Oggi in Oncologia
Association between risk-reducing surgeries and survival in young BRCA carriers with breast cancer: an international cohort study
Background: Little evidence exists on the effect of risk-reducing surgeries in young BRCA carriers with a previous history of breast cancer. We investigated the association between risk-reducing mastectomy (RRM) or risk-reducing salpingo-oophorectomy (RRSO), or both procedures, with survival outcomes in a large global cohort of young BRCA carriers with previous breast cancer. … (leggi tutto)
Le strategie di gestione del rischio nelle pazienti portatrici di varianti patogenetiche ai geni BRCA1 e BRCA2 hanno assunto un ruolo sempre più centrale nella pratica clinica, in particolare per quanto riguarda le donne giovani con storia di carcinoma mammario.
Se da un lato la mastectomia bilaterale di riduzione del rischio (RRM) e la salpingo-ovariectomia di riduzione del rischio (RRSO) sono raccomandate nelle pazienti portatrici di varianti patogenetiche ai geni BRCA sane, si hanno ad oggi meno evidenze sull’effettivo beneficio di queste procedure in termini di sopravvivenza in pazienti con storia di carcinoma mammario. La gestione delle portatrici di varianti patogenetiche BRCA con una precedente diagnosi di carcinoma mammario, in particolare se in giovane età, rappresenta una sfida clinica complessa. In questo sottogruppo, il counselling chirurgico deve infatti tenere in considerazione non solo il rischio di insorgenza di nuovi tumori, ma anche il potenziale rischio di recidiva della neoplasia primaria.
Le incertezze aumentano se si restringe il campo alle pazienti con diagnosi precoce (≤40 anni) di carcinoma mammario, per le quali tali interventi possono avere ripercussioni significative sulla qualità della vita e sui progetti riproduttivi, rendendo il processo decisionale particolarmente delicato.
Questo studio recentemente pubblicato su The Lancet Oncology mira, pertanto, a colmare questa lacuna: l’obiettivo principale di questa analisi era valutare l’associazione tra RRM, RRSO e prognosi in una popolazione di pazienti giovani, con precedente diagnosi di carcinoma mammario e portatrici di varianti patogenetiche ai geni BRCA.
Questa analisi è stata condotta su un’ampia coorte internazionale, la “BRCA BCY Collaboration”, che ha coinvolto 5.290 donne portatrici di varianti patogenetiche ai geni BRCA1 o BRCA2, tutte con precedente diagnosi di carcinoma mammario invasivo in stadio I-III diagnosticato prima dei 40 anni, trattate in 109 centri e con diagnosi tra il 2000 e il 2020. La metà circa delle pazienti ha scelto di sottoporsi a una RRM, e poco più della metà a una RRSO, mentre una parte sostanziale ha eseguito entrambe le procedure.
L’obiettivo principale di questa analisi era valutare l’impatto di questi interventi sulla sopravvivenza globale (overall survival-OS), mentre gli endpoint secondari includevano la sopravvivenza libera da mallattia (disease-free survival-DFS), l’intervallo libero da recidiva di tumore mammario e l’incidenza di nuovi tumori primitivi.
Con un follow-up mediano di oltre otto anni, i risultati mostrano in modo chiaro che entrambe le strategie sono associate a un miglioramento significativo della prognosi.
Le donne che si sono sottoposte a questo intervento hanno vissuto in media 17,9 anni dopo la diagnosi di tumore, contro 16,7 anni nelle pazienti che non l’hanno eseguita. Il vantaggio medio stimato è quindi di circa 1,2 anni di vita guadagnati a 20 anni dalla diagnosi (aHR 0.65, 95% CI 0.53–0.78). Questo beneficio è stato osservato indipendentemente dal tipo di gene BRCA coinvolto (BRCA1 o BRCA2), dall’età alla diagnosi, dalle caratteristiche del tumore, dall’uso della chemioterapia e dal momento in cui è stato effettuato il test genetico.
La RRM è risultata associata a un miglioramento significativo non solo della OS, ma anche della DFS (aHR 0.58, 95% CI 0.52–0.65) e dell’intervallo libero da recidiva di carcinoma mammario (aHR 0.55, 95% CI 0.48–0.62). È stata inoltre osservata una marcata riduzione del rischio di insorgenza di secondi tumori mammari primitivi (aHR 0.44 95% CI 0.37–0.52)
Anche la RRSO ha mostrato un effetto positivo su tutti gli outcomes di interesse. Le pazienti sottoposte a questo intervento hanno in particolare avuto una sopravvivenza media stimata di 17,7 anni, rispetto ai 16,7 anni di quelle che non hanno effettuato l’intervento, con un guadagno medio di circa 1 anno (aHR 0.58, 95% CI 0.48–0.71). Anche in questo caso, il beneficio si è mantenuto a prescindere dall’età alla diagnosi, dalla dimensione del tumore, dallo stato dei linfonodi, dall’uso della chemioterapia e dal timing del test BRCA.
In conclusione, in questa ampia coorte internazionale di portatrici di BRCA con precedente diagnosi di tumore al seno in giovane età, la RRM e la RRSO sono state entrambe associate a un importante
beneficio in termini prognostici. Questi nuovi risultati forniscono prove per una consulenza personalizzata di una popolazione di pazienti ad alto rischio, unica nel suo genere e sulle strategie di gestione del rischio di cancro. La ricerca futura dovrebbe concentrarsi sul follow-up a lungo termine e sugli esiti incentrati sulla paziente, compresa la qualità della vita e le considerazioni riproduttive, per ottimizzare i processi decisionali condivisi.
Relacorilant and nab-paclitaxel in patients with platinum-resistant ovarian cancer (ROSELLA): an open-label, randomised, controlled, phase 3 trial
Background: Relacorilant, a first-in-class selective glucocorticoid receptor antagonist, increases a tumour’s sensitivity to chemotherapy by reducing cortisol signalling. This study aimed to show whether the addition of relacorilant to nab-paclitaxel improves progression-free and overall survival in females with platinum-resistant ovarian cancer … (leggi tutto)
Il carcinoma ovarico epiteliale è una delle principali cause di morte ginecologica, con circa 207.000 decessi riportati nel 2020. Sebbene il trattamento iniziale con chemioterapia a base di platino sia spesso efficace, circa il 70% delle pazienti va incontro a una recidiva, sviluppando una malattia resistente al platino. Le opzioni terapeutiche per questo tipo di recidiva sono limitate e comprendono principalmente chemioterapia non a base di platino, talvolta in combinazione con bevacizumab. Il trattamento settimanale con paclitaxel o nab-paclitaxel è tra i regimi più attivi, ma i tassi di riposta e la sopravvivenza globale restano comunque modesti (rispettivamente 26-32% e 10–16 mesi).
L’attivazione di segnale del recettore dei glucocorticoidi è coinvolta in meccanismi di resistenza alla chemioterapia, attraverso l’aumento di produzione di proteine anti-apoptotiche. Relacorilant è un antagonista selettivo di questo recettore che ha dimostrato risultati promettenti in studi preclinici e in un trial di fase 2. Il trial di fase 3 ROSELLA è stato disegnato per confermare questi risultati, valutando l’efficacia e la sicurezza dell’aggiunta di relacorilant a nab-paclitaxel in pazienti affette da carcinoma ovarico resistente al platino.
ROSELLA è uno studio randomizzato, open label, di fase 3, condotto in 117 centri oncologici in 14 paesi. Sono state incluse pazienti adulte con carcinoma epiteliale ovarico, peritoneale o della tuba di Falloppio, resistente al platino, ossia con una recidiva/progressione di malattia entro 6 mesi dall’ultima dose di chemioterapia a base di platino. Le pazienti incluse potevano aver ricevuto da una a tre linee di trattamento precedenti e venivano randomizzate 1:1 per ricevere Relacorilant (150 mg per os il giorno prima, il giorno stesso e il giorno dopo la chemioterapia e nab-paclitaxel (80 mg/m² EV nei giorni 1, 8 e 15 q28) oppure chemioterapia con nab-paclitaxel da solo (100 mg/m² EV nei giorni 1, 8 e 15 q28). Gli endpoint primari dello studio erano la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la sopravvivenza globale (OS).
Tra gennaio 2023 e aprile 2024, 381 pazienti sono state randomizzate, 188 al braccio di combinazione e 193 a quello di controllo. Si trattava di pazienti pesantemente pretrattate, il 100% delle pazienti aveva ricevuto bevacizumab in precedenza, il 61% aveva ricevuto in passato un inibitore PARP e il 39% delle pazienti aveva ricevuto almeno una linea nella fase resistente al platino.
La mediana di PFS è risultata significativamente più lunga nel gruppo con relacorilant con 6,54 mesi vs 5,52 mesi (HR 0,70 (95% CI 0,54–0,91), p=0,0076). A un follow up mediano di 13.9 mesi è stata inoltre condotta un’analisi ad interim pianificata che dimostra un vantaggio anche in OS per il gruppo di combinazione con una mediana di 15,97 mesi vs 11,50 mesi (HR 0,69 (95% CI 0,52–0,92), p=0,0121).
Gli eventi avversi più comuni in entrambi i gruppi sono stati neutropenia, anemia, fatigue e nausea. Tuttavia, gli eventi gravi (≥grado 3) sono stati più frequenti nel gruppo combinato (74% vs 59%). L’incidenza di neutropenia severa è stata più alta con relacorilant (44% vs 25%). I tassi di interruzione del trattamento per tossicità erano simili (9% vs 8%). Sono stati riportati quattro decessi correlati a eventi avversi nel gruppo combinato, ma nessuno è stato attribuito direttamente a relacorilant.
Lo studio ROSELLA ha raggiunto il suo obiettivo primario dimostrando che l’aggiunta di relacorilant a nab-paclitaxel migliora in modo significativo la PFS rispetto a nab-paclitaxel da solo nelle pazienti affette da carcinoma ovarico platino resistente, con un beneficio clinicamente rilevante anche in sopravvivenza globale. I risultati rimangono consistenti anche nei sottogruppi a peggior prognosi, (pazienti con più di 65 anni, con elevata massa tumorale o molto pretrattate). Inoltre, il profilo di sicurezza della combinazione è stato considerato gestibile e coerente con le tossicità attese.
Questi risultati supportano l’adozione di relacorilant in associazione a nab-paclitaxel come una potenziale nuova opzione standard di trattamento per pazienti con carcinoma ovarico resistente al platino, anche in assenza di selezione basata su biomarcatori. Ulteriori studi sono in corso per valutare l’uso della combinazione in triplette con bevacizumab e per esplorare l’efficacia di relacorilant in altri tipi di tumore solido.
Combination of encorafenib and binimetinib followed by ipilimumab and nivolumab versus ipilimumab and nivolumab in patients with advanced melanoma with BRAFV600E or BRAFV600K mutations (EBIN): an international, open-label, randomised, controlled, phase 2 study
Background: Current first-line treatment for patients with metastatic melanoma with BRAFV600E or BRAFV600K mutations includes immunotherapy with immune checkpoint inhibitors and targeted therapy; however, the optimal sequencing of these treatments is unclear. We aimed to investigate the use of a targeted-therapy induction regimen before treatment with immune checkpoint inhibitors. … (leggi tutto)
Il trattamento di prima linea nei pazienti con melanoma avanzato e mutazione di BRAF V600E/K si basa oggi sull’immunoterapia con anti-PD-1 ± anti-CTLA-4 o anti-LAG-3 o, in casi selezionati, su terapia target. Tuttavia, rimane incerta la sequenza ottimale di queste strategie. Lo studio EBIN ha cercato di rispondere a questa domanda confrontando due approcci: un’induzione con terapia target per 12 settimane (encorafenib + binimetinib) seguita da ipilimumab + nivolumab versus immunoterapia upfront.
Lo studio, randomizzato e multicentrico, ha incluso 271 pazienti naïve al trattamento sistemico, affetti da melanoma in stadio avanzato con mutazione BRAF V600. Dopo un follow-up mediano di 21 mesi, non è emersa una differenza significativa in sopravvivenza libera da progressione (PFS): mediana di 9 mesi in entrambi i bracci (HR 0,87; p=0,36). L’incidenza di eventi avversi gravi di grado 3–5 era più alta nel braccio con induzione target (42% vs 32%).
Tuttavia, alcune analisi esplorative hanno suggerito che pazienti con LDH molto elevato o metastasi epatiche potrebbero trarre maggior beneficio dalla sequenza target→immuno, mentre nei pazienti con malattia meno aggressiva l’induzione target potrebbe persino ridurre l’efficacia della successiva immunoterapia. Inoltre, l’incidenza di metastasi cerebrali come primo evento di progressione è risultata più alta nel braccio con induzione target (26% a 2 anni vs 8%), sollevando interrogativi sul possibile impatto della sequenza sulla diffusione a livello del SNC.
I risultati dello studio EBIN, analogamente a quanto già osservato in DREAMseq e SECOMBIT, rafforzano l’indicazione a usare l’immunoterapia come prima linea nei pazienti con mutazione BRAF, salvo necessità di controllo rapido della malattia [1,2]. La strategia sequenziale con breve induzione target non ha migliorato la PFS complessiva e deve essere riservata a casi selezionati.
In attesa dei dati maturi di sopravvivenza globale, lo studio EBIN conferma che il trattamento upfront con immunoterapia rimane lo standard per la maggior parte dei pazienti con melanoma BRAF-mutato avanzato.
Per approfondire:
[1] Atkins MB, Lee SJ, Chmielowski B, Ribas A, Tarhini AA, Truong T-G, et al. DREAMseq (Doublet, Randomized Evaluation in Advanced Melanoma Sequencing): A phase III trial—ECOG-ACRIN EA6134. JCO 2021;39:356154–356154. https://doi.org/10.1200/JCO.2021.39.36_suppl.356154.
[2] Ascierto PA, Mandalà M, Ferrucci PF, Guidoboni M, Rutkowski P, Ferraresi V, et al. Sequencing of Ipilimumab Plus Nivolumab and Encorafenib Plus Binimetinib for Untreated BRAF-Mutated Metastatic Melanoma (SECOMBIT): A Randomized, Three-Arm, Open-Label Phase II Trial. J Clin Oncol 2022:JCO2102961. https://doi.org/10.1200/JCO.21.02961.
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In Europe
Favourable Results of Patritumab Deruxtecan in Patients with Leptomeningeal Metastatic Disease of Solid Tumours
Jul 21, 2025 – A prospective, international, multicentre, single-arm phase II TUXEDO-3 is the first prospective clinical trial reporting activity of a novel antibody-drug conjugate (ADC) patritumab deruxtecan in patients with leptomeningeal metastatic disease. The primary endpoint was met with 65.0% of patients alive after 3 months. Important clinical secondary endpoints, including symptom assessments and patient-reported outcomes, showed the ability of this investigational agent to maintain or even improve patient well-being … (leggi tutto)
FDA Approves Neoadjuvant and Adjuvant Pembrolizumab for Resectable Locally Advanced Head and Neck Squamous Cell Carcinoma
Jul 18, 2025 – On 12 June 2025, the US Food and Drug Administration (FDA) approved pembrolizumab (Keytruda, Merck) for adults with resectable locally advanced head and neck squamous cell carcinoma (HNSCC) whose tumours express PD-L1 combined positive score (CPS) ≥1 as determined by an FDA-approved test, as a single agent as neoadjuvant treatment, continued as adjuvant treatment in combination with radiotherapy with or without cisplatin after surgery, and then as a single agent … (leggi tutto)
EMA Recommends Extending Indications for Durvalumab
Jul 17, 2025 – On 22 May 2025, the European Medicines Agency’s (EMA’s) Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) adopted a positive opinion, recommending a change to the terms of the marketing authorisation for the medicinal product durvalumab (Imfinzi).
The marketing authorisation holder for this medicinal product is … (leggi tutto)
Encouraging Antitumour Activity of First-Line Atezolizumab Plus Paclitaxel and Bevacizumab in Advanced TNBC Irrespective of PD-L1 Expression
Jul 16, 2025 – Primary results of a single-arm, open-label, multicentre phase II ATRACTIB study demonstrated encouraging antitumour activity and a manageable safety profile of the atezolizumab, paclitaxel and bevacizumab triplet combination as first-line treatment for patients with advanced triple-negative breast cancer (TNBC), enrolled irrespectively of PD-L1 status … (leggi tutto)
Dall’FDA
The OncFive: Top Oncology Articles for the Week of 7/13
Jul 19, 2025 – Glofitamab plus chemotherapy was not approved for relapsed/refractory DLBCL due to insufficient evidence from the STARGLO trial.
ODAC voted against belantamab mafodotin combinations for relapsed/refractory multiple myeloma, citing unfavorable risk-benefit profiles.
Pembrolizumab and lenvatinib demonstrated a 50.6% overall response rate in advanced non-clear cell RCC, indicating potential efficacy. ... (leggi tutto)
FDA Grants Priority Review to TAR-200 for BCG-Unresponsive High-Risk NMIBC
Jul 17, 2025 – TAR-200 demonstrated an 82.4% complete response rate in the phase 2b SunRISe-1 trial for BCG-unresponsive, high-risk NMIBC with carcinoma in situ.
The safety profile of TAR-200 was favorable, with most adverse effects being mild or moderate in severity.
The FDA granted breakthrough therapy designation to TAR-200 for patients ineligible for or opting out of radical cystectomy ... (leggi tutto)
FDA Grants Breakthrough Therapy Designation to Frontline T-DXd Plus Pertuzumab in HER2+ Metastatic Breast Cancer
Jul 17, 2025 – The FDA has granted breakthrough therapy designation to fam-trastuzumab deruxtecan-nxki (T-DXd; Enhertu) in combination with pertuzumab for the first-line treatment of adult patients with HER2-positive unresectable or metastatic breast cancer.
The designation was supported by data from the phase 3 DESTINY-Breast09 trial (NCT04784715). ... (leggi tutto)
FDA Grants Fast Track Status to ZEN-3694 Plus Abemaciclib for Unresectable or Metastatic NUT Carcinoma
Jul 16, 2025 – ZEN-3694, combined with abemaciclib, targets NUT carcinoma by inhibiting the NUT fusion protein, showing enhanced antitumor activity and improved response rates.
The phase 1 trial includes patients aged 12 and older with unresectable or metastatic malignancies, assessing maximum-tolerated dose, response rates, and survival outcomes.... (leggi tutto)
FDA Grants Orphan Drug Designation to SH-110 for Oral Suspension in Glioma
Jul 16, 2025 – SH-110, a liquid formulation for glioma, addresses swallowing difficulties, enhancing safety and convenience for patients and caregivers.
Gliomas are associated with high morbidity and mortality, with quality of life being a primary treatment consideration for most patients.
Shorla Oncology’s portfolio includes oral liquid methotrexate and imatinib, expanding treatment options for various cancers. ... (leggi tutto)
Grants Orphan Drug Designation to SH-110 for Oral Suspension in GliomaFDA’s Published CRLs Deliver Insight Into the Drug Approval Process
Jul 16, 2025 – Key Takeaways
The FDA’s release of CRLs provides insight into the regulatory challenges faced by oncology-related drug applications, including data insufficiencies and manufacturing deficiencies. Many drugs initially faced CRLs due to issues like inadequate clinical data, product quality concerns, and ... (leggi tutto)
Dall’ASCO
‘A Playbook for Best Practices’: ASCO and COA Release Updated Oncology Medical Home Standards
Jul 21, 2025 – ASCO and the Community Oncology Alliance (COA) have released updated standards for its Oncology Medical Home (OMH) certification program.
The OMH standards, which were first published in 2021, outline the pillars necessary for the delivery of quality cancer care and are the basis of the ASCO Certified program … (leggi tutto)
Real-World Data Show COVID-19 Boosters Offer Protection for Patients With Cancer
Jul 18, 2025 – COVID-19 vaccine boosters for adult patients with cancer helped to keep these patients from being hospitalized or admitted to intensive care units due to severe COVID-19 infections, according to the results of a retrospective cohort study published in JAMA Oncology. “Cancer patients are a vulnerable population,” said senior study author Jane Figueiredo, PhD, Director of Community Health and Population Research at Cedars-Sinai Medical Center in Los Angeles … (leggi tutto)
Studies on EGFR Mutations and NRG1 Fusions Included in ASCO NSCLC Living Guideline Update
Jul 17, 2025 – ASCO has issued a new update to its living guideline on treatment of stage IV non–small cell lung cancer (NSCLC) with driver alterations based on 2 recent studies. In a first-line treatment update, the Expert Panel recommends offering osimertinib with platinum doublet chemotherapy or amivantamab plus lazertinib, based on the phase 2 RAMOSE trial. The second updated recommendation addresses offering second-line zenocutuzumab based on data from the phase 2 eNRGy study … (leggi tutto)
Update to ASCO Living Guideline for NSCLC Without Driver Alterations Includes First Comparison of Immunotherapy Options
Jul 17, 2025 – ASCO has issued a new update to its living guideline regarding therapy for stage IV non–small cell lung cancer (NSCLC) without driver alterations.
The update is based on results of 3 phase 3 studies published recently: NIPPON, HARMONi-2, and DUBLIN-3.
It also includes a discussion of immunotherapy options and other agents, including ivonescimab and plinabulin … (leggi tutto)
Identifying Primary Resistance in Patients With MSI-H/dMMR Colorectal Cancer Tumors
Jul 16, 2025 – First-line immunotherapy with immune checkpoint inhibitors (ICIs)—either anti–PD-1 monotherapy or anti–PD-1 plus anti–CTLA-4 combination therapy—is the standard of care for microsatellite instability–high (MSI-H) metastatic colorectal cancer (mCRC). The ICI combination offers superior efficacy with increase in toxicity, especially endocrine toxicities. If disease progression occurs in the first few months of ICI treatment, initial priorities should be to rule out a misdiagnosis of MSI-H/mismatch repair deficiency (dMMR) and to identify pseudoprogression… (leggi tutto)
Emerging Paradigms in Metastatic Hormone-Sensitive Prostate Cancer Management: Transforming Care Through Precision Medicine
Jul 16, 2025 – The metastatic hormone-sensitive prostate cancer (mHSPC) treatment landscape has evolved from androgen deprivation therapy (ADT) monotherapy to doublet and triplet regimens, with clinical factors like disease volume and risk as well as metachronous or synchronous presentation guiding intensification decisions.
Molecular tools such as gene expression profiling, mutational analysis, and emerging artificial intelligence (AI) models show promise in refining treatment selection but require further validation prior to clinical implementation … (leggi tutto)
Targeting the Untargeted: A Call to Action for p53-Abnormal Endometrial Cancers
Jul 16, 2025 – Abnormal p53 expression in endometrial cancers is associated with a poor prognosis.
Platinum-containing treatment of advanced endometrial cancer with residual disease or metastatic endometrial cancer has limited duration of response in patients with abnormal p53–expressing tumors. Maintenance therapy targeted to abnormal p53 mutation or abnormal expression is warranted to improve survival in patients diagnosed with this deadly cancer… (leggi tutto)
Novità da AIFA – Farmaci a uso compassionevole
In questa sezione puoi trovare la lista dei farmaci a uso compassionevole
Elenco dei programmi attivati il 17 luglio 2025:
Pembrolizumab (Keytruda) – MSD Italia S.r.l.
In associazione a carboplatino e paclitaxel, nel trattamento di prima linea del carcinoma dell’endometrio mismatch repair proficient (pMMR) primario avanzato o ricorrente negli adulti che sono candidati a terapia sistemica e per i quali non siano disponibili alternative terapeutiche autorizzate
Anno 2025 Programma in corso
Pembrolizumab (Keytruda) – MSD Italia S.r.l.In associazione a chemioradioterapia (radioterapia a fasci esterni seguita da brachiterapia),nel trattamento del carcinoma della cervice localmente avanzato in Stadio III – IVA secondo FIGO 2014 negli adulti che non hanno ricevuto una precedente terapia definitiva e per i quali non siano disponibili alternative terapeutiche autorizzate Anno 2025 Programma in corso Tislelizumab (Tevimbra) – BeOne Medicines Italia S.r.l.
Trattamento di pazienti adulti affetti da carcinoma a cellule squamose dell’esofago (OSCC) non resecabile localmente avanzato o metastatico, dopo precedente chemioterapia a base di platino, non eleggibili al trattamento con le alterative terapeutiche autorizzate
Anno 2025 Programma in corso
Clicca qui per la lista programmi per uso compassionevole aggiornata al 17 luglio 2025.
Clicca qui per maggiori informazioni.
Pillole dall’AIFA
18 luglio 2025 – Aggiornamento “Diario di bordo sulla Trasparenza”
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16 luglio 2025 – Nota Informativa Importante su medicinali a base di risperidone
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15 luglio 2025 – Progetto europeo IncreaseNET. AIFA avvia indagine di mercato per l’erogazione di corsi di formazione da parte di Università ed Enti di Ricerca su innovazione farmaceutica
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15 luglio 2025 – AIFA aggiorna le Liste di Trasparenza
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15 luglio 2025 – L’AIFA e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato rinnovano la collaborazione
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Dedicato ai Soci
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