Oggi in Oncologia
Prognostic implications of risk definitions from the monarchE and NATALEE trials
Background: The monarchE and NATALEE trials employed different high-risk inclusion criteria. Main objective is to assess prognostic differences based on their inclusion criteria. Methods: Patients with hormone receptor-positive/HER2-negative early breast cancer enrolled in the phase III MIG1, GIM2, and GIM3 trials were categorized as high-risk cohort (HRC) and low-risk cohort (LRC) according to the inclusion criteria of monarchE and NATALEE trials … (leggi tutto)
La terapia con inibitori CDK4/6 ha recentemente ampliato le opzioni terapeutiche per il trattamento endocrino adiuvante del carcinoma mammario ormono-positivo (HR+)/HER2-negativo in stadio iniziale (eBC), grazie ai risultati positivi degli studi monarchE (abemaciclib) e NATALEE (ribociclib) pur avendo i due trial utilizzato criteri di inclusione diversi per definire i pazienti ad “alto rischio” di recidiva.
In particolare, lo studio monarchE ha selezionato una popolazione generalmente a più alto rischio di recidiva, includendo solamente pazienti nodi-positive e con ulteriori fattori biologici o clinici di aggressività; al contrario, lo studio NATALEE ha incluso una fetta di popolazione più ampia di pazienti affette da HR+/HER2- eBC, allargando l’eleggibilità anche a pazienti con malattia nodi-negativi, o con 1-3 linfonodi positivi (pN1), ma senza ulteriori criteri biologici o clinici di aggressività.
Queste differenze sollevano dubbi, in particolare sulla prognosi intrinseca delle varie sottopopolazioni di pazienti, e pertanto sull’effettiva utilità di intensificare i trattamenti adiuvanti.
L’obiettivo principale di questa analisi era quello di valutare quale fosse la prognosi delle differenti categorie di pazienti sulla base dei criteri di inclusione dei trial clinici monarchE e NATALEE. Si tratta di una analisi con dati individuali di pazienti inclusi in tre trial clinici prospettici di fase III italiani (MIG1, GIM2, GIM3) che hanno incluso pazienti con HR+/HER2- eBC.
Inizialmente, le pazienti sono state classificate secondo i criteri di inclusione degli studi monarchE e NATALEE in due coorti:
• Coorte ad alto rischio (high-risk cohort, HRC)
• Coorte a basso rischio (low-risk cohort, LRC)
Successivamente, le pazienti sono state stratificate in tre differenti coorti:
• Concordant LRC (pazienti ritenute a basso rischio di recidiva e pertanto NON incluse nei trials monarchE e NATALEE)
• Concordant HRC (pazienti ritenute ad alto rischio di recidiva per entrambi i trials e pertanto includibili sia nel monarchE che nel NATALEE)
• Discordant risk cohort (pazienti considerate ad alto rischio di recidiva solo per criteri dello studio NATALEE)
Endpoint primari erano: Disease-Free Survival (DFS), Distant Relapse-Free Survival (DRFS) e Overall Survival (OS) a 3, 5 e 7 anni.
Nello studio sono state incluse 4,795 pazienti con carcinoma mammario HR+/HER2- arruolate nei trial MIG1, GIM2 e GIM3. La stratificazione secondo i criteri degli studi monarchE e NATALEE ha evidenziato che:
• il 28% delle pazienti è risultato essere classificato come ad alto rischio secondo i criteri monarchE.
• il 56,1% delle pazienti è risultato essere classificato come ad alto rischio se si applicavano i criteri dello studio NATALEE.
• il 43,9% delle pazienti è risultato invece a basso rischio per entrambi gli studi.
Guardando invece alla classificazione secondo la concordanza nei criteri di inclusione, delle 4,795 pazienti incluse in questa analisi:
• il 28.0% è stato classificato come ad alto rischio secondo entrambi i criteri degli studi monarchE e NATALEE (concordant HRC)
• il 43.9% è stato classificato come a basso rischio secondo entrambi gli studi (concordant LRC).
• il restante 28.1% è stato considerato ad alto rischio solo secondo i criteri dello studio NATALEE (discordant risk cohort).
Valutando poi i risultati in termini prognostici, ad un follow-up mediano di 7 anni:
• la DFS era pari all’89% nelle concordant LRC, 84% nelle discordant risk cohort e 69% nelle concordant HRC (discordant cohort vs concordant LRC hazard ratio (HR) di 1.45 (95% CI: 1.22-1.73), mentre concordant HRC vs concordant LRC HR di 2.97 (IC 95%: 2.53-3.48).
• La OS a 7 anni è stata del 96% nelle pazienti della concordant LRC, del 95% nella discordant risk cohort, e dell’84% nella concordant HRC (discordant cohort vs concordant LRC HR di 1.52 (95% CI: 1.16-1.98), mentre concordant HRC vs concordant LRC ha HR di 3.38 (IC 95%: 2.66-4.29).
Nel complesso, questi risultati indicano che i criteri monarchE identificano chiaramente una popolazione di pazienti con una prognosi peggiore, mentre i criteri NATALEE, più inclusivi, comprendono anche pazienti con un rischio intermedio e una prognosi migliore, con un delta dell’1% in OS a 7 anni rispetto alle pazienti considerate a basso rischio di recidiva. Queste evidenze hanno importanti implicazioni cliniche per migliorare la selezione delle pazienti da trattare con inibitori CDK4/6 nel setting adiuvante. L’utilizzo esteso di CDK4/6 inibitori nel gruppo di pazienti candidate a solo ribociclib dovrebbe essere pertanto valutato con attenzione, sempre considerando il rapporto rischio-beneficio di ogni singola paziente e l’impatto socioeconomico di tali trattamenti.
Ovviamente, il follow-up a lungo termine dei trial monarchE e NATALEE sarà fondamentale per definire la prognosi di queste pazienti e confermare la necessità o meno di un’intensificazione della terapia endocrina adiuvante nelle pazienti con malattia HR+/HER2- ad alto rischio di recidiva.
Pembrolizumab in Patients With Advanced Clear Cell Gynecological Cancer: A Phase 2 Nonrandomized Clinical Trial
Importance: Advanced clear cell gynecological cancers (CCGCs) have a poor prognosis, with response rates to second-line chemotherapy less than 8%. Preliminary clinical activity with programmed cell death 1 protein (PD-1) inhibitors reported in CCGC merits further investigation. Objective: To assess the clinical benefit of pembrolizumab in patients with previously treated advanced CCGC … (leggi tutto)
I tumori ginecologici a cellule chiare (CCGC) rappresentano un sottogruppo di neoplasie maligne rare e con caratteristiche clinico-patologiche distintive; sono caratterizzati da una prognosi peggiore rispetto ad altri sottotipi con tassi di risposta inferiori alla chemioterapia di prima e seconda linea. I carcinomi ovarici a cellule chiare sono i più comuni (15% di tutti i carcinomi epiteliali ovarici). I tumori a cellule chiare dell’endometrio sono circa il 5-8% del totale e sono meno del 5% i carcinomi ginecologici a cellule chiare di vagina, vulva e cervice uterina. Questi tumori condividono profili di espressione genica e aberrazioni genomiche simili, con frequenti mutazioni in ARID1A (circa il 50% dei carcinomi ovarici a cellule chiare), PIK3CA e PTEN, maggiore frequenza di deficit MMR (5–10% dei casi) e up-regolazione dell’IL-6 e di altre citochine pro-infiammatorie, insieme a una elevata espressione di PD-L1 e PD-L2.
Tali caratteristiche suggeriscono un potenziale ruolo per gli inibitori dei checkpoint immunitari (ICI). Inoltre, evidenze aneddotiche provenienti da studi su ICI in tumori ovarici epiteliali hanno suggerito tassi di risposta superiori nei tumori ovarici a cellule chiare rispetto ad altri sottotipi. In questo panorama lo studio di fase II PEACOCC si poneva l’obiettivo di valutare l’attività di pembrolizumab in monoterapia nei tumori ginecologici a cellule chiare.
Lo studio PEACOCC è uno studio multicentrico di fase II a singolo braccio che ha arruolato pazienti con diagnosi istologica di carcinoma ginecologico a cellule chiare in stadio avanzato, naive a inibitori di PD-1. L’arruolamento è avvenuto tra marzo 2019 e ottobre 2021. Le pazienti arruolate hanno ricevuto pembrolizumab 200 mg per via endovenosa ogni 21 giorni fino a un massimo di 2 anni o fino a progressione di malattia, eventi avversi o decisione del medico/paziente. In caso di stabilità di malattia, risposta parziale o completa a 2 anni, era prevista la possibilità di ritrattamento per un massimo di 1 anno alla progressione. L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione (PFS) a 12 settimane, definita come il numero di pazienti vive con risposta completa (CR), risposta parziale (PR) o malattia stabile (SD) mantenute a 12 settimane, secondo i criteri RECIST 1.1. Gli endpoint secondari includevano tasso di risposta oggettiva (ORR), durata della risposta, PFS, sopravvivenza globale (OS), sicurezza e qualità di vita (QoL).
Sono state arruolate 48 pazienti in 5 centri nel Regno Unito, delle quali 41 (85%) erano affette da un carcinoma ovarico, 6 (13%) endometriale e 1 (2%) cervicale. Il numero mediano di linee terapeutiche precedenti era 3 (intervallo 1–6). Delle 46 pazienti in cui era disponibile tale valutazione, 45 (98%) presentavano tumori MMR-proficient.
L’endpoint primario è stato raggiunto: il tasso di PFS a 12 settimane è stato del 42% (IC 95%: 28–57), mentre l’ORR è stato del 25% (IC 95%: 14–40), con 12 risposte parziali. Dopo un follow-up mediano di 46,9 mesi (IC 95%: 43,4–55,0), la PFS mediana era di 2,7 mesi (IC 95%: 1,3–5,4) e la sopravvivenza globale mediana (OS) di 14,8 mesi (IC 95%: 6,7–28,2). Eventi avversi di grado 3 correlati al trattamento sono stati osservati in 9 pazienti (19%), mentre non sono stati segnalati eventi avversi di grado 4 o 5. Lo stato di MMR, ARID1A, p53, PD-1, PD-L1 (Combined Positive Score (CPS) ≥1 definito PD-L1-positivo; <1 definito PD-L1-negativo) e l’espressione proteica combinata di PD-1/PD-L1 su campioni tumorali d’archivio sono stati investigati per indagarne la correlazione con l’esito clinico. Solo una paziente su 46 presentava un profilo MMR-deficient (perdita di espressione di PMS2). Sei pazienti (13%) presentavano un’espressione aberrante di p53, 10 (22%) una perdita di espressione di ARID1A, 4 (9%) risultavano PD-1 positive, 10 (22%) PD-L1 positive, e 4 (9%) presentavano positività per PD-1 e PD-L1. In questi sottogruppi non è stata evidenziata una differenza in termini di PFS; tuttavia, il numero limitato di casi impedisce di trarre conclusioni definitive sulle correlazioni tra biomarcatori e risposta a ICI.
In conclusione, lo studio PEACOCC ha raggiunto il suo endpoint primario, dimostrando una PFS a 12 settimane del 42% (IC 95%, 28-57), con un intervallo di confidenza che supera il limite inferiore predefinito del 15%. Inoltre, nonostante l’arruolamento di una popolazione pesantemente pretrattata (mediana di 3 linee precedenti di trattamento) è stato osservato un beneficio clinico significativo e duraturo, con un ORR del 25% e una durata mediana della risposta e una OS rispettivamente di 13,1 mesi e 14,8 mesi. Complessivamente, il pembrolizumab è stato ben tollerato.
Lo stato di MMR, ARID1A, p53, PD-1, PD-L1 e la co-espressione PD-1/PD-L1 è stato indagato nello studio. Tuttavia, il basso numero di casi limita l’interpretazione dei biomarcatori e non è possibile trarre conclusioni definitive. In particolare, non è stata osservata un’associazione chiara tra PD-L1 positività e risposta al pembrolizumab come riportato nello studio Keynote-100.
Nonostante le limitazioni dovute al campione limitato e alla modalità di studio a braccio singolo, il pembrolizumab ha dimostrato un beneficio clinico nelle pazienti con CCGC pesantemente pretrattate, ed è stato ben tollerato nell’intera popolazione. L’attività clinica è stata osservata in una popolazione prevalentemente con tumori MMR-proficienti (45 su 46 pazienti). Gli esiti clinici sono superiori rispetto ai dati storici relativi alla chemioterapia standard attualmente in uso, e sono in corso ricerche traslazionali per identificare le pazienti che traggono il massimo beneficio. Ulteriori valutazioni della monoterapia anti–PD-1 o di combinazioni con inibitori di PD-1 in studi clinici randomizzati sono giustificate per questa popolazione di pazienti con tumori ginecologici a prognosi sfavorevole.
Clinical validation of droplet digital PCR assays in detecting BRAFV600-mutant circulating tumour DNA as a prognostic biomarker in patients with resected stage III melanoma receiving adjuvant therapy (COMBI-AD): a biomarker analysis from a double-blind, randomised phase 3 trial
Background: Cell-free, circulating tumour DNA (ctDNA) is an established measure of minimal residual disease; however, it is not utilised in melanoma management. We investigated whether ctDNA measurements could predict survival outcomes during adjuvant targeted therapy or placebo treatment in stage III melanoma, thereby identifying patients at high risk and low risk of recurrence … (leggi tutto)
Negli ultimi anni, la terapia adiuvante ha cambiato radicalmente la prognosi dei pazienti con melanoma in stadio III. Tuttavia, persiste l’esigenza di strumenti in grado di identificare con più precisione i pazienti a maggior rischio di recidiva dopo la resezione. Il circulating tumour DNA (ctDNA), come espressione della malattia minima residua (MRD), rappresenta oggi una delle frontiere più promettenti in questo ambito.
Lo studio COMBI-AD, già noto per aver dimostrato il beneficio della combinazione dabrafenib più trametinib nei pazienti con melanoma BRAF-mutato stadio III resecato, ha incluso un’analisi pre-pianificata di biomarcatori basata su campioni plasmatici. L’obiettivo era validare clinicamente il ctDNA, misurato con droplet digital PCR, come predittore di recidiva e sopravvivenza.
Su 597 pazienti con campione basale disponibile, il ctDNA è stato rilevato nel 13% dei casi. La sua presenza è risultata fortemente associata a una sopravvivenza libera da recidiva più breve, sia nel gruppo placebo (mediana 3,7 mesi contro 24,4 nei ctDNA-negativi) che nel gruppo trattato (16,6 mesi contro 68,1). Anche la sopravvivenza globale era significativamente compromessa nei pazienti ctDNA-positivi, suggerendo che la presenza di mutazioni circolanti post-resezione riflette una condizione di MRD non visibile radiologicamente.
L’analisi ha incluso anche altri biomarcatori prognostici, come l’espressione genica di IFN-γ e il tumour mutational burden (TMB). Sebbene anch’essi associati a una prognosi meno favorevole, il ctDNA si è dimostrato superiore come predittore indipendente di recidiva e mortalità, sia nei modelli univariati che multivariati.
Un altro aspetto di rilievo è emerso nel sottogruppo di pazienti sottoposti a monitoraggio ctDNA durante il follow-up. In coloro con cinetiche sfavorevoli – ovvero con ctDNA persistente o ricomparsa (“molecular relapse”) – la recidiva era molto più precoce rispetto ai pazienti con clearance molecolare o assenza duratura di ctDNA. In particolare, chi manteneva livelli non rilevabili nel tempo aveva una sopravvivenza libera da recidiva non ancora raggiunta, contro una mediana di 5,3 mesi nei casi con ctDNA persistentemente positivo.
I risultati suggeriscono che il ctDNA, oltre a rappresentare un importante fattore prognostico, potrebbe essere integrato in strategie di gestione personalizzata del melanoma adiuvante. Ad esempio, i pazienti ctDNA-negativi potrebbero evitare trattamenti potenzialmente tossici e optare per un monitoraggio più stretto, mentre i ctDNA-positivi potrebbero beneficiare di approcci intensificati.
In conclusione, lo studio COMBI-AD fornisce una delle più solide evidenze disponibili sull’uso del ctDNA come marcatore prognostico nel melanoma in stadio III. La strada verso un utilizzo routinario di questo biomarcatore in ambito clinico è aperta e futuri studi potranno testarne l’utilità per guidare in modo mirato la terapia adiuvante.
Per approfondire:
Long GV, et al. Final Results for Adjuvant Dabrafenib plus Trametinib in Stage III Melanoma. N Engl J Med. 2024 Nov 7;391(18):1709-1720. doi: 10.1056/NEJMoa2404139. Epub 2024 Jun 19. PMID: 38899716.
In Europe
EMA Recommends to Extend the Indications for Tislelizumab
May 08, 2025 – On 27 March 2025, the European Medicines Agency’s (EMA’s) Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) adopted a positive opinion, recommending a change to the terms of the marketing authorisation for the medicinal product tislelizumab (Tevimbra). The marketing authorisation holder for this medicinal product . … (leggi tutto)
Meeting highlights from the Pharmacovigilance Risk Assessment Committee (PRAC) 5-8 May 2025
May 08, 2025 – Review of medicines containing finasteride and dutasteride concluded. Finasteride and dutasteride tablets: Measures to minimise risk of suicidal thoughts. Following an EU-wide review of available data on finasteride and dutasteride medicines, EMA’s safety committee (PRAC) has confirmed suicidal ideation (suicidal thoughts) as a side effect of finasteride 1 and 5 mg tablets but concluded that the benefits of finasteride … (leggi tutto)
Tumour-Infiltrating Clonal Haematopoiesis Increases the Risk of Recurrence or Death Among Patients with NSCLC and the Risk of Death From Any Cause Among Patients with Solid Tumours
May 07, 2025 – Characterisation of clonal haematopoiesis of indeterminate potential (CHIP) and tumour-infiltrating clonal haematopoiesis (TI-CH) in patients with early-stage non–small-cell lung cancer (NSCLC) from the TRACERx study and in patients from the MSK-IMPACT pan-cancer cohort revealed that TI-CH increased the risk of disease recurrence or death among patients with NSCLC and the risk of death from any cause among patients with solid tumours… (leggi tutto)
Leveraging the power of data for public and animal health
May 07, 2025 – EMA and the Heads of Medicines Agencies (HMA) have published a joint workplan “Data and AI in medicines regulation to 2028”. It sets out how the European medicines regulatory network plans to leverage large volumes of regulatory and health data as well as new tools to encourage research, innovation, and to support regulatory decision making for better medicines that reach patients faster … (leggi tutto)
Dall’FDA
THE001 Receives Orphan Drug Designation for Soft Tissue Sarcoma
May 12, 2025 – THE001 received orphan drug designation from the FDA and EMA for soft tissue sarcoma treatment, based on promising phase 1 trial data.
THE001’s unique mechanism involves heat-triggered drug release, achieving higher local concentrations and potentially overcoming drug resistance.... (leggi tutto)
ADRX-0706 Secures FDA Fast Track Designation for Advanced Squamous Cell Cervical Cancer
May 12, 2025 – ADRX-0706, targeting nectin-4, received FDA fast track designation for advanced cervical cancer, highlighting its potential in addressing unmet needs.
The phase 1 trial of ADRX-0706 shows promising safety and efficacy, with low adverse effects and preliminary efficacy across various tumor types.
ADRX-0706 comprises a novel IgG1 linked to a tubulin inhibitor, with a drug-antibody ratio of 8, targeting nectin-4, a protein associated with poor ... (leggi tutto)
The OncFive: Top Oncology Articles for the Week of 5/4
May 10, 2025 – Avutometinib plus defactinib received FDA approval for KRAS-mutated LGSOC, establishing a new standard of care with ongoing phase 3 trials.
T-DXd followed by THP improved pCR rates in HER2-positive early breast cancer, suggesting a shift in neoadjuvant treatment paradigms. ... (leggi tutto)
FDA Announces Completion of First AI-Assisted Scientific Review Pilot and Aggressive Agency-Wide AI Rollout Timeline
May 08, 2025 – In a historic first for the agency, FDA Commissioner Martin A. Makary, M.D., M.P.H., today announced an aggressive timeline to scale use of artificial intelligence (AI) internally across all FDA centers by June 30, 2025, following the completion of a new generative AI pilot for scientific reviewers.
“I was blown away by the success of our first AI-assisted scientific review pilot. We need to value our scientists’ time and reduce the amount ... (leggi tutto)
The OncFive: Top Oncology Articles for the Week of 4/27g
May 08, 2025 – Avutometinib and defactinib received accelerated FDA approval for KRAS-mutated recurrent low-grade serous ovarian cancer after prior systemic therapy.
RAMP-201 trial data showed a 44% overall response rate with response durations between 3.3 and 31.1 months.
Common adverse effects included increased creatine phosphokinase, nausea, fatigue, and other symptoms, necessitating vigilant patient monitoring. ... (leggi tutto)
FDA Approves Avutometinib Plus Defactinib for KRAS-Mutated Recurrent Low-Grade Serous Ovarian Cancer
May 05, 2025 – The FDA issued a refusal to file letter for nogapendekin alfa inbakicept plus BCG for BCG-unresponsive NMIBC with papillary tumors.
ImmunityBio seeks a Type A meeting with the FDA to address discrepancies between prior guidance and the refusal decision.
The QUILT-3.032 trial showed strong clinical response rates and durable long-term follow-up data for nogapendekin alfa inbakicept ... (leggi tutto)
Dall’ASCO
ASCO Releases Its First Guideline to Support Oncologists in Managing Symptoms of Gastroenteropancreatic Neuroendocrine Tumors
May 09, 2025 – ASCO has released its first guideline to aid oncologists in the effective treatment of symptoms associated with gastroenteropancreatic neuroendocrine tumors (GEP-NETs).
Important recommendations include those related to management of diarrhea and cardiac-related complications, as well as ways to help reduce unmet patient needs in specialty referrals … (leggi tutto)
Multidisciplinary Panel Will Explore How Neoadjuvant IO Approaches Impact Care in Stage III Melanoma
May 08, 2025 – An Education Session at the 2025 ASCO Annual Meeting will gather a multidisciplinary panel of experts to discuss the relatively new use of neoadjuvant immunotherapy for the treatment of stage III melanoma.
The panel will present surgical, medical, and pathology perspectives on data from the SWOG-1801 and NADINA trials, the impact of neoadjuvant immunotherapy on surgical care, and how responses may affect adjuvant treatment options following surgery … (leggi tutto)
How Are Engineered Cell Therapies Changing the Treatment Landscape for Solid Cancers?
May 08, 2025 – An Education Session will discuss how cell therapies—such as chimeric antigen receptor (CAR) T-cell therapies, autologous tumor–derived T-cell therapies, and T-cell receptor (TCR) gene therapy—are changing the treatment landscape for patients with solid organ malignancies.
In February 2024, the U.S. Food and Drug Administration (FDA) approved the autologous tumor–derived T-cell therapy lifileucel as the first engineered … (leggi tutto)
Developing Scalable Solutions to Address Challenges in Global Oncology Care
May 08, 2025 – An Education Session will provide an overview of the current state of cancer care in low- and middle-income countries (LMICs), lessons learned from local efforts, and where to go from here.
It is estimated that worldwide, fewer than 25% of individuals with cancer have access to essential oncology services including surgery, pathology, radiology, and palliative care … (leggi tutto)
Choosing a Second-Line Treatment Option for Endocrine-Refractory, HR-Positive, HER2-Low Metastatic Breast Cancer
May 07, 2025 – Questions surround the most appropriate second-line therapy for individuals with hormone receptor (HR)-positive, HER2-low metastatic breast cancer (MBC) who experience poor response to endocrine therapy (ET) plus a CDK4/6 inhibitor in the first-line setting.
Trastuzumab deruxtecan (T-DXd) is a highly effective therapy for treatment of HR-positive, HER2-low or ultralow disease … (leggi tutto)
Inspiring Personal Narratives Will Highlight Critical Decisions Faced by Every Oncology Professional
May 07, 2025 – One is a software engineer who used a diagnosis of a rare kidney tumor at age 29 as a springboard to advocacy for rare cancer research. Another is a cancer surgeon who feels privileged to glean moving insights into patients’ spirituality at the darkest moment of their lives.
These are just 2 of the inspiring speakers taking part in ASCO Voices … (leggi tutto)
2025 ASCO Annual Meeting Donors
May 07, 2025 – AThe 2025 ASCO Annual Meeting is funded through Conquer Cancer®, the ASCO Foundation by these generous donors.
MISSION ENDOWMENT DONORS
Founding Donors … (leggi tutto)
A Letter From ASCO Daily News Editor Dr. Neeraj Agarwal
May 07, 2025 – Dear Attendees of the 2025 ASCO Annual Meeting, Welcome to ASCO Daily News, the official news publication of ASCO. Our mission is to bring you timely, expert-driven insights on the most important scientific breakthroughs shaping cancer treatment today. Every article we publish is produced by a global network of physicians, oncology providers, and researchers, and carefully reviewed by our expert team of … (leggi tutto)
ASCO25 Opening Session Sets the Stage for Advancing Knowledge and Building a Better Future
May 07, 2025 – With a tradition of inspiring and advancing the field, the ASCO Annual Meeting goes beyond providing groundbreaking research—it offers a unique opportunity for devoted leaders in the field to come together and reaffirm a shared commitment to the improvement of patient outcomes. As attendees gather in Chicago, they are encouraged to reflect on their own individual career journeys, focusing on the challenges, breakthroughs, and experiences … (leggi tutto)
Pillole dall’AIFA
13 maggio 2025 – Avvio del procedimento di Pay-Back convenzionata 1,83% e della procedura di retrocessione – 2° semestre 2024
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13 maggio 2025 – Nisticò (AIFA): “Alti prezzi dei farmaci in Usa frutto di un sistema sanitario tutto privatizzato”
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13 maggio 2025 – Tabelle farmaci di classe A e H al 15/10/2024
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12 maggio 2025 – La pubblicità dei medicinali in Italia – Rapporto 2024
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12 maggio 2025 – Nota Informativa Importante su Kisqali (ribociclib)
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9 maggio 2025 – Piano di lavoro delle autorità regolatorie europee per ottimizzare l’uso dei dati e dell’intelligenza artificiale (IA)
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9 maggio 2025 – Aggiornamento “Diario di bordo sulla Trasparenza”
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8 maggio 2025 – Misure per minimizzare il rischio di pensieri suicidari con i medicinali contenenti finasteride e dutasteride
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