venerdì, 30 luglio 2021
Medinews
7 Ottobre 2016

Theory Meets Practice for Immune Checkpoint Blockade in Small-Cell Lung Cancer

Extensive-stage small-cell lung cancer (ES-SCLC) is an aggressive disease characterized by high initial response rates to first-line platinum-based chemotherapy followed inevitably by relapse, poor response to subsequent systemic treatment, and ultimately death. Long-term survival prospects for ES-SCLC are dismal, with an estimated 2-year overall survival (OS) rate of less than 5%. Recent advances in the development and regulatory approval of several new active agents against advanced non–small-cell lung cancer (NSCLC) contrast sharply with the lack of progress in the systemic … (leggi tutto)

La lettura dei due lavori (paper originale ed Editoriale) è interessante sotto vari punti di vista. Clinicamente il tumore polmonare a piccole cellule resta un ‘unmet need’ in oncologia toracica con pressoché nulli cambiamenti nell’approccio terapeutico ormai da parecchie decadi. Interessanti i ragionamenti degli autori dell’editoriale che vedono nello SCLC il miglior candidato alla terapia immunologica per la sua stretta correlazione con il fumo di sigaretta e il suo elevato ‘tumor burden’. I tre autori vanno a sviscerare le possibile cause dell’insuccesso dello studio di Reck e coll, dando anche delle ragioni invece di possibilità di successo di altri trials attualmente in corso con l’impiego di altri immunocheckpoints e dei potenziali vantaggi dei PD-1/PDL-1 inibitori rispetto agli anti-CTLA-4. Di fatto, al momento ci sono solo dati preliminari in questo contesto e gli studi sono ancora in corso, ma sarà comunque interessante vedere se davvero “la teoria incontrerà la pratica”.
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