I parametri misurati nel sangue intero sono correlati ad una condizione di ipercoagulabilità, specialmente nei pazienti splenectomizzati, ma non alla generazione di trombina in plasma impoverito di piastrine
I meccanismi responsabili dell’aumentato rischio trombotico associati alla talassemia sono ancora poco conosciuti e potrebbero essere correlati ad alterazioni eritrocitarie ed endoteliali, della coagulazione o ad un aumento del numero di piastrine. Ricercatori della Fondazione Mangiagalli e Regina Elena di Milano hanno valutato il ruolo giocato dalle cellule del sangue e dal plasma in 169 pazienti talassemici, utilizzando la tromboelastometria e il test di produzione della trombina. La tromboelastometria misura gli indici delle proprietà elasto-viscose del sangue intero dopo attivazione della coagulazione ed è data dal tempo di coagulazione (considerato come tempo di coagulazione convenzionale), tempo di formazione del coagulo (definito come tempo necessario al coagulo per raggiungere la stabilità) e il tempo di stabilità massima del coagulo (definito come ampiezza massima del tracciato). Tutti i parametri tromboelastometrici determinati nel sangue intero (inclusi un ridotto tempo di coagulazione e di formazione del coagulo e un’aumentata stabilità massima del coagulo) erano correlati a ipercoagulabilità, specialmente nei pazienti splenectomizzati. Al contrario, la produzione di trombina determinata nel plasma impoverito di piastrine non lo era. I risultati pubblicati nella rivista Haematologica (leggi abstract originale) indicano le cellule del sangue (e/o piastrine) piuttosto che le anormalità plasmatiche quali determinanti più importanti di rischio trombotico nei pazienti talassemici dopo splenectomia. I dati ottenuti in questo studio possono avere implicazioni diagnostiche e terapeutiche importanti.SIEnews – Numero 22 – 17 dicembre 2009