martedì, 4 ottobre 2022
Medinews
10 Febbraio 2015

UTILIZZO DEI MARCATORI TUMORALI E COSTI DELLE CURE MEDICHE IN DONNE ANZIANE SOPRAVVIVENTI AL TUMORE MAMMARIO IN STADIO INIZIALE

Sebbene le linee guida dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) scoraggino l’abitudine di valutare i marcatori tumorali nella sorveglianza di routine del tumore mammario non metastatico, il loro utilizzo in pratica clinica è poco noto. Obiettivo dei ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center, University of Washington di Seattle e University of Michigan di Ann Arbor era determinare l’uso dei test per i marcatori tumorali, come l’antigene carcino-embrionario e CA 15-3/CA 27.29, e i costi Medicare associati, nelle sopravviventi al tumore mammario in stadio iniziale. Nello studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), l’utilizzo dei marcatori tumorali nei due anni successivi alla diagnosi è stato identificato attraverso i codici di pagamento, utilizzando le registrazioni del Surveillance, Epidemiology, and End Results-Medicare delle pazienti che avevano ricevuto diagnosi di tumore mammario in stadio iniziale tra il 2001 e il 2007. Modelli di regressione logistica sono stati utilizzati per identificare i fattori clinici e demografici associati all’uso dei marcatori tumorali. Per valutare l’impatto sui costi delle cure, gli autori hanno utilizzato la regressione multivariata, controllando per altri fattori noti influenzare i costi medici totali. In totale, i ricercatori statunitensi hanno identificato 39650 pazienti eleggibili. Di queste, 16653 (42%) sono state sottoposte ad almeno una valutazione dei marcatori tumorali, con una media di 5.7 test in 2 anni, e tassi d’uso per persona che aumentavano nel tempo. I fattori significativamente associati all’uso dei test includevano l’età alla diagnosi, l’anno della diagnosi, lo stadio alla diagnosi, razza/etnia, regione geografica e area urbana/rurale. I tassi di esami diagnostici d’immagine avanzati, ma non di biopsie, erano significativamente più alti nel gruppo di valutazione dei marcatori tumorali e i costi medici nelle pazienti sottoposte ad almeno un test erano circa il 29% più alti di quelli associati alle donne nelle quali i marcatori non sono stati valutati, dopo aggiustamento per altri fattori. In conclusione, i marcatori tumorali per il carcinoma della mammella sono frequentemente utilizzati nelle donne con malattia in stadio iniziale e sono associati a un aumento sia delle procedure diagnostiche che del costo totale delle cure. Secondo gli autori, è necessaria una maggiore comprensione dei fattori che spingono a questa valutazione e dei potenziali rischi e benefici dei test per i marcatori tumorali nella sorveglianza di queste pazienti.
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