermare il ruolo della DDFS anche in questo sottogruppo di pazienti. La lunghezza del follow-up, inoltre, influenza significativamente la surrogacy della DDFS e suggerisce che il tempo minimo di follow-up necessario sia di 36-48 mesi poiché oltre questo intervallo temporale la surrogacy della DDFS si stabilizza.
In conclusione, lo studio dimostra che con un adeguato follow-up DDFS è un valido endpoint surrogato predittivo di outcome di OS nel setting neoadiuvante in sottogruppi di tumori della mammella HR-/Her2- e HR-/Her2+.

1. Conforti F, Pala L, Sala I, et al. Evaluation of pathological complete response as surrogate endpoint in neoadjuvant randomised clinical trials of early-stage breast cancer: systematic review and meta- analysis. BMJ 2021; 375: e0GG381.
2. Conforti F, Nekljudova V, Sala I, et al. Surrogate end points for overall survival in neoadjuvant randomized clinical trials for early breast cancer. J Clin Oncol 2025; 43: 1441–52.



Oncological outcomes with and without axillary lymph node dissection in patients with residual micrometastases after neoadjuvant chemotherapy (OPBC-07/microNAC): an international, retrospective cohort study

Background: Despite the paucity of outcome data, axillary lymph node dissection (ALND) is increasingly being omitted in patients with positive sentinel lymph nodes after neoadjuvant chemotherapy, particularly in those with low-volume residual disease. We investigated oncological outcomes in patients with breast cancer and residual micrometastases in the sentinel lymph nodes treated with or without ALND … (leggi tutto)

Recentemente il concetto di descalation della chirurgia ascellare a seguito della biopsia e linfonodo sentinella (SLNB) è stato oggetto di ampio dibattito. La fattibilità della descalation della dissezione dei linfonodi ascellari (ALND) è già dimostrato in pazienti con stadiazione cN0 prechirurgica, a seguito del rinvenimento di 1-2 linfonodi macrometastatici. Nello studio ACOSOG Z0011 (seppure con i suoi limiti dovuti agli alti attrition rate e alla chiusura anticipata dello studio)1 e lo studio SINODAR ONE2 si dimostravano sopravvivenze comparabili tra ALND e SLNB-only (OS 98.9% vs 98,8%; p=0,9) e tassi di recidiva statisticamente non significativa (6.9% vs 3.3%; p=0.44).
Pazienti con micrometastasi in 1-2 linfonodi a seguito di una chirurgia upfront hanno dimostrato allo stesso modo una sopravvivenza libera da malattia sovrapponibile tra approccio ALND e SLNB-only in 3 studi diversi sull’argomento.
Ben diverso, però, è il concetto di descalation della chirurgia ascellare in pazienti con una o più micrometastasi linfonodali (ypNmi) a seguito di una terapia neoadiuvante (NAT). Infatti, la probabilità di rilevare un linfonodo sentinella positivo dopo NAT è ben più alto, in parte perché sono neoplasie in partenza più aggressive biologicamente o clinicamente3. Inoltre, il riscontro di un ypNmi dopo NAT prediceva la presenza di linfonodi patologici nel 24–59% dei pazienti, dopo ALND3,4. Tale risultato aumentava a 60-64% in caso di macrometastasi3. Da queste evidenze, formalmente uno svuotamento ascellare sarebbe da considerare in prima intenzione. Infatti, una risposta eterogenea con un residuo di malattia linfonodale oltre il SLNB non possono escludersi a priori. Nonostante ciò, in pratica clinica non vi è accordo, considerando alcune evidenze da studi di real world e il consensus del St. Gallen 2021 che ha riportato il 60% dei panelist favorevole ad omettere l’ALND.
In questo studio, retrospettivo e multicentrico, Montagna et al. hanno individuato 1585 donne affette da neoplasia mammaria (cT0-T4 cN0-N3) includendo le tre principali biologie (luminal A/B, triplo negativo, Her2-positive), dal 2013 al 2023. Oltre alle micrometastasi erano permessi focolai isolati di cellule tumorali (ITC) se associati a micrometastasi ma non come unico reperto. Le pazienti con carcinoma infiammatorio e NAT a base di ormonoterapia, erano escluse dallo studio. Il requisito principale per gli stadi clinici cN+ alla diagnosi era la completa negativizzazione clinica e radiologica post-NAT. Lo studio ha utilizzato il Propensity Score Match per una pseudo-stratificazione dei principali fattori (età, razza, stadio clinico, biologia tumorale, tipo di intervento, piano di radioterapia) e l’utilizzo di Sensitivity Analysis per convalidare il modello, rivelandosi peraltro molto robusto.
Delle 1585 pazienti, 804 donne (50.7%) sono state sottoposte ad ALND mentre 781 (49.3%) a SLNB-only e l’età mediana era di 48 anni; 925 (58.4%) pazienti avevano una malattia cT2 e 1054 (66.5%) erano clinicamente positive per malattia linfonodale. La netta maggioranza (79.9%) aveva ricevuto una irradiazione ascellare adiuvante. Per quanto riguarda i sottotipi tumorali, 808 (51%) erano luminali, 493 (31.1%) HER2-positive e 284 (17.9%) erano triplo negative (TN).
Nel braccio ALND circa il 30.5% dei pazienti aveva una o più micrometastasi; in particolare, circa il 15% delle pazienti un ulteriore linfonodo, il 7% due linfonodi, il 2% tre linfonodi e il 5% più di ulteriori quattro linfonodi. Inoltre, avere un numero crescente di micrometastasi residue nei SLNB (da 1 a 3) si correla positivamente con numero crescente di linfonodi al ALND (coeff Pearson 0,16; p<0.0001). Insolitamente, la probabilità di ulteriori linfonodi era più alta, dopo stratificazione con propensity score, nei luminali (38.4%) rispetto alla media del braccio ALND (30.5%), ma soprattutto rispetto ai sottogruppi TN (21.7%) ed HER2-positivi (22.8%).
Una delle limitazioni dello studio è stata che, dopo un follow up mediano di 3.1 anni, sono state riscontrate solo 7 recidive ascellari isolate. La scarsa numerosità ha costretto gli sperimentatori a prendere in considerazione qualsiasi recidiva ascellare (recidive isolate + ascellari combinate con recidive locali e a distanza entro 30 giorni). L’endpoint “qualsiasi recidiva ascellare”, tuttavia, è un endpoint surrogato limitato della sopravvivenza. Considerando le recidive combinate locali e a distanza precoci (entro 30 giorni dalla chirurgia) evidenziamo il rischio di base clinico e dell’istotipo piuttosto che quello legato alla scelta della descalation. Ci deve sorprendere poco quindi che, entro 30 giorni, le recidive invasive e a distanza evidenziate in questo studio erano sovrapponibili tra il braccio ALND e SLNB-only.
Considerato ciò, il tasso di qualsiasi recidiva ascellare a 3 anni è stato del 2%, mentre la recidiva invasiva (locoregionale o a distanza) era del 14% nella ITT population. In particolare, il tasso di qualsiasi recidiva ascellare era comparabile tra SNLB-only e ALND, dopo stratificazione per tipo di intervento ascellare (p=0,98). Invece il tasso di recidiva per i tripli negativi era significativamente più alto della media (5.4% vs 2.0%; p<0.0001) e il tasso di recidiva dopo SLNB-only per il solo sottotipo TN era più che triplicato rispetto alla ALND (8.7% vs 2.4%; p=0,018).
Le analisi a 5 anni ci mostrano che il tasso di qualsiasi recidiva ascellare è stato del 2.7% e la recidiva invasiva del 21%. Dobbiamo però precisare che alla luce del follow up mediano di 3 anni questo endpoint risulti instabile e pertanto da considerare solo esploratorio.
Importanti analisi confirmatorie, infine, ci vengono fornite anche dalle analisi multivariate. Predittori di qualsiasi recidiva ascellare erano età, il T3/4, la biologia tripla negativa e l’assenza di RT ascellare. Mentre predittori di recidiva a distanza erano il T2/3/4, la biologia tripla negativa e la mancata RT ascellare. L’analisi multivariata, inoltre, suggerisce che lo stadio iniziale (pre-NAT) con positività linfonodale non ha alcun ruolo nel predire qualsiasi recidiva ascellare.
Lo studio ci fornisce l’ importante considerazione che la de-escalation dello svuotamento ascellare può essere presa in considerazione nelle pazienti luminali ed HER2-positive, se sottoposte ad una adeguata radioterapia adiuvante ed eventuali trattamenti sistemici adiuvanti (ormonoterapia, terapie anti-HER2). I risultati invece sono a favore della ALND nei sottotipi TN.
All’analisi multivariata la SLNB-only era associata ad un aumento di circa 3.8 volte del rischio di una qualsiasi recidiva ascellare, mentre la non irradiazione ascellare ad un aumento di 2.6 volte. Nonostante ciò, va sottolineato che l’aumento assoluto del rischio tra ALND e non-ALND nel sottotipo TN era solo del 6.3%. Da notare che il vantaggio della ALND è stato confermato anche nel sottogruppo di TN senza risposta completa a seguito di terapia adiuvante con Capecitabina. Sarà da rivalutare questo dato in studi prospettici futuri alla luce anche di nuovi farmaci come Parp inibitori (Olympia trial) e degli Antibody drug conjugates in corso di studio (TROPION-03, MK2870-012, ecc).
Punto di forza dello studio è l’effettuazione di un propensity score match che rende più solidi i risultati a fronte dei possibili bias, senza però poter eguagliare un trial clinico randomizzato.
Lo studio microNAC ha il pregio di essere il primo trial, seppure retrospettivo, a dare importanti informazioni sulle probabilità effettive di evidenza di ulteriori linfonodi positivi lungo le stazioni ascellari e ci fornisce interessanti informazioni sui tassi di recidiva.
Possibili Limitazioni di tale studio sono:
1) Nel periodo di arruolamento la pratica clinica sulle terapie neoadiuvanti è cambiato. Tenendo presente che l’istologia TNBC era circa il 18%, solo il 7% ha fatto uno schema a base di pembrolizumab; quindi, meno della metà aveva effettuato lo standard attuale. Le HER2-positivi avevano effettuato in meno della metà (45.8%) il doppio blocco anti-HER2 in NAT, con o senza antraciclina.
2) Scarsità di dati sulle terapie adiuvanti innovative per le pazienti luminali e TNBC (Abemacilib e Olaparib e nessuna informazione su Ribociclib) ed eventuale utilizzo di test genomico Oncotype.
3) La presenza di bias di selezione, essendo uno studio retrospettivo. l’utilizzo del Propensity score ha mitigato queste differenze attraverso un matching dei pazienti.
4) La mancanza di dati consistenti sulle percentuali di linfedema e sulla qualità di vita, dati essenziali per calcolare un bilancio rischi/benefici.
5) La mancanza di recidive ascellari isolate (n=7) a favore degli endpoints “qualsiasi recidiva ascellare” e “recidive invasive” non ha permesso di avere un dato pulito, in quanto vengono considerate anche recidive locali e a distanza non direttamente legati al rischio di una descalation ascellare, almeno nel caso delle recidive precoci (entro 30 giorni).
Saranno essenziali futuri studi prospettici, randomizzati e multicentrici, basati su una singola istologia di riferimento (luminali, triplo negativi, HER2+).

 


In Europe

Abemaciclib Improves PFS at Six Months Among Patients with High-Grade Meningiomas Harbouring NF2 or CDK Pathway Alterations

Jan 26, 2026 – A multi-arm phase II Alliance for Clinical Trials in Oncology (Alliance) A071401 study is the first national genomically driven trial conducted among the patients with recurrent or progressive meningiomas harbouring specific genetic alterations. The study team evaluated abemaciclib in patients with grade 2 or 3 meningiomas harbouring the CDK pathway or NF2 alterations (leggi tutto)



 

N-of-1 Tailored Combination Therapy Matched to the Molecular Alterations, Facilitated by Personalised Dosing, Is Associated with Safety and Activity

Jan 23, 2026 – In a prospective, investigator-initiated, multidepartment/pan-cancer Investigation of Profile-Related Evidence Determining Individualized Cancer Therapy (I-PREDICT) study, conducted among 210 patients with evaluable advanced/metastatic cancers interrogated by next-generation sequencing (NGS), of whom most had multiple deleterious alterations and very few tumours had identical molecular profiles, 157 personalised treatment regimens were administered (leggi tutto)



 

FDA Grants Traditional Approval to Tarlatamab-dlle for Extensive Stage Small Cell Lung Cancer

Jan 22, 2026 – On 19 November 2025, the US Food and Drug Administration (FDA) granted traditional approval to tarlatamab-dlle (Imdelltra, Amgen Inc.) for adults with extensive stage small cell lung cancer (ES-SCLC) with disease progression on or after platinum-based chemotherapy. Tarlatamab-dlle received accelerated approval for this indication in 2024 .(leggi tutto)



 

FDA Approves fam-Trastuzumab Deruxtecan-nxki with Pertuzumab for Unresectable or Metastatic HER2-positive Breast Cancer

Jan 21, 2026 – On 15 December 2025, the US Food and Drug Administration (FDA) approved fam-trastuzumab deruxtecan-nxki (Enhertu, Daiichi Sankyo, Inc.) in combination with pertuzumab for the first-line treatment of adults with unresectable or metastatic HER2-positive (IHC 3+ or ISH+) breast cancer as determined by an FDA-approved test … (leggi tutto)



Dall’FDA

FDA Approval Tees Up T-DXd Plus Pertuzumab as a New SOC in HER2+ Breast Cancer

Jan 26, 2026 – Fam-trastuzumab deruxtecan-nxki (T-DXd; Enhertu) combined with pertuzumab (Perjeta) was approved by the FDA in December 2025 in the first-line setting for patients with unresectable or metastatic HER2-positive (immunohistochemistry 3+ or in situ hybridization–positive) breast cancer, potentially introducing a new standard of care (SOC) to the space, according to Sara Tolaney, MD, MPH ... (leggi tutto)



 

FDA Grants Orphan Drug Designation to Gotistobart in Squamous NSCLC

Jan 23, 2026 – Gotistobart targets CTLA-4, enhancing antitumor immunity while preserving immune function in surrounding organs.
Early trials showed a 29.6% objective response rate and 62.9% disease control in PD-(L)1–resistant NSCLC.
The phase 3 PRESERVE-003 trial compares gotistobart to docetaxel in metastatic NSCLC post-PD-(L)1 therapy  .
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FDA Approves Guardant360 as Encorafenib Companion Diagnostic in BRAF V600E-Mutant mCRC

Jan 22, 2026 – Guardant360 CDx received FDA approval for identifying BRAF V600E–mutant mCRC patients eligible for encorafenib, cetuximab, and chemotherapy.
The phase 3 BREAKWATER trial showed significant improvements in ORR, PFS, and OS with encorafenib, cetuximab, and mFOLFOX6 compared to standard-of-care therapies .
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Dall’ASCO

Social Determinants of Health in Cancer Clinical Trials: Why They Matter for Evidence and Equity

Jan 22, 2026 – Social determinants of health (SDOH) are the conditions to which patients are most consistently exposed, shaping not only trial enrollment but also treatment delivery, protocol completion, and survivorship outcomes.
Trial structures—such as eligibility, treatment delivery, and follow-up—interact with SDOH in ways that can buffer inequities or amplify them, directly affecting clinical trial outcomes and external generalizability … (leggi tutto)



 

Blinatumomab and TKIs With Minimal Chemotherapy in Ph-Positive ALL: Recent Adult Trials and Implications for Pediatric Patients

Jan 21, 2026 – The favorable results from recent trials using chemotherapy-sparing approaches with blinatumomab and tyrosine kinase inhibitors (TKIs) in adults with newly diagnosed Philadelphia chromosome (Ph)–positive acute lymphoblastic leukemia (ALL) represent a major paradigm shift in the treatment of Ph-positive ALL … (leggi tutto)



 

How Stereotactic Body Radiotherapy Is Redefining the Treatment Paradigm in Metastatic Clear Cell RCC

Jan 21, 2026 – Stereotactic body radiotherapy (SBRT) overcomes historical radioresistance seen in clear cell renal cell carcinoma (ccRCC), achieving durable local control (LC) rates of greater than 90% across extracranial metastatic sites.
In oligometastatic and oligoprogressive ccRCC, SBRT can delay initiation or switching lines of systemic therapy (ST), which can extend treatment durability and maintain quality of life (QoL) … (leggi tutto)



Novità da AIFA – Farmaci a uso compassionevole

In questa sezione puoi trovare la lista dei farmaci a uso compassionevole

Elenco dei programmi attivati il 27 novembre 2025:


Durvalumab (Imfinzi) – Astrazeneca
In associazione a chemioterapia a base di FLOT come trattamento neoadiuvante-adiuvante seguito da durvalumab adiuvante per il trattamento di pazienti con cancro gastrico e della giunzione gastroesofagea (GC/GEJC) resecabile, per i quali non siano disponibili alternative terapeutiche autorizzate
Clicca qui per la lista programmi per uso compassionevole aggiornata al 27 novembre 2025
Clicca qui per maggiori informazioni


Pillole dall’AIFA

23 gennaio 2026 – Manutenzione Straordinaria dei Servizi Online di AIFA
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23 gennaio 2026 – Estrazione confezioni dispensate di farmaci innovativi e antibiotici reserve/listed – Anno 2025
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23 gennaio 2026 – Aggiornamento “Diario di bordo sulla Trasparenza”
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23 gennaio 2026 – Aggiornamento degli elenchi dei farmaci innovativi e degli agenti antinfettivi al 31/12/2025
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23 gennaio 2026 – Nuovo Regolamento AIFA: riassegnate le competenze su Certificazione del Plasma Master File e import/export di sangue umano e suoi prodotti
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22 gennaio 2026 – Il 28 gennaio webinar per le aziende sulle nuove modalità di trasmissione degli stampati (RCP/FI/ETI)
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22 gennaio 2026 – Aggiornamento Registro PADCEV
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21 gennaio 2026 – Notifica dei provvedimenti – Ufficio Ispezioni e Autorizzazioni GMP Medicinali
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21 gennaio 2026 – Aggiornamento – Registro PEMBROLIZUMAB-LENVATINIB secondo Legge 648/96
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21 gennaio 2026 – Attivazione web e pubblicazione schede di monitoraggio – Registro KEYTRUDA CARBOPLATINO PACLITAXEL Carcinoma endometriale
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21 gennaio 2026 – Attivazione web e pubblicazione schede di monitoraggio – Registro PADCEV KEYTRUDA Carcinoma Uroteliale
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21 gennaio 2026 – Attivazione web e pubblicazione schede di monitoraggio – Registro KEYTRUDA PADCEV Carcinoma Uroteliale
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21 gennaio 2026 – Aggiornamento Registri KEYTRUDA
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Dedicato ai Soci 

Opportunità di lavoro in Oncologia

Consulta le posizioni disponibili nella vetrina riservata ai Soci AIOM o scarica il modulo per richiedere la pubblicazione di annunci
 


Appuntamenti 

NELL’AGENDA DISPONIBILE SUL SITO DELL’ASSOCIAZIONE TUTTE LE INFORMAZIONI SUGLI EVENTI AIOM NAZIONALI, REGIONALI e ALTRI APPUNTAMENTI PATROCINATI DA AIOM

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