giovedì, 29 luglio 2021
Medinews
21 Maggio 2012

UTILIZZO 2010-2011 DI EPOETINA E BIOSIMILARI IN SICILIA ORIENTALE

Le epoetine costituiscono una delle tre classi di farmaci biologici per le quali sono disponibili in Italia derivati biosimilari. Ad oggi, tuttavia, non esistono dati longitudinali nazionali e regionali sull’uso di epoetina nel nostro Paese. I ricercatori del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale e Farmacologia dell’Università di Messina hanno valutato le caratteristiche di prescrizione di epoetine (prodotti di riferimento e biosimilari) in una USL (Unità Sanitaria Locale) del Sud Italia in anni recenti. A questo scopo, gli autori hanno condotto uno studio retrospettivo di utilizzo del farmaco nel periodo 1 gennaio 2010 – 31 maggio 2011. Fonte dei dati è stato il database dell’USL di Messina, che raccoglie i dati resi anonimi della distribuzione dei farmaci, incluse le epoetine, prescritti dagli specialisti ai residenti nel bacino d’utenza. Indicazione dell’uso e dosaggio prescritto di epoetine sono stati dedotti dai piani terapeutici compilati dagli specialisti e correlati alle registrazioni di distribuzione dei farmaci per calcolare la prevalenza dell’uso di epoetine in provincia di Messina (653.810 abitanti) nel 2010. Sono state condotte analisi di frequenza per sesso, età, indicazione dell’uso nei pazienti che assumevano epoetine, così come la misura del volume dell’uso (dose giornaliera definita [DDD]/1.000 abitanti/giorno) e la spesa per epoetine nel 2010 oltre all’analisi delle caratteristiche di sostituzione tra i diversi prodotti di riferimento e le epoetine biosimilari. In totale, 4.288 pazienti sono stati trattati con epoetine durante il periodo di studio (età media ± DS: 74,2 ± 13,7; femmine 52%). La darbepoetina alfa e il prodotto di riferimento, epoetina alfa, coprivano insieme il 79,8% degli utilizzatori di epoetine, mentre quelli di biosimilari di epoetine alfa rappresentavano solo lo 0,9%. Tra i 1.247 pazienti in terapia con epoetine che sono stati sottoposti a revisione del piano terapeutico, 1.065 (85,4%) sono stati trattati per anemia da nefropatia cronica e 158 (12,6%) per anemia indotta da chemioterapia. Nel 2010, la prevalenza dell’uso di epoetine è risultata pari a 5,5 per 1.000 abitanti (IC 95%: 5,3 – 5,7) in provincia di Messina. Il volume d’uso e la relativa spesa per epoetine è stata pari rispettivamente a 3,58 DDD/1.000 abitanti/giorno e 5.572.457 Euro (circa 8,50 Euro pro capite al giorno) nel 2010. La sostituzione con una epoetina diversa era molto frequente (21,8% dei pazienti) ma la sostituzione dei prodotti di riferimento con biosimilari era molto rara. In conclusione, le epoetine sono spesso prescritte per il trattamento dei pazienti residenti in provincia di Messina, principalmente per l’anemia correlata alla nefropatia cronica, con un impatto rilevante sulla spesa farmaceutica sostenuta dal Servizio Sanitario Nazionale. L’uso di prodotti biosimilari è però molto basso sia nei pazienti naïve che in quelli che passano ad altre epoetine di riferimento.
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