Anno XXIII - Numero 1008 - 24 Giugno 2025

Hanno curato la selezione degli articoli scientifici e i commenti di questo numero: Nicla La Verde, Maria Silvia Cona, Cinzia Fasola, Davide Dalu, Raffaela Sartori, Cristina Marrazzo, Federico Danelli, Valentina Biscaldi, Gaia Rebecchi (SC Oncologia, Ospedale Luigi Sacco - ASST Fatebenefratelli Sacco. Milano)




Coordinatori: Silvia Novello, Marcello Tiseo
Editore: Intermedia - Direttore Responsabile: Mauro Boldrini


Aifa pubblica la mappa interattiva delle sperimentazioni cliniche in corso in Europa

Pubblicata sul portale dell’Agenzia italiana del farmaco la mappa interattiva dei centri di sperimentazione clinica in Europa, realizzata dall’Agenzia europea dei medicinali (Ema) con l’obiettivo di promuovere maggiore trasparenza e partecipazione alla ricerca clinica. Dai trial sui tumori a quelli per malattie rare ancora senza cura, nell’Ue sono in corso 9.178 sperimentazioni cliniche in 8.621 strutture, ben 2.747 sono condotte in 646 siti in Italia. Esserne a conoscenza non è semplice per i pazienti e, molto spesso, anche per gli stessi specialisti. Proprio per questo l’Aifa ha deciso di rendere accessibile questo prezioso strumento, con l’intento di far conoscere la mappa e permetterne l’utilizzo da parte degli utenti italiani, siano questi medici, pazienti o familiari. E’ possibile cercare le sperimentazioni in corso per area geografica e per condizione clinica. La versione attuale della mappa è in inglese, ma la stessa Aifa e le altre agenzie regolatorie dell’Ue hanno chiesto di poterla tradurre nelle lingue dei rispettivi Paesi membri. Si tratta, comunque, di uno strumento di facile utilizzo. La ricerca supporta domande in linguaggio semplice e include un sistema di correzione automatica che fornisce suggerimenti in caso di errori di ortografia.
Cliccando sul nome del centro si apre una scheda con informazioni dettagliate: indirizzo della struttura, numero che identifica la sperimentazione a livello europeo, condizione medica per cui viene testato il principio attivo, fase del trial, area terapeutica e i contatti del ricercatore che coordina il progetto di ricerca. Chi è interessato può scrivergli direttamente, per chiedere di partecipare alla sperimentazione.
La mappa, aggiornata in tempo reale, è consultabile all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/mappa-dei-centri-di-sperimentazione-clinica 

Oggi in Oncologia

Structured Exercise after Adjuvant Chemotherapy for Colon Cancer

Background: Preclinical and observational studies suggest that exercise may improve cancer outcomes. However, definitive level 1 evidence is lacking.
Methods: In this phase 3, randomized trial conducted at 55 centers, we assigned patients with resected colon cancer who had completed adjuvant chemotherapy to participate in a structured exercise program (exercise group) or to receive health-education materials alone (health-education group) over a 3-year period. The primary end point was disease-free survival
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Il carcinoma del colon rappresenta il terzo tumore più frequente al mondo e la seconda causa di morte per cancro, con una quota rilevante di pazienti – circa il 20-40% – che sviluppano recidive nonostante un trattamento multimodale ottimale. Negli stadi III e II ad alto rischio, la strategia standard prevede la resezione chirurgica, seguita da chemioterapia adiuvante con schemi a base di fluoropirimidine. Tuttavia, questo approccio, seppur efficace, è gravato da effetti collaterali sistemici e da un impatto sfavorevole sulla qualità di vita.
Negli ultimi anni, l’interesse per l’attività fisica come intervento complementare in oncologia è progressivamente aumentato, grazie ai crescenti dati derivanti da evidenze precliniche e studi osservazionali che suggeriscono un suo possibile ruolo nel ridurre le recidive e migliorare la sopravvivenza dei pazienti.
In questo contesto si inserisce lo studio CHALLENGE (Colon Health and Life-Long Exercise Change) disegnato con l’intento di approfondire le conoscenze su questo topic, valutando in modo prospettico e controllato se un programma di esercizio fisico strutturato potesse migliorare ulteriormente la sopravvivenza libera da malattia nei pazienti con carcinoma del colon ad alto rischio sottoposti a trattamento curativo.
CHALLENGE è uno studio multicentrico, prospettico, di fase III, che ha arruolato pazienti che erano stati sottoposti a resezione completa di un adenocarcinoma del colon in stadio III o II ad alto rischio, e che avevano completato la chemioterapia adiuvante nei 2-6 mesi precedenti. I pazienti venivano poi randomizzati 1:1 a un programma triennale di esercizio strutturato (gruppo 1) oppure a un intervento di controllo basato su materiale educativo per promuovere uno stile di vita sano (gruppo 2). Il programma interventistico si articolava in tre fasi: nei primi 6 mesi erano previsti incontri quindicinali in presenza con un consulente specializzato e sessioni di allenamento supervisionate; nei successivi 6 mesi, gli incontri continuavano ogni due settimane, in presenza o da remoto; infine, negli ultimi 2 anni, il follow-up comportava sessioni mensili. L’obiettivo era incrementare l’attività fisica settimanale di almeno 10 MET-ore, pari a circa 3–4 sedute settimanali di camminata veloce o corsa leggera.
L’endpoint primario era la disease-free survival (DFS), definita come tempo dalla randomizzazione alla recidiva di malattia, insorgenza di nuovo tumore primitivo o morte per qualsiasi causa. Gli endpoint secondari includevano la sopravvivenza globale (OS), la funzionalità fisica riferita dal paziente (scala SF-36), la performance fisica oggettiva (test del cammino di 6 minuti, consumo massimo di ossigeno stimato) e la sicurezza.
Nello studio sono stati arruolati 889 pazienti, equamente divisi nei due gruppi, provenienti da 55 centri prevalentemente in Canada e Australia.
Dopo un follow-up mediano di 7,9 anni, l’analisi nella popolazione ITT ha mostrato una riduzione del rischio relativo di recidiva, nuovo cancro o morte del 28% nel gruppo che aveva praticato attività fisica strutturata rispetto al gruppo di controllo (HR 0,72; IC 95%, 0,55–0,94; p = 0,02). La DFS a 5 anni è stata dell’80,3% nel gruppo 1 contro il 73,9% nel gruppo 2, con una differenza assoluta del 6,4%. Dato estremamente significativo è stato il vantaggio ottenuto anche in termini di sopravvivenza globale con una OS a 8 anni del 90,3% vs 83,2% (HR: 0,63; IC 95%, 0,43–0,94). I benefici si sono manifestati progressivamente: le curve della DFS hanno iniziato a divergere dopo circa un anno dalla randomizzazione, mentre quelle dell’OS si sono separate intorno al quarto anno, mantenendo un trend favorevole al gruppo esercizio nel lungo termine.
L’intervento ha determinato miglioramenti significativi dell’attività fisica, del consumo massimo di ossigeno stimato e della distanza percorsa al test del cammino di 6 minuti. Il guadagno medio rispetto al gruppo controllo in termini di attività fisica si è mantenuto tra 5,2 e 7,4 MET-ore/settimana, corrispondenti a circa 1,5–2,25 ore settimanali in più di camminata a passo sostenuto. Anche la funzionalità riferita dai pazienti (SF-36) ha mostrato differenze favorevoli in tutte le rilevazioni fino al terzo anno.
È interessante notare che i benefici sugli outcome a lungo termine non erano correlati alle variazioni di peso corporeo o della circonferenza vita, suggerendo come l’attività fisica possa agire attivando meccanismi più complessi, legati alle funzioni del sistema immunitario, alla riduzione dell’infiammazione sistemica e alla modulazione dell’asse insulina–IGF-1, noti per influenzare la cancerogenesi.
Gli eventi avversi più frequentemente riportati nello studio sono stati di tipo muscolo-scheletrico (18,5% nel gruppo 1 vs 11,5% nel gruppo 2), ma solo il 10% di essi è stato attribuito direttamente all’esercizio fisico, e nella quasi totalità dei casi si trattava di eventi lievi o moderati.
In conclusione, lo studio Challenge fornisce, con un ottimo livello di evidenza, informazioni sull’impatto che un programma strutturato di esercizio fisico può avere, in termini di sopravvivenza libera da malattia e sopravvivenza globale, in pazienti con tumore del colon trattati con intento curativo.
L’efficacia è risultata particolarmente marcata nella prevenzione delle recidive e nell’incidenza di nuovi tumori primari, tra cui mammella e prostata, suggerendo un potenziale ruolo dell’attività fisica anche nella prevenzione secondaria di neoplasie extra-intestinali.
Sebbene il disegno dello studio comporti alcuni limiti, tra cui un lungo periodo di reclutamento (15 anni) durante il quale vi sono state modifiche negli standard di trattamento sistemico, la selezione dei pazienti, mediamente in buone condizioni generali e con poche comorbidità, e la mancanza di un gruppo di controllo completamente sedentario – i risultati restano estremamente rilevanti da un punto di vista clinico e speculativo.
Il messaggio è chiaro: l’esercizio fisico strutturato deve essere considerato parte integrante del percorso terapeutico nei pazienti affetti da cancro del colon. Affinché questa indicazione si traduca in pratica clinica, è fondamentale investire sempre di più in programmi di supporto comportamentale e nella formazione professionisti, capaci di accompagnare adeguatamente il paziente oncologico in un percorso di cambiamento sostenibile e personalizzato dello stile di vita.




Tarlatamab in Small-Cell Lung Cancer after Platinum-Based Chemotherapy

Background: Tarlatamab, a bispecific delta-like ligand 3-directed T-cell engager immunotherapy, received accelerated approval for the treatment of patients with previously treated small-cell lung cancer. Whether tarlatamab is more effective than chemotherapy in the treatment of patients whose small-cell lung cancer has progressed during or after initial platinum-based chemotherapy is not known … (leggi tutto)

Lo studio DeLLphi-304, recentemente pubblicato sul NEJM, rappresenta un promettente passo avanti nel trattamento del carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC) in fase avanzata, una patologia notoriamente aggressiva e povera di opzioni terapeutiche efficaci dopo il fallimento della chemioterapia a base di platino.
Il trial randomizzato, di fase III, in aperto, ha valutato l’efficacia e la sicurezza di tarlatamab, un anticorpo bispecifico diretto contro DLL3, rispetto alla chemioterapia standard (topotecan, lurbinectedina, o amrubicina) in seconda linea in pazienti portatori di NSCLC), Il beneficio osservato con tarlatamab è notevole: la mediana di sopravvivenza nei pazienti trattati con il nuovo farmaco è risultata di 13,6 mesi [95% CI, 11.1 – non raggiunto], rispetto agli 8,3 mesi [95% CI, 7.0 – 10.2] nei pazienti trattati con la chemioterapia, con una riduzione del rischio di morte del 40% (HR 0.60; 95% CI, 0.47 – 0.77; P<0.001). Inoltre, i pazienti trattati con tarlatamab hanno riportato un miglioramento di sintomi come dispnea e tosse, che potrebbe tradursi in un impatto favorevole sulla qualità della vita, un aspetto cruciale in un contesto di malattia avanzata. Oltre all’efficacia clinica, nei pazienti trattati con tarlatamab gli eventi avversi di grado severo sono stati meno frequenti (54% vs 80%), con un tasso di interruzioni del trattamento per tossicità inferiore (5% vs 12%).
Tuttavia, un aspetto da considerare è la gestione degli effetti collaterali immuno-mediati: oltre la metà dei pazienti ha sviluppato sindrome da rilascio di citochine (CRS), sebbene nella maggior parte dei casi si sia trattato di eventi lievi e gestibili, e viene inoltre segnalato un caso fatale di sindrome da neurotossicità associata alle cellule effettrici immunitarie (ICANS).
Uno dei principali punti di forza dello studio è l’impostazione metodologica, il disegno randomizzato e una popolazione ampia (n=509) e rappresentativa, comprensiva di pazienti con caratteristiche prognostiche sfavorevoli, come malattia platino-resistente e malattia con localizzazione cerebrale. L’utilizzo della sopravvivenza globale come endpoint primario è particolarmente rilevante in un contesto in cui i benefici precedenti si sono spesso limitati alla progression-free survival o a risposte obiettive, peraltro modeste.
Nello studio si rilevano alcuni limiti. Il disegno open-label potrebbe aver influenzato la valutazione di alcuni endpoint soggettivi, come i patient-reported outcomes. Inoltre, la popolazione dello studio comprendeva prevalentemente pazienti con performance status buono (ECOG 0-1), e con un’età media di 65 anni, il che limita l’applicabilità dei risultati a pazienti più fragili, spesso presenti nella pratica clinica.
Un aspetto molto delicato da considerare è sicuramente la gestione degli effetti collaterali immuno-mediati: la somministrazione di questi farmaci richiede un monitoraggio esperto, non sempre disponibile nei centri periferici.
Sebbene il fatto che l’attività del farmaco sia indipendente dal livello di espressione di DLL3 ne amplia la potenziale applicabilità, in futuro sarà comunque fondamentale identificare biomarcatori predittivi di risposta per una migliore selezione dei pazienti.
Nel complesso, i risultati di questo studio segnano una svolta nel trattamento del SCLC in seconda linea, introducendo una terapia immunologica che migliora significativamente la sopravvivenza. Sono già in corso studi per valutare tarlatamab in combinazione con altre terapie o in linee di trattamento più precoci (DeLLphi-305, -306 e -312), offrendo nuove opportunità per modificare la storia naturale di una malattia storicamente refrattaria.

 


The mediating role of depressive, anxiety, and physical symptoms on work ability index in employed women with breast cancer: a prospective study from Croatia

Aim: To explore the relationship between the current work ability index (WAI) and depressive and anxiety symptoms in breast cancer (BC) patients and the role of depressive, anxiety, and physical symptoms in mediating this relationship.
Methods: This prospective study enrolled 83 employed women with BC. At baseline assessment (in the first three months following BC diagnosis) and follow-up assessment (one year after baseline), participants completed the WAI … (leggi tutto)

La reintegrazione delle persone affette da cancro nel mondo del lavoro rappresenta una tematica cruciale e una sfida significativa nel contesto della salute pubblica. Questo tema acquisisce una crescente importanza a causa dell’aumento dei casi di cancro, dei tassi di sopravvivenza e, parallelamente, dell’età pensionabile.
Affinché il reinserimento avvenga in modo efficace e positivo, è importante valutare se la persona disponga di risorse adeguate a tale scopo. In questo, il costrutto centrale da considerare è quello di work ability (capacità lavorativa), un forte predittore del rientro al lavoro e del successo nella reintegrazione dei pazienti oncologici.
In Psico-Oncologia, la work ability non può essere concettualizzata e valutata solamente in termini di disabilità fisica e dolori connessi alla malattia, ma occorre considerare un paradigma ecologico e multifattoriale dell’abilità e della disabilità al lavoro, che includa dimensioni fisiche e psicologiche, sociali e contestuali, in linea con il modello biopsicosociale. A partire da questo presupposto, studi scientifici recenti si sono focalizzati sulla relazione tra il costrutto di work ability e caratteristiche di malattia, salute fisica, dimensioni individuali, sociali e relative all’ambiente di lavoro.
In linea con questi contributi e nell’ottica di fornire un ampliamento, questo interessante studio indaga il legame tra work ability e variabili psicologiche in pazienti con cancro al seno. In particolare, ha lo scopo di esaminare le relazioni che intercorrono tra i sintomi ansioso-depressivi misurati alla baseline e la capacità lavorativa misurata al follow-up. Inoltre, mira ad indagare se ansia, depressione e sintomi fisici misurati al follow-up possano svolgere il ruolo di mediatori all’interno di queste relazioni. Il concetto di work ability in questo studio è definito come un equilibrio tra le richieste lavorative, gli ambienti di lavoro e le risorse fisiche e mentali dell’individuo.
A questo fine sono state reclutate 83 donne di età compresa tra i 18 e i 60 anni con tumore al seno in stadio da I a III, tutte sottoposte a terapia (chirurgia, chemioterapia neoadiuvante o chirurgia con chemioterapia). Tutte erano lavoratrici al momento della diagnosi.
I dati sono stati raccolti in due tempi: tre mesi dopo la diagnosi (baseline) e un anno dopo la misurazione di baseline (follow-up). In ciascun momento sono state raccolte informazioni demografiche e socioeconomiche e somministrate le seguenti scale: Work Ability Index (WAI), Beck Depression Inventory-II (BDI-II), State Trait Anxiety Inventory (STAI) e European Organisation for Research and Treatment of Cancer Quality of Life Questionnaire-C30 versione 3 (QLQ-C30) con il modulo specifico per il cancro al seno (QLQ-BR23).
I risultati mostrano un effetto peggiorativo dei sintomi depressivi sulla capacità lavorativa: in questa relazione la presenza di sintomi fisici (β=-0.28, 95% IC [0.50; -0.08]) contribuisce significativamente a tale peggioramento. È, inoltre, stato riscontato un effetto peggiorativo dell’ansia sulla capacità lavorativa: in questa relazione l’ansia percepita durante tutto il percorso, dalla baseline al follow up, contribuisce significativamente al peggioramento della capacità lavorativa (β=-0.13, 95% IC [-0.26; -0.04]). I sintomi fisici (β=-0.12, 95% IC [-0.29; 0.02]), invece, non sono risultati intervenire significativamente in questa relazione.
Questi risultati indicano la rilevanza sia dei sintomi fisici sia psicologici nel determinare la work ability delle pazienti affette da cancro al seno. Inoltre, emerge come sintomi e tratti psicologici influenzino i sintomi fisici. In particolare, la depressione impatta i sintomi fisici più dell’ansia. Quest’ultimo risultato è quanto mai interessante poiché sembra inatteso e necessita di essere tenuto in particolare considerazione dai professionisti della salute. Inoltre, contribuisce a delineare un quadro complesso in cui le variabili biologiche, psicologiche e sociali non contribuiscono in modo isolato alla work ability, ma interagiscono tra loro. A livello pratico è importante che questi risultati siano tenuti in considerazione anche durante le visite, per indirizzare domande ed interventi mirati, utili per il reinserimento lavorativo della paziente.
 


In Europe
Adding Relacorilant To Nab-paclitaxel Prolongs Survival Compared with a Weekly Taxane in Patients with Platinum-Resistant Epithelial Ovarian Cancer

Jun 23, 2025 – An open-label, randomised, controlled, phase III ROSELLA study met its primary objective, the addition of relacorilant to nab-paclitaxel for patients with platinum-resistant epithelial ovarian cancer showed a statistically significant improvement in progression-free survival (PFS).
This outcome, with a clinically meaningful median overall survival (OS) difference of 4.5 months at the interim analysis, positions relacorilant plus nab-paclitaxel as a potential new standard for patients … (leggi tutto)



 
FDA Approves Retifanlimab-dlwr with Carboplatin and Paclitaxel and as a Single Agent for Squamous Cell Carcinoma of the Anal Canal

Jun 20, 2025 – On 15 May 2025, the US Food and Drug Administration (FDA) approved retifanlimab-dlwr (Zynyz, Incyte Corporation) with carboplatin and paclitaxel for the first-line treatment of adults with inoperable locally recurrent or metastatic squamous cell carcinoma of the anal canal. The FDA also approved retifanlimab-dlwr, as a single agent, for adults with locally recurrent or metastatic squamous cell carcinoma of the anal canal with disease progression on or intolerance to platinum-based chemotherapy … (leggi tutto)



 

New stem cell therapy to treat patients with blood cancers

Jun 20, 2025 – EMA has recommended granting a conditional marketing authorisation in the European Union (EU) for Zemcelpro (dorocubicel / unexpanded umbilical cord cells) to treat adults with haematological malignancies (blood cell cancers). Zemcelpro can be used in patients requiring an allogeneic haematopoietic stem cell transplantation (allo-HSCT, transplantation of stems cell from a donor) following myeloablative conditioning (chemotherapy and/or radiotherapy) for whom no other type of suitable donor cells is available … (leggi tutto)




Meeting highlights from the Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) 16-19 June 2025

Jun 20, 2025 -EMA’s human medicines committee (CHMP) recommended 13 medicines for approval at its June 2025 meeting.
The committee recommended granting a marketing authorisation for Austedo (deutetrabenazine), for the treatment of adults with moderate-to-severe tardive dyskinesia, a disorder in which predisposed patients experience abnormal involuntary movements resulting from chronic or even episodic exposure to dopamine receptor antagonists….. (leggi tutto)





EMA Recommends Extension of Therapeutic Indications for Acalabrutinib

Jun 18, 2025 – On 25 April 2025, the European Medicines Agency’s (EMA’s) Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) adopted a positive opinion, recommending a change to the terms of the marketing authorisation for the medicinal product acalabrutinib (Calquence).
The marketing authorisation holder for this medicinal product is … (leggi tutto)




 

Large DFS Benefit from Adjuvant Cemiplimab Among Patients at High Risk for Recurrence of Cutaneous Squamous Cell Carcinoma

Jun 18 2025 – In a primary analysis of the randomised, phase III C-POST study, disease-free survival (DFS) was significantly longer with adjuvant cemiplimab than with placebo among patients at high risk for recurrence of cutaneous squamous cell carcinoma after definitive local therapy. The risk of disease recurrence or death was 68% lower with cemiplimab than with placebo, with an estimated 24-month DFS rate of 87% in the cemiplimab group and 64% in the placebo group … (leggi tutto)



Dall’FDA

FDA Grants Accelerated Approval to Dato-DXd for EGFR+ NSCLC

Jun 23, 2025 – Datopotamab deruxtecan-dlnk is approved for EGFR-mutated non-small cell lung cancer after prior therapies, based on TROPION-Lung05 and TROPION-Lung01 trial data.
The trials demonstrated a 45% overall response rate with a median response duration of 6.5 months for patients treated with Dato-DX .
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Five Under 5: Top Oncology Videos for the Week of 6/15

Jun 22, 2025 – Zanubrutinib shows superior progression-free and overall survival compared to acalabrutinib plus venetoclax in CLL treatment, supporting personalized therapy choices.
Elranatamab-bcmm, combined with daratumumab and lenalidomide, achieves a high overall response rate in multiple myeloma, with early and durable responses… .
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The OncFive: Top Oncology Articles for the Week of 6/15

Jun 21, 2025 – FDA approved tafasitamab-cxix with lenalidomide and rituximab for relapsed/refractory follicular lymphoma, improving progression-free survival significantly.
EHA Congress 2025 highlighted BTK degraders and menin inhibitors as promising strategies in hematologic malignancies. .
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FDA Halts New Clinical Trials That Export Americans’ Cells to Foreign Labs in Hostile Countries for Genetic Engineering

Jun 18, 2025 – The U.S. Food and Drug Administration (FDA) today announced an immediate review of new clinical trials that involve sending American citizens’ living cells to China and other hostile countries for genetic engineering and subsequent infusion back into U.S. patients – sometimes without their knowledge or consent... (leggi tutto)

  



FDA Declines to Expand Label for Talazoparib/Enzalutamide in mCRPC

Jun 17, 2025 – The FDA declined to expand talazoparib and enzalutamide’s label for non-HRR gene-mutated mCRPC patients.
Overall survival data from the TALAPRO-2 trial now supports the existing indication for HRR gene-mutated mCRPC.
The FDA’s Oncologic Drugs Advisory Committee voted against the combination’s risk/benefit profile for non-HRR-mutant mCRPC .
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FDA to Issue New Commissioner’s National Priority Vouchers to Companies Supporting U.S. National Interests

Jun 17, 2025 – The U.S. Food and Drug Administration today announced its Commissioner’s National Priority Voucher (CNPV) program to enhance the health interests of Americans. The new voucher may be redeemed by drug developers to participate in a novel priority program by the FDA that shortens its review time from approximately 10-12 months to 1-2 months following a sponsor’s final drug application submission ... (leggi tutto)

  


Dall’ASCO

Sequencing Matters: Immunotherapy in Multiple Myeloma

Jun 19, 2025 – Among all the available options, B-cell maturation antigen (BCMA) chimeric antigen receptor (CAR) T-cell therapy, particularly ciltacabtagene autoleucel (cilta-cel), followed by G protein-coupled receptor class C group 5 member D (GPRC5D) bispecific monoclonal antibodies (BsAbs) appears to be the most effective treatment sequence in triple-class exposed relapsed/refractory multiple myeloma (MM).
If BsAbs are required for rapid disease control, it may be preferable to use talquetamab first, rather than teclistamab/elranatamab, to preserve the possibility of subsequently treating with BCMA CAR T-cell therapy—ideally cilta-cel—if the patient remains eligible … (leggi tutto)



 

Closing the Gap in the Treatment of PDAC: Zenocutuzumab Could be a Potential Targeted Option for NRG1 Fusion–Positive Disease

Jun 19, 2025 – According to results of the phase 2 eNRGy trial, zenocutuzumab demonstrates antitumor activity in patients with NRG1 fusion–positive pancreatic ductal adenocarcinoma (PDAC), with manageable toxicity.
These are the first prospective, multi-institutional data supporting the use of targeted HER2–HER3 inhibition in this molecular cohort. These data also illustrate the potential for precision medicine to influence treatment paradigms in PDAC, historically considered a genomically “undruggable” disease. … (leggi tutto)



 

Integrating Liquid Biopsy Into the Management of EGFR-Mutant Lung Cancer

Jun 18, 2025 – Currently, data do not support the discontinuation of osimertinib for patients with EGFR-mutant lung cancer based on circulating tumor DNA (ctDNA) clearance.
The utility and application of ctDNA may rapidly evolve as tests become more sensitive.
Current data suggest that cellular senescence may be a mechanism of resistance to EGFR-TKI therapy, which confers rapid progression after treatment discontinuation. … (leggi tutto)





Innovative Immune-Modulatory Approaches to Tackle Primary Resistance to Immune Checkpoint Blockade in PDAC

Jun 18, 2025 – Pancreatic ductal adenocarcinoma (PDAC) remains one of the most difficult cancers to treat, mainly because of its resistance to chemotherapy and immunotherapy.
Preclinical reports support the concept of synergy between cancer vaccines and immune checkpoint blockade in nonimmunogenic tumors.
Emerging treatments demonstrate significant potential in altering the immune environment. … (leggi tutto)



 

Immune Classifier Can Predict Response to Immunotherapy in HR-Positive, HER2-Negative Early-Stage Breast Cancer

Jun 17, 2025 – According to recently published data from a new analysis of the I-SPY2 trial, a gene expression–based immune classifier called ImPrint can help identify patients with early-stage hormone receptor (HR)–positive, HER2-negative breast cancer who could benefit from neoadjuvant immunotherapy.
This new analysis included 204 patients with HR-positive/HER2-negative breast cancer treated in 5 immunotherapy arms of the I-SPY2 trial, as well as 191 … (leggi tutto)



Novità da AIFA – Farmaci a uso compassionevole

In questa sezione puoi trovare la lista dei farmaci a uso compassionevole

Elenco dei programmi attivati il 19 giugno 2025:


AstraZeneca Acalabrutinib
In combinazione con Rituximab e Bendamustina per il trattamento di prima linea di pazienti adulti, (> 65 anni) affetti da linfoma mantellare precedentemente non trattato e per i quali non siano disponibili alternative terapeutiche autorizzate
Anno 2025 Programma in corso

Nuvalent, Inc. Zidesamtinib
Trattamento di pazienti adulti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) ROS1+ o da altri tumori solidi ROS1+ per i quali non siano disponibili alternative terapeutiche autorizzate
Anno 2025 Programma in corso

Clicca qui per la lista programmi per uso compassionevole aggiornata al 19 giugno 2025.
Clicca qui per maggiori informazioni. 


Pillole dall’AIFA

23 giugno 2025 – Online il Rapporto Vaccini
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20 giugno 2025 – Aggiornamento “Diario di bordo sulla Trasparenza”
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18 giugno 2025 – Modalità operative per le aziende titolari di AIC di medicinali a uso umano
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17 giugno 2025 – Avviso relativo all’attivazione di comandi obbligatori presso AIFA – Anno 2025
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Dedicato ai Soci 

Opportunità di lavoro in Oncologia

Consulta le posizioni disponibili nella vetrina riservata ai Soci AIOM o scarica il modulo per richiedere la pubblicazione di annunci
 


Appuntamenti 

NELL’AGENDA DISPONIBILE SUL SITO DELL’ASSOCIAZIONE TUTTE LE INFORMAZIONI SUGLI EVENTI AIOM NAZIONALI, REGIONALI e ALTRI APPUNTAMENTI PATROCINATI DA AIOM

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