Despite opioid analgesics being essential for pain relief, use has been inadequate in many countries. We aim to provide up-to-date worldwide, regional, and national data for changes in opioid analgesic use, and to analyse the relation of impediments to use of these medicines. We calculated defined daily doses for statistical purposes (S-DDD) per million inhabitants per day of opioid analgesics worldwide and for regions and countries from 2001 to 2013, and we used generalised … (leggi tutto)
Periodicamente, analisi internazionali hanno evidenziato un consumo chiaramente insufficiente di oppioidi in relazione alla frequenza di patologie, come il dolore da cancro, che ne richiedono la prescrizione. Le analisi condotte all’inizio dello scorso decennio evidenziavano una grande rilevanza del problema anche per nazioni cosiddette “sviluppate”, come l’Europa occidentale e il Nord America. L’analisi pubblicata su Lancet fotografa l’evoluzione della situazione mondiale, confrontando il triennio 2001-2003 con il triennio 2011-2013: nel complesso, il consumo di oppioidi su base mondiale è più che raddoppiato, con una crescita evidente in Nord America, in Europa occidentale e centrale e in Australia. Al contrario, i numeri denunciano una situazione ancora inaccettabile nel resto del mondo: in Africa, Asia, America centrale e meridionale, ma anche in Europa orientale. Tra i possibili motivi dell’uso di oppioidi inappropriatamente basso, gli autori elencano il training inadeguato per gli operatori sanitari, le attitudini culturali, la paura della dipendenza da farmaci, le scarse risorse economiche, gli ostacoli regolatori e burocratici. L’adeguato controllo del dolore nei pazienti oncologici è peraltro un obiettivo essenziale di civiltà, e gli autori invocano interventi urgenti da parte dei governi e delle agenzie internazionali.