Medinews
19 Giugno 2015

STUDIO RANDOMIZZATO CON TAS-102 NEL TUMORE DEL COLON-RETTO METASTATICO REFRATTARIO

Studi clinici iniziali condotti principalmente in Giappone hanno mostrato che TAS-102, un farmaco orale che combina trifluridina e tirapicil cloridrato, era efficace nel trattamento del tumore colorettale refrattario. Ricercatori statunitensi, europei (in Italia, Ospedale S. Chiara-Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, Istituto Toscano Tumori di Pisa, IRCCS Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino-Istituto Nazionale per la Ricerca Sul Cancro di Genova e Fondazione Poliambulanza Istituto Ospedaliero di Brescia), giapponesi e australiani hanno condotto uno studio di fase III in doppio cieco (RECOURSE) per valutare ulteriormente l’efficacia e la sicurezza di TAS-102 in una popolazione globale di pazienti con tumore del colon-retto refrattario. In questo studio, pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine (leggi abstract), gli autori hanno randomizzato, in rapporto 2:1, 800 pazienti a TAS-102 o placebo. Endpoint primario era la sopravvivenza globale. I risultati indicano una migliore sopravvivenza globale mediana (5.3 mesi con placebo vs 7.1 mesi con TAS-102), con un hazard ratio di morte nel gruppo trattato con TAS-102 vs placebo era pari a 0.68 (intervallo di confidenza [IC] 95%: 0.58 – 0.81; p < 0.001). Gli eventi avversi, clinicamente significativi, più frequentemente osservati, associati a TAS-102, erano neutropenia, che si è manifestata nel 38% dei pazienti trattati, e leucopenia nel 21%; il 4% dei pazienti che hanno ricevuto TAS-102 ha sviluppato neutropenia febbrile e un decesso è stato correlato a TAS-102. Il tempo mediano al deterioramento del performance status (un cambiamento di performance status Eastern Cooperative Oncology Group [ECOG] da 0 o 1 a 2 o più nella scala da 0 a 5, dove 0 indicava nessun sintomo e valori superiori corrispondevano a gradi di disabilità crescente) era pari a 5.7 mesi con TAS-102 vs 4.0 mesi con il placebo (hazard ratio 0.66, IC 95%: 0.56 – 0.78; p < 0.001). In conclusione, nei pazienti con tumore del colon-retto refrattario, TAS-102 è stato associato a un significativo miglioramento della sopravvivenza globale, rispetto al placebo.
“Lo studio RECOURSE – afferma il professor Alfredo Falcone, co-autore dello studio e Direttore della U.O. Oncologia Medica 2 Universitaria, Ospedale S. Chiara-Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, Istituto Toscano Tumori di Pisa – rappresenta sicuramente un ulteriore passo in avanti nella ricerca scientifica sul trattamento del tumore del colon-retto metastatico. TAS-102 ha dimostrato una superiorità, statisticamente significativa, rispetto a placebo, in termini di sopravvivenza globale (endpoint primario dello studio), sopravvivenza libera da progressione e tasso di controllo di malattia”.
“Analizzando nello specifico i dati – continua il dottor Fotios Loupakis, U.O. Oncologia Medica 2 Universitaria, Ospedale S. Chiara-Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, Istituto Toscano Tumori di Pisa -, TAS-102 ha determinato una riduzione del rischio di morte superiore al 30% con un guadagno assoluto in sopravvivenza di circa 2 mesi, una riduzione del rischio di progressione superiore al 50%, ritardando di circa 2 mesi anche il peggioramento del performance status, e ha più che raddoppiato il tasso di controllo di malattia (44% vs 16%). È importante inoltre specificare che si tratta di un ‘setting’ di pazienti pesantemente pretrattati (il 60% di questi aveva già ricevuto almeno 4 linee di terapia) e refrattari a tutti i farmaci attivi nel tumore del colon-retto metastatico”.
“Dal punto di vista della safety – aggiunge la dottoressa Lisa Salvatore, U.O. Oncologia Medica 2 Universitaria, Ospedale S. Chiara-Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, Istituto Toscano Tumori di Pisa -, TAS-102 è associato soprattutto ad un aumento della tossicità ematologica: nello specifico la tossicità più frequente è stata la neutropenia con un’incidenza del 38% (grado 3-4), anche se solamente il 4% ha poi sviluppato neutropenia febbrile”.
“Sulla base dei risultati ottenuti, è possibile affermare che TAS-102 entra a pieno titolo a far parte dell’armamentario dei farmaci attivi nel tumore del colon-retto metastatico e costituisce pertanto una valida opzione in pazienti che hanno esaurito ogni chance di trattamento – chiarisce Falcone -, rafforzando l’importanza del concetto di strategia terapeutica e ‘continuum of care’ che sempre più prepotentemente si sta affermando negli ultimi anni. E sono stati proprio gli ultimi anni, caratterizzati da grandi successi, a partire dalla prima linea con FOLFOXIRI più bevacizumab, per passare alla seconda linea con l’introduzione di nuovi farmaci come aflibercept e ramucirumab fino alle linee avanzate con regorafenib e TAS-102, che hanno visto un notevole miglioramento dell’outcome dei pazienti con tumore del colon-retto metastatico, senza comunque inficiare la loro qualità di vita. Inoltre – conclude il prof. Falcone -, lo studio RECOURSE rappresenta l’ulteriore riprova di come l’Oncologia Italiana svolga un ruolo attivo e di primo piano nella ricerca clinica anche a livello internazionale, dando un contributo fondamentale ai progressi raggiunti in questi anni”.
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