domenica, 19 settembre 2021
Medinews
27 Maggio 2021

COSA E’ L’UROLOGIA FUNZIONALE?

Risponde il Prof. Roberto Carone, presidente emerito della Fondazione Italiana Continenza e past president della Società Italiana di Urologia.

Si tratta di una disciplina medico-chirurgica che si occupa di tutte le condizioni disfunzionali, ovvero le alterazioni funzionali, dell’intero apparato uro-genitale, maschile e femminile. Parliamo di una sotto-specialità o meglio di una super-specialità dell’urologia, ormai con una identità ben definita e una specifica autonomia, tant’è che in tutto il mondo – e per fortuna anche in Italia – stanno nascendo sempre più delle strutture, dei centri, dei dipartimenti dedicati a questo ambito specifico. Sappiamo che l’urologia è una branca specialistica molto vasta e importante che ha al suo interno diverse super specialità, come l’andrologia, l’urologia pediatrica, l’uro-ginecologia. C’è anche l’urologia funzionale.

Quanto “pesa” l’urologia funzionale rispetto agli altri ambiti urologici?

Credo di poter affermare senza paura di essere smentito che dopo l’uro-oncologia, che è sicuramente la branca specialistica più importante nel campo dell’urologia generale, quella funzionale oggi è forse la super specialità più importante, sia dal punto di vista quantitativo, quindi del numero dei pazienti a cui si rivolge, sia dal punto di vista qualitativo, cioè del grosso impegno sia medico che chirurgico che comporta.

Di che cosa si occupa?

Si occupa soprattutto di incontinenza urinaria. Questo è forse il concetto con il maggiore appeal politico, per i numeri che si porta dietro: l’enorme diffusione della patologia, la cosiddetta prevalenza nel contesto della popolazione generale, soprattutto femminile, ma anche maschile. Ma questa branca si occupa anche di ritenzione urinaria, di vescica iperattiva, di dolore pelvico, di enuresi e soprattutto di altri due settori molto importanti, oggi più che mai. Uno è quello delle cosiddette complicanze funzionali che derivano da una chirurgia oncologica. Qui non mi riferisco solo alla chirurgia della prostata, che è sicuramente al primo posto, ma anche a quella della vescica e a quella ginecologica – quindi tutto il discorso delle isterectomie – e anche alla chirurgia generale (pensiamo all’amputazione del retto). Queste chirurgie determinano tutte una serie di complicanze disfunzionali soprattutto di incontinenza e di impotenza sessuale. Anche di questo si occupa l’urologia funzionale.

In quali altri casi entra in gioco?

C’è un altro aspetto altrettanto importante e direi molto complesso e difficile ed è quello delle disfunzioni nei pazienti neurologici, cioè le cosiddette disfunzioni autonome, che altro non sono che le disfunzioni urinarie e sessuali che conseguono ad una patologia neurologica. Tutte le patologie neurologiche, quindi non soltanto classicamente le lesioni midollari, ma l’ictus, il Parkinson, il diabete, quelle congenite come la spina bifida, determinano delle gravi disfunzioni urinarie che, se non ben trattate, non solo incidono sulla qualità di vita di queste persone, ma anche sulla loro stessa vita. Quando non esisteva l’urologia funzionale questi pazienti morivano per le complicanze urologiche. Ed è così importante questa branca, che all’interno dell’urologia funzionale c’è una sotto-branca che è la cosiddetta neuro-urologia, cioè l’urologia funzionale del paziente neurologico.

Quanto sono diffuse in Italia l’urologia funzionale e la neuro-urologia?

Oggi in Italia in realtà esistono solo due strutture complesse di neuro-urologia e di urologia funzionale, che sono quella di Torino e quella di Firenze. Ma un po’ in tutto il Paese – nei vari reparti e dipartimenti di urologia – esistono dei servizi, dei centri importanti di studio e trattamento della vescica neurologica, come ad esempio quello del Niguarda di Milano.

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