Oggi in Oncologia
Identifying Patients With Low Relapse Rate Despite High-Risk Estrogen Receptor-Positive/Human Epidermal Growth Factor Receptor 2-Negative Early Breast Cancer: Development and Validation of a Clinicopathologic Assay Escalation of adjuvant systemic therapies (eg, with cyclin-dependent kinase 4 and 6 inhibitors) is now indicated for patients with clinically defined high-risk estrogen receptor–positive (ER+)/human epidermal growth factor receptor 2–negative (HER2–) early breast cancer, although it is unclear which will benefit from additional therapies. We developed and validated a prognostic clinicopathologic … (leggi tutto) Il carcinoma mammario positivo per i recettori per gli estrogeni e HER2-negativo (ER+/HER2–) rappresenta la forma più comune di tumore della mammella in fase precoce. Una parte rilevante di questi casi viene classificata come “clinicamente ad alto rischio”, categoria che include tumori con coinvolgimento linfonodale, dimensione ≥5 cm, grado istologico 3, elevato indice proliferativo (Ki-67 ≥20%). Questi criteri riflettono un’aumentata probabilità di recidiva a distanza e guidano le attuali raccomandazioni cliniche. In tale scenario, le pazienti vengono generalmente trattate con chemio- e ormonoterapia adiuvante, alle quali si è recentemente aggiunta, in base ai risultati degli studi monarchE e NATALEE, l’indicazione agli inibitori CDK4/6 come ulteriore intensificazione terapeutica. Tuttavia, numerose osservazioni di lungo periodo hanno mostrato che non tutte le pazienti classificate come ad alto rischio vadano incontro a recidiva: ad esempio, con la chemioterapia associata all’endocrinoterapia, circa il 60% delle pazienti rimane libera da metastasi a distanza a 20 anni. Ciò suggerisce che una quota non trascurabile di pazienti sia esposta a trattamenti aggiuntivi non necessari, con aumento di tossicità e impatto negativo sulla qualità di vita. Il presente studio nasce per colmare questa lacuna, sviluppando un nuovo strumento prognostico in grado di distinguere, all’interno della popolazione clinicamente ad alto rischio, le pazienti che presentano in realtà un basso rischio residuo di recidiva dopo la sola terapia standard. L’assay integra variabili cliniche con caratteristiche morfologiche digitali derivate dai vetrini istologici in ematossilina ed eosina del tumore primitivo, sfruttando informazioni sull’architettura, il microambiente e la proliferazione cellulare. Per sviluppare il nuovo strumento prognostico è stato analizzato un ampio campione di oltre seimila pazienti con carcinoma mammario precoce ER+/HER2–, provenienti da diversi database internazionali. Il modello ha combinato da un lato quattro variabili cliniche ben note (numero di linfonodi positivi, dimensione del tumore, grado istologico e percentuale di cellule con recettori per il progesterone espressi) e dall’altro dieci caratteristiche morfologiche estratte dai vetrini digitalizzati. Queste descrivevano aspetti come l’architettura del tumore, la densità delle cellule in proliferazione, l’interazione con lo stroma infiammatorio e la distribuzione dei nidi tumorali. Grazie a questa combinazione, ogni paziente veniva classificata come “a basso rischio” o “non a basso rischio” di sviluppare una recidiva a distanza dopo le terapie standard. Successivamente, per validare il modello sono stati utilizzati due grandi studi prospettici: lo studio CANTO, condotto in diversi centri francesi, e il trial UNIRAD, realizzato in Francia, Belgio e Regno Unito. In totale, sono state analizzate oltre seicento pazienti, tutte considerate clinicamente ad alto rischio secondo i criteri dello studio monarchE e tutte trattate con chemio- e ormonoterapia adiuvante, ma senza inibitori CDK4/6. Gli endpoint principali dello studio erano la sopravvivenza libera da recidiva a distanza (DRFI) e, come obiettivi secondari, la sopravvivenza libera da malattia invasiva (IDFS) e la sopravvivenza globale (OS). Infine, per verificarne l’affidabilità in condizioni reali, l’assay è stato testato su campioni preparati in laboratori diversi, su sezioni tumorali eterogenee e con differenti sistemi di scansione digitale. Il modello è stato sviluppato partendo da un ampio campione retrospettivo di oltre seimila pazienti con carcinoma mammario precoce ER+/HER2–. Una volta definito, è stato applicato a due coorti indipendenti di pazienti clinicamente ad alto rischio e trattate con la sola terapia adiuvante standard. In queste popolazioni, circa una paziente su cinque è stata riclassificata come “a basso rischio”. A un follow-up mediano di circa nove anni, le pazienti a basso rischio avevano oltre il 95% di probabilità di rimanere libere da recidiva a distanza, contro circa il 77% delle pazienti non a basso rischio. Anche la sopravvivenza libera da malattia invasiva mostrava differenze significative, con il 90% di eventi evitati nel gruppo a basso rischio rispetto al 70% nel gruppo non a basso rischio. Per la sopravvivenza globale si osservava un vantaggio simile (95% vs 88% a nove anni). Questi risultati sono stati confermati sia nello studio CANTO che nello studio UNIRAD. L’analisi dei sottogruppi ha inoltre mostrato coerenza tra pazienti in pre- e post-menopausa. Nessuna paziente con più di dieci linfonodi positivi è stata riclassificata come a basso rischio, mentre in altre categorie cliniche il modello ha individuato sottogruppi con prognosi sorprendentemente favorevole. Infine, la riclassificazione è rimasta stabile anche quando i campioni sono stati analizzati con diversi blocchi tumorali o scanner digitali, a conferma dell’affidabilità e della riproducibilità del metodo. In conclusione, questo modello che combina variabili cliniche e caratteristiche patologiche digitali permette di identificare all’interno delle pazienti considerate clinicamente ad alto rischio un sottogruppo con un rischio reale di recidiva molto basso dopo la sola terapia standard. Per queste donne, l’aggiunta di trattamenti più intensivi come gli inibitori CDK4/6 potrebbe non essere necessaria. L’assay si configura quindi come uno strumento utile per orientare strategie di “de-escalation” terapeutica, riducendo tossicità e costi senza compromettere gli ottimi risultati a lungo termine.
Efficacy and Safety of Avutometinib ± Defactinib in Recurrent Low-Grade Serous Ovarian Cancer: Primary Analysis of ENGOT-OV60/GOG-3052/RAMP 201 This study evaluated the efficacy and safety of avutometinib (rapidly accelerated fibrosarcoma/mitogen-activated extracellular signal-regulated kinase [MEK] clamp) alone or in combination with defactinib (focal adhesion kinase inhibitor) in patients with recurrent low-grade serous ovarian cancer (LGSOC) … (leggi tutto) Il carcinoma sieroso ovarico di basso grado (LGSOC) è una neoplasia rara e rappresenta meno del 10% dei tumori epiteliali ovarici. Risulta caratterizzato frequentemente da mutazioni della via MAPK, presentando mutazioni di KRAS nel ~30% dei casi. Le pazienti con mutazioni di KRAS presentano prognosi migliore rispetto a quelle KRAS wild-type. Il trattamento di prima scelta è la chirurgia seguita da chemioterapia e/o terapia anti-ormonale; tuttavia, la recidiva è frequente e i tassi di risposta alla chemioterapia alla ricaduta variano dallo 0% al 13%. Gli inibitori di MEK (Trametinib, Binimetinib) hanno dimostrato efficacia superiore, ma la tossicità limita la continuità terapeutica. Avutometinib è un inibitore orale di RAF/MEK che blocca MEK e previene la riattivazione compensatoria da parte di RAF. Tuttavia, induce un’attivazione adattativa di FAK, che può essere superata combinando Avutometinib con un inibitore selettivo di FAK (Defactinib). Studi preclinici e lo studio di fase I FRAME hanno mostrato dati promettenti di questa combinazione in termini di sicurezza ed efficacia. Lo studio ENGOT-OV60/GOG-3052/RAMP 201 è uno studio di fase 2, adattativo, randomizzato, multicentrico, open label che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di Avutometinib +/- Defactinib in pazienti affette da LGSOC con progressione o recidiva di malattia dopo aver ricevuto almeno una linea di trattamento basata sul platino. Nella parte A dello studio le pazienti venivano randomizzate 1:1 al braccio di trattamento di monoterapia (Avutometinib 4,0 mg 2x/settimana) o al braccio di combinazione (Avutometinib 3,2 mg 2x/settimana + Defactinib 200 mg 2x/giorno). Il braccio di combinazione è stato riconosciuto come braccio “go forward” ed espanso nelle parti successive dello studio. L’endpoint primario era il tasso di risposta obiettiva (ORR) valutato da revisione centrale indipendente (BICR). Endpoint secondari erano la durata della risposta (DoR), “progression free survival” (PFS) e tollerabilità. Al momento del data cutoff (30 giugno 2024), 115 pazienti avevano ricevuto il trattamento di combinazione e 70 il trattamento di monoterapia. Le caratteristiche delle pazienti erano equilibrate in entrambi i bracci, la mediana di linee precedenti ricevute era di 3 (range 1-9 nel braccio di combinazione e range 1-10 nel braccio di monoterapia); l’86% e l’83% avevano ricevuto terapia ormonale nel braccio di combinazione e di monoterapia rispettivamente, il 51% e il 49% avevano ricevuto bevacizumab e un 22% e 26% rispettivamente un inibitore di MEK. L’ORR valutato dal BICR è stato del 31% nel gruppo trattato con la combinazione (44% nei pazienti con mutazione KRAS, 17% nei pazienti KRAS wild-type) e del 17% nel gruppo trattato con Avutometinib in monoterapia (23% nei KRAS mutati, 13% nei KRAS wild-type). Nel gruppo trattato con la combinazione, la DoR è stata di 3,7 mesi (intervallo 1,7-19,2), mentre la durata mediana della risposta (stima di Kaplan-Meier) è stata di 31,1 mesi (IC 95%, 14,8-31,1). Tra i pazienti con risposta obiettiva confermata, l’81% (IC 95%, 62%-91%) e il 72% (IC 95%, 54%-89%) delle risposte sono state mantenute rispettivamente a 6 e 12 mesi. La PFS mediana nel braccio di combinazione è stata di 12,9 mesi (IC 95%, 10,9-20,2). Nei gruppi KRAS mutato e KRAS wild-type, la PFS mediana è risultata rispettivamente di 22,0 mesi (IC 95%, 11,1-36,6) e 12,8 mesi (IC 95%, 7,4-18,4; Fig. 3B). Per tutti i pazienti, il tasso di PFS a 6 mesi è stato del 79% (IC 95%, 70%-86%) e a 12 mesi del 58% (IC 95%, 47%-68%). Per quanto riguarda la sicurezza del trattamento, gli eventi avversi (AEs) più frequenti nel gruppo trattato con monoterapia sono stati la diarrea (66%), rash cutanei (59%) e incremento delle creatinfosfochinasi (CPK) (57%). L’interruzione del trattamento per tossicità è stata necessaria nel 16% delle pazienti. Eventi avversi gravi correlati al trattamento (SAEs) si sono verificati nel 7% delle pazienti. Nel gruppo trattato con la combinazione gli AEs più frequenti sono stati nausea (67%), diarrea (58%), edema periferico (53%) e rash cutaneo (50%). Gli AEs di grado 3 o 4 più comuni sono stati diarrea (8%), anemia (5%) e dermatite acneiforme (4%). Un aumento della CPK correlato al trattamento si è verificato nel 60% dei pazienti, con il 19% di grado 3 e il 5% di grado 4. Gli AEs hanno portato all’interruzione del trattamento nel 10% dei pazienti. Le sospensioni temporanee della dose sono state l’intervento più comune per gestire gli AEs e sono state necessarie nel 56% delle pazienti. Il 10% ha necessitato di una riduzione di dose. In conclusione, la combinazione Avutometinib + Defactinib ha mostrato attività clinicamente significativa in pazienti con LGSOC recidivante, con ORR del 31%, risposte durature e PFS mediana di 12,9 mesi. Il profilo di sicurezza è risultato gestibile e favorevole rispetto agli inibitori di MEK disponibili. Il principale limite dello studio è l’assenza di un braccio di confronto con lo standard attuale. Tale confronto sarà oggetto dello studio di fase III GOG-3097/ENGOT-ov81/GTG-UK/RAMP 301, attualmente in corso, con PFS come endpoint primario.
A dynamic recurrence risk prediction tool for adjuvant therapy in stage III melanoma Background: Prognosis for AJCC stage III melanoma varies significantly. Adjuvant therapies, including pembrolizumab, nivolumab, and dabrafenib/trametinib, have markedly reduced recurrence risk, as shown in pivotal trials (Keynote-054, CheckMate-238, and Combi-AD). Despite these advancements, clinicians lack tools to dynamically assess recurrence risk across the patient journey … (leggi tutto) Negli ultimi anni, la terapia adiuvante ha cambiato radicalmente la prognosi dei pazienti con melanoma in stadio III resecato. Tuttavia, rimane difficile comunicare ai pazienti il rischio reale e aggiornato di recidiva nel tempo, soprattutto considerando che i trial clinici forniscono dati “statici”, validi per l’intera popolazione, ma non adattati al singolo percorso clinico. Per rispondere a questa esigenza, Boutros e collaboratori hanno sviluppato un nuovo strumento online, frutto di un’analisi condotta su oltre 2200 pazienti arruolati nei principali studi adiuvanti (KEYNOTE-054, CheckMate-238, COMBI-AD)[1–3]. Il tool è disponibile gratuitamente sul sito: www.melanomarisk.org.au L’oncologo inserisce tre semplici dati: sottostadio AJCC-8 (IIIA, IIIB, IIIC, IIID), tipo di trattamento (osservazione, anti-PD-1, dabrafenib/trametinib), tempo trascorso dall’inizio della terapia. Il sistema fornisce stime aggiornate di sopravvivenza libera da recidiva (RFS) e metastasi a distanza (DMFS), dinamiche e “condizionali”: cioè calcolate in base al tempo già trascorso senza recidiva. Lo strumento è utile nella pratica clinica perché: Aiuta a personalizzare il follow-up, adattando la frequenza dei controlli al rischio residuo. Supporta la comunicazione con il paziente, rendendo più chiaro come il rischio di recidiva cambi nel tempo. Consente di contestualizzare le scelte terapeutiche e organizzative, evitando un approccio “uguale per tutti”. Ad esempio, un paziente con melanoma IIIB trattato con anti-PD-1 che rimane libero da recidiva per il primo anno vede ridursi progressivamente il proprio rischio residuo, e questo dato può essere utile per decidere se passare da una TC ogni 3 mesi a una ogni 6. Questo strumento non sostituisce il giudizio clinico, ma rappresenta un aiuto pratico, basato sui dati reali dei trial, per ottimizzare la gestione dei pazienti in adiuvante.
In Europe
Meeting highlights from the Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) 13-16 October 2025
Oct 17, 2025 – EMA’s human medicines committee (CHMP) recommended two medicines for approval at its October 2025 meeting. The committee recommended granting a marketing authorisation for Brinsupri (brensocatib), the first treatment for non-cystic fibrosis bronchiectasis, a serious, chronic, progressive lung disease resulting in damaged airways and severe pulmonary dysfunction, often leading to chronic cough and … (leggi tutto)
FDA Approves Lurbinectedin in Combination with Atezolizumab or Atezolizumab and Hyaluronidase-tqjs for Extensive Stage SCLC
Oct 16, 2025 – On 2 October 2025, the US Food and Drug Administration (FDA) approved lurbinectedin (Zepzelca, Jazz Pharmaceuticals, Inc.) in combination with atezolizumab (Tecentriq, Genentech Inc.) or atezolizumab and hyaluronidase-tqjs (Tecentriq Hybreza, Genentech Inc.) for the maintenance treatment of adult patients with extensive stage small cell lung cancer (SCLC) whose disease has not progressed after first-line induction therapy with atezolizumab or atezolizumab and hyaluronidase-tqjs, carboplatin, and etoposide … (leggi tutto)
Outcome of EMA Assessment on Use of Lutetium (177Lu) in Treatment of GEP-NETs in Adolescents
Oct 15, 2025 – The European Medicines Agency (EMA) announced on 19 September 2025 that it has finalised its assessment of an application to extend the use of lutetium (177Lu, Lutathera) to adolescents aged 12 years and older with unresectable or metastatic, somatostatin receptor-positive gastro-entero-pancreatic neuroendocrine tumours (GEP-NETs) … (leggi tutto)
Dall’FDA
FDA Awards Breakthrough Therapy Designation to Bezuclastinib for Non-Advanced Systemic Mastocytosis Oct 20, 2025 – Bezuclastinib received FDA breakthrough therapy designation for non-advanced and smoldering systemic mastocytosis, addressing unmet therapeutic needs. The phase 2 SUMMIT trial showed significant efficacy of bezuclastinib over placebo in symptom and biomarker improvements. Bezuclastinib’s safety profile included mostly low-grade adverse effects, with some discontinuations due to elevated liver enzymes. ... (leggi tutto)
FDA Accepts BLA Resubmission for RP1 Plus Nivolumab in Advanced Melanoma Oct 20, 2025 – The FDA accepted the resubmission of a BLA for RP1 plus nivolumab in advanced melanoma after addressing a previous complete response letter. The IGNYTE trial demonstrated a 32.9% overall response rate and a 15.0% complete response rate in patients with advanced melanoma. ... (leggi tutto)
FDA Grants Fast Track Status to NG-350A for pMMR Locally Advanced Rectal Cancer Oct 15, 2025 – NG-350A, a T-SIGn® therapy, activates antigen-presenting cells to stimulate an antitumor immune response in rectal cancer. The FORTRESS trial investigates NG-350A with chemoradiotherapy in patients with locally advanced rectal cancer and risk factors for recurrence. Initial studies show NG-350A is well tolerated, with no transgene-related toxicity and sustained inflammatory cytokine boosts ... (leggi tutto)
EU Approval Sought for Relacorilant in Platinum-Resistant Ovarian Cancer
Oct 14, 2025 – Relacorilant combined with nab-paclitaxel improved PFS and OS in platinum-resistant ovarian cancer compared to nab-paclitaxel alone, with a 30% reduction in disease progression risk. The ROSELLA study’s dual primary endpoints were PFS and OS, with secondary endpoints including ORR, CBR, and safety, showing significant efficacy and tolerability. Relacorilant offers a convenient oral administration without requiring biomarker selection, potentially establishing a new standard of care for ... (leggi tutto)
Dall’ASCO mRNA-Based COVID Vaccines May Generate Improved Responses to Immunotherapy Oct 20, 2025 – Patients with cancer who received mRNA-based COVID vaccines within 100 days of starting immune checkpoint therapy were twice as likely to be alive 3 years after beginning treatment, according to a recent study. These findings, which include more than 1,000 patients treated between August 2019 and August 2023, were presented at the European Society for Medical Oncology (ESMO) Congress 2025 (Abstract LBA54). The study was led by two researchers from … (leggi tutto)
Navigating the Toxicity Landscape of Antibody-Drug Conjugates in Urothelial Cancers Oct 16, 2025 -Enfortumab vedotin (EV) plus pembrolizumab (EVP) and trastuzumab deruxtecan (T-DXd) are the only U.S. Food and Drug Administration (FDA)–approved antibody-drug conjugate (ADC)-containing regimens for urothelial carcinoma. Each regimen offers significant clinical benefit but with distinct and sometimes overlapping toxicity profiles that require tailored management strategies … (leggi tutto)
Harnessing the Power and Potential of ctDNA in Neoadjuvant/Adjuvant Treatment for Pancreatic Cancer Oct 15, 2025 -Patients with pancreatic cancer have critical unmet needs in the areas of disease biology; more effective treatment options; and biomarkers to improve staging, treatment selection, and monitoring. ctDNA has the potential to serve as a powerful prognostic marker in both the preoperative and postoperative settings … (leggi tutto)
‘Sharper Tools and Lighter Workloads’: How Artificial Intelligence Helps Patient Navigators Provide Better Guidance Oct 15, 2025 – Patient navigators guide patients through the entire continuum of care, improving the timeliness of care and screening completion and building strong emotional connections as patients face fear, uncertainty, and life-altering decisions. Artificial intelligence (AI) is increasingly being used to help patient navigators guide care by identifying patients who are most at risk, lightening the communication load, matching patients with resources faster, and highlighting inequities … (leggi tutto)
Novità da AIFA – Farmaci a uso compassionevole
In questa sezione puoi trovare la lista dei farmaci a uso compassionevole
Elenco dei programmi attivati l’11 settembre 2025:
Durvalumab (Imfinzi) – Astra Zeneca Trattamento neoadiuvante con durvalumab in associazione a gemcitabina e cisplatino, seguito da trattamento adiuvante con durvalumab in monoterapia, in pazienti con cancro della vescica muscolo infiltrante resecabile, per i quali non siano disponibili alternative terapeutiche autorizzate Anno 2025 Programma in corso
Clicca qui per la lista programmi per uso compassionevole aggiornata al 20 ottobre 2025. Clicca qui per maggiori informazioni.
Pillole dall’AIFA
17 ottobre 2025 – Secondo Bando AIFA di Ricerca Indipendente 2025: scadenza il 18 novembre per la presentazione dei progetti Leggi tutto
17 ottobre 2025 – Ordine del giorno riunione Commissione Scientifica e Economica del Farmaco (CSE) Leggi tutto
17 ottobre 2025 – Aggiornamento “Diario di bordo sulla Trasparenza” Leggi tutto
15 ottobre 2025 – Online il Rapporto sulle Attività dell’AIFA Leggi tutto
15 ottobre 2025 – Nota Informativa Importante di Sicurezza (NIIS) su Nifedicor Leggi tutto
15 ottobre 2025 – AIFA aggiorna le Liste di Trasparenza Leggi tutto
Dedicato ai Soci
Opportunità di lavoro in Oncologia
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Appuntamenti
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