Tumore della tiroide: ok dell’Aifa per lenvatinib
AIFA ha autorizzato la rimborsabilità di lenvatinib nel trattamento di pazienti con carcinoma tiroideo differenziato e refrattario allo iodio radioattivo (RR-DTC). Il parere dell’Agenzia regolatoria italiana è basato sui risultati dello studio SELECT condotto su lenvatinib, che dimostra un significativo prolungamento della sopravvivenza libera da progressione senza precedenti nel RR-DTC rispetto al placebo, con un valore mediano di PFS pari a 18,3 mesi rispetto ai 3,6 mesi del placebo (hazard ratio [HR] 0,21; IC 99%: 0,14-0,31; p<0,001). Inoltre, un dato rilevante dello studio è costituito dalla rapida risposta a lenvatinib, con un tempo mediano alla prima risposta oggettiva di due mesi. Lenvatinib migliora significativamente il tasso di risposta rispetto al placebo (64,8% vs 1,5%; p<0,001). Gli eventi avversi più comuni osservati con lenvatinib sono stati ipertensione, diarrea, affaticamento, riduzione dell’appetito, calo ponderale e nausea. Lenvatinib è caratterizzato da un meccanismo d'azione esclusivo che lo differenzia dagli altri TKI. Inibisce simultaneamente VEGFR, FGFR e RET, per questo motivo va considerato il primo TKI in grado di inibire contemporaneamente le attività chinasiche di FGFR 1-4 e VEGFR 1-3. Inoltre, è stato scoperto che lenvatinib possiede una nuova modalità di legame (Tipo V) per l’inibizione delle chinasi, diversa da quella dei farmaci disponibili.