Anno XXIII - Numero 1025 - 11 Novembre 2025

Hanno curato la selezione degli articoli scientifici e i commenti di questo numero: Filippo Pietrantonio, Claudia Leli, Simone Oldani, Gaia Rebecchi (S.S. Oncologia Medica Gastroenterologica, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, Milano)



Coordinatori: Silvia Novello, Marcello Tiseo
Editore: Intermedia - Direttore Responsabile: Mauro Boldrini

Oggi in Oncologia

Domvanalimab and zimberelimab in advanced gastric, gastroesophageal junction or esophageal cancer: a phase 2 trial

Dual inhibition of T cell immunoreceptor with immunoglobulin and ITIM domain (TIGIT) and programmed cell death protein 1 (PD-1) may enhance antitumor immunity in advanced gastroesophageal cancers. Here we report the EDGE-Gastric study, an ongoing, multicenter, international, phase 2 study with three cohorts, one in the first-line setting (cohort A) and two in the second-line or greater setting (cohorts B and C) … (leggi tutto)

L’introduzione dell’immunoterapia con inibitori di checkpoint nel trattamento del carcinoma gastrico e della giunzione gastroesofagea avanzato ha ampliato il panorama terapeutico di questa patologia, pur conferendo un beneficio relativamente modesto in termini di sopravvivenza globale e durata della risposta. Nell’ottica di potenziare l’efficacia dei regimi chemio-immunoterapici, sono attualmente in corso numerosi studi volti a valutare combinazioni di agenti immunoterapici e l’impiego di farmaci in grado di modulare diversi livelli della risposta immunitaria antitumorale.
In questo contesto si inserisce lo studio di fase 2 EDGE-Gastric, un trial internazionale, multicentrico e multi-coorte, disegnato per esplorare efficacia e sicurezza di diverse combinazioni di agenti immunoterapici da sole o in associazione a chemioterapia. I risultati recentemente pubblicati riguardano il braccio non randomizzato A1 della coorte A1: si trattava di pazienti affetti da adenocarcinoma gastrico o della giunzione gastroesofagea, HER2-negativo, non precedentemente trattato in fase avanzata, candidati a ricevere una duplice inibizione di TIGIT (domvanalimab 1600 mg ogni 4 settimane) e PD-1 (zimberelimab 480 mg ogni 4 settimane) in associazione a chemioterapia standard secondo schema FOLFOX ogni 2 settimane fino a progressione di malattia. Il duplice endpoint primario comprendeva il tasso di risposte obiettive (ORR) valutato dall’investigatore e la sicurezza del trattamento sperimentale.
La coorte A1 comprendeva 41 pazienti di cui circa due terzi erano affetti da adenocarcinoma gastrico e circa il 70% presentava espressione di PD-L1 ≥1% secondo la valutazione della Tumor Area Positivity (TAP), definita come la percentuale di tessuto tumorale e stroma desmoplastico con evidenza di espressione di PD-L1 a livello della membrana cellulare delle cellule tumorali o delle cellule del sistema immunitario.
Ad un follow-up mediano di 26.4 mesi, Janjigian et al. hanno riportato un ORR del 59% e un tasso di risposte parziali del 51%, mentre il 34% dei pazienti ha avuto come migliore risposta al trattamento una stabilità di malattia, per un tasso di controllo di malattia (DCR) complessivo del 93% e una durata mediana della risposta (DOR) di 12.4 mesi [90% CI 10.2-15.4]. All’analisi per sottogruppi relativa all’espressione del PDL1, i dati di attività mostravano un apparente maggior beneficio nei tumori con valore di TAP ≥5%, in particolare rispetto alle neoplasie PD-L1-negative (ORR 69% vs 46%; DCR 100% vs 82%, DOR 15.4 vs 4.4 mesi).
Lo studio ha mostrato dati incoraggianti anche in termini di sopravvivenza libera da progressione (PFS), con una mediana di 12.9 mesi [90% CI 9.8-14.6], e di sopravvivenza globale (OS), con una mediana di 26.7 mesi [90% 18.4 – non raggiunta]. Anche in questo caso l’analisi per sottogruppi sembrerebbe suggerire un maggior beneficio in termini di efficacia nelle neoplasie con espressione di PD-L1.
Un’interessante peculiarità del farmaco domvanalimab, un anticorpo anti-TIGIT “Fc-silent”, è la sua minore citotossicità anticorpo-dipendente (ADCC) e maggiore preservazione delle cellule T regolatorie periferiche. Questa caratteristica si traduce in un profilo di sicurezza favorevole, con una frequenza di eventi avversi immuno-correlati del 27%, in assenza di tossicità immuno-mediate di grado ≥3.
Lo studio di Janjigian et al. rappresenta un contributo significativo alla ricerca clinica sull’immunoterapia combinata nei tumori gastrici e gastroesofagei avanzati. Tuttavia i limiti di questo studio, che includono la ridotta numerosità campionaria e l’assenza di randomizzazione e di un braccio di controllo, rendono necessario attendere i risultati del trial di fase 3 STAR-221 per confermare l’efficacia della combinazione di domvanalimab e zimberelimab in associazione alla chemioterapia standard in questa patologia e, in particolare, per confrontare questa strategia con il trattamento chemio immunterapico che attualmente rappresenta lo standard di cura in questo setting di malattia.



Phase II study of retifanlimab in patients with recurrent locally advanced or metastatic Merkel cell carcinoma (POD1UM-201)

Background: POD1UM-201, an open-label, single-arm, phase II multiregional study, evaluated efficacy and tolerability of retifanlimab, a humanized monoclonal antibody targeting programmed cell death protein-1 (PD-1) in chemotherapy-naive patients with recurrent locally advanced or metastatic Merkel cell carcinoma (MCC) … (leggi tutto)

Il carcinoma di Merkel (MCC) presenta un comportamento aggressivo e prognosi sfavorevole nelle forme avanzate. La chemioterapia, storicamente trattamento di riferimento, garantisce risposte brevi e tossicità significative, mentre gli inibitori di PD-(L)1 hanno radicalmente migliorato gli outcomes clinici.
Lo studio POD1UM-201, di fase II, multicentrico, a braccio singolo, ha valutato retifanlimab, anticorpo monoclonale anti–PD-1, in 101 pazienti con MCC localmente avanzato o metastatico naïve a terapia sistemica, trattati con 500 mg EV ogni 4 settimane per un massimo di 2 anni. L’età mediana era 71 anni, il 67% dei pazienti era di sesso maschile, 72% MCPyV-positivo, 90.1% in stadio IV, 9.9% in stadio III non resecabile.
L’objective response rate (ORR) è stato del 54,5% (95% CI 44,2–64,4), con 18 risposte complete (17,8%) e 37 parziali (36,6%) e un disease control rate di 60,4%. La durata mediana della risposta non è stata raggiunta (≥12 mesi nel 69% dei responders). La PFS mediana è risultata 16,0 mesi, mentre la sopravvivenza globale non era ancora raggiunta al follow-up mediano di 35,7 mesi, con il 63% dei pazienti vivi a 3 anni.
Gli eventi avversi immuno-correlati hanno interessato il 34,7% dei pazienti (grado ≥3 10,9%), prevalentemente tossicità endocrine e cutanee, confermando un profilo di sicurezza coerente con la classe dei PD-(L)1 inhibitors.
L’efficacia di retifanlimab risulta sovrapponibile a quella di pembrolizumab e avelumab, ma con vantaggi gestionali: somministrazione ogni 4 settimane, assenza di premedicazione e minore rischio di reazioni infusionali. Il disegno non randomizzato, inevitabile per la rarità della patologia, rappresenta il principale limite dello studio.
Nel complesso, POD1UM-201 conferma retifanlimab come nuova opzione immunoterapica efficace e ben tollerata per il trattamento di prima linea del MCC avanzato, con risposte durature e potenziale beneficio in termini di qualità di vita e praticità di impiego. Ancora da valutare la cost effectiveness comparativa con altri immunoterapici.
Sulla base dei dati di questo trial, recentemente Retifanlimab è stato approvato e rimborsato in Italia in monoterapia per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con MCC recidivato localmente avanzato non resecabile né candidabile a radioterapia (Determina AIFA 1280-2025 del 30/09/2025).


 


Neoadjuvant treatment of IBI310 plus sintilimab in locally advanced MSI-H/dMMR colon cancer: A randomized phase 1b study

Although neoadjuvant immunotherapy showed promising efficacy in locally advanced microsatellite instability-high or mismatch repair-deficient (MSI-H/dMMR) colon cancer, whether dual immune checkpoint inhibition provides additional benefit over anti-PD-1 monotherapy remains unclear. This randomized phase 1b trial (NCT05890742) evaluated a neoadjuvant regimen of IBI310 (anti-cytotoxic T lymphocyte-associated antigen 4 [CTLA-4]) plus sintilimab … (leggi tutto)

La pubblicazione su Cancer Cell di Wang et al. rappresenta una tappa importante nel percorso di integrazione dell’immunoterapia nel trattamento dei tumori del colon localmente avanzati con deficit del mismatch repair (dMMR) o instabilità dei microsatelliti (MSI-H).
Si tratta di uno studio randomizzato di fase 1b che ha valutato attività e sicurezza di due strategie di immunoterapia neoadiuvante in pazienti con adenocarcinoma del colon localmente avanzato (stadio clinico T4 e/o con linfonodi positivi), ovvero una combinazione di anti-CTLA-4 (IBI-310) e anti-PD-1 (sintilimab) versus sintilimab in monoterapia per due cicli (6 settimane) seguiti da intervento chirurgico. Lo studio ha arruolato 101 pazienti in 27 centri in Cina.
La terapia con IBI-310 e sintilimab, rispetto alla terapia con solo sintilimab, ha portato ad un incremento statisticamente significativo del tasso di risposte patologiche complete (pCR di 78.4% versus 46.7%), endpoint primario dello studio. Inoltre, il 94.1% dei pazienti trattati con la combinazione ha ottenuto una risposta patologica maggiore (MPR) rispetto al 73.3% nel braccio di monoterapia. Tutti i pazienti operati hanno ottenuto una resezione R0. Una percentuale minore di pazienti pN+ è stata riscontrata nel braccio di combinazione (3,9%) rispetto al braccio di monoterapia (15,6%); infatti, una quota consistente di pazienti in entrambi i gruppi ma lievemente più alta nel gruppo di monoterapia (37.3% del braccio di combinazione e 44.4% nel braccio di monoterapia) ha ricevuto una terapia adiuvante con chemioterapia in associazione o meno a inibitori di PD-1.
I dati precoci di sopravvivenza (event-free survival e overall survival), per quanto ancora immaturi con un follow-up mediano di 21,4 mesi, sono risultati simili nei due bracci: non si sono osservate recidive ma si sono verificati 1 decesso nel braccio di combinazione (dovuto a disfunzione multiorgano dopo l’intervento chirurgico) e 1 decesso nel braccio di monoterapia (dovuto a miocardite immuno-mediata).
Dal punto di vista della sicurezza, il profilo di tollerabilità è apparso simile tra i due bracci, con un tasso di eventi avversi immuno-correlati (irAE) di 48.1% (di cui 3.8% di grado ≥3) nel braccio di combinazione e di 38.8% (di cui 8.2% di grado ≥3) nel braccio di monoterapia, senza nuovi segnali di tossicità.
Questo è il primo studio randomizzato che confronta un doppio blocco di checkpoint immunitari con la sola inibizione di PD-1 nel contesto del trattamento neoadiuvante del tumore del colon dMMR/MSI-H resecabile, offrendo interessanti spunti di riflessione.
In primo luogo, lo studio dimostra come una terapia di breve durata con anti-CTLA-4/PD-1 rappresenti una strategia di scelta per l’ottenimento di una risposta patologica completa o di una risposta patologica maggiore. Questi risultati si inseriscono nel filone di ricerche che stanno ridefinendo la gestione dei tumori dMMR/MSI-H. La maggiore attività della combinazione è in linea con i risultati dello studio NICHE-2 (Chalabi et al, NEJM 2024) e dello studio window-of-opportunity UNICORN (Ghelardi et al. JCO 2025), che hanno riportato un tasso di risposta patologica completa del 68% con ipilimumab (anti–CTLA-4) più nivolumab (anti–PD-1) e del 93% con la combinazione di botensilimab (anti–CTLA-4 di nuova generazione) più balstilimab (anti–PD-1), rispettivamente.
Il dato del trial cinese rafforza ulteriormente il razionale biologico della combinazione PD-1 + CTLA-4 in questa popolazione, suggerendo un effetto sinergico in grado di aumentare il tasso di risposta patologica completa.
In secondo luogo, i dati preliminari di efficacia sembrano mostrare un impatto favorevole sul rischio di recidiva. Tali dati peraltro sono in linea con quelli di follow-up dello studio NICHE-2 o dei tumori del retto trattati con dostarlimab (Cercek et al., NEJM 2025) e – con le dovute cautele per quanto riguarda confronti tra studi clinici differenti – potenzialmente migliori di quelli riportati nello studio ATOMIC (Sinicrope et a., JCO 2025) che ha a mostrato un miglioramento assoluto di circa il 10% nella sopravvivenza libera da malattia (DFS) a 3 anni (86,6% vs 77,1%) con l’aggiunta di atezolizumab per 1 anno alla chemioterapia adiuvante in pazienti con carcinoma del colon in stadio III, dMMR e sottoposti a resezione R0.
E’ noto come nello stadio II e nello stadio III a basso rischio, la presenza di dMMR/MSI-H si associ a buona prognosi con la chirurgia. Per questo, l’utilizzo dell’immunoterapia in questi pazienti potrebbe risultare potenzialmente non necessaria ed esporre i pazienti ad eventi avversi non giustificati. Tuttavia, il ruolo della stadiazione radiologica con TC nei tumori del colon rimane incerta; in particolar modo nei tumori dMMR esiste un rischio sostanziale di sovrastadiazione in particolar modo dei linfonodi, spesso interessati da iperplasia reattiva vista la natura immunogenica di questi tumori. Una implementazione della stadiazione potrà portare ad identificare con certezza caratteristiche di alto rischio.
Resta poi da chiarire il ruolo della pCR come endpoint surrogato di sopravvivenza che potrà essere confermato solo da studi randomizzati con un braccio chirurgico di controllo come i trial di fase 3 in corso Neoshot e AZUR-2.
L’utilizzo dell’immunoterapia nel contesto neoadiuvante andrà inquadrato nell’ottica della personalizzazione dei trattamenti. Questo studio ha mostrato che, qualora sia necessario massimizzare il tasso pCR, un breve trattamento combinato anti–PD-1/anti–CTLA-4 sembra la strategia di scelta ed equivalente ad anti-PD-1 somministrati per 6 mesi. Questo approccio è particolarmente rilevante se la preservazione d’organo è l’obiettivo primario della cura, in particolar modo per pazienti anziani, unfit per la chirurgia o portatori di sindrome di Lynch e quindi a rischio di chirurgie ripetute per tumori metacroni.
Per quanto riguarda i pazienti con caratteristiche cliniche di alto rischio (tumori bulky o con linfonodi clinicamente positivi) candidabili a chirurgia, l’utilizzo di una terapia breve di anti-PD-1 associata o meno ad anti-CTLA-4 sembra una strategia di scelta che minimizza l’esposizione all’immunoterapia e il rischio di eventi avversi che possano ridurre la compliance alla chirurgia e che potrà in un futuro permettere di de-escalare i trattamenti adiuvanti come chemioterapia con oxaliplatino e fluoropirimidine associate o meno ad anti-PD-1.
In conclusione, questo trial consolida l’efficacia e la sicurezza della duplice immunoterapia neoadiuvante nei tumori dMMR/MSI-H del colon localmente avanzati, ponendo le basi per sviluppi clinici volti a personalizzare il trattamento e ridurre la necessità di chirurgia invasiva. Tuttavia, la strada verso l’implementazione clinica diffusa richiederà un’attenta validazione dei criteri di selezione, una migliore armonizzazione della stadiazione radiologica e, soprattutto, la definizione di endpoint surrogati affidabili per la sopravvivenza a lungo termine.


 


In Europe

Presence of Tumour and Higher Levels of LAG3-positive T-cells in the Blood May Be Necessary to Derive Clinical Benefit with Nivolumab Plus Relatlimab Over Nivolumab in Melanoma

Nov 11, 2025 – In a double-blind, phase III RELATIVITY-098 study, nivolumab plus relatlimab did not significantly improve recurrence-free survival (RFS) over nivolumab, as adjuvant treatment for patients after complete resection of stage III/IV melanoma. However, in RELATIVITY-047, nivolumab plus relatlimab was shown to be superior to nivolumab in terms of progression-free survival (PFS) in patients with advanced melanoma… (leggi tutto)



 

PROs Support Switching to Camizestrant Plus CDK4/6 Inhibitor for HR-positive, HER2-negative ABC and Emergent ESR1 Mutations During First-Line Endocrine-Based Therapy

Nov 10, 2025 – An analysis of a randomised phase III SERENA-6 study, conducted in patients with hormone receptor (HR)-positive/human epidermal growth factor receptor (HER2)-negative advanced breast cancer (ABC), who switched to camizestrant while continuing CDK4/6 inhibitor at emergence of ESR1 mutation during first-line treatment with aromatase inhibitor (AI) plus CDK4/6 inhibitor ahead … (leggi tutto)



 

Rucaparib Monotherapy Provides Significant and Durable Long-Term Benefit as First-Line Maintenance for Patients with Advanced Ovarian Cancer with and without HRD

Nov 07, 2025 – In a multicentre, randomised, double-blind, placebo-controlled, phase III ATHENA-MONO/GOG-3020/ENGOT-ov45study, rucaparib as a monotherapy in first-line maintenance treatment provided a clinically significant and durable improvement in investigator-assessed progression-free survival (PFS) versus placebo at the primary analysis, which was sustained after 5 years of follow-up in patients with newly diagnosed … (leggi tutto)



 

FDA Approves Belantamab Mafodotin-blmf for Relapsed or Refractory Multiple Myeloma

Nov 06, 2025 – On 23 October 2025, the US Food and Drug Administration (FDA) approved belantamab mafodotin-blmf (Blenrep, GlaxoSmithKline), a B-cell maturation antigen (BCMA)-directed antibody and microtubule inhibitor conjugate, with bortezomib and dexamethasone for adults with relapsed or refractory multiple myeloma who have received at least two prior lines of therapy, including a proteasome inhibitor and an immunomodulatory agent. … (leggi tutto)



 

Long-Term Follow-Up Data Support Longer RFS with Adjuvant Nivolumab Than with Ipilimumab in Patients with Melanoma at High Risk for Recurrence

Nov 05, 2025 – After a minimum of 9 years of follow-up among patients with resected stage IIIB-C or stage IV melanoma, final data from the multicentre, double-blind, randomised phase III CheckMate 238 study reinforce the benefit of adjuvant nivolumab as compared with ipilimumab with respect to recurrence-free survival (RFS) and distant metastasis-free survival (DMFS)  … (leggi tutto)



Dall’FDA

The OncFive: Top Oncology Articles for the Week of 11/2

Nov 08, 2025 – Subcutaneous daratumumab approval for high-risk smoldering multiple myeloma is based on AQUILA trial results, showing significant PFS and OS improvements.
Pexidartinib’s new REMS guidelines address liver injury risks in TGCT, requiring certified prescribers and close liver function monitoring.
UGN-103 achieves a 77.8% 3-month CR rate in low-grade, intermediate-risk NMIBC, with FDA support for a new drug application. .
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FDA Adds REMS Guidelines for Pexidartinib in Tenosynovial Giant Cell Tumor

Nov 05, 2025 – Pexidartinib is under REMS guidelines due to risks of severe liver injury, including vanishing bile duct syndrome, necessitating restricted distribution through the TURALIO REMS program.
The ENLIVEN trial showed a 38% overall response rate for pexidartinib in TGCT, with significant improvements in joint motion and sustained responses in most patients…..
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Dall’ASCO

Planning Your GI26 Symposium Experience

Nov 06, 2025 – Join us January 8-10 at the 2026 ASCO Gastrointestinal (GI) Cancers Symposium, where you can expect interactive sessions covering new, cutting-edge research spanning all GI disease sites. The ASCO GI Cancers Symposium is cosponsored by ASCO, the American Gastroenterological Association, the American Society for Radiation Oncology, and the Society of Surgical Oncology … (leggi tutto)



 

Navigating Local Therapy Treatment Options for Hepatocellular Carcinoma

Nov 05, 2025 – Local therapy options for patients with hepatocellular carcinoma (HCC) are abundant yet challenging to prescribe because of their inconsistent availability, variable real-world outcomes, conflicting recommendations in guidelines, and scarce head-to-head comparison data.
At present, available local therapies include surgery, ablation, transarterial radioembolization (TARE), transarterial … (leggi tutto)



 

2026 GI Symposium Preview: Tackling Today’s Challenges While Looking to the Future

Nov 05, 2025 – In the theme of “Meeting the Moment: Cancer Research Shaping the Future of Patient Care,” the 2026 ASCO Gastrointestinal (GI) Cancers Symposium will showcase the latest, most innovative and impactful scientific and clinical advances across all disease sites and areas of GI cancers.
“This is truly the premier multidisciplinary meeting for GI oncology providers,” said Symposium Chair-Elect David Shibata, MD, of the University of Tennessee Health Science Center …. (leggi tutto)




Novità da AIFA – Farmaci a uso compassionevole

In questa sezione puoi trovare la lista dei farmaci a uso compassionevole

Elenco dei programmi attivati l’11 settembre 2025:


Durvalumab (Imfinzi) – Astra Zeneca
Trattamento neoadiuvante con durvalumab in associazione a gemcitabina e cisplatino, seguito da trattamento adiuvante con durvalumab in monoterapia, in pazienti con cancro della vescica muscolo infiltrante resecabile, per i quali non siano disponibili alternative terapeutiche autorizzate
Anno 2025 Programma in corso

Clicca qui per la lista programmi per uso compassionevole aggiornata al 6 novembre 2025
Clicca qui per maggiori informazioni


Pillole dall’AIFA

10 novembre 2025 – Rapporto OsMed 2024 sull’uso dei farmaci in Italia
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10 novembre 2025 – Nota Informativa Importante su Libtayo (cemiplimab)
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7 novembre 2025 – Attivazione web ed aggiornamento Registri di monitoraggio SARCLISA MM1L
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7 novembre 2025 – Aggiornamento “Diario di bordo sulla Trasparenza”
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7 novembre 2025 – Ordine del giorno riunione Commissione Scientifica e Economica del Farmaco (CSE)
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6 novembre 2025 – Comunicazione AIFA su Barbesaclone 25 mg
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5 novembre 2025 – Istruzioni sulla gestione telematica degli atti e dei documenti dell’ufficio ispezioni GCP
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5 novembre 2025 – Esiti riunione straordinaria Commissione Scientifica e Economica del Farmaco (CSE)
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5 novembre 2025 – Notifica dei provvedimenti – Ufficio Ispezioni e Autorizzazioni GMP Medicinali
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5 novembre 2025 – Nuovo servizio online GMPMED per il riconoscimento dell’idoneità ad esercitare la funzione di Persona qualificata
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Dedicato ai Soci 

Opportunità di lavoro in Oncologia

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Appuntamenti 

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