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28 Ottobre 2009

TECNICHE DI IDENTIFICAZIONE DELLE MUTAZIONI DEL DOMINIO CHINASICO BCR-ABL IN PAZIENTI CON LMC

Confronto tra le varie tecniche disponibili indica che la doppia PCR specifica permette di rilevare mutazioni di livello più basso e quindi di modificare precocemente la strategia terapeutica

Diverse tecniche di indagine sono state impiegate per identificare le mutazioni del dominio chinasico BCR-ABL in pazienti con leucemia mieloide cronica (LMC) resistenti a imatinib. Ciò ha consentito di descrivere diverse frequenze di comparsa delle mutazioni e un ‘pattern’ eterogeneo di mutazioni individuali. Lo studio pubblicato nella rivista Haematologica (leggi abstract originale) ha confrontato la tecnica di sequenziamento diretto, da sola o in combinazione con cromatografia liquida ad alto rendimento (CLAR) e due diversi approcci con PCR altamente sensibile per l’oligonucleotide allele-specifico (ASO-PCR) in 200 campioni di cDNA prima e durante il trattamento di seconda linea con dasatinib o nilotinib in pazienti con LMC resistente a imatinib. I ricercatori hanno identificato 114 mutazioni con sequenziamento diretto impiegato da solo o in combinazione con CLAR e ulteriori 13 mutazioni sono state identificate solo con l’approccio combinato. Nell’ambito di un gruppo selezionato di 11 mutazioni chiave, sono state confermate 80 delle 83 mutazioni (96%) con le due ASO-PCR e altre 62 mutazioni sono state identificate in aggiunta a quelle rilevate con la combinazione cromatografia e sequenziamento diretto. Ciò indicherebbe la presenza di mutazioni a bassa frequenza in questa coorte di pazienti. Inoltre, i ricercatori hanno descritto 125 mutazioni con la sola ASO-PCR. Era possibile rilevare tracce di mutazioni pre-esistenti 4.5 mesi più a lungo e cloni emergenti erano rilevabili anche 3 mesi prima con la ASO-PCR rispetto a quanto possibile con il sequenziamento diretto in combinazione con CLAR. I risultati suggeriscono quindi che la CLAR combinata al sequenziamento diretto rappresenta un metodo affidabile per lo screening delle mutazioni del dominio chinasico BCR-ABL. Però, la ASO-PCR aumenta ulteriormente il numero di mutazioni rilevate ed indica un’alta prevalenza di mutazioni a bassa frequenza. L’impatto clinico di queste ultime mutazioni rimane poco noto e richiede ulteriori valutazioni. In definitiva, la ASO-PCR permette il rilevamento di mutazioni definite ad un livello più basso di quanto fa la CLAR in combinazione con il sequenziamento diretto e potrebbe consentire un precoce aggiustamento della strategia terapeutica.


SIEnews – Numero 19 – 29 ottobre 2009
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