venerdì, 24 settembre 2021
Medinews
15 Dicembre 2009

TERAPIE TARGET NEL CARCINOMA RENALE

Revisione della letteratura sui trattamenti che interagiscono con la via VHL-HIF-VEGF. Gli autori hanno esaminato le evidenze cliniche e hanno incluso le linee guida europee, americane e inglesi relative all’argomento

Il carcinoma renale è il più letale tra le neoplasie maligne in campo urologico e presenta tassi di sopravvivenza a 5 anni di circa il 60%. La ragione principale per la prognosi sfavorevole è stata la relativa mancanza di una terapia sistemica efficace nella malattia metastatica avanzata. Fino a pochi anni fa, lo standard di cura per il carcinoma renale metastatico era rappresentato dall’immuno-terapia, costituita da interleuchina-2 o interferone-alfa, ma il tasso di risposta a questi trattamenti non superava il 3-21%. L’uso di tecniche biomolecolari ha portato ad una maggiore comprensione delle basi genetiche del carcinoma renale. Mutazioni del gene von Hippel-Lindau (VHL) sul cromosoma 3p25 che determina una sovra-espressione di fattori inducibili dall’ipossia (HIF), hanno mostrato indurre lo sviluppo di carcinoma renale a cellule chiare. La scoperta delle vie a valle del gene VHL ha portato allo sviluppo di molte nuove terapie che specificamente attaccano i geni relati a HIF, come il VEGF (vascular endothelial growth factor). In questa recensione, pubblicata nella rivista Tumour Biology (leggi abstract originale), gli autori hanno esaminato specificamente la via VHL-HIF-VEGF che gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo del tumore renale. Nella stessa pubblicazione è stata esaminata l’evidenza dell’uso di queste nuove terapie target nel carcinoma renale in stadio avanzato e sono state incluse anche le linee guida pratiche della European Association of Urology, dello United States National Comprehensive Cancer Network e del National Institute for Health and Clinical Excellence.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 12 – Dicembre 2009
TORNA INDIETRO