domenica, 26 settembre 2021
Medinews
16 Dicembre 2009

VARIAZIONI DI PESO NEI BAMBINI CON LLA AD ALTO RISCHIO

L’efficacia del trattamento è associata ad obesità ed è indipendente dall’irradiazione all’encefalo. Momento migliore per intervenire è l’inizio della terapia di mantenimento

Analisi retrospettiva che definisce e descrive distribuzione e fattori predittivi delle modificazioni del peso (inteso come indice di massa corporea, IMC) durante il trattamento di 1638 bambini con leucemia linfocitica acuta (LLA), ad alto rischio, inclusi nel protocollo CCG 1961 del Children’s Cancer Group tra novembre 1996 e maggio 2002. Il peso è stato misurato come IMC%, specifico per età e genere, e definito come 100 x ln(IMC/IMC mediana). Alla fine del trattamento, il 23% dei bambini era obeso (IMC ≥ 95%), rispetto al 14% osservato al momento della diagnosi. I bambini che hanno ricevuto terapia post-induzione intensificata (bracci C, D, SER con doxorubicina o idarubicina) presentavano alta tossicità gastrointestinale e basso IMC tra il consolidamento ed il mantenimento 1 (interim). IMC era aumentato per tutti i bracci tra l’intensificazione ritardata e il mantenimento 1 e 2. I bambini di razza nera o ispanica, obesi alla diagnosi, o che avevano manifestato pancreatite o iperglicemia di grado 3 o 4 durante induzione, avevano IMC più alto durante il trattamento. La probabilità di essere obesi alla fine dello studio era maggiore nei bambini di 5-9 anni alla diagnosi e di sesso femminile. La radioterapia all’encefalo non era predittiva di obesità. Lo studio pubblicato nella rivista Pediatric Blood Cancer (leggi abstract originale) indica che il successo del trattamento nella LLA ad alto rischio del bambino è associato ad obesità ed è indipendente dall’irradiazione all’encefalo. L’inizio della terapia di mantenimento può essere il momento migliore per operare interventi di tipo nutrizionale e comportamentale, in particolare nei bambini obesi o di 5-9 anni alla diagnosi, di sesso femminile, neri o ispanici o in quelli che manifestano tossicità metabolica durante l’induzione.


SIEnews – Numero 22 – 17 dicembre 2009
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