Medinews
13 Ottobre 2015

STUDIO RANDOMIZZATO, MULTICENTRICO, DI FASE II DI CETUXIMAB CON DOCETAXEL E CISPLATINO COME CHEMIOTERAPIA DI INDUZIONE NEL TUMORE DI TESTA E COLLO LOCALMENTE AVANZATO, INOPERABILE

L’aggiunta di cetuximab può alterare la tollerabilità e, a sua volta, influire sugli eventuali ‘outcome’. L’incidenza di una previa infezione da virus del papilloma umano è emersa con un’importante variabile che può confondere i dati di studi che arruolano i pazienti con tumore orofaringeo. I ricercatori di vari centri di Seul in Corea del Sud hanno esaminato l’efficacia di cetuximab quando aggiunto alla chemioterapia di induzione seguita da radio-chemioterapia concomitante (CCRT) in pazienti con carcinoma squamocellulare di testa e collo localmente avanzato. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere tre cicli di docetaxel e cisplatino (regime TP) con o senza cetuximab (TP e cetuximab [CTP] vs TP) come chemioterapia di induzione. I pazienti nel braccio con CTP hanno ricevuto CCRT con cetuximab e cisplatino, mentre quelli nel braccio con TP hanno ricevuto solo cisplatino. Endpoint primario era il tasso di risposta obiettiva (ORR) dopo chemioterapia di induzione. Globalmente, nello studio pubblicato sulla rivista The Oncologist (leggi testo) sono stati arruolati 92 pazienti. Gli ORR per la chemioterapia di induzione nei bracci CTP e TP non erano diversi (81 vs 82%), ma l’aggiunta di cetuximab ha abbassato il tasso di completamento della chemioterapia di induzione e di CCRT e ha portato più frequentemente a riduzioni della dose della chemioterapia di induzione, sebbene non si sia raggiunta la significatività statistica. Nei bracci CTP e TP, i tassi di sopravvivenza libera da progressione (PFS) a 3 anni sono risultati pari al 70 e 56% (p = 0.359) e quelli di sopravvivenza globale (OS) a 88 e 74% (p = 0.313), rispettivamente. Quando l’analisi è stata limitata ai pazienti che hanno completato la chemioterapia di induzione, i tassi di PFS a 3 anni erano del 78 e 59% (p = 0.085) e quelli di OS del 94 e 73% (p = 0.045) rispettivamente nei bracci CTP e TP. In conclusione, l’aggiunta di cetuximab alla terapia sequenziale non ha aumentato l’efficacia del trattamento e ha causato maggiore tossicità. Nella popolazione ‘intent-to-treat’, né la sopravvivenza libera da progressione né quella globale sono migliorate con l’aggiunta di cetuximab alla terapia sequenziale. Tuttavia, ‘outcome’ di migliore sopravvivenza sono stati ipotizzati nei pazienti che hanno completato la chemioterapia di induzione contenente cetuximab.
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