giovedì, 23 maggio 2024
Medinews
20 Maggio 2009

TERAPIA SEQUENZIALE NEL CARCINOMA RENALE

Nuovi farmaci in sequenza possono prolungare la sopravvivenza dei pazienti con malattia in stadio avanzato se somministrati nel corretto ordine

Malgrado la recente approvazione di nuovi farmaci per il trattamento del carcinoma renale (sorafenib, sunitinib, axitinib, temsirolimus, everolimus, bevacizumab e interferone) il loro utilizzo in sequenza è già divenuto routine nella pratica clinica. Escudier e colleghi, in occasione della Terza Conferenza in ‘Innovations and Challenges in Renal Cancer’ tenutasi a Cambridge (Massachusetts) a fine giugno 2008, ribadiscono queste osservazioni (relazione pubblicata nella rivista Cancer, leggi abstract originale). Essi confermano, inoltre, che la somministrazione sequenziale di queste nuove terapie target offre beneficio clinico attraverso la riduzione della massa tumorale e il prolungamento della sopravvivenza libera da progressione (SSP) in un ampio numero di pazienti. Tuttavia, i dati riguardanti la sopravvivenza globale (SG) non sono ancora disponibili. Somministrando questi farmaci secondo un ordine ben preciso, ci si aspetta un prolungamento della SSP globale fino a 27 mesi e un conseguente miglioramento della SG dei pazienti con carcinoma renale. Recentemente, uno studio in pazienti trattati con sunitinib in prima linea ha evidenziato una SG di 26 mesi. Una sopravvivenza di 40 mesi appare quindi possibile in base ai dati attualmente disponibili, sebbene questa stima debba essere provata in futuri studi.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 5 – Maggio 2009
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