Medinews
19 Giugno 2013

TERAPIA CON INIBITORI DI mTOR: RISCHIO DI INFEZIONI IN PAZIENTI CON CARCINOMA RENALE E NON

Il trattamento è associato a un significativo incremento del rischio di infezioni, che richiede quindi uno stretto monitoraggio delle condizioni del paziente

Gli inibitori di mTOR (mammalian target of rapamycin) sono utilizzati in un ampio numero di tumori, tuttavia con queste terapie sono state frequentemente descritte infezioni nei pazienti. Ricercatori del Dipartimento di Farmacia del Dana-Farber Cancer Institute di Boston hanno condotto una meta-analisi aggiornata per caratterizzare ulteriormente il rischio di infezioni in pazienti oncologici trattati con questi agenti target. Nello studio pubblicato sulla rivista British Journal of Cancer (leggi abstract), gli autori hanno utilizzato il database di PubMed e gli atti di conferenze di oncologia per la ricerca di studi randomizzati, controllati (RCT), di fase II e III, che avevano utilizzato everolimus e temsirolimus e riportavano adeguati profili di sicurezza in pazienti oncologici, tra gennaio 1966 e giugno 2012. Sono state calcolate le incidenze, i rischi relativi (RR) e gli intervalli di confidenza (IC) al 95%. Un totale di 3180 pazienti è stato incluso nella meta-analisi. L’incidenza di infezioni, dovute a inibitori di mTOR, di ogni grado e di alto grado, era rispettivamente 33.1% (IC 95%: 24.5 – 43.0) e 5.6% (IC 95%: 3.8 – 8.3). Rispetto ai controlli, l’RR di infezioni di ogni grado e di alto grado causate da inibitori di mTOR era rispettivamente 2.00 (IC 95%: 1.76 – 2.28; p < 0.001) e 2.60 (IC 95%: 1.54 – 4.41; p < 0.001). Analisi di sottogruppo non hanno evidenziato differenze di incidenza o di rischio tra everolimus e temsirolimus o tra diversi tipi di tumore (carcinoma renale vs non carcinoma renale). Le infezioni interessavano il tratto respiratorio (61.7%), l’apparato genito-urinario (29.4%), tessuti molli o cute (4.2%) e altri distretti (4.9%). In conclusione, il trattamento con inibitori di mTOR è associato a un significativo aumento del rischio di infezioni. Secondo gli autori, uno stretto monitoraggio di un qualsiasi segno di infezione deve essere garantito a tutti i pazienti in terapia anti-mTOR.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 6 – Giugno 2013
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