Trastuzumab Plus Pertuzumab Versus Cetuximab Plus Irinotecan in Patients With RAS/BRAF Wild-Type, HER2-Positive, Metastatic Colorectal Cancer (S1613): A Randomized Phase II Trial
Purpose: ERBB2 overexpression/amplification in RAS/BRAF wild-type (WT) metastatic colorectal cancer (mCRC; human epidermal growth factor receptor 2 [HER2]-positive mCRC) appears to be associated with limited benefit from anti-EGFR antibodies and promising responses to dual-HER2 inhibition; however, comparative efficacy has not been investigated. We conducted a randomized phase II trial … (leggi tutto)
La positività per HER-2 rappresenta un potenziale fattore di resistenza primaria al trattamento con farmaci anti-EGFR in pazienti affetti da carcinoma del colon-retto metastatico (mCRC), come suggerito da numerosi dati retrospettivi pubblicati negli ultimi anni. Contestualmente, il doppio blocco farmacologico di HER-2 o l’anticorpo coniugato trastuzumab deruxtecan hanno dimostrato preliminare efficacia in questo raro sottogruppo di pazienti.
Lo studio S1613 è uno studio randomizzato di fase 2 condotto per indagare l’efficacia e l’attività di un trattamento chemo-free con trastuzumab e pertuzumab (TP) rispetto a cetuximab e irinotecan (CETIRI) in pazienti affetti da mCRC HER-2 positivo, KRAS/NRAS e BRAF wild-type, pretrattati con una o due linee di trattamento per la malattia avanzata. Obiettivo primario dello studio la sopravvivenza libera da progressione (PFS), ipotizzando un HR di 0.5 a favore del braccio sperimentale.
Da ottobre 2017 a marzo 2022, 240 pazienti sono stati sottoposti a screening per conferma centralizzata della positività per HER-2. Un totale di 53 pazienti è stato randomizzato a TP (26 pazienti) o CETIRI (27 pazienti). A causa di un lento accrual, l’arruolamento è stato interrotto prematuramente, impedendo il raggiungimento del target di arruolamento (62 pazienti) e riducendo conseguentemente la potenza statistica.
Il trattamento è stato ben tollerato in entrambi i bracci, in assenza di eventi avversi (AE) di grado 4 o 5. Tuttavia, il tasso di AE di grado 3 è risultato superiore nel braccio standard (46.2%) rispetto a quello sperimentale (23.1%).
Con una PFS mediana di 4.7 mesi (95% CI, 1.9-7.6) e 3.7 mesi (95% CI, 1.6-6.7) nel braccio TP e CETIRI, rispettivamente, lo studio non ha raggiunto il suo obiettivo primario, con un HR di 0.79 [95% CI, 0.43-1.45]. Un trend non statisticamente significativo verso un vantaggio di sopravvivenza globale (OS) è stato osservato nel braccio sperimentale (mediana non raggiunta [95% CI, 19.4-NR] vs 24.7 mesi [95% CI, 15.2-33.8]). Contestualmente, un trend di maggiore attività, sia in termini di risposte obiettive (ORR) che di controllo di malattia (DCR), è stato osservato nel braccio sperimentale (ORR 34.6% vs 28% [p=.62], DCR 73.1% vs 60%, [p=.28]).
Ad un’analisi di sottogruppo pre-pianificata, il grado di amplificazione di HER-2 (rapporto HER-2/CEP17, HCR, >5 e Gene Copy Number, GCN, >/= 20) è risultato predittivo di maggior beneficio (PFS e ORR) dal trattamento sperimentale e contestualmente minor beneficio da CETIRI.
Lo studio S1613 rappresenta il primo studio randomizzato dedicato a pazienti affetti da mCRC HER-2 positivo. Per quanto formalmente negativo, offre alcune importanti riflessioni per la conduzione di studi futuri in questa popolazione di pazienti, per cui la definizione del miglior iter terapeutico rappresenta ad oggi ancora un unmet clinical need. In primo luogo, la chemioterapia mantiene un ruolo cardine in questa patologia, specie in virtù della profonda eterogeneità che è caratteristica propria delle neoplasie colorettali. In virtù di questa eterogeneità, come suggerito dai risultati dello studio, la positività per HER-2 sembrerebbe non essere un fattore dicotomico quanto un continuum, che renderebbe di conto della differente sensibilità al trattamento con TP secondo il livello di amplificazione genica e potrebbe dunque rappresentare un ulteriore potenziale criterio di inclusione per futuri studi clinici, pur con i limiti di una popolazione rara. È interessante notare, inoltre, che il livello di amplificazione sembrerebbe correlare inversamente con il beneficio di CETIRI, potenzialmente servendo da ulteriore elemento di stratificazione nella definizione della miglior strategia terapeutica personalizzata.
Nuovi studi clinici stanno arruolando o sono in fase di apertura per anticipare l’utilizzo di farmaci mirati contro HER-2 in associazione alla chemioterapia standard in pazienti non pretrattati per malattia metastatica. Tra questi, MOUNTAINEER-03 è uno studio randomizzato di fase 3, che randomizza pazienti con mCRC HER-2 positivo naïve a trattamenti per la malattia avanzata a ricevere mFOLFOX6 – trastuzumab e tucatinib vs mFOLFOX6 con o senza agente biologico a scelta dell’investigatore (cetuximab o bevacizumab). Ulteriori studi con differenti associazioni o con anticorpi coniugati, quali trastuzumab-deruxtecan, sono in corso di attivazione.
PRODIGE 29-UCGI 26 (NEOPAN): A Phase III Randomized Trial Comparing Chemotherapy With FOLFIRINOX or Gemcitabine in Locally Advanced Pancreatic Carcinoma
Purpose: More than 30% of patients with pancreatic cancer are unresectable because of the local extension with a median overall survival (OS) of <1 year. Combination of fluorouracil (FU), oxaliplatin, and irinotecan (FOLFIRINOX) is superior to gemcitabine in the treatment of metastatic pancreatic cancer, but standard of care remains gemcitabine in locally advanced pancreatic cancer (LAPC) … (leggi tutto)
Circa un terzo dei pazienti con nuova diagnosi di tumore del pancreas si presenta sotto forma di un carcinoma pancreatico localmente avanzato (LAPC). Il LAPC è per definizione inoperabile alla diagnosi per il coinvolgimento di strutture vascolari maggiori, senza però presentare metastasi a distanza. In questo setting, lo standard di cura, sulla base delle principali linee guida internazionali, è la gemcitabina in monoterapia, con l’obiettivo principale di un controllo locale della malattia e un potenziale downstaging, pur in assenza di evidenze consolidate a supporto del beneficio in sopravvivenza. Tuttavia, in altri setting, come quello metastatico e adiuvante, regimi più intensivi come FOLFIRINOX hanno dimostrato di essere più efficaci rispetto alla sola gemcitabina nel migliorare i principali outcome di sopravvivenza, spingendo a valutarne il potenziale impatto anche nella malattia localmente avanzata.
Lo studio francese multicentrico PRODIGE 29–UCGI 26 (NEOPAN) è un trial randomizzato di fase III che ha confrontato la chemioterapia con FOLFIRINOX rispetto a gemcitabina nei pazienti con LAPC. I principali criteri di inclusione erano: ECOG PS 0–1, funzione d’organo conservata e malattia localmente avanzata secondo i criteri NCCN 2012 (incluso coinvolgimento vascolare >180° di strutture vascolari quali arteria mesenterica superiore o tronco celiaco). I pazienti sono stati randomizzati 1:1 a ricevere nel braccio sperimentale FOLFIRINOX modificato (oxaliplatino 85 mg/m², leucovorina 400 mg/m², irinotecano 180 mg/m² e 5-FU 2400 mg/m² in infusione continua per 46 ore, ogni 2 settimane) oppure nel braccio standard gemcitabina (1000 mg/m² i.v. settimanale per 7 settimane, seguito poi 1 settimana di pausa, e successivamente cicli di 4 settimane con somministrazione settimanale nelle prime 3). Per entrambi i bracci, erano previsti sei mesi di terapia, dopo i quali era lasciato a discrezione dell’investigatore se proseguire con una terapia di mantenimento, l’aggiunta di radioterapia o avvio di follow-up. L’obiettivo primario dello studio era un beneficio di 3 mesi nella sopravvivenza libera da malattia (PFS), mentre i secondari erano la sopravvivenza globale (OS), la sicurezza e la qualità di vita (QoL).
Lo studio ha incluso 171 pazienti, con un’età mediana di 68 anni, equamente distribuiti tra i due bracci. Dopo un follow-up mediano di 59.6 mesi, la PFS mediana è risultata significativamente superiore nel braccio FOLFIRINOX rispetto a quello con gemcitabina (9.7 vs 7.7 mesi; HR 0.66; p=0.02). Non sono emerse differenze significative in termini di OS (15.7 vs 15.4 mesi; HR 1.00; p=0.99) e QoL. Sebbene la tossicità sia risultata “gestibile” in entrambi i bracci, si segnala una maggiore incidenza di diarrea (18% vs 5%) e fatigue (18% vs 5%) G3/G4 nel gruppo FOLFIRINOX, mentre la neutropenia G3/G4 è risultata più frequente nel braccio standard (33% vs 13%), probabilmente relato all’utilizzo di fattori di crescita nel braccio sperimentale. Solo il 5% circa dei pazienti ha successivamente ricevuto una chirurgia sul tumore primitivo, a conferma della natura realmente “avanzata” della malattia nella popolazione studiata. Inoltre, circa il 50% dei pazienti nel braccio gemcitabina ha ricevuto FOLFIRINOX, FOLFOX o FOLFIRI al momento della progressione di malattia, aspetto che può aver attenuato l’effetto sulla OS.
Il confronto con altri studi suggerisce che la PFS mediana con FOLFIRINOX nel trial NEOPAN (9.7 mesi) sia leggermente inferiore rispetto a quella riportata nello studio randomizzato giapponese di fase II JCOG1407 (11.2 mesi); nello stesso studio, la combinazione gemcitabina – nab-paclitaxel ha mostrato una PFS mediana di 9.4 mesi, anch’essa superiore a quella osservata con gemcitabina nel NEOPAN (7.7 mesi). Bisogna precisare, comunque, che lo studio JCOG1407 ha incluso una quota non trascurabile (10% del totale) di pazienti con malattia borderline resectable, che può spiegare gli outcome superiori, e che nonostante la combinazione gemcitabina – nab-paclitaxel sia approvata ed utilizzata per il carcinoma pancreatico metastatico, il braccio standard scelto nello studio NEOPAN è stato gemcitabina, in linea con le raccomandazioni ESMO disponibili al momento della progettazione del protocollo. Ciò limita confronti diretti con altri studi che hanno usato combinazioni più moderne, ma rafforza al contempo la rilevanza del beneficio osservato.
In conclusione, i dati del trial NEOPAN suggeriscono come il FOLFIRINOX garantisca un miglior controllo della malattia senza peggiorare la qualità di vita nei pazienti con LAPC rispetto alla sola gemcitabina, sebbene non ci sia un impatto sulla sopravvivenza globale, potenzialmente a causa del “crossover” al momento della progressione e dell’elevata eterogeneità biologica (ad esempio, non risultava disponibile il dato sullo status di BRCA che può modulare la sensibilità al platino). Pertanto, il FOLFIRINOX dovrebbe essere considerato il nuovo standard terapeutico nei pazienti con LAPC. Gli step futuri saranno lo sviluppo di strategie personalizzate e l’integrazione con nuovi farmaci potenzialmente attivi e in corso di sperimentazione nelle fasi più avanzate di malattia (es, inibitori di KRAS).
Phase II Study (NO LIMIT, WJOG13320G) of First-Line Nivolumab Plus Low-Dose Ipilimumab for Microsatellite Instability-High Advanced Gastric or Esophagogastric Junction Cancer
Purpose: Microsatellite instability-high (MSI-H) advanced gastric or esophagogastric junction cancer (AGC), accounting for 5%-6% of all AGC cases, has shown an enhanced responsiveness to immunotherapy. We performed a single-arm phase II study to evaluate the combination of nivolumab (NIVO) and low-dose (LD) ipilimumab (IPI) for first-line treatment of MSI-H AGC … (leggi tutto)
L’instabilità dei microsatelliti (MSI-H)/deficit delle proteine del mismatch repair (dMMR) è un biomarcatore agnostico predittivo di risposta all’immunoterapia. La sua prevalenza negli adenocarcinomi gastrici/della giunzione gastro-esofagea metastatici o non resecabili si attesta intorno al 5-6%. I dati di efficacia e sicurezza sull’impiego dell’immunoterapia in questo setting sono limitati ad analisi post-hoc su piccoli numeri di pazienti arruolati in studi randomizzati di fase III, composti per lo più da pazienti con tumori non MSI-H.
Lo studio NO LIMIT è il primo studio prospettico dedicato a pazienti affetti da adenocarcinoma gastrico/della giunzione gastro-esofagea non resecabile o metastatico dMMR/MSI-H non pretrattati per la malattia avanzata. In questo studio giapponese di fase II a singolo braccio 29 pazienti sono stati trattati con (NIVO) 240 mg ogni 2 settimane + ipilimumab 1 mg/Kg (LD-IPI) ogni 6 settimane fino a progressione di malattia o tossicità inaccettabile, per un massimo di 24 mesi.
L’endpoint primario era il tasso di risposte obiettive (ORR), con un valore soglia del 35% (JAMA Oncol 2020) ed un valore atteso del 65% (JCO 2022).
Lo studio ha raggiunto l’endpoint primario, con un ORR pari al 62.1% (95% CI 42.3–79.3). Il tasso di risposte complete è stato del 10.3%. Il tasso di controllo della malattia (DCR) è stato del 79.3%. Ad un follow-up mediano di 9 mesi, 21 pazienti hanno interrotto il trattamento, di cui 12 (41.4%) a causa di eventi avversi correlati al trattamento (TRAEs). Escludendo un paziente con progressione di malattia, gli altri 11 hanno mantenuto una risposta duratura dopo l’interruzione (durata della risposta compresa tra 0.9 e 15.6 mesi). La sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana è stata di 13.8 mesi, mentre la sopravvivenza globale (OS) mediana non è stata raggiunta, con un tasso di sopravvivenza a 12 mesi del 79.5%.
TRAEs di qualsiasi grado si sono verificati nel 93.1% dei pazienti, mentre eventi di grado ≥3 si sono manifestati nel 37.9% dei casi. Non sono state osservate morti correlate al trattamento.
Le analisi esploratorie su biomarcatori clinici e biomolecolari hanno mostrato che i livelli sierici di albumina (indice di un adeguato stato nutrizionale) sono significativamente associati con la DCR e con l’OS, le mutazioni del gene B2M (beta-2-microglobulina) sono significativamente associate con l’ORR, mentre il tumor mutational burden non ha mostrato un’associazione significativa con l’efficacia del trattamento.
Questi dati, seppur col limite di un ristretto numero di pazienti, suggeriscono che la doppia inibizione di PD-1 e CTLA-4 rappresenta un’opzione terapeutica di prima linea promettente per il carcinoma gastrico avanzato MSI-H. Questi risultati sono comparabili con quelli dello studio CheckMate 649 (Nature 2022), studio di fase III che ha dimostrato la superiorità della combinazione di NIVO + chemioterapia a base di fluoropirimidine e oxaliplatino rispetto alla sola chemioterapia come trattamento di prima linea nei pazienti affetti da adenocarcinoma gastrico/della giunzione gastro-esofagea avanzato HER2-negativo con espressione di PD-L1 CPS≥5. Lo studio includeva anche un braccio di trattamento con NIVO 1 mg/kg (LD-NIVO) + ipilimumab 3 mg/kg (HD-IPI) somministrati per 4 cicli, seguiti da NIVO di mantenimento. L’arruolamento in questo braccio è stato interrotto precocemente per assenza di beneficio in OS rispetto alla chemioterapia e per problematiche di sicurezza. Tuttavia, un’analisi post-hoc del sottogruppo MSI-H ha rivelato un netto vantaggio rispetto alla sola chemioterapia non solo per NIVO + chemioterapia (ORR 55% vs 39%, OS mediana 38.7 vs 12.3 mesi, HR 0.38) ma anche per LD-NIVO + HD-IPI (ORR 70% vs 57%, OS mediana non raggiunta vs 10 mesi, HR 0.28).
Nonostante questi dati, nel setting di trattamento di prima linea dell’adenocarcinoma gastrico o della giunzione gastro-esofagea avanzato, gli inibitori di PD-1 hanno ottenuto la rimborsabilità da parte di AIFA in associazione a chemioterapia esclusivamente sulla base dell’espressione del PD-L1.
La riduzione della dose di IPI nello studio NO LIMIT non ha comportato un calo significativo dell’incidenza di TRAEs di grado ≥3 rispetto a quanto osservato nello studio CheckMate 649 con la combinazione LD-NIVO + HD-IPI (37.9% vs 38%). Tuttavia, ha consentito di evitare morti correlate al trattamento. Ad ogni modo, l’incidenza di TRAEs di grado≥3 con la combinazione IPI-NIVO risulta inferiore rispetto a quella riportata con la combinazione NIVO + chemioterapia (60%).
Studi futuri specificamente rivolti a pazienti affetti da adenocarcinoma gastrico/della giunzione gastro-esofagea MSI-H dovrebbero essere disegnati per confrontare, in prima linea, l’efficacia e la tollerabilità del regime LD-IPI + NIVO rispetto a chemioterapia + anti-PD-1, arruolando una coorte più ampia di pazienti per garantire una maggiore robustezza statistica.
In Europe
Neoadjuvant PD1/PD-L1 Blockade Combined with Chemotherapy Associated with High Resectability and Pathological Responses in Borderline Resectable or Unresectable Stage III NSCLC
Jun 3, 2025 – Neoadjuvant PD1/PD-L1 blockade combined with chemotherapy can significantly improve outcomes in patients with locally advanced T4 and/or N2-N3 non-small cell lung cancer (NSCLC), a population frequently underrepresented or excluded from clinical trials. The results from an international, multicentre cohort study in terms of robust pathological complete response (pCR) and major pathological response (MPR) rates align with data from large-scale studies … (leggi tutto)
Similar Median OS Between Ripretinib versus Sunitinib in Patients with Advanced GIST While Safety More Favourable for Ripretinib
Jun 2, 2025 – Final overall survival (OS) analysis from an open-label, phase III INTRIGUE study, conducted among adult patients with advanced gastrointestinal stromal tumour (GIST) who were previously treated with imatinib, occurred 18 months after the primary analysis. At the data cut-off, OS was more mature, with an event rate of 47% compared with 22% in the primary analysis. Median OS from the final analysis was similar between treatment arms in both, overall and KIT exon 11 intention-to-treat (ITT) populations … (leggi tutto)
FDA Grants Accelerated Approval to the Combination of Avutometinib and Defactinib for KRAS-mutated Recurrent Low-Grade Serous Ovarian Cancer
May 30, 2025 – On 8 May 2025, the US Food and Drug Administration (FDA) granted accelerated approval to the combination of avutometinib and defactinib (Avmapki Fakzynja Co-pack, Verastem, Inc.) for adult patients with KRAS-mutated recurrent low-grade serous ovarian cancer (LGSOC) who have received prior systemic therapy.
Efficacy was evaluated in RAMP-201 (NCT04625270), an open-label, multicentre study that included 57 adult patients with measurable KRAS-mutated recurrent LGSOC … (leggi tutto)
EMA Adopts a Positive Opinion for Biosimilar Denosumab
May 28, 2025 – On 27 March 2025, the European Medicines Agency’s (EMA’s) Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) adopted a positive opinion, recommending the granting of a marketing authorisation for the medicinal product Jubereq (denosumab), intended for the prevention of skeletal-related events in adults with advanced malignancies involving bone and the treatment of adults and skeletally mature adolescents with giant cell tumour of bone … (leggi tutto)
Supplemental Breast Cancer Imaging Techniques Could Lead to Earlier Detection of Cancer in Women with Dense Breasts
May 28, 2025 – The Breast screening—Risk Adapted Imaging for Density (BRAID) study is the first randomised controlled trial to compare supplemental imaging of abbreviated magnetic resonance imaging (MRI), automated whole breast ultrasound (ABUS), and contrast-enhanced mammography with standard mammography (standard-of-care) in women of average population risk with dense breasts and a negative screening mammogram … (leggi tutto)
Dall’FDA
FDA Launches Agency-Wide AI Tool to Optimize Performance for the American People
Jun 2, 2025 – The U.S. Food and Drug Administration (FDA) today launched Elsa, a generative Artificial Intelligence (AI) tool designed to help employees—from scientific reviewers to investigators—work more efficiently. This innovative tool modernizes agency functions and leverages AI capabilities to better serve the American people. “Following a very successful pilot program with FDA’s scientific reviewers, I set an aggressive timeline to scale AI agency-wide by June 30 ... (leggi tutto)
OncLive’s FDA Approval Report: The Regulatory Rundown for May 2025
May 30, 2025 – Avutometinib plus defactinib is the first FDA-approved treatment for KRAS-mutated recurrent low-grade serous ovarian cancer, showing a 44% ORR in the RAMP-201 trial.
Belzutifan offers a non-surgical option for advanced pheochromocytoma and paraganglioma, achieving a 26% ORR and potential blood pressure stabilization in the LITESPARK-015 trial. ... (leggi tutto)
FDA Grants Fast Track Status to EBC-129 for Pancreatic Ductal Adenocarcinoma
May 29, 2025 – The FDA has granted fast track designation to EBC-129 for use as a potential therapeutic option in patients with pancreatic ductal adenocarcinoma.1
The antibody-drug conjugate (ADC) targets a tumor-specific N256-glycosylation site conserved on CEACAM5 and CEACAM6, which are known to play a key role ... (leggi tutto)
BLA Is Withdrawn for Patritumab Deruxtecan in EGFR-Mutated NSCLC
May 29, 2025 – The biologics license application (BLA) filed to the FDA seeking accelerated approval of patritumab deruxtecan for the treatment of adult patients with locally advanced or metastatic, EGFR-mutated non–small cell lung cancer (NSCLC) who received at least 2 prior systemic therapies has been voluntarily withdrawn, according to an announcement from Merck.1 ... (leggi tutto)
FDA Grants Priority Review to Sevabertinib for HER2-Mutant NSCLC
May 28, 2025 – The FDA has granted priority review to the new drug application (NDA) seeking the approval of sevabertinib (BAY 2927088) for the treatment of adult patients with advanced non–small cell lung cancer (NSCLC) harboring HER2 mutations who have received a prior systemic therapy.1 The NDA is supported by data from the phase 1/2 SOHO-01 trial (NCT05099172) ... (leggi tutto)
Dall’ASCO
Coaching Intervention Builds Resilience in Adolescent and Young Adult Patients With Advanced Cancers
Jun 2, 2025 – Adolescent and young adult (AYA) patients with advanced cancers report high stress and poor quality of life, as well as minimal involvement in decisions regarding their own health care.
A randomized trial shows promising results for a novel resilience coaching intervention for AYA patients with advanced cancers … (leggi tutto)
KOMET-001 Demonstrates Efficacy of Ziftomenib for Patients With R/R NPM1-Mutant AML
Jun 2, 2025 – Approximately one-third of patients with newly diagnosed acute myeloid leukemia (AML) harbor NPM1 gene mutations, and about half of these patients will experience relapse. Nevertheless, there are currently no U.S. Food and Drug Administration (FDA)–approved therapies that specifically target NPM1-mutant AML.
Ziftomenib, a novel menin inhibitor, shows promise as … (leggi tutto)
DESTINY-Breast09: Trastuzumab Deruxtecan Plus Pertuzumab Sets New First-Line Benchmark in HER2-Positive Metastatic Breast Cancer
Jun 2, 2025 – DESTINY-Breast09 is the first trial in more than a decade to demonstrate a clinically meaningful improvement in outcomes for a broad group of patients with HER2-positive metastatic breast cancer in the first-line setting. Initial treatment with trastuzumab deruxtecan (T-DXd) plus pertuzumab delivered a 13.8-month improvement in median progression-free survival (PFS) compared with the standard regimen of a taxane plus trastuzumab and pertuzumab (THP) … (leggi tutto)
Annual Whole-Body Imaging Contributes to Early Cancer Detection in Patients With Li-Fraumeni Syndrome
Jun 2, 2025 – There is limited accessibility to immunotherapy in resource-limited countries.
A novel triple oral metronomic chemotherapy (OMCT) regimen extends overall survival (OS) in the second-line setting compared with standard-of-care options … (leggi tutto)
Primary Cytoreductive Surgery Provides PFS but not OS Benefit Over Neoadjuvant Chemo + Interval Cytoreductive Surgery in Advanced Ovarian Cancer
Jun 2, 2025 -The randomized ENGOT ov33/AGO-OVAR OP7 trial compared outcomes with primary cytoreductive surgery (PCS) or neoadjuvant chemotherapy followed by interval cytoreductive surgery (NACT-ICS) in patients with seemingly resectable advanced ovarian cancer receiving care at accredited gynecologic cancer centers … (leggi tutto)
Second-Line Tarlatamab Shows Improved Survival Over Chemotherapy in Previously Treated SCLC
Jun 2, 2025 – Results from the phase 3 DeLLphi-304 trial show improved overall survival (OS) and significantly longer progression-free survival (PFS) with the bispecific antibody tarlatamab versus chemotherapy among patients with previously treated small cell lung cancer (SCLC).
Median OS was 13.6 vs 8.3 months (HR 0.60, 95% CI [0.47, 0.77]; P < .001), and median PFS was 4.2 vs 3.7 months … (leggi tutto)
Pillole dall’AIFA
30 maggio 2025 – Mappa dei centri di Sperimentazione Clinica
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30 maggio 2025 – Esiti runione Commissione Scientifica e Economica del Farmaco (CSE)
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30 maggio 2025 – Ordine del giorno riunione straordinaria Commissione Scientifica e Economica del Farmaco (CSE)
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30 maggio 2025 – Aggiornamento “Diario di bordo sulla Trasparenza”
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29 maggio 2025 – Nota Informativa Importante su Mysimba (naltrexone/bupropione)
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28 maggio 2025 – Attivazione web e pubblicazione schede di monitoraggio CABOMETYX (DTC) – Registro semplificato
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28 maggio 2025 – Attivazione web e pubblicazione schede di monitoraggio SPEXOTRAS – FINLEE (LGG) – Registro semplificato
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