sabato, 8 agosto 2026
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1 Giugno 2018

Tobacco Dependence Predicts Higher Lung Cancer and Mortality Rates and Lower Rates of Smoking Cessation in the National Lung Screening Trial

Incorporating tobacco treatment within lung cancer screening programs has the potential to influence cessation in high-risk smokers. We aimed to better understand the characteristics of smokers within a screening cohort, correlate those variables with downstream outcomes, and identify predictors of continued smoking. This study is a secondary analysis of the National Lung Screening Trial randomized clinical study. Tobacco dependence was evaluated by using the Fagerstrӧm … (leggi tutto)

Lo studio valuta la relazione fra i livelli di dipendenza da nicotina e la predisposizione alla cessazione tabagica oltre che le caratteristiche cliniche dei soggetti screenati, concludendo che i soggetti con maggiore dipendenza sono quelli meno propensi a smettere di fumare dopo un programma di screening per tumore polmonare. Questo è indubbiamente un problema se si considera che il fattore principale nell’abbattimento della mortalità per patologia oncologica del torace è la prevenzione primaria. La valutazione è stata fatta a partire dallo studio National Lung Screening Trial (NLST), che comprendeva 53.452 fumatori e ex-fumatori (a partire da una quota di 30 pacchi/anno) in età compresa fra i 55 e i 74 anni di età. Lo studio prevedeva una randomizzazione a ricevere una TC bassa dose oppure la radiografia del torace con cadenza annuale per tre anni.
Questa ulteriore valutazione ora pubblicata esamina i 14.125 partecipanti (7.056 fumatori correnti) con una ben dettagliata storia e un focus sulla dipendenza utilizzando il Fagerström Test for Nicotine Dependence (FTND).
La valutazione descrive un diverso livello di dipendenza nei fumatori correnti e, in particolare, quelli che hanno risposto che fumano la prima sigaretta del mattino entro 5 min dal momento del risveglio sono quelli che fanno maggiore fatica a smettere e hanno, di conseguenza, più elevato rischio di morte.
Sembra l’articolo delle ovvietà … e anche un ennesimo segno di disfatta di fronte ad una problematica che conduce al dato epidemiologico allarmante nella popolazione mondiale ponendo il tumore del polmone fra i 5 big killers e con preoccupante aumento fra i soggetti di sesso femminile. Pur nella sua ovvietà vale la pena leggere e tenere a mente questi dati, quando, nella nostra opera quotidiana di lotta al cancro, ci capiti di trascurare (o dimenticare) l’importanza della prevenzione primaria, a maggior ragione con l’avvicinarsi della Giornata Mondiale contro il tabacco.
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