giovedì, 29 settembre 2022
Medinews
3 Marzo 2015

USA: POCO DIALOGO MEDICI-PAZIENTI ONCOLOGICI SULL’USO DI ERBE E INTEGRATORI

Un buon numero di pazienti colpiti da tumore ricorre alla medicina complementare e alternativa (Cam), inclusi erbe e integratori durante le cure. Ma meno della metà degli oncologi statunitensi sostiene di aver discusso su questi prodotti con l’assistito. E’ quanto emerge da una ricerca coordinata da Richard T. Lee dell’Università del Texas, a Houston (USA) e condotta su 1000 medici specialisti dell’American Society for Clinical Oncology (ASCO). Per i due terzi degli intervistati la mancanza di conoscenze in questo campo è la barriera principale per avviare una discussione. Solo il 41% degli oncologi tratta questi temi con i malati e un quarto delle conversazioni (26%) è iniziata dal clinico. Gli intervistati hanno riferito nel 59% dei casi di non avere mai ricevuto alcuna educazione in questo settore ma la maggior parte di essi (93%) mostra preoccupazione per le potenziali interazioni fra tali prodotti e i trattamenti in corso. Ipotizzando il caso di un paziente affetto da un cancro potenzialmente curabile, l’80% degli oncologi afferma che sconsiglierebbe l’uso di erbe o integratori contestuale alla chemioterapia. Se però si formula l’ipotesi di un paziente colpito da un male incurabile solo il 37% permane su questa posizione mentre un 48% si dichiara neutrale. In ogni caso, che il paziente sia curabile o meno, il 90% degli oncologi afferma che probabilmente offrirebbe la chemioterapia, anche se il malato insistesse per assumere erbe non note. “Il miglioramento delle conoscenze dei clinici su erbe e integratori – afferma Richard T. Lee – potrebbe favorire una migliore comunicazione medico-paziente su questo importante argomento”.
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