martedì, 24 novembre 2020
Medinews
15 Luglio 2009

TRATTAMENTO OTTIMALE DEL CARCINOMA RENALE METASTATICO

Ricercatori europei illustrano le terapie attualmente disponibili per il tumore metastatico, prendendo in considerazione i derivati più innovativi e le loro indicazioni

Il trattamento del carcinoma renale metastatico è mutato con l’introduzione delle terapie target. La considerazione di fattori individuali, come un precedente trattamento e il rischio prognostico, in accordo ad esempio con i criteri di rischio del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center (MSKCC), può aiutare ad assicurare ai pazienti appropriate terapie target. La terapia combinata con bevacizumab ed interferone-alfa può essere considerata in questo ambito per il trattamento di prima linea del carcinoma renale metastatico. Sempre per il trattamento di prima linea di pazienti con prognosi sfavorevole, il temsirolimus ha mostrato efficacia in uno studio di fase III, ma anche sunitinib può essere preso in considerazione. Nel trattamento di seconda linea dei pazienti refrattari alla terapia con citochine, sorafenib è stato raccomandato sulla base dei risultati di uno studio di fase III, ma anche sunitinib ha mostrato attività clinica dopo insuccesso della terapia con citochine o di altre terapie target. L’algoritmo ottimale per il trattamento del carcinoma renale metastatico, pubblicato nella rivista British Journal of Urology International (leggi abstract originale), prevede la valutazione dell’attività antitumorale assieme a quella della tollerabilità agli agenti target nel singolo paziente, considerando altri fattori, come comorbilità ed età. Gli autori pensano anche, in virtù delle crescenti conoscenze sull’attività delle terapie target nel carcinoma renale metastatico, che si dovrebbe assicurare un uso più accurato di questi derivati per offrire ai pazienti tutti i benefici di un trattamento ottimale.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 7 – Luglio 2009
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