domenica, 5 febbraio 2023
Medinews
17 Dicembre 2009

TOMASSINI, FEDERALISMO PER COMBATTERE DIFFERENZE TRA REGIONI

Roma, 26 novembre – Il federalismo come ‘arma’ per combattere le disuguaglianze tra i sistemi sanitari delle diverse Regioni e superare un’Italia a due velocità, con il Nord primo della classe e un meridione che rimane indietro. L’affermazione provocatoria viene dal presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, Antonio Tomassini, in linea con quanto emerso dall’incontro ‘ Il diritto alla Salute, tra eguaglianza dei cittadini e modello federale’, tenutosi in Senato e promosso dall’Associazione parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione, presieduta dallo stesso Tomassini. “Pensiamo alla possibilità – afferma il presidente – di poter seguire esempi virtuosi, sia di governi regionali di centrodestra che di centrosinistra, da esportare nelle regioni non virtuose, nel pieno rispetto dell’articolo 32 della Costituzione”, che sancisce “la tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività”. In Italia la sanità fa i conti “con tre riforme realizzate in tempi diversi e in contraddizione tra di loro, nonché solo parzialmente applicate. A queste – fa notare Tomassini – si aggiunge la riforma del titolo V della Costituzione”, che ha introdotto, tra le altre cose, l’articolazione su base regionale delle politiche sanitarie. “Si è sviluppato comunque un servizio sanitario buono – sottolinea il presidente della Commissione Sanità di Palazzo Madama – ma che ha nello squilibrio tra le diverse regioni il suo difetto principale. Per terminare le transizioni in atto, essere vicini ai bisogni dei cittadini e rispettare le peculiarità regionali, il federalismo fiscale offre la possibilità di seguire esempi virtuosi. Allo Stato va il compito di indirizzo e di controllo, nonché quello di promuovere gli esempi virtuosi”. Affermazioni condivise anche dal sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, che tuttavia riconosce anche le “criticità create dalla riforma dell’articolo V del testo costituzionale”, con un’opinione pubblica, ma anche parte del Parlamento, “che continuano a vedere il Governo come unico referente, dimenticando le competenze regionali”.


SIEnews – Numero 22 – 17 dicembre 2009
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