Medinews
24 Marzo 2015

STUDIO MULTICENTRICO ITALIANO SU CONSAPEVOLEZZA DEL TUMORE, SODDISFAZIONE DELLE CURE RICEVUTE, DISTRESS EMOTIVO E ADATTAMENTO ALLA MALATTIA

Ricercatori italiani, coordinati dall’Unità di Psiconcologia dell’Ospedale Sant’Andrea, Università La Sapienza di Roma, hanno esaminato in pazienti oncologici italiani la consapevolezza del tumore, la relazione con il distress e la soddisfazione delle cure ricevute. In totale, 262 pazienti con tumore, ammessi consecutivamente al Day Hospital di quattro Centri oncologici in Italia, hanno completato i seguenti questionari: European Organisation for Research and Treatment of Cancer (EORTC) Quality of Life Questionnaire Core-30, EORTC Inpatient Satisfaction-32, EORTC Information Questionnaire-25, ‘distress thermometer’, scala ‘Mini-mental’ aggiustata per i tumori, scala visuo-analogica di consapevolezza della malattia e altre domande legate all’accettazione in ospedale e ai bisogni non corrisposti. I risultati dello studio pubblicato sulla rivista Psychooncology (leggi abstract) indicano che l’87% dei pazienti era a conoscenza della diagnosi ricevuta, anche se il 49% di quelli con tumore metastatico pensava di avere una malattia curabile. Circa un terzo sentiva che spesso (16%) o sempre (13%) i familiari nascondevano informazioni o cattive notizie per proteggerli. In analisi multivariata, la percezione di sentirsi protetto dalle cattive notizie, da parte della famiglia, era associata al bisogno percepito di parlare più apertamente con la stessa, ma non a variabili demografiche o cliniche (performance status di Karnofsky e stadio), a più basso grado di distress emotivo e a maggiore soddisfazione delle cure e delle informazioni ricevute. Anche la consapevolezza della diagnosi e della prognosi non era associata alle variabili demografiche o cliniche, al distress emotivo o alla soddisfazione delle cure e informazioni ricevute. In conclusione, la maggior parte dei pazienti oncologici è largamente informata sulla diagnosi, anche se non sempre la consapevolezza della malattia coincide con la consapevolezza di prognosi e progressione del tumore. Informazione e conoscenza non distruggono la speranza e non aumentano il distress e le motivazioni familiari rimangono ancora un fattore significativo per plasmare l’apertura e la condivisione delle informazioni.
“Il problema della informazione rispetto alla diagnosi e alla prognosi rappresenta da sempre un tema di discussione in Italia – spiegano gli autori dello studio, la dottoressa Anna Costantini, Direttore dell’Unità di Psiconcologia dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma, e il professor Luigi Grassi, Ordinario di Psichiatria all’Università di Ferrara, Chair World Psychiatric Association (WPA) Section on Psycho-Oncology and Palliative Care – dove in passato è stata prevalente la tendenza a dare informazioni edulcorate o ridotte. I cambiamenti culturali anche in Italia hanno negli ultimi 10-15 anni affermato la indispensabilità di informare in maniera corretta i pazienti al fine non solo di ricevere un consenso informato valido per la condivisione delle scelte di cure, ma di creare i presupposti per un’alleanza terapeutica basata sulla onestà e il rispetto”. E suggeriscono che “se tale cambiamento ha determinato una maggiore informazione dei pazienti rispetto alla diagnosi di malattia, la consapevolezza della prognosi resta ancora un problema, visto che diversi studi italiani indicano che almeno la metà dei pazienti in fase avanzata non ha informazioni corrette sulla propria situazione”. “Il nostro studio, da un lato, conferma il trend migliorativo sulla informazione che i pazienti hanno sulla diagnosi, dimostrando come ciò non determini – come si tende a paventare – un peggioramento delle condizioni psicologiche o alterazioni nella soddisfazione verso le figure sanitarie. Dall’altro lato, tuttavia – concludono il prof. Grassi e la dott.ssa Costantini, – emerge una marcata minor consapevolezza rispetto alla prognosi e agli interventi possibili, indicando la necessità di ulteriori sforzi e investimenti su percorsi formativi sulla comunicazione e sulla relazione medico-paziente in oncologia, come effettuato dal nostro gruppo di ricerca in questi anni”.
Note bibliografiche a commento:
– Lenzi R, Baile WF, Costantini A, Grassi L, Parker PA: Communication training in oncology: results of intensive communication workshops for Italian oncologists. Eur J Cancer Care (Engl) 2011 Mar;20(2):196-203
– Costantini A, Baile WF, Lenzi R, Costantini M, Ziparo V, Marchetti P, Grassi L: Overcoming cultural barriers to giving bad news: feasibility of training to promote truth-telling to cancer patients. J Cancer Educ 2009;24(3):180-185
– Grassi L, Travado L, Gil F, Campos R, Lluch P, Baile W: A communication intervention for training southern European oncologists to recognize psychosocial morbidity in cancer. I–development of the model and preliminary results on physicians’ satisfaction. J Cancer Educ 2005 Summer;20(2):79-84
TORNA INDIETRO