Anno XXIII - Numero 1030 - 16 Dicembre 2025

Hanno curato la selezione degli articoli scientifici e i commenti di questo numero: Antonella Brunello, Francesca Bergamo, Benedetta Chiusole, Letizia Procaccio, Umberto Basso (Oncologia 1 Istituto Oncologico Veneto IOV – IRCCS, Padova) 


Coordinatori: Carmen Criscitiello, Marcello Tiseo
Editore: Intermedia - Direttore Responsabile: Mauro Boldrini

Oggi in Oncologia

Twenty-year survival of advanced gastrointestinal stromal tumours treated with imatinib: exploratory long-term follow-up of the BFR14 trial

Background: Gastrointestinal stromal tumours (GIST) are driven by mutations in KIT and platelet derived growth factor receptor A (PDGFRA) kinases in >75% of patients. Imatinib, a tyrosine kinase inhibitor, has shown efficacy in metastatic GIST but the long-term survival impact remains less understood, especially after extended treatment durations … (leggi tutto)

Questo articolo riporta un aggiornamento relativo al follow-up a lungo termine (follow-up mediano= 219 mesi) dello studio francese BFR14, che aveva arruolato pazienti affetti da tumore stromale gastro-intestinale (GIST) metastatico o localmente avanzato non resecabile trattati con imatinib.
Lo studio BFR14 è uno studio multicentrico randomizzato di fase III il cui obiettivo era valutare l’impatto di imatinib nei pazienti affetti da GIST metastatico e non resecabile non precedentemente trattati con inibitori tirosin-chinasici, così come quello di una sua interruzione in pazienti con controllo di malattia (definita come risposta completa, risposta parziale o stabilità di malattia), con randomizzazione a prosecuzione di imatinib o sospensione del trattamento dopo 1, 3 o 5 anni. L’endpoint primario dello studio era la sopravvivenza libera da progressione (PFS) nei due gruppi di pazienti (prosecuzione di imatinib Vs sospensione dopo 1, 3 o 5 anni e malattia in controllo ).
Lo studio ha arruolato dal 2002 al 2009 un totale di 434 pazienti, di cui 102 sono stati randomizzati. I dati di follow-up a lungo termine oggetto di questa pubblicazione erano disponibili per 424 pazienti.
Precedenti pubblicazioni avevano riportato i dati relativi ai pazienti randomizzati (Blay JY et al, Lancet 2024), quelli relativi alla ripresa di imatinib per progressione dopo la sospensione (Patrikidou A et al, Ann Oncol 2013), e quelli relativi alla risposta nei diversi sottotipi molecolari (Patrikidou A et al, Eur J Cancer 2016).
Questa pubblicazione si concentra sull’intera popolazione e fornisce dati rilevanti sulla sopravvivenza a lungo termine per i pazienti con malattia metastatica, in particolare lo studio ha dimostrato una sopravvivenza mediana di 75.3 mesi, con il 56% dei pazienti vivi a 5 anni, il 33.9% a 10 anni e il 13.1% a 20 anni. La curva di sopravvivenza tuttavia non mostra un plateau.
Alcuni dati non stupiscono rispetto ai noti fattori di rischio: in relazione al performance status, i pazienti con PS ECOG 0 ad avvio del trattamento hanno mostrato una sopravvivenza nettamente più lunga (105.4 mesi, IC 83.1-127.7 p=0.00) rispetto ai pazienti con PS ECOG 1 (60.6 mesi IC 49.5-71.7 p=0.00) e a quelli con performance status più scaduto (35.1 mesi, IC 15.6-54.6 p=0.00); in relazione alla localizzazione del tumore primitivo, confermano la miglior prognosi per i pazienti con tumore a primitività gastrica o con tumori di dimensioni minori rispetto alla mediana di 5 cm (108.8 Vs 54.7 mesi p=0.00). Un altro dato che viene confermato è la peggior prognosi per i pazienti con mutazione dell’esone 9 di KIT rispetto ai pazienti con mutazione dell’esone 11 (68.7 vs 107.5 mesi p=0.01).
Di particolare utilità per la pratica clinica è il dato sulla resezione delle metastasi nella malattia avanzata in risposta, infatti nello studio viene confermata migliore sopravvivenza per i pazienti che ricevono chirurgia R0 rispetto a chirurgia R1 (173.8 vs 66.2 mesi p=0.007) e per i pazienti che raggiungono la risposta completa (RC) con chirurgia (195.5 vs 154.1 p=0.00 per RC dopo chirurgia rispetto a RC con solo imatinib p=0.00), rafforzando il potenziale ruolo della chirurgia nel paziente con malattia metastatica, a patto che possa essere radicale.
Rispetto al trattamento con imatinib i pazienti che hanno ottenuto una risposta completa sono il 17.1% con il solo trattamento farmacologico, che diventano il 24.9% dopo radicalizzazione chirurgica, i pazienti che hanno ottenuto risposta parziale sono il 39.9%, e quelli con malattia stabile il 24.7% con un controllo complessivo di malattia per la prima linea intorno al 90% dei pazienti, considerando che l’intera popolazione comprendeva il 6% di pazienti con malattia KIT- e PDGFRA-wild type e 1% circa di pazienti con mutazione D842V di PDGFRA, note alterazioni associate a resistenza ad imatinib.
Tra gli endpoint secondari, gli autori hanno considerato anche il time to imatinib failure (TTIF) e cioè il tempo dall’avvio del trattamento alla progressione in corso di trattamento, morte o cambio di linea, escludendo quindi i pazienti in progressione in fase di sospensione di imatinib, sia per cause dettate da intolleranza o scelta del paziente che quelli randomizzati a sospensione, nonché i pazienti in cui la malattia in progressione veniva trattata con metodi complementari come la chirurgia.
Il TTIF è stato di 42.6 mesi, le caratteristiche legate a un tempo alla progressione più lungo erano il sesso femminile, la dimensione del tumore primitivo, la localizzazione gastrica e il PS ECOG <2, nonché la mutazione dell’esone 11 di KIT. Queste caratteristiche sono risultate associate anche a miglior sopravvivenza, suggerendo che la miglior prognosi sia legata alla risposta a imatinib, con sopravvivenza dopo progressione a imatinib di 13.7 mesi.
Altro valore dello studio risiede nel tentativo di costruire dei modelli predittivi di sopravvivenza a 15 anni, tenendo in considerazione l’età all’avvio del trattamento, il sesso, l’assetto molecolare, le dimensioni del tumore primitivo alla diagnosi. Lo studio ha analizzato anche i predittori di risposta completa, individuando come fattori prognostici favorevoli la dimensione del tumore primitivo, la localizzazione metastatica solo al fegato e la mutazione dell’esone 11.
In conclusione, pur con i limiti dettati dal momento in cui lo studio è stato condotto, e quindi dal fatto che molti pazienti sono stati arruolati prima dell’introduzione dei farmaci che ora sono lo standard nelle linee successive, il valore di questo studio risiede nel lungo follow-up ricavato prospetticamente su una ampia popolazione di pazienti, che consente di accrescere la nostra conoscenza della malattia, dei suoi fattori prognostici, della risposta a imatinib e del ruolo della chirurgia nella malattia avanzata.



Improved Survival with Enzalutamide in Biochemically Recurrent Prostate Cancer

Background: In the phase 3 EMBARK trial, enzalutamide plus leuprolide and enzalutamide monotherapy were associated with longer metastasis-free survival than leuprolide alone among patients with biochemically recurrent prostate cancer. The final analysis of overall survival has not been reported … (leggi tutto)

L’aggiornamento dello studio EMBARK pubblicato da Shore et al. sul New England Journal of Medicine (ClinicalTrials.gov number NCT02319837) rafforza l’indicazione all’uso di Enzalutamide in associazione a deplezione androgenica nei pazienti con carcinoma della prostata in progressione biochimica ad alto rischio dopo prostatectomia o radioterapia ad intento radicale.
Il disegno di questo studio randomizzato di fase III era già stato dettagliato nella precedente pubblicazione di Freedland et al sul New England Journal of Medicine del 2023, ove veniva riportato un significativo incremento della metastasis-free progression, primary endpoint dello studio ritenuto sufficientemente solido per estendere la registrazione del farmaco per questa indicazione prima negli Usa e poi anche in Europa e, molto recentemente, anche in Italia. Era stato riportato anche un miglioramento significativo del tempo alla progressione biochimica e ritardo all’uso di nuova terapia antineoplastica e ritardo della progressione sintomatica.
La presente pubblicazione riporta i dati aggiornati di sopravvivenza dei 1068 pazienti arruolati, affetti da carcinoma prostatico ed incremento progressivo di PSA in assenza di metastasi all’imaging convenzionale (tac e scintigrafia ossea). Essi erano stati randomizzati 1:1:1 a ricevere l’associazione di enzalutamide e leuprorelina oppure a placebo e leuprorelina oppure enzalutamide in monoterapia (braccio in aperto).
Criterio di selezione essenziale era un valore di PSA superiore a 1 ng/mL (dopo prostatectomia) e 2 ng/mL (dopo radioterapia) combinato ad un doubling time inferiore a 9 mesi, situazione clinica correlabile ad un elevato rischio di progressione metastatica in base a dati storici di monitoraggio del PSA in pazienti non sottoposti a terapia ormonale.
Ad un follow-up mediano di 94 mesi, con un numero di eventi pari a 277 (25.9% della coorte in studio), la sopravvivenza globale a 8 anni è risultata 78.9% (95% confidence interval [CI], 73.9 – 83.1) nel braccio di combinazione enzalutamide + leuprorelina e 69.5% (95% CI, 64.0 – 74.3) nel braccio placebo+leuprorelina, con un Hazard Ratio-HR di 0.60 (95% CI, 0.44 – 0.80; P<0.001).
La sopravvivenza globale sempre a 8 anni è risultata 73.1% nel braccio enzalutamide monoterapia (95% CI, 67.6 – 77.9), di poco superiore ma con differenza non significativa rispetto a quella del braccio di controllo con leuprorelina monoterapia (HR 0.83; 95% CI, 0.63 – 1.10; P = 0.19).
La revisione aggiornata del confronto fra i gruppi per gli endpont secondari già citati ha confermato i risultati precedentemente riportati. Inoltre, l’HR per la comparsa del primo evento scheletrico nel braccio di combinazione e nel braccio monoterapia con enzalutamide rispetto al braccio di controllo con leuprorelina da sola sono risultati 0.40 (95% CI, 0.22 – 0.72) e 0.49 (95% CI, 0.28 – 0.86), rispettivamente, confermando il beneficio di enzalutamide da sola o in combinazione nel ritardare il rischio di compromissione della qualità di vita legata alla progressione delle lesioni ossee.
La mediana di trattamento nei tre bracci (esclusi i periodi di pausa previsti dal protocollo in caso di azzeramento del PSA al di sotto di 0.2 ng/mL con possibilità di ripresa del trattamento alla risalita del PSA sopra 2 dopo chirurgia e oltre 5 dopo prostatectomia) è risultata di quasi 4 anni. Non sono stati riportati eventi avversi inattesi rispetto ai trials clinici precedentemente condotti con enzalutamide. La ginecomastia è risultata più frequente (46.0%) nel braccio enzalutamide monoterapia rispetto al braccio di combinazione (8.8%) o di leuprorelina da sola (9%).
Le fratture sono risultate più frequenti nel braccio di combinazione rispetto al braccio leuprorelina da sola o enzalutamide da sola (22.4%, 15.0%, e 14.1%, rispettivamente), al pari delle cadute (comparse rispettivamente nel 29.5%, 16.9% e 20.1%).
Lo studio quindi conferma l’utilità di utilizzare la associazione precoce di enzalutamide con deplezione androgenica nei pazienti in progressione biochimica ad alto rischio, con l’obiettivo non solo di ritardare la comparsa delle metastasi radiologicamente evidenti, ma anche di migliorare la sopravvivenza globale. Per quest’ultimo endpoint è importante sottolineare che la monoterapia con enzalutamide non ha dato vantaggio significativo.
Una importante limitazione dello studio EMBARK è rappresentata dall’utilizzo di metodiche radiologiche di stadiazione convenzionale (TC e scintigrafia ossea), in quanto è noto che nei pazienti con progressione biochimica ad alto rischio la PET con PSMA è in grado di evidenziare la presenza di sedi metastatiche ipermetaboliche in una alta percentuale dei casi. Le implicazioni prognostiche di questa migrazione di stadio indotta all’uso della PET non sono ancora state determinate.
Poiché nella pratica clinica la maggior parte dei pazienti in progressione biochimica sono sottoposti a PET TAC con PSMA, è verosimile prevedere che nei prossimi anni la quota di pazienti candidabili al trattamento con enzalutamide+ deplezione androgenica in fase non metastatica castration sensistive sarà progressivamente ridotta a favore dei trattamenti per malattia metastatica castration-sensistive che comprendono oltre ai trattamenti ormonali suddetti anche la chemioterapia (docetaxel in tripletta) e la radioterapia stereotassica sulle sedi oligometastatiche.
Da segnalare è che dal 5 dicembre in Europa è stato approvato il generico di enzalutamide, e questo potrà portare ad una significativa riduzione dei costi di questo trattamento.

 


Preoperative mFOLFIRINOX versus PAXG for stage I-III resectable and borderline resectable pancreatic ductal adenocarcinoma (PACT-21 CASSANDRA): results of the first randomisation analysis of a randomised, open-label, 2 × 2 factorial phase 3 trial

Background: Perioperative chemotherapy is a standard option for treatment of patients with resectable and borderline resectable pancreatic ductal adenocarcinoma (PDAC). This study aimed to assess the superiority of PAXG (cisplatin, nab-paclitaxel, capecitabine, and gemcitabine) over mFOLFIRINOX (modified fluorouracil, leucovorin, irinotecan, and oxaliplatin) in this population … (leggi tutto)

I risultati preliminari dello studio PACT-21 (CASSANDRA), recentemente pubblicati su The Lancet, rappresentano un potenziale cambio di paradigma nella scelta del regime neoadiuvante per i pazienti affetti da adenocarcinoma pancreatico, resecabili o borderline-resecabili, candidati a ricevere un trattamento preoperatorio, concludendo per una superiorità del regime PAXG vs mFOLFIRINOX (rispettivamente, cisplatino 30 mg/m2, nab-paclitaxel 150 mg/m2, gemcitabina 800 mg/m2, per via endovenosa ogni due settimane, e capecitabina 625 mg/m2 per os bid ogni quattro settimane vs 5-fluorouracile 2400 mg/m2, leucovorin 400 mg/m2, irinotecano 150 mg/m2 ed oxaliplatino 85 mg/m2, per via endovenosa ogni due settimane).
Si tratta di uno studio di fase 3 che ha coinvolto 17 centri in Italia e che ha voluto rispondere ad un quesito tuttora dibattuto su quale sia il migliore regime neoadiuvante e la miglior durata del trattamento preoperatorio per i pazienti con adenocarcinoma del pancreas, stadio I-III, resecabili o borderline-resecabili.
Lo studio prevedeva una prima randomizzazione (1:1) tra i due regimi chemioterapici (PAXG vs mFOLFIRINOX), quindi, dopo 4 mesi, per i pazienti che non fossero progrediti o non avessero riportato tossicità limitanti, seguiva una seconda randomizzazione (1:1) a ricevere altri 2 mesi del medesimo regime chemioterapico prima della chirurgia (per un totale di 6 mesi di neoadiuvante) vs dopo di questa (4 mesi di neoadiuvante + 2 mesi di adiuvante).
L’obiettivo primario dello studio era rappresentato dall’event-free survival (EFS), ossia il tempo intercorso tra la data della randomizzazione e quella di uno dei seguenti eventi: (1) la progressione/recidiva radiologica; (2) due aumenti consecutivi del Ca19.9 di almeno il 20% ciascuno e distanziati di almeno 4 settimane l’uno dall’altro; (3) la non resecabilità; (4) il riscontro di metastasi in sede intraoperatoria e infine (5) la morte.
Tra gli obiettivi secondari: le percentuali di risposta radiologica, biochimica e di resezione; i tassi di risposta patologica completa, l’assenza di coinvolgimento linfonodale e di infiltrazione dei margini di resezione all’esame istologico definitivo; la percentuale di riscontro di metastasi durante o entro 3 mesi dalla chirurgia; la morbidità operatoria; la tolleranza alla chemioterapia; la qualità di vita (QoL) e infine la sopravvivenza globale (OS).
Con un disegno di superiorità e presupponendo nel braccio mFOLFIRINOX una percentuale pari al 20% di pazienti senza alcun evento a tre anni dalla randomizzazione (ipotesi nulla), era stata prevista come ipotesi alternativa un’EFS del 15% maggiore nel braccio PAXG, corrispondente ad un HR dell’0.65.
Reni e colleghi riportano i risultati delle analisi della prima randomizzazione su 260 pazienti totali, dopo un follow-up di 28.5 mesi (per un numero complessivo di eventi occorsi nel 70% della popolazione arruolata): 132 pazienti nel braccio PAXG e 128 in quello mFOLFIRINOX, sostanzialmente ben bilanciati l’uno con l’altro per le caratteristiche basali. La EFS mediana è risultata significativamente maggiore nel gruppo trattato con PAXG rispetto a quello con mFOLFIRINOX: 16.0 mesi (95% CI 12.4–19.8) vs 10.2 mesi, con un HR 0.63 (0.47–0.84). Inoltre, il valore dell’EFS ad un anno si è attestato al 61% e quello a 3 anni al 33% per il braccio PAXG, rispetto al 45% e 13% registrati, rispettivamente, nel braccio mFOLFIRINOX.
La superiorità del regime PAXG è stata confermata nei vari sottogruppi, inclusi i pazienti con malattia resecabile (EFS 19.1 vs 10.4 mesi), così come analizzando i vari end-points secondari (biochimici, radiologici, patologici), rafforzando la coerenza interna dei dati e la validità dell’end-point primario. I dati relativi alla OS non presentano ancora un follow up adeguatamente maturo
Relativamente alle tossicità, non sono emerse rilevanti differenze tra i due bracci, almeno per quanto riguarda gli eventi avversi di grado 3-4, eccetto per la neutropenia, che è stata più frequente nel gruppo PAXG, pur non portando ad un aumento degli eventi settici. Relativamente, invece, agli altri gradi, il profilo di tolleranza del regime PAXG è risultato nel complesso migliore. Infatti, la maggior durata del trattamento assegnato e la maggior percentuale di completamento del medesimo (prima e dopo la chirurgia) nel braccio PAXG attestano una tollerabilità più soddisfacente di questo regime.
Inoltre, un dato che merita un commento è la percentuale maggiore di pazienti del gruppo controllo che non ha completato i questionari sulla QoL (16% vs 5%) a causa della progressione o della tossicità al trattamento con mFOLFIRINOX. Intuitivamente, l’assenza di questi dati potrebbe aver mascherato differenze di tossicità maggiori tra i due regimi e al tempo stesso riflette la tolleranza subottimale dell’mFOLFIRINOX, come spesso constatiamo nella pratica clinica.
Questi risultati meritano di essere confermati con un follow-up più maturo e soprattutto con il dato della sopravvivenza globale. Infatti, per quanto l’EFS possa essere un indicatore adeguato a stimare l’OS, soprattutto negli stadi iniziali come già emerso in letteratura, riducendo ad esempio eventuali bias dovuti alle terapie post-progressione, resta cruciale verificare che il vantaggio in EFS si traduca in un effettivo miglioramento della sopravvivenza globale.
Concludendo, PAXG si presenta come un regime di combinazione efficace e tollerabile, da proporre a pazienti con neoplasia pancreatica, resecabile o borderline-resecabile, candidati a ricevere un trattamento neoadiuvante, che siano in condizioni generali ottimali per ricevere un regime polifarmacoterapico e con un’età non superiore ai 75 anni.

 


In Europe

EMA Adopts a New Pharmaceutical Form of Selumetinib

Dec 16, 2025 – On 13 November 2025, the European Medicines Agency’s (EMA’s) Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) adopted a positive opinion, recommending a change to the terms of the marketing authorisation for the medicinal product selumetinib (Koselugo).
The marketing authorisation holder for this medicinal product … (leggi tutto)



 

FDA Approves Pembrolizumab with Enfortumab Vedotin-ejfv for Muscle Invasive Bladder Cancer

Dec 15, 2025 – On 21 November 2025, the US Food and Drug Administration (FDA) approved pembrolizumab (Keytruda, Merck) or pembrolizumab and berahyaluronidase alfa-pmph (Keytruda Qlex, Merck) with enfortumab vedotin-ejfv (Padcev, Astellas Pharma) as neoadjuvant treatment followed by adjuvant treatment after cystectomy for adult patients with muscle invasive bladder cancer (MIBC) who are ineligible for cisplatin … (leggi tutto)



 

Postneoadjuvant Trastuzumab Deruxtecan Results in Higher Likelihood of iDFS Among Patients with HER2-positive EBC with Residual Invasive Disease After Neoadjuvant Treatment

Dec 12, 2025 – An open-label, international, randomised phase III DESTINY-Breast05 study investigated postneoadjuvant trastuzumab deruxtecan versus trastuzumab emtansine, the current standard-of-care, in patients with HER2-positive early breast cancer (EBC) with residual invasive disease and node-positive disease at surgery or inoperable disease at diagnosis. Trastuzumab deruxtecan resulted in a significantly higher likelihood … (leggi tutto)



 

Meeting highlights from the Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) 8-11 December 2025

Dec 12, 2025 – EMA’s human medicines committee (CHMP) recommended seven medicines for approval at its December 2025 meeting.
The committee recommended granting a conditional marketing authorisation for Anktiva (nogapendekin alfa inbakicept), for the treatment of adults with a type of bladder cancer that affects the lining of the bladder (non-muscle invasive bladder cancer, NMIBC) and that is at high risk of growing and spreading … (leggi tutto)



 

New medicine to treat non-muscle invasive bladder cancer

Dec 12, 2025 – EMA has recommended granting a conditional marketing authorisation in the European Union (EU) for Anktiva (nogapendekin alfa inbakicept) to treat adults with a type of bladder cancer that affects the lining of the bladder (non-muscle invasive bladder cancer, NMIBC) and that is at high risk of growing and spreading (carcinoma in situ, with or without papillary tumours). Anktiva is used when the cancer … (leggi tutto)



 
EMA welcomes political agreement on new EU pharmaceutical legislation

Dec 11, 2025 – EMA welcomes the landmark political agreement reached by the European Commission, the European Parliament and the Council of the European Union on the comprehensive reform of the EU pharmaceutical legislation. This represents the most significant overhaul of the regulatory framework in over two decades and is a once-in-a-generation opportunity … (leggi tutto)



 

One Dose of Either a Bivalent or Nonavalent HPV Vaccine Provides Protection Against HPV16 or HPV18 Infection and Is Not Inferior To Two Doses

Dec 09, 2025 – After 5 years of follow-up of a double-blind, randomised, controlled ESCUDDO study, a single dose of either a bivalent or nonavalent human papillomavirus (HPV) vaccine provided similar protection to that of two doses, which is the standard regimen for adolescents. Assessment of the timing of the events over the 5-year study period indicated that protection persisted … (leggi tutto)



Dall’FDA

FDA Eliminates Major Barrier to Using Real-World Evidence in Drug and Device Application Reviews

Dec 15, 2025 – The U.S. Food and Drug Administration (FDA) today removed a key limitation on the use of real-world evidence (RWE) used in drug and device applications reviews. In new guidance for certain types of medical device submissions, the agency states it will accept RWE without requiring that identifiable individual patient data collected from real-world data sources always be submitted in a marketing submission. The FDA similarly intends to consider updating its guidance for drugs and biologics ... (leggi tutto)



 

FDA Approves T-DXd Plus Pertuzumab for HER2+ Breast Cancer

Dec 15, 2025 – The FDA approved T-DXd with pertuzumab for frontline treatment of HER2-positive metastatic breast cancer based on phase 3 trial results.
DESTINY-Breast09 trial showed T-DXd plus pertuzumab improved median PFS to 40.7 months versus 26.9 months with trastuzumab, pertuzumab, and a taxane .
.. (leggi tutto)



 

Five Under 5: Top Oncology Videos for the Week of 12/7

Dec 14, 2025 – An all-oral regimen for AML achieved an 86% ORR, with a CR/CRh rate of 81% and a 12-month DOR rate of 70%.
Epcoritamab with lenalidomide and rituximab in follicular lymphoma showed a 95% ORR, with a CR rate of 88% and durable responses .
.. (leggi tutto)



 

The OncFive: Top Oncology Articles for the Week of 12/7

Dec 13, 2025 – Niraparib/abiraterone acetate plus prednisone approved for BRCA2-mutated metastatic castration-sensitive prostate cancer, showing significant rPFS benefit in the AMPLITUDE trial.
Nivolumab plus AVD granted priority review for untreated classical Hodgkin lymphoma, demonstrating improved PFS in the SWOG S1826 trial .
.. (leggi tutto)



 

FDA Approves Niraparib/Abiraterone Acetate Plus Prednisone for BRCA2+ mCSPC

Dec 12, 2025 – FDA approved niraparib and abiraterone acetate with prednisone for BRCA2-mutated metastatic castration-sensitive prostate cancer.
Phase 3 AMPLITUDE trial showed significant rPFS improvement in BRCA2-mutated patients treated with the combination therapy.
The rPFS benefit was not observed in patients without BRCA2 mutations, emphasizing the need for genetic testing .
.. (leggi tutto)



 

FDA Grants Orphan Drug Designation to Risvutatug Rezetecan for SCLC

Dec 11, 2025 – Risvutatug rezetecan showed promising efficacy in SCLC, with high overall response and disease control rates in the ARTEMIS-001 trial.
The ARTEMIS-001 trial was an open-label, multicenter study focusing on patients with advanced solid tumors, evaluating various dosages of the drug .
.. (leggi tutto)





International Breast Cancer Conference Features UCSF Experts

Dec 10, 2025 – The WISDOM trial supports risk-based breast cancer screening, showing safety, preference, and potential for improved early detection and prevention.
Genetic testing in the WISDOM trial identified actionable results, suggesting expanded testing could enhance personalized risk assessment .
.. (leggi tutto)



Dall’ASCO

Dr. Eliezer M. Van Allen to Deliver ASCO GU26 Keynote on Reimagining Cancer Research and Care in the AI Age

Dec 11, 2025 – With artificial intelligence (AI) stirring the collective imagination in many oncology-related areas, the keynote address at the 2026 ASCO Genitourinary (GU) Cancers Symposium will center on using AI for biologic discovery, including what molecular signals, cell types, and other properties determine which cancers arise and … (leggi tutto)



 

Breakout Sessions at GU26: Optimizing Frail and Elderly Patient Care, Managing Penile Cancer, and Exploring Publishing Opportunities

Dec 11, 2025 – At the 2026 ASCO Genitourinary (GU) Cancers Symposium, key lunchtime breakout sessions will focus on optimizing care for select populations with GU cancers, including frail and older adults as well as those with penile cancer, a relatively rare condition in the United States.1 Participating in these breakout sessions is a chance for those caring for these patient populations to fine-tune their skills, said Symposium  … (leggi tutto)



 

Improving Outcomes While Reducing Toxicity: The Potential Role of Induction Chemotherapy or Chemoimmunotherapy in HPV-Mediated Locoregionally Advanced Head and Neck Cancer

Dec 10, 2025 – Chemotherapy improves survival in HPV-positive locoregionally advanced head and neck cancer.
A survival advantage of induction chemotherapy (IC) remains unproven in unselected patients, but it can be used to identify those with favorable tumor biology who could receive deintensified local therapy … (leggi tutto)



 
Borderline Resectable PDAC: Evolving Strategies for a Heterogenous Patient Population

Dec 10, 2025 – For patients with borderline resectable (BR) pancreatic ductal adenocarcinoma (PDAC), recent clinical trials have focused on the role of neoadjuvant therapy.
Future trials will incorporate novel agents, including KRAS inhibitors and neoantigen vaccines, into treatment paradigms for early-stage disease.
Surgical resection with negative microscopic margins … (leggi tutto)



 

RJBC-1501: Randomized Phase 3 Trial Shows Survival Benefit With Addition of Carboplatin to Adjuvant EC-T in Early-Stage TNBC

Dec 09, 2025 – The randomized, open-label, phase 3 trial RJBC-1501 evaluated the addition of carboplatin to standard adjuvant epirubicin plus cyclophosphamide followed by taxane (EC-T) chemotherapy in patients with early-stage triple-negative breast cancer (TNBC).
After a median follow-up of 4.52 years, EC-T plus carboplatin (EC-TCb) was associated … (leggi tutto)




Novità da AIFA – Farmaci a uso compassionevole

In questa sezione puoi trovare la lista dei farmaci a uso compassionevole

Elenco dei programmi attivati il 27 novembre 2025:


Durvalumab (Imfinzi) – Astrazeneca
In associazione a chemioterapia a base di FLOT come trattamento neoadiuvante-adiuvante seguito da durvalumab adiuvante per il trattamento di pazienti con cancro gastrico e della giunzione gastroesofagea (GC/GEJC) resecabile, per i quali non siano disponibili alternative terapeutiche autorizzate
Clicca qui per la lista programmi per uso compassionevole aggiornata al 27 novembre 2025
Clicca qui per maggiori informazioni


Pillole dall’AIFA

15 dicembre 2025 – AIFA aggiorna le Liste di Trasparenza
Leggi tutto

12 dicembre 2025 – Esiti riunione Commissione Scientifica e Economica del Farmaco (CSE)
Leggi tutto

12 dicembre 2025 – Aggiornamento “Diario di bordo sulla Trasparenza”
Leggi tutto

10 dicembre 2025 – AIFA a Milano: nasce una nuova era di collaborazione tra l’Agenzia e le Regioni
Leggi tutto

10 dicembre 2025 – Promozione della ricerca pubblica: AIFA invita gli stakeholder a proporre aree di ricerca sui medicinali
Leggi tutto

10 dicembre 2025 – Aggiornamento sull’utilizzo dei sistemi computerizzati nelle sperimentazioni cliniche alla luce della linea guida delle ICH E6 (R3)
Leggi tutto


Dedicato ai Soci 

Opportunità di lavoro in Oncologia

Consulta le posizioni disponibili nella vetrina riservata ai Soci AIOM o scarica il modulo per richiedere la pubblicazione di annunci
 


Appuntamenti 

NELL’AGENDA DISPONIBILE SUL SITO DELL’ASSOCIAZIONE TUTTE LE INFORMAZIONI SUGLI EVENTI AIOM NAZIONALI, REGIONALI e ALTRI APPUNTAMENTI PATROCINATI DA AIOM

Editore: Intermedia s.r.l. - Via Lunga 16/a, 25126 Brescia - tel. 030 226105 - 388 8896214
Reg. Trib. di Brescia n. 35/2001 del 2/7/2001
Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione N. 4867 contattare la redazione e commentare le notizie clicca qui: redazione
Per consultare i numeri arretrati della newsletter clicca qui: archivio
Per sospendere la ricezione di questa newsletter clicca qui: Cancellati
Privacy