domenica, 24 ottobre 2021
Medinews
27 Aprile 2015

STUDIO RANDOMIZZATO DI FASE III CHE HA CONFRONTATO DOCETAXEL E CISPLATINO SETTIMANALE VS DOCETAXEL IN MONOTERAPIA OGNI 3 SETTIMANE IN PAZIENTI ANZIANI CON NSCLC AVANZATO: THE INTERGROUP TRIAL JCOG0803/WJOG4307L

Questo studio intergruppo giapponese, randomizzato, di fase III, JCOG0803/WJOG4307L, aveva lo scopo di confermare la superiorità della somministrazione settimanale di docetaxel e cisplatino rispetto alla monoterapia con docetaxel in pazienti anziani con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) in stadio avanzato. Pazienti naïve alla chemioterapia con NSCLC in stadio III, IV o in recidiva, di età ≥ 70 anni, performance status 0 o 1, che erano stati considerati non adatti alla somministrazione di cisplatino in bolo, sono stati randomizzati a ricevere solo docetaxel (60 mg/m2) al giorno 1, ogni 3 settimane, oppure docetaxel (20 mg/m2) e cisplatino (25 mg/m2) ai giorni 1, 8 e 15, ogni 4 settimane. L’endpoint primario era la sopravvivenza globale (OS). Lo studio è stato interrotto alla prima analisi ad interim, pubblicata sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), poiché la OS nel braccio trattato con docetaxel e cisplatino settimanale è risultata più bassa di quella osservata nei pazienti che hanno ricevuto docetaxel in monoterapia (hazard ratio [HR] 1.56, IC 95%: 0.98 – 2.49). In totale, i ricercatori giapponesi hanno arruolato 276 pazienti con età mediana di 76 anni (range: 70 – 87). Nell’analisi pubblicata, effettuata successivamente all’analisi ad interim, il tempo mediano di sopravvivenza era 14.8 mesi nel braccio trattato con la monoterapia e 13.3 mesi in quello randomizzato a docetaxel e cisplatino settimanale (HR 1.18, IC 95%: 0.83 – 1.69). I tassi di neutropenia e neutropenia febbrile di grado ≥ 3 erano più elevati nel braccio trattato con la monoterapia; quelli di anoressia e iponatriemia erano invece superiori nel braccio randomizzato al doppio trattamento. In conclusione, questo studio non ha potuto dimostrare alcun vantaggio di sopravvivenza con la somministrazione di docetaxel e cisplatino settimanale rispetto alla monoterapia con docetaxel come chemioterapia di prima linea nel trattamento dei pazienti anziani con tumore del polmone non a piccole cellule in stadio avanzato.
Nell’editoriale, pubblicato sullo stesso numero del Journal of Clinical Oncology (leggi testo), i proff. Taofeek K. Owonikoko e Suresh S. Ramalingam della Emory University e Winship Cancer Institute di Atlanta confermano l’utilità di questo studio nel migliorare le conoscenze sul beneficio clinico e sulle limitazioni della chemioterapia nei pazienti anziani con NSCLC. Suggeriscono tuttavia di interpretare accuratamente i risultati di non-superiorità del trattamento combinato con cisplatino, rispetto alla monoterapia con docetaxel. In questo studio, l’interruzione prematura alla prima analisi ad interim è un fattore importante, perché diminuisce la precisione, rende inadeguato il potere statistico e aumenta la possibilità che le variabili prognostiche (mutazione EGFR, pazienti donna e adenocarcinoma) non siano ben bilanciate, come in effetti è accaduto e sempre a favore del braccio di combinazione con docetaxel e cisplatino. Inoltre, anche la selezione dei pazienti sulla ineleggibilità alla somministrazione di cisplatino in bolo potrebbe aver favorito l’arruolamento di quelli con prognosi più sfavorevole (comorbilità) e allontanato la possibilità di avere una popolazione rappresentativa di pazienti anziani. Infine, è importante secondo gli autori dell’editoriale non estendere i risultati ad altri derivati del platino (specialmente carboplatino), perché anche se di efficacia comparabile, il profilo di tossicità di carboplatino è diverso nei pazienti anziani (più tollerabile). Gli studi italiani MILES(Multicenter Italian Lung cancer in the Elderly Study)3 e MILES4, disegnati per valutare l’efficacia della chemioterapia di combinazione con cisplatino vs la monoterapia, potranno tuttavia offrire maggiore chiarezza.
“Ho molto apprezzato che gli estensori dell’editoriale di JCO abbiano fatto riferimento a MILES3 e MILES4, coordinati dalla mia struttura, identificandoli come gli studi che la comunità scientifica aspetta per scegliere un orientamento circa la opportunità o meno di trattare con derivati del platino i pazienti anziani affetti da NSCLC” afferma Francesco Perrone, Direttore dell’Unità Sperimentazioni Cliniche all’Istituto Nazionale Tumori di Napoli. “Non si tratta di sapere se il cisplatino sia o non sia efficace, ma di capire se la sua efficacia (ben nota nel trattamento dei pazienti adulti) si confermi nei pazienti anziani, nei quali è necessario somministrarne dosi ridotte per favorire la tollerabilità. Lo studio giapponese è la seconda evidenza disponibile da studi prospettici e il suo risultato negativo si contrappone ad un precedente studio francese con un risultato positivo. Entrambi questi studi, pur se condizionati da varie problematiche di ordine metodologico, mettono in guardia sulla tossicità della chemioterapia che, in questo gruppo di pazienti, potrebbe giocare un ruolo tanto importante da vanificare l’efficacia del trattamento. MILES3 e MILES4 hanno nel complesso arruolato circa il 40% dei pazienti previsti” conclude il dott. Perrone “e speriamo che il rinnovato interesse della comunità scientifica internazionale serva da sprone per i ricercatori italiani e ci consenta di accelerare la velocità dell’arruolamento. Ma già oggi mi sento di dire che grazie a questi studi saremo in grado di dare quella risposta definitiva che gli autori dell’editoriale si aspettano da noi”.
TORNA INDIETRO