Medinews
17 Febbraio 2015

TUMORI: IL 50% DEGLI IMMIGRATI RISCHIA IL CANCRO PER STILI DI VITA E NIENTE SCREENING

Uno straniero su due che vive in Italia ha stili di vita sbagliati e non si sottopone a screening, correndo quindi un rischio oncologico più alto. Le barriere linguistiche ostacolano l’accesso alle cure e agli strumenti di prevenzione: il 13,8% degli immigrati ‘over 14’ ha difficoltà nello spiegare in italiano i disturbi o i sintomi di cui soffre e il 14,9% nel comprendere ciò che il medico dice. Sono questi alcuni dati emersi mercoledì scorso durante un convegno alla Camera dei Deputati organizzato da AIOM e dalla Fondazione Insieme contro il Cancro. A Montecitorio sono stati presentati i risultati della campagna La Lotta al Cancro non Ha colore la prima realizzata in Italia per la prevenzione delle neoplasie ai cittadini più disagiati, in particolare agli immigrati. “In alcune aree geografiche (Africa, Centro e Sud-America, molte regioni asiatiche ed Europa dell’Est) – ha affermato durante il suo intervento Piersandro Tagliaferri, membro del direttivo nazionale AIOM – vi sono grandi difficoltà nella pianificazione di screening preventivi nei confronti dei tumori genitali femminili. Le donne che provengono da queste zone, una volta migrate in Paesi a più elevato tenore socio-culturale, sono spesso escluse da progetti di prevenzione, rimanendo così ad altissimo rischio di sviluppo della neoplasia come nel Paese di provenienza”.
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