Anno XXIII - Numero 1013 - 29 Luglio 2025

Hanno curato la selezione degli articoli scientifici e i commenti di questo numero: Rossana Berardi, Mariapaola Masiello, Francesco Bozzi, Ettore Rossi, Alessandro Parisi (Clinica Oncologica, Università Politecnica delle Marche-AOU delle Marche)




Coordinatori: Silvia Novello, Marcello Tiseo
Editore: Intermedia - Direttore Responsabile: Mauro Boldrini

Oggi in Oncologia

Nivolumab plus ipilimumab versus lenvatinib or sorafenib as first-line treatment for unresectable hepatocellular carcinoma (CheckMate 9DW): an open-label, randomised, phase 3 trial

Background: Patients with unresectable hepatocellular carcinoma have a poor prognosis, and treatments with long-term benefits are needed. We report results from the preplanned interim analysis of the CheckMate 9DW trial assessing nivolumab plus ipilimumab versus lenvatinib or sorafenib for unresectable hepatocellular carcinoma in the first-line setting. Methods: This open-label, randomised, phase 3 trial enrolled patients aged 18 years or older with unresectable … (leggi tutto)

L’epatocarcinoma (HCC) rappresenta il 75-85% dei casi di tumore al fegato con il 5% di tasso di sopravvivenza a 5 anni per la malattia avanzata. Opzioni di trattamento in prima linea per i pazienti con HCC non resecabile sono gli inibitori tirosinchinasici, tra cui sorafenib e lenvatinib, che, tuttavia, forniscono modesti miglioramenti nella sopravvivenza globale mediana (che va da 12 a 14 mesi), insieme a risultati di sicurezza insoddisfacenti, a differenza dei più recenti regimi terapeutici basati sugli inibitori di PD-L1 (atezolizumab + bevacizumab e tremelimumab + durvalumab) che hanno mostrato risultati migliori rispetto al sorafenib.
Nonostante questi progressi negli ultimi 5 anni, la prognosi a lungo termine per i pazienti con HCC non resecabile rimane scarsa.
In questo contesto è stato condotto lo studio randomizzato in aperto di fase 3, CheckMate 9DW, che ha arruolato oltre 660 pazienti a ricevere nivolumab (1 mg/kg) + ipilimumab (3 mg/Kg) per un massimo di 4 dosi trisettimanali seguite da mantenimento con solo nivolumab (flat dose 480 mg ogni 4 settimane) vs lenvatinib (8 o 12 mg in base al peso corporeo) o sorafenib a dosi standard. I fattori di stratificazione dello studio includevano l’eziologia della patologia epatica (HBV-relata,HCV-relata, non infettiva), la presenza di invasione vascolare macroscopica o lo spread di malattia extraepatico (presente, assente o anche combinato) ed il valore basale di AFP plasmatica (minore o maggiore a 400 ng/mL).
L’endpoint primario dello studio è rappresentato dall’OS nella popolazione ITT: ad un follow up di 35.2 mesi, la sopravvivenza mediana è stata di 23.7 mesi nel braccio sperimentale vs 20.6 mesi in quello con TKI (HR 0.79, 95%CI 0.65-0.96, p=0.018).
Le curve di sopravvivenza, tuttavia, hanno mostrato un crossing precoce nei primi mesi di osservazione (HR 1.65, 95%CI 1.12-2.43), a testimonianza del maggiore rischio di morte per tossicità nel braccio sperimentale, seguito poi da una ampia separazione che si è ossevata dal dodicesimo mese in poi (HR 0.61, 95%CI 0.48-0.77).
La probabilità di sopravvivenza a 24 e 36 mesi è stata del 49% vs 39% e del 38% vs 24%, rispettivamente nel braccio sperimentale vs braccio standard, sempre a favore del trattamento con doppia immunoterapia.
Tra gli endpoint secondari, il tasso di risposta obiettiva è stato significativamente più alto nel gruppo nivolumab + ipilimumab rispetto al gruppo lenvatinib o sorafenib (121 [36%; 95% CI 31–42] di 335 vs 44 [13%; 10–17] di 333; p<0.0001); risposte complete sono state osservate in 23 (7%) vs 6 (2%) pazienti rispettivamente nel braccio sperimentale vs il braccio TKI. La durata mediana della risposta è stata di 30.4 mesi (95% CI 21.2–non stimabile) con nivolumab + ipilimumab contro 12.9 mesi (10.2–31.2) con lenvatinib o sorafenib; Il 55% (95% CI 44–64) contro il 35% (17–53) dei pazienti ha avuto una risposta ongoing a 24 mesi, rispettivamente, e solo i pazienti nel gruppo nivolumab + ipilimumab hanno avuto una risposta in corso a 36 mesi (47% [34–59]).
Eventi avversi di grado 3 e 4 si sono verificati con incidenza simile nei due bracci di trattamento (41% nel braccio sperimentale vs 42% nel braccio con TKI), ma con un più elevato numero di morti tossiche tra i pazienti assegnati al braccio sperimentale (12 vs 3 rispettivamente).
Lo studio CheckMate 9DW, nonostante i limiti rappresentati dall’esclusione di pazienti con trombosi della vena porta Vp4 e dal disegno dello studio in aperto, ha dimostrato un significativo beneficio in termini di sopravvivenza della doppietta nivolumab + ipilimumab rispetto a lenvatinib o sorafenib come trattamento di prima linea nei pazienti con carcinoma epatocellulare non resecabile con un profilo di sicurezza che è risultato coerente con i dati precedentemente riportati e gestibile con i protocolli consolidati.



Sacituzumab tirumotecan versus docetaxel for previously treated EGFR-mutated advanced non-small cell lung cancer: multicentre, open label, randomised controlled trial

Objective: To compare the efficacy and safety of sacituzumab tirumotecan (sac-TMT) with docetaxel in patients with locally advanced or metastatic epidermal growth factor receptor (EGFR)-mutated non-small cell lung cancer (NSCLC) after previous treatment failure with EGFR-tyrosine kinase inhibitors and platinum based chemotherapy. Design: Multicentre, open label, randomised controlled trial … (leggi tutto)

Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) è il sottotipo più comune di carcinoma polmonare e rappresenta circa l’85% dei vari istotipi. Le mutazioni del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR) sono le più frequenti mutazioni oncogene-addicted e sono presenti nel 10-15% dei pazienti con NSCLC nelle popolazioni non asiatiche e nel 50% nelle popolazioni asiatiche.
Lo studio OptiTROP-Lung03 è uno studio di fase 2, in aperto, randomizzato e controllato, condotto che è stato condotto in 48 centri in Cina. I pazienti arruolati sono stati assegnati in modo casuale a ricevere sacituzumab titumotecan (sac-TMT) in monoterapia o docetaxel con un rapporto 2:1.
Sac-TMT è stato somministrato per via endovenosa alla dose di 5 mg/kg nei giorni 1 e 15 di ogni ciclo di quattro settimane. Le prime quattro infusioni di sac-TMT per ciascun partecipante sono state somministrate in 90 (±15) minuti, con una durata non inferiore a 75 minuti. Docetaxel è stato somministrato per via endovenosa alla dose di 75 mg/m² ogni tre settimane, il giorno 1 di ogni ciclo). Ai pazienti del gruppo docetaxel con malattia in progressione è stato consentito il crossover al trattamento con sac-TMT. Il trattamento in studio è stato continuato fino a quando non si è verificato alcun ulteriore beneficio clinico o fino a tossicità intollerabile.
I criteri di inclusione prevedevano una malattia localmente avanzata (stadio IIIB o IIIC) o metastatica (stadio IV) ritenuta non idonea a chirurgia radicale o radioterapia definitiva. Tutti i pazienti presentavano mutazioni sensibilizzanti dell’EGFR e progressione di malattia dopo trattamento con inibitori della tirosin-chinasi EGFR e chemioterapia a base di platino (in ordine sequenziale o in combinazione) per NSCLC avanzato o metastatico. I pazienti che avevano precedentemente ricevuto terapia antiangiogenica o immunoterapia, o entrambe, erano eleggibili se tali trattamenti venivano somministrati in combinazione con inibitori della tirosin-chinasi EGFR o chemioterapia. I criteri di esclusione includevano metastasi cerebrali non trattate (erano idonei i pazienti con metastasi stabili e trattate).
L’endpoint primario era il tasso di risposta obiettiva valutato dal BIRC, definito come la percentuale di pazienti con una risposta completa confermata o una risposta parziale come migliore risposta complessiva. Tra gli endpoint secondari includevano il tasso di risposta obiettiva valutato dallo sperimentatore; il tasso di controllo della malattia valutato dal BIRC e dallo sperimentatore e la sopravvivenza libera da progressione.
Nello studio, 137 pazienti con NSCLC avanzato o metastatico con mutazione di EGFR sono stati randomizzati nel braccio sperimentale (n=91) e nel braccio di controllo con docetaxel (n=46). Il follow-up mediano è stato di 12.2 mesi. La proporzione di risposte obiettive valutata dal BIRC è risultata significativamente più alta nel braccio sperimentale (41 pazienti su 91, pari al 45%) rispetto al braccio di controllo con docetaxel (7 pazienti su 45, pari al 16%), con una differenza assoluta tra i 2 bracci dello studio pari al 29% (intervallo di confidenza al 95% 15%-43%; p value <0,001). La PFS è risultata maggiore con il sacituzumab tirumotecan rispetto al docetaxel, sia nell’analisi centralizzata (mediana 6.9 vs 2.8 mesi; HR 0.30, CI 95% 0.20 – 0.46; P <0,001) che nell’analisi degli sperimentatori (mediana 7.9 vs 2.8 mesi; HR 0.23, CI 95% 0.15 – 0.36; P<0,001). Anche in termini di sopravvivenza globale, il trattamento sperimentale è risultato superiore rispetto al docetaxel: la probabilità di sopravvivenza a 12 mesi dalla randomizzazione è risultata pari al 73% con il sacituzumab tirumotecan e pari al 54% con il docetaxel (HR 0.49, CI 95% 0. 27 – 0.88; P = 0,007).
Eventi avversi correlati al trattamento di grado ≥3 si sono verificati in 51 su 91 pazienti (56%) nel gruppo sac-TMT e in 33 su 46 pazienti (72%) nel gruppo docetaxel, rappresentati principalmente da stomatite e leucopenia. Non sono stati osservati casi di neutropenia febbrile nel gruppo sac-TMT, rispetto al 20% dei casi riscontrati nel gruppo docetaxel.
Sacituzumab tirumotecan ha mostrato miglioramenti statisticamente significativi e clinicamente significativi in numerosi endpoint, sia nell’endpoint primario (la proporzione di risposte obiettive), che nella PFS e nella sopravvivenza globale rispetto al docetaxel. Inoltre, sacituzumab tirumotecan ha dimostrato un profilo di sicurezza gestibile e favorevole rispetto a quanto osservato con il docetaxel.


Neoadjuvant and Adjuvant Pembrolizumab in Locally Advanced Head and Neck Cancer

Background: The benefit of the addition of perioperative pembrolizumab to standard care with surgery and adjuvant therapy for patients with locally advanced head and neck squamous-cell carcinoma (HNSCC) is unclear. Methods: In this phase 3, open-label trial, we randomly assigned participants with locally advanced HNSCC in a 1:1 ratio to receive 2 cycles of neoadjuvant pembrolizumab … (leggi tutto)

Il carcinoma squamocellulare del distretto testa-collo (HNSCC) localmente avanzato e resecabile rappresenta una neoplasia molto aggressiva e con pochi progressi terapeutici rappresentati dalla solo radioterapia adiuvante o dall’associazione con cisplatino in base ai fattori di rischio.
Il pembrolizumab rappresenta già un pilastro nello standard terapeutico di prima linea per l’HNSCC recidivante e metastatico.
KEYNOTE-689 è uno studio di fase 3, multicentrico, randomizzato a braccio aperto, con lo scopo di valutare l’efficacia e la sicurezza del pembrolizumab nel setting neoadiuvante o adiuvante in combinazione con la terapia standard in pazienti con HNSCC localmente avanzato e resecabile.
I pazienti sono stati arruolati da 192 centri e sono stati randomizzati in rapporto 1:1 a ricevere pembrolizumab nel setting neoadiuvante ed adiuvante in aggiunta a terapia standard (gruppo pembrolizumab), o a ricevere solo terapia standard (gruppo controllo). La terapia standard era costituita da chirurgia e radioterapia adiuvante, con o senza cisplatino concomitante.
La stratificazione è stata effettuata valutando il sito del tumore primitivo (orofaringe o cavità orale vs laringe vs ipofaringe), stadio del tumore (III vs IVA), e PD-L1 status (TPS; >50% vs <50%). Criteri di inclusione erano età maggiore o uguale a 18 anni e HNSCC localmente avanzato, resecabile, non metastatico, di nuova diagnosi, con malattia orofaringea p16-positiva in stadio III con tumore T4 e stadio linfonodale da N0 a N2, o stadio III o IVA con malattia orofaringea p16-negativa, o stadio III o IVA con malattia laringea, ipofaringea o del cavo orale, indipendente dallo stato p16.
I pazienti del gruppo pembrolizumab sono stati candidati a ricevere 2 cicli di pembrolizumab in neoadiuvante 200 mg ev ogni 3 settimane con successiva chirurgia a 6 settimane dalla randomizzazione nel gruppo pembrolizumab e a 4 settimane dalla randomizzazione nel gruppo di controllo. Il rischio di recidiva dopo la chirurgia era definito dopo aver valutato la positività dei margini chirurgici (< 1mm) od estensione extra-linfonodale.
Il trattamento postchirurgico basato sul rischio di recidiva consisteva in sola radioterapia alla dose di 2 Gy per frazione giornaliera in 30 frazioni (60 Gy totali) per malattia a basso rischio (margini chirurgici negativi e assenza di diffusione extra-linfonodale), o chemio-radioterapia concomitante alla dose di 2 Gy per frazione giornaliera in 33 frazioni (66 Gy in totale più cisplatino alla dose di 100mg/mq ogni 3 settimane per 3 cicli) in caso di malattia ad alto rischio.
I pazienti del gruppo pembrolizumab erano, inoltre, candidato a ricevere successivamente pembrolizumab 200 mg ev ogni 3 settimane (3 cicli concomitanti a radioterapia o a radio-chemioterapia cominciando al giorno 1 di radioterapia, seguiti da 12 cicli nel setting adiuvante); nel gruppo controllo non era prevista terapia aggiuntiva. I pazienti non sottoposti a chirurgia o con residuo di malattia importante dopo chirurgia potevano ricevere chemio-radioterapia definitiva (2Gy per frazione giornaliera in 35 frazioni per un totale di 70 Gy + cisplatino 100 mg/mq ogni 3 settimane per 3 cicli, con o senza pembrolizumab, sulla base del gruppo cui erano stati assegnati).
L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da eventi, valutata in base all’espressione del PD-L1 (popolazione con CPS ≥ 10, popolazione con CPS≥1 e restanti pazienti). Gli endpoint secondari erano la risposta patologica maggiore, la risposta patologica completa e il profilo di sicurezza.
Sono stati arruolati un totale di 714 pazienti (363 al gruppo pembrolizumab e 351 al gruppo di controllo) da dicembre 2018 a ottobre 2023. Un totale di 363 partecipanti (234 con un CPS ≥10 e 347 con un CPS ≥1) sono stati assegnati al gruppo pembrolizumab e 351 (231 con un CPS di ≥10 e 335 con un CPS di ≥1) al gruppo di controllo. L’intervento chirurgico è stato completato in circa l’88% dei partecipanti di ciascun gruppo. Alla prima analisi ad interim, il follow-up mediano è stato di 38.3 mesi. La sopravvivenza libera da eventi a 36 mesi è stata del 59.8% nel gruppo pembrolizumab e del 45.9% nel gruppo di controllo (HR 0,66; 95% [CI], 0,49-0,88;) nella popolazione CPS-10; 58.2% e 44.9%, rispettivamente (HR, 0.70; IC 95%,0.55-0.89), nella popolazione CPS-1; e rispettivamente il 57.6% e il 46.4% (HR, 0.73; IC 95%,0.58-0.92), nella popolazione totale.
Eventi avversi correlati al trattamento di grado ≥3 si sono verificati nel 44.6% dei pazienti nel gruppo pembrolizumab e nel 42.9% di quelli nel gruppo di controllo, inclusi decessi nell’1.1% e nello 0.3% dei casi, rispettivamente. Eventi avversi potenzialmente immuno-mediati di grado 3 o superiore si sono verificati nel 10.0% dei partecipanti del gruppo pembrolizumab.
L’aggiunta di pembrolizumab nel setting neoadiuvante ed adiuvante al trattamento standard ha migliorato notevolmente la sopravvivenza libera da eventi tra i pazienti con HNSCC localmente avanzato. Pembrolizumab in neoadiuvante, inoltre, non ha influenzato la possibilità di completamento dell’intervento chirurgico. Non si sono riscontrate nuove particolari tossicità.



In Europe

Promising pCR Rates with Neoadjuvant Durvalumab Plus Platinum-based Chemotherapy Combined with ADC for Patients with Resectable NSCLC

Jul 29, 2025 – In an open-label, multiarm, multicentre, global, randomised platform phase II NeoCOAST-2 study, conducted in patients with resectable non-small cell lung cancer (NSCLC), neoadjuvant durvalumab plus platinum-based chemotherapy combined with antibody drug conjugate (ADC) oleclumab, monalizumab or datopotamab deruxtecan, followed by adjuvant durvalumab combined with oleclumab or monalizumab, or durvalumab alone, resulted in promising pathological … (leggi tutto)





Favourable Long-Term Outcomes in Stage II/III TNBC With Atezolizumab Added to Chemotherapy, ctDNA Dynamics Provide Prognostic Value Beyond pCR

Jul 28, 2025 – Long-term follow-up of the randomised phase III IMpassion031 study indicated that the positive impact of atezolizumab on the primary outcome measure, pathologic complete response (pCR) was supported by hazard ratio (HR) point estimates below 1 favouring atezolizumab for event-free survival (EFS), disease-free survival (DFS) and overall survival (OS) in patients with stage II/III triple-negative breast cancer … (leggi tutto)



 

Meeting highlights from the Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) 21-24 July 2025

Jul 25, 2025 – EMA’s human medicines committee (CHMP) recommended 13 medicines for approval at its July 2025 meeting.
The committee recommended granting a marketing authorisation for Aqneursa* (levacetylleucine), for the treatment of Niemann-Pick type C, a rare, progressive, fatal genetic disorder caused by mutations encoding lysosomal proteins that are essential for the intracellular transport and metabolism of body fats, including cholesterol. See more details in the news announcement in the grid below … (leggi tutto)





FDA Grants Accelerated Approval to Sunvozertinib for Metastatic Non-Small Cell Lung Cancer with EGFR exon 20 Insertion Mutations

Jul 25, 2025 – On 2 July 2025, the US Food and Drug Administration granted accelerated approval to sunvozertinib (Zegfrovy, Dizal (Jiangsu) Pharmaceutical Co., Ltd.) for adult patients with locally advanced or metastatic non-small cell lung cancer (NSCLC) with epidermal growth factor receptor (EGFR) exon 20 insertion mutations, as detected by an FDA-approved test, whose disease has progressed on or after platinum-based chemotherapy … (leggi tutto)



 

EMA Recommends Extension of Indications for Tislelizumab

Jul 24, 2025 – On 22 May 2025, the European Medicines Agency’s (EMA’s) Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) adopted a positive opinion, recommending a change to the terms of the marketing authorisation for the medicinal product tislelizumab (Tevimbra).
The marketing authorisation holder for this medicinal product is … (leggi tutto)





Breastfeeding Patterns and Relation to Breast Cancer Outcomes After Early, Hormone Receptor-Positive Breast Cancer

Jul 23, 2025 – POSITIVE is a largest prospective study to evaluate breastfeeding frequency, patterns, and relation to breast cancer outcomes in women previously diagnosed with early, hormone receptor-positive breast cancer. Findings provide prospective new evidence on the pattern of breastfeeding and its safety in women with a history of breast cancer. Breastfeeding is feasible and is not associated with a higher short-term rate of breast cancer-related events … (leggi tutto)



 
Sasanlimab Prolongs EFS When Combined with BCG Induction and Maintenance in Patients with BCG-naive High-Risk NMIBC

Jul 22, 2025 – A global, open-label, randomised, phase III CREST study showed a statistically significant and clinically meaningful benefit for subcutaneous sasanlimab in combination with Bacillus Calmette-Guérin (BCG) induction and maintenance over the standard-of-care (SoC) in prolonging event-free survival (EFS) in patients with BCG-naive high-risk non-muscle invasive bladder cancer (NMIBC), particularly for patients with carcinoma in situ (CIS) or T1 tumours … (leggi tutto)



Dall’FDA

FDA Grants Priority Review to Perioperative Durvalumab in Resectable Gastric/GEJ Cancer

Jul 28, 2025 – Durvalumab received priority review and breakthrough therapy designation for early-stage gastric and GEJ cancers, supported by the phase 3 MATTERHORN trial.
The MATTERHORN trial showed a 29% reduction in disease progression risk with durvalumab plus FLOT compared to FLOT alone.
Improved event-free survival and overall survival rates were observed with durvalumab, with consistent safety profiles across treatment arms….
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The OncFive: Top Oncology Articles for the Week of 7/20

Jul 26, 2025 – The FDA’s CRL for RP1 plus nivolumab in advanced melanoma highlights concerns about trial design and patient heterogeneity, despite a 33.6% ORR.
Generic ibrutinib tablets received tentative FDA approval for B-cell malignancies, with final marketing contingent on patent expiration.
Osimertinib plus chemotherapy significantly improved OS in EGFR-mutated NSCLC, supporting its FDA approval for frontline use. .
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FDA Grants Fast Track Designation to VS-7375 for KRAS G12D–Mutated Advanced Pancreatic Cancer

Jul 25, 2025 – VS-7375 has received fast track designation for KRAS G12D–mutated PDAC, highlighting its potential as a best-in-class inhibitor.
The phase 1/2 trial in China showed no dose-limiting toxicities and a 52% objective response rate in PDAC patients.
The trial evaluates safety, tolerability, pharmacokinetics, and efficacy in advanced solid tumors with KRAS G12D mutations. .
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Elironrasib Receives FDA Breakthrough Therapy Designation for Pretreated KRAS G12C+ NSCLC

Jul 24, 2025 – Elironrasib targets KRAS G12C mutations in NSCLC, showing a 43% overall response rate and 100% disease control rate in naive patients.
The phase 1 trial demonstrated no grade 4 or 5 adverse effects, with common side effects including diarrhea, nausea, and fatigue.
Elironrasib’s novel tricomplex mechanism selectively targets GTP-bound KRAS G12C protein, offering a new approach for RAS-mutant cancers…
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FDA Grants Fast Track Designation to Next-Generation HER3-Directed ADC for EGFR+ Advanced NSCLC

Jul 22, 2025 – DB-1310 received FDA fast track designation for advanced nonsquamous NSCLC with specific EGFR mutations, showing potential as a novel therapeutic option.
Phase 1/2a trial results indicated promising efficacy and manageable safety in patients with EGFR-mutated NSCLC and other solid tumors. .
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FDA Issues CRL for RP1 Plus Nivolumab for Advanced Melanoma

Jul 22, 2025 – The FDA’s CRL highlighted inadequacies in the IGNYTE trial data, citing heterogeneity and lack of well-controlled investigation.
Replimune plans to pursue a Type A meeting to discuss potential accelerated approval for RP1.
The IGNYTE trial demonstrated a 33.6% overall response rate with a favorable safety profile in advanced melanoma patients. .
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Dall’ASCO

Using ctDNA-Based MRD Testing for Adjuvant Therapy Determination Among Patients With MSI-H T4N0 Colon Cancer: Are We There Yet?

Jul 23, 2025 – The role of circulating tumor DNA (ctDNA) for minimal residual disease (MRD) detection in microsatellite instability-high (MSI-H) T4N0 disease is not well established. Due to inherent risk of peritoneal recurrence with T4 disease via nonhematogenous spread, ctDNA for MRD may underestimate the risk of recurrence among patients with T4N0 colon cancer. Additional research is needed before we can routinely recommend MRD testing for T4 MSI-H colon cancer… (leggi tutto)



 

Improving ctDNA Detection in Sarcoma: Bridging Biology, Technology, and Clinical Practice

Jul 23, 2025 – The genomic landscape of sarcomas is highly heterogeneous and distinct from that of carcinomas.
The sensitivity of circulating tumor DNA (ctDNA) detection can be improved by utilizing the most appropriate methodology tailored to the histologic subtype and molecular characteristics of sarcoma. Future directions in developing predictive/prognostic biomarkers may involve novel bespoke assays … (leggi tutto)



 
Focusing on Sexual Health Care Before and After Radical Cystectomy in Patients With Urothelial Carcinoma

Jul 23, 2025 – Sexual dysfunction is a major but under-recognized consequence of radical cystectomy. Sexual health is often not thoroughly discussed pre- or postoperatively. A large proportion of patients, especially women, report issues with sexual intimacy, enjoyment, and function following surgery.
Many patients (84%) want sexual health to be included in their treatment discussions, but most providers (66%) … (leggi tutto)



Novità da AIFA – Farmaci a uso compassionevole

In questa sezione puoi trovare la lista dei farmaci a uso compassionevole

Elenco dei programmi attivati il 17 luglio 2025:


Pembrolizumab (Keytruda) – MSD Italia S.r.l.
In associazione a carboplatino e paclitaxel, nel trattamento di prima linea del carcinoma dell’endometrio mismatch repair proficient (pMMR) primario avanzato o ricorrente negli adulti che sono candidati a terapia sistemica e per i quali non siano disponibili alternative terapeutiche autorizzate 
Anno 2025 Programma in corso

Pembrolizumab (Keytruda) – MSD Italia S.r.l.
In associazione a chemioradioterapia (radioterapia a fasci esterni seguita da brachiterapia),nel trattamento del carcinoma della cervice localmente avanzato in Stadio III – IVA secondo FIGO 2014 negli adulti che non hanno ricevuto una precedente terapia definitiva e per i quali non siano disponibili alternative terapeutiche autorizzate 
Anno 2025 Programma in corso

Tislelizumab (Tevimbra) – BeOne Medicines Italia S.r.l.
Trattamento di pazienti adulti affetti da carcinoma a cellule squamose dell’esofago (OSCC) non resecabile localmente avanzato o metastatico, dopo precedente chemioterapia a base di platino, non eleggibili al trattamento con le alterative terapeutiche autorizzate 
Anno 2025 Programma in corso

Clicca qui per la lista programmi per uso compassionevole aggiornata al 17 luglio 2025.
Clicca qui per maggiori informazioni. 


Pillole dall’AIFA

25 luglio 2025 – Bando AIFA 2025 per la ricerca indipendente sulle malattie rare: presentati 100 progetti, per un finanziamento complessivo di 17,8 milioni di euro
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25 luglio 2025 – Esiti riunione Commissione Scientifica e Economica del Farmaco (CSE)
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25 luglio 2025 – Aggiornamento “Diario di bordo sulla Trasparenza”
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24 luglio 2025 – Notifica dei provvedimenti – Ufficio Ispezioni e Autorizzazioni GMP Medicinali
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24 luglio 2025 – Aggiornamento Registri CRYSVITA XLH 1-12aa e CRYSVITA XLH 13-65 aa
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24 luglio 2025 – Procedura di applicazione Managed Entry Agreement – CRYSVITA ipofosfatemia FGF23 correlata
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23 luglio 2025 – Sunset Clause – Warning di prossima decadenza del 22 luglio 2025
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Dedicato ai Soci 

Opportunità di lavoro in Oncologia

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