Anno XXIII - Numero 1006 - 10 Giugno 2025

Hanno curato la selezione degli articoli scientifici e i commenti di questo numero: Marcello Tiseo, Fabiana Perrone, Giulia Airò, Angelica Sikokis (Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma)



Coordinatori: Silvia Novello, Marcello Tiseo
Editore: Intermedia - Direttore Responsabile: Mauro Boldrini

Oggi in Oncologia

Zongertinib in Previously Treated HER2-Mutant Non-Small-Cell Lung Cancer

Background: Innovative oral targeted therapies are warranted for patients with human epidermal growth factor receptor 2 (HER2)-mutant non-small-cell lung cancer (NSCLC). Zongertinib is an oral, irreversible, HER2-selective tyrosine kinase inhibitor that has been shown to have efficacy in persons with advanced or metastatic solid tumors with HER2 alterations in a phase 1 study … (leggi tutto)

Le mutazioni a carico del gene HER2 sono presenti circa nel 2-4% dei casi di tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC), interessando più frequentemente il dominio tirosin-chinasico e presentandosi per lo più sotto forma di inserzioni a carico dell’esone 20.
Diverse molecole sono in fase di studio nel trattamento dei pazienti con NSCLC avanzato e portatori della mutazione di HER2. Tra queste, l’anticorpo farmaco coniugato Trastuzumab Deruxtecan al dosaggio di 5.4 mg/kg ha dimostrato nello studio di fase 2 DESTINY LUNG-02 un tasso di risposte obiettive intorno al 50% nei pazienti con NSCLC avanzato precedentemente trattati HER2 mutati con una mediana di PFS di 8.2 mesi e con un tasso di eventi avversi di grado pari o superiore al 3 del 39%. Il farmaco è registrato FDA ed EMA quale trattamento nei pazienti pre-trattati con NSCLC HER2 mutato.
Altre molecole definite pan HER inhibitors come poziotinib o pyrotinib, pur avendo dimostrato risultati incoraggianti in termini di attività, tuttavia non sono state ulteriormente sviluppate a causa di un profilo di sicurezza non maneggevole. Infine, nuovi TKIs come la molecola BAY 2927088 sono in fase di studio in trials di fase precoce mostrando buoni risultati in termini di efficacia e un migliore profilo di tossicità.
Zongertinib è un inibitore orale, irreversibile di HER2 oggetto di valutazione nello studio di fase 1a/1b Beamion Lung-01. Nella fase 1a dello studio di dose escalation, Zongertinib è stato valutato in pazienti con qualsiasi tumore solido in stadio avanzato con mutazione di HER2 al dosaggio di 120 mg/die o 240 mg/die. Recentemente, su New England Journal of Medicine sono stati presentati i risultati di 3 delle 5 coorti previste nella fase 1b di dose expansion che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di Zongertinib solo in pazienti pretrattati con NSCLC metastatico e con mutazione di HER2. Le coorti oggetto di pubblicazione sono: la coorte 1 che ha incluso pazienti con mutazioni di HER2 nel dominio tirosin chinasico, la coorte 5 che ha incluso pazienti precedentemente trattati con anticorpi farmaco coniugati, soprattutto Trastuzumab Deruxtecan e la coorte 3 che ha incluso pazienti con mutazioni al di fuori del dominio tirosin chinasico di HER2. Nella coorte 1 i pazienti sono stati inizialmente randomizzati con un rapporto 1:1 a ricevere Zongertinib al dosaggio di 120 mg o di 240 mg al giorno ogni 21 giorni. Una successiva analisi di dose selection ha definito il dosaggio di 120 mg/die come dosaggio raccomandato. Pertanto, nelle coorti 3 e 5 i pazienti inizialmente hanno ricevuto Zongertinib al dosaggio di 240 mg al giorno e poi a 120 mg al giorno. La fase 1b dello studio prevede ulteriori due coorti, attualmente ongoing: la coorte 2 includente pazienti con mutazioni nel dominio tirosin chinasico e non precedentemente trattati e la coorte 4 con pazienti con metastasi cerebrali attive. L’endpoint primario dello studio è la risposta obiettiva, intesa come risposta completa o parziale, valutata in maniera indipendente per le coorti 1 e 5 o dall’investigatore per la coorte 3. Endpoints secondari includono la durata della risposta, la progression-free survival (PFS) e la risposta obiettiva cerebrale in accordo ai criteri RANO-MB per i pazienti con metastasi cerebrali al baseline.
Tra l’8 Marzo 2023 e il 29 Novembre 2024 sono stati arruolati 132 pazienti nella coorte 1 (di questi 75 hanno ricevuto Zongertinib al dosaggio di 120 mg al giorno), 39 nella coorte 5 e 25 nella coorte 3. Nella coorte 1 il 37% dei pazienti presentava metastasi cerebrali alla diagnosi e il 39% dei pazienti aveva ricevuto almeno due precedenti trattamenti sistemici.
Ad un follow-up mediano di 11.3 mesi, la risposta obiettiva nei 75 pazienti della coorte 1 che hanno ricevuto Zongertinib alla dose di 120mg/die è stata del 71% con 5 pazienti che hanno ottenuto una risposta completa e 48 una risposta parziale. La durata mediana della risposta e la mediana di PFS sono state rispettivamente di 14.1 e 12.4 mesi. Tra i 27 pazienti con metastasi cerebrali al basale, la risposta intracranica in accordo ai criteri RANO-BM è stata del 41%. Tra i 55 pazienti della coorte 1 trattati con Zongertinib al dosaggio di 240 mg/die la risposta obiettiva è stata del 84% con una durata mediana della risposta di 9.7 mesi, una mediana di PFS di 10.9 e con una risposta intracranica in accordo ai criteri RANO-MB del 42%.
Nella coorte 5, ad un follow-up mediano di 6.8 mesi, il tasso di risposta obiettiva è stato del 48% in tutta la popolazione e del 41% nei 22 pazienti precedentemente trattati con Trastuzumab Deruxtecan. La mediana di risposta è stata di 5.3 mesi con una mediana di PFS di 6.8 mesi.
Nella coorte 3, il tasso di risposta obiettiva è stato del 30% con una mediana della durata della risposta e una mediana di PFS ancora non mature.
Per quanto riguarda la safety, nella coorte 1 la frequenza degli eventi avversi di grado maggiore o uguale a 3 è stata del 17%, con un’incidenza più alta tra i pazienti trattati alla dose di 240 mg/die rispetto al 120 mg/die (25% vs 22%). L’incidenza di eventi avversi di grado maggiore o uguale a 3 è stata del 3% e del 25% nella coorte 5 e 3, rispettivamente.
I dati dello studio Beamion LUNG-01 dimostrano l’attività antitumorale di Zongertinib nei pazienti con NSCLC avanzato precedentemente trattati e con mutazioni a carico di HER2, sia nel dominio tirosin chinasico che fuori da esso, con un profilo di tossicità accettabile, specie al dosaggio di 120 mg/die.
È attualmente in corso lo studio di fase 3 Beamion LUNG-02 che confronta Zongertinib in prima linea verso la chemioterapia a base di platino nei pazienti con NSCLC a istologia non squamosa e con mutazione di HER 2, i cui risultati potrebbero cambiare la pratica clinica e fornire una efficace possibilità terapeutica ai pazienti con questa caratteristica molecolare.




TFOX versus FOLFOX in first-line treatment of patients with advanced HER2-negative gastric or gastro-oesophageal junction adenocarcinoma (PRODIGE 51- FFCD-GASTFOX): an open-label, multicentre, randomised, phase 3 trial

Background: Perioperative FLOT (fluorouracil, oxaliplatin, and docetaxel) triplet chemotherapy is the standard of care for localised and resectable gastric and gastro-oesophageal junction adenocarcinoma. We aimed to compare a modified FLOT regimen (also known as TFOX) with FOLFOX as first-line treatment for patients with HER2-negative advanced gastric and gastro-oesophageal junction adenocarcinoma … (leggi tutto)

Il carcinoma gastrico e della giunzione gastroesofagea in stadio localmente avanzato non resecabile o metastatico presenta, ancora oggi, una prognosi sfavorevole. Solo con l’introduzione degli anticorpi monoclonali anti-PD1 e anti-claudina18.2, in associazione alla doppietta chemioterapica a base di fluoropirimidine e platino-derivati, si è assistito ad un miglioramento della sopravvivenza globale mediana nella prima linea. Già nel 2006, lo studio di fase 3 V325 aveva valutato l’intensificazione della chemioterapia di prima linea con uno schema comprendente docetaxel, cisplatino e fluorouracile (DCF), rispetto alla doppietta con cisplatino e fluorouracile, dimostrando una maggiore efficacia, ma con un significativo incremento della tossicità, soprattutto ematologica, che ne ha limitato l’impiego clinico. In risposta a tali criticità, sono stati sviluppati schemi a tre farmaci a miglior tollerabilità, come FLOT e la sua variante TFOX (FLOT modificato), che hanno già dimostrato promettenti risultati di efficacia in studi di fase 2.
Lo studio francese PRODIGE 51-FFCD-GASTFOX è il primo studio di fase 3, multicentrico, randomizzato, in aperto, a confrontare lo schema TFOX (docetaxel 50 mg/mq, oxaliplatino 85 mg/mq, leucovorin 400 mg/mq e 5-fluorouracile 2400 mg/mq in infusione continua per 46 ore ogni due settimane) con lo standard of care FOLFOX nel trattamento di prima linea dei pazienti affetti da carcinoma gastrico o della giunzione gastroesofagea HER2-negativo localmente avanzato non resecabile o metastatico. I pazienti potevano aver ricevuto, in setting neo(adiuvante), una chemioterapia a base di fluoropirimidine con o senza platino-derivati, purchè la recidiva si fosse manifestata almeno 12 mesi dopo il termine del trattamento; non era invece ammesso un precedente trattamento a base di docetaxel.
I pazienti, randomizzati con rapporto 1:1, venivano stratificati per centro, ECOG PS (0 vs 1), precedente trattamento (neo)adiuvante, stadio, sede del primitivo e sottotipo istologico (a cellule ad anello con castone o no). La maggior parte dei pazienti era affetta da un adenocarcinoma della giunzione gastroesofagea, in stadio metastatico, con istologia non a cellule ad anello con castone e di tipo intestinale (classificazione di Lauren).
L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione (PFS) nella popolazione ITT, mentre gli endpoint secondari includevano la sopravvivenza globale (OS), il tasso di risposta obiettiva (ORR) e la safety. La qualità di vita e l’indice terapeutico verranno analizzati in una pubblicazione differente.
Da dicembre 2016 a dicembre 2022 sono stati arruolati 507 pazienti (254 nel braccio TFOX e 253 nel braccio FOLFOX). Il motivo più frequente di interruzione del trattamento è stato la progressione di malattia.
Ad un follow up mediano di 42.8 mesi, nella popolazione ITT è stata riportata una mPFS di 7.59 mesi nel gruppo TFOX vs 5.98 mesi nel gruppo FOLFOX; a fronte della violazione dell’assunzione di proporzionalità dei rischi (p = 0.013), come predefinito dal disegno statistico, è stato calcolato il tempo medio di sopravvivenza libera da progressione ristretto a 12 mesi, pari a 7.52 mesi (95% CI 7.06–7.97) nel gruppo TFOX vs 6.62 mesi (6.16–7.09) nel gruppo FOLFOX (p = 0.0072). Il regime TFOX ha dimostrato un beneficio significativo anche in termini di mOS, con conferma dell’assunzione di proporzionalità dei rischi (15.08 mesi [13.7-16.72] vs 12.65 mesi [10.94-14.00]; HR 0.82; p = 0.048).
Le analisi post hoc hanno dimostrato un beneficio in OS maggiore nei pazienti con età < 70 anni (HR 0.76 [0.60–0.95], PS ECOG 0 (HR 0.65 [0.47–0.88]) o con istologia diffusa (HR 0.59 [0.40–0.87]).
Anche il tasso di risposta obiettiva è risultato superiore nel braccio TFOX (62.3% vs 53.4%; p = 0.045), pur a fronte di una maggiore incidenza di eventi avversi di grado ≥ 3 (soprattutto neuropatia periferica, neutropenia, astenia e diarrea), sebbene questi siano apparsi gestibili e coerenti con quanto atteso da una tripletta a base di taxani (l’utilizzo di G-CSF in profilassi primaria non era raccomandato nel gruppo FOLFOX, mentre era a discrezione del clinico nel gruppo TFOX). L’utilizzo della tripletta non ha compromesso la possibilità di ricevere una seconda linea terapeutica (52% dei pazienti del gruppo TFOX e 55% dei pazienti del gruppo FOLFOX); in ordine di frequenza gli schemi più utilizzati in seconda linea sono stati: FOLFIRI o irinotecan in monoterapia, taxano associato a ramucirumab o ramucirumab o taxano in monoterapia (si specifica che in Francia il ramucirumab non è rimborsato e pertanto non accessibile in tutti i centri).
I risultati di questo studio vanno contestualizzati all’interno di un periodo in cui lo schema FLOT non era ancora lo standard of care in perioperatoria e in cui non vi erano ancora a disposizione farmaci anti-PD1 e anti-claudina18.2 in associazione alla doppietta chemioterapica nella prima linea metastatica. Pertanto, nonostante le limitazioni di questo studio (non in cieco, condotto in un singolo paese europeo, con esclusione di pazienti che avessero già ricevuto docetaxel e con pazienti selezionati dal punto di vista molecolare solo per negatività ad HER2), i risultati positivi in termini di efficacia, il profilo di tossicità accettabile e la possibilità di accesso a ulteriori linee terapeutiche, hanno portato all’inclusione di una tripletta di chemioterapia con docetaxel, come TFOX, nell’ultimo aggiornamento delle linee guida ESMO, come possibile opzione in prima linea, in pazienti clinicamente e molecolarmente selezionati (negativi per espressione di PD-L1 e claudina18.2).
Sebbene il bilancio complessivo dello studio sia favorevole, va specificato che il beneficio dell’aggiunta del taxano è risultato più evidente nella per protocol population (pazienti che soddisfacevano i principali criteri di inclusione ed erano in grado di ricevere la dose completa di chemioterapia prevista al primo ciclo) con un HR di 0.76 e un vantaggio di 3.19 mesi in mOS. Tali risultati, unitamente all’evidenza di maggior efficacia nei pazienti giovani e con migliori condizioni cliniche generali, ribadiscono l’importanza di un’attenta selezione clinica per l’impiego delle triplette a base di docetaxel.
In questo scenario terapeutico in continua evoluzione, ulteriori studi sono necessari al fine di valutare il ruolo delle triplette di chemioterapia contenenti docetaxel in associazione agli anticorpi anti-PD1 e anti-claudina18.2 in pazienti selezionati dal punto di vista molecolare.

 


Tisotumab Vedotin as Second- or Third-Line Therapy for Recurrent Cervical Cancer

Background: Recurrent cervical cancer is a life-threatening disease, with limited treatment options available when disease progression occurs after first-line combination therapy. Methods: We conducted a phase 3, multinational, open-label trial of tisotumab vedotin as second- or third-line therapy in patients with recurrent or metastatic cervical cancer … (leggi tutto)

Il tumore della cervice uterina rappresenta ancora oggi una neoplasia a prognosi sfavorevole con una sopravvivenza a 5 anni inferiore al 19% nelle pazienti con malattia a distanza nonostante l’avvento dell’immunoterapia in questo setting.
Due farmaci anti PD-L1 e anti PD-1, Pembrolizumab e Atezolizumab, in combinazione con la chemioterapia hanno dimostrato un beneficio in termini di Overall Survival (OS) in due studi clinici di fase III come anche l’utilizzo di Cemiplimab (anti PD-1) in monoterapia ha confermato un vantaggio in OS rispetto alla sola chemioterapia a partire dalla seconda linea di trattamento nelle pazienti che non avessero ricevuto una pregressa immunoterapia.
Nonostante queste opzioni terapeutiche oggi disponibili la prognosi del tumore avanzato della cervice uterina rimane sfavorevole in particolare a fallimento della prima linea pertanto risulta di fondamentale importanza ricercare nuove alternative terapeutiche efficaci.
Tisotumab Vedotin è un anticorpo farmaco-coniugato composto da un anticorpo monoclonale diretto contro il Fattore Tissutale, una glicoproteina transmembrana coinvolta nella cascata coagulativa, legato covalentemente ad un agente inibitore dei microtubuli, la Monometil Auristatina E. Il Fattore Tissutale è altamente espresso in diversi tumori solidi, tra i quali il carcinoma della cervice uterina.
Tisotumab Vedotin ha dimostrato di essere efficace nel trattamento in seconda e terza linea di pazienti con carcinoma avanzato della cervice uterina nello studio di fase II Innova TV 204/ENGOT –cx6/GOG-3023. Inoltre Tisotumab Vedotin ha dimostrato attività antitumorale in associazione a Pembrolizumab nelle pazienti che non avessero ricevuto precedente trattamento con immunoterapia.
Lo studio InnovaTV 301/ENGOT-cx12/GOG-3057 è uno studio internazionale in aperto di fase III che aveva la finalità di dimostrare l’efficacia di Tisotumab Vedotin come trattamento di seconda e terza linea nel carcinoma avanzato della cervice uterina. Le pazienti erano randomizzate 1:1 a ricevere Tisotumab Vedotin in monoterapia o una chemioterapia a scelta dello sperimentatore (topotecan, vinorelbina, gemcitabina, irinotecan o pemetrexed). Endpoint primario dello studio era l’Overall Survival.
Nello studio sono state randomizzate 502 pazienti di cui 253 assegnate al braccio sperimentale e 249 al braccio di controllo. I due gruppi di trattamento erano equamente bilanciati in termini di caratteristiche cliniche e demografiche. L’OS mediana è risultata significativamente maggiore nel braccio sperimentale: 11.5 mesi (95% CI 9.8.14.9) vs 9.5 mesi (95% CI 7.9- 10.7), con una riduzione del rischio di morte del 30% (hazard ratio [HR] 0.70, 95% CI 0.54-0.89; two-sided p = 0.004).
La Progression-Free Survival (PFS) mediana è risultata pari a 4.2 mesi (95% CI 4.0-4.4) nel braccio di Tisotumab Vedotin rispetto a 2.9 mesi (95% CI 2.6-3.1) nel braccio chemioterapia (HR 0.67, 95% CI 0.54-0.82; two-sided p < 0.001) con un Overall Response Rate (ORR) del 17.8% vs 5.2% (odds ratio 4.0, 95% CI 2.1-7.6; two-sided p < 0.001).
Le analisi di sottogruppo hanno confermato l’efficacia del trattamento sperimentale in tutta la popolazione Intention-To-Treat (ITT) nonostante tali risultati vadano interpretati con cautela ed essere unicamente considerati hypothesis-generating.
Nessun razionale biologico è stato inoltre evidenziato relativamente al differente beneficio ottenuto dalle pazienti in base alla precedente assunzione o meno di Bevacizumab. Nel precedente studio InnovaTV 204 ad esempio le pazienti non precedentemente trattate con Bevacizumab avevano ottenuto migliori tassi di ORR a differenza di quanto evidenziato nello studio di fase III.
Nello studio InnovaTV 301 inoltre Tisotumab Vedotin ha dimostrato una maggiore efficacia rispetto alla sola chemioterapia anche nelle pazienti che avessero ricevuto un precedente trattamento con immunoterapia.
Nel complesso il 98.4% delle pazienti nel braccio sperimentale e il 99.2% delle pazienti nel braccio di controllo ha manifestato almeno un evento avverso durante il trattamento. Tra gli eventi avversi di particolare interesse correlati al farmaco sperimentale sono da segnalare la tossicità oculare, la neuropatia periferica ed il rischio di sanguinamento.
Eventi di grado 3 o superiore si sono presentati nel 52% e nel 62.3% dei casi rispettivamente e il 14.8% delle pazienti nel braccio con Tisotumab Vedotin ha sospeso definitivamente il trattamento a causa degli effetti collaterali relati al farmaco.
In conclusione lo studio InnovaTV 301 ha dimostrato una maggiore efficacia del trattamento con Tisotumab Vedotin, anche in termini di OS, rispetto alla sola chemioterapia nelle pazienti con carcinoma avanzato e pre-trattato della cervice uterina. Questo beneficio è risultato mantenuto anche nelle donne che avessero già ricevuto un precedente trattamento a base di immunoterapia rappresentando pertanto una valida alternativa terapeutica in un setting di malattia a prognosi estremamente sfavorevole e per cui ad oggi non disponiamo di opzioni terapeutiche efficaci.
Il farmaco alla luce dei dati dello studio di fase III ha ottenuto l’approvazione EMA (European Medicines Agency) in Gennaio 2025.
 


In Europe

EMA Recommends Granting a Conditional Marketing Authorisation for Zanidatamab

Jun 05, 2025 – On 25 April 2025, the European Medicines Agency’s (EMA’s) Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) adopted a positive opinion, recommending the granting of a conditional marketing authorisation for the medicinal product zanidatamab (Ziihera), intended for the treatment of adults with unresectable locally advanced or metastatic HER2-positive biliary tract cancer … (leggi tutto)





New guideline on inclusion of pregnant and breastfeeding individuals in clinical trials

Jun 04, 2025 – EMA has released for public consultation a new guideline providing recommendations on how to include and/or retain pregnant and breastfeeding people in clinical trials. The goal is to ensure developers generate robust clinical data in those populations, so that these individuals and their healthcare providers can make informed, evidence-based decisions when using medicines … (leggi tutto)




 

Vepdegestrant Results in Longer PFS Than Fulvestrant in Previously Treated Patients with ESR1-mutated, ER-positive, HER2-negative ABC

Jun 04, 2025 – In an open-label, randomised phase III VERITAC-2 study that involved patients with ER-positive, HER2-negative advanced breast cancer (ABC) and disease progression while receiving endocrine therapy plus a CDK4/6 inhibitor, progression-free survival (PFS) was significantly longer with an oral proteolysis-targeting chimera (PROTAC) ER degrader vepdegestrant than with fulvestrant among patients with ESR1 mutations … (leggi tutto)



Dall’FDA

FDA Approves Darolutamide for Metastatic Castration-Sensitive Prostate Cancer

Jun 3, 2025 – The FDA has approved darolutamide (Nubeqa) for the treatment of patients with metastatic castration-sensitive prostate cancer (mCSPC).1
This regulatory decision was based on data from the randomized, double-blind, placebo-controlled phase 3 ARANOTE trial (NCT04736199), which evaluated darolutamide vs placebo, with concomitant androgen deprivation therapy (ADT), in 669 patients with mCSPC .
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Dall’ASCO

Selecting First-Line Therapy for ROS1 Fusion–Positive NSCLCs

Jun 4, 2025 – Several ROS1 tyrosine kinase inhibitors (TKIs) have been explored as first-line therapies for patients with advanced ROS1 fusion–positive non–small cell lung cancers (NSCLCs).
Only 3 TKIs (crizotinib, entrectinib, and repotrectinib) are currently approved by the U.S. Food and Drug Administration (FDA). Repotrectinib is a preferred choice because of its relative efficacy, central nervous system (CNS) activity, and resistance coverage … (leggi tutto)



 

Lowering Rates of Smoking After Cancer Diagnosis by Targeting Social Networks

Jun 4, 2025 – Continued smoking after a cancer diagnosis is common and often influenced by close social contacts who smoke.
Social networks—including individuals who smoke and those who do not—play a major role in cessation outcomes for patients with cancer who use tobacco.
Smoking cessation programs that account for social dynamics in their strategies can significantly improve … (leggi tutto)



 

AMPLITUDE: First Trial to Demonstrate Improved rPFS in HRR-Altered mCSPC With Combination PARP Inhibitor + Standard of Care

Jun 3, 2025 – AMPLITUDE is the first study to demonstrate improved radiographic progression-free survival (rPFS) among patients with metastatic castration-sensitive prostate cancer (mCSPC) harboring certain homologous recombination repair (HRR) pathway gene mutations who were given a PARP inhibitor combined with an androgen receptor (AR)-pathway inhibitor … (leggi tutto)



 

Trispecific Antibody Yields High Response Rates in a Phase 1 Trial for Relapsed/Refractory Multiple Myeloma

Jun 3, 2025 – Early phase 1 trial results show that the investigational trispecific antibody JNJ-79635322 (JNJ-5322) at the recommended phase 2 dose (RP2D) produces high responses in patients with relapsed/refractory BCMA/GPRC5D-naive multiple myeloma with a manageable safety profile.
In response-evaluable patients, the overall response rate was 100% in BCMA/GPRC5D-naive individuals who received the RP2D, with a complete … (leggi tutto)


 

Encorafenib + Binimetinib Displays Promising Safety, Efficacy Signals in BRAFV600E/K–Mutated Melanoma

Jun 3, 2025 – Treatment with a combined BRAF/MEK–targeted approach previously demonstrated success in stage III/IV melanoma, leading Columbus-AD trial investigators to evaluate encorafenib and binimetinib in stage IIB/C, BRAFV600E/K–mutated disease.
When new immunotherapy agents began to demonstrate efficacy, the placebo control in the Columbus-AD trial was deemed unethical, and trial recruitment was halted … (leggi tutto)





Combination Elranatamab, Daratumumab, Lenalidomide Shows Promise, Yielding a High Response Rate in Newly Diagnosed MM

Jun 3, 2025 -Initial results from part 1 of the phase 3 MagnetisMM-6 study show that elranatamab in combination with lenalidomide and daratumumab yields a high response rate and has a manageable safety profile for patients with newly diagnosed multiple myeloma (MM) who are not eligible for a stem cell transplant.
The overall response rate was 97.3%, with 94.6% of … (leggi tutto)



 

Nivolumab + Relatlimab Fails to Improve RFS in Resectable Stage III/IV Melanoma in Phase 3 RELATIVITY-098 Trial

Jun 3, 2025 – Combination nivolumab plus relatlimab does not improve relapse-free survival (RFS) over nivolumab monotherapy in patients with completely resected stage III/IV melanoma, according to results of the phase 3 RELATIVITY-098 trial.
These results contrast with those of RELATIVITY-047, which showed a progression-free survival benefit with the combination in patients with previously  … (leggi tutto)



Novità da AIFA – Farmaci a uso compassionevole

In questa sezione puoi trovare la lista dei farmaci a uso compassionevole

Lista aggiornata dei programmi attivati nel 2025:


Bristol-Myers Squibb Adagrasib
Trattamento di paienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico con mutazione KRAS G12C precedentemente trattati, per i quali non siano disponibili alternative terapeutiche.
Anno 2025 Programma in corso

Astra Zeneca Osimertinib
Trattamento di pazienti adulti con nuova diagnosi di carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato, non resecabile (stadio III), che presenta delezioni dell’esone 19 dell’EGFR o mutazioni di sostituzione dell’esone 21 (L858R) e la cui malattia non è progredita durante o dopo una chemio-terapia a base di platino, e per i quali non siano disponibili alternative terapeutiche
Anno 2025 Programma in corso

GlaxoSmithKline Dostarlimab (Jemperli)
“trattamento di prima linea nelle pazienti adulte affette da cancro endometriale primario
avanzato o ricorrente senza deficit di MMR (MMRp)/ con stabilità dei microsatelliti (MSS) e per le quali non siano disponibili alternative terapeutiche autorizzate”
Anno 2025 Programma in corso

Clicca qui per la lista programmi per uso compassionevole aggiornata al 6 maggio 2025.
Clicca qui per maggiori informazioni. 


Pillole dall’AIFA

5 giugno 2025 – AIFA pubblica l’elenco dei farmaci innovativi per singola indicazione (anno 2024)
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4 giugno 2025 – AIFA pubblica il Bando Ricerca Indipendente 2025 sulle malattie rare
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4 giugno 2025 – Misure correttive per ridurre la presenza di nitrosammine nei medicinali
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Dedicato ai Soci 

Opportunità di lavoro in Oncologia

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Appuntamenti 

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