lunedì, 23 novembre 2020
Medinews
26 Maggio 2011

SURRENALECTOMIA DI ROUTINE NEL CARCINOMA RENALE LOCALMENTE AVANZATO

Nei pazienti ad alto rischio la procedura non sembra offrire benefici, al contrario pone una buona percentuale degli stessi a rischio di metastasi alla ghiandola rimanente

Gli indicatori per la rimozione del surrene omolaterale nei pazienti con carcinoma renale e gli esiti a lungo termine non sono ancora ben definiti. Ricercatori statunitensi hanno valutato il rischio di coinvolgimento sincrono e asincrono delle ghiandole surrenaliche, oltre agli effetti della surrenalectomia su recidiva e sopravvivenza in un’ampia popolazione trattata in un unico centro. Hanno esaminato il coinvolgimento surrenalico in una popolazione di 4018 pazienti consecutivi con carcinoma renale, trattati con resezione chirurgica (nefrectomia radicale, n = 3107, o parziale, n = 911) tra il 1970 e il 2006 presso la Mayo Clinic di Rochester. Il rischio di metastasi asincrona alla ghiandola surrenalica e la sopravvivenza cancro-specifica sono state comparate tra i casi sottoposti ad asportazione del surrene omolaterale al momento della resezione del tumore (n = 1541) e quelli che avevano subito solo nefrectomia (n = 2477), usando modelli di analisi multivariata di Cox. L’outcome primario era la sopravvivenza cancro-specifica, outcome secondari invece erano l’incidenza di metastasi sincrone e asincrone al surrene. Il follow-up mediano post-operatorio nei sopravviventi è stato 8.2 anni (intervallo interquartile [IQR]: 5.3 – 13.6). Nello studio pubblicato sulla rivista European Urology (leggi abstract originale) il coinvolgimento sincrono surrenale omolaterale è risultato raro (n = 88, pari al 2.2% dei casi). La surrenalectomia omolaterale eseguita al momento della nefrectomia non ha abbassato il rischio di successiva metastasi surrenalica (hazard ratio [HR] 0.96, intervallo di confidenza [IC] 95%: 0.64 – 1.42), né ha migliorato la sopravvivenza cancro-specifica (HR 1.08, IC 95%: 0.95 – 1.22). Metastasi asincrone al surrene si sono sviluppate in 147 pazienti (3.7%) in un periodo mediano di 3.7 anni (IQR: 1.2 – 7.7) dopo la prima procedura chirurgica. Il rischio a 10 anni di sviluppare una metastasi asincrona al surrene omolaterale, vs controlaterale, era equivalente a quello osservato nei pazienti non sottoposti a surrenalectomia alla prima operazione chirurgica. Le limitazioni dello studio consistono nell’utilizzo di un unico centro e nel disegno non randomizzato. Gli autori concludono affermando che la surrenalectomia omolaterale di routine in pazienti ad alto rischio non sembra offrire alcun beneficio dal punto di vista oncologico, ma invece pone gli stessi pazienti a rischio di metastasi all’altra ghiandola surrenalica. Quindi, la procedura dovrebbe essere eseguita solo quando esiste evidenza radiografica o intra-operatoria di coinvolgimento della capsula surrenale.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 5 – Maggio 2011
TORNA INDIETRO