giovedì, 3 dicembre 2020
Medinews
25 Maggio 2009

STRATIFICAZIONE DEL RISCHIO E PROGNOSI NEI PAZIENTI CON MIELOMA MULTIPLO IN TERAPIA INIZIALE CON LENALIDOMIDE E DESAMETASONE

Pazienti ad alto rischio rispondono all’associazione in modo meno duraturo di quelli a rischio standard, ma non sono osservate differenze significative nella sopravvivenza globale

La prognosi dei pazienti con mieloma multiplo (MM) dipende in modo determinante dalle anomalie citogenetiche e dalla capacità proliferativa delle plasmacellule. Ematologi del Mayo Clinic College of Medicine di Rochester hanno valutato l’efficacia di una terapia front-line con lenalidomide e desametasone in 100 pazienti con nuova diagnosi, stratificati per il rischio dopo valutazione delle anomalie genetiche e il ‘labeling index’ (PCLI). I risultati dello studio, pubblicato nella rivista Blood (leggi abstract originale), hanno indicato che il 16% presentava MM ad alto rischio, caratterizzato da presenza di ipodiploidia, del(13q), del(17p), traslocazioni IgH [t(4;14) o t(14;16)] o PCLI 3%. Le percentuali di risposta erano 81% vs 89% nel gruppo di pazienti ad alto rischio rispetto a quelli a rischio standard. La sopravvivenza mediana libera da progressione era più breve nel gruppo ad alto rischio: 18.5 vs 36.5 mesi (p < 0.001), ma la sopravvivenza globale era paragonabile. Data la mancata disponibilità dei dati biologici per tutti i pazienti, i ricercatori hanno analizzato separatamente 55 pazienti selezionati e i risultati sono stati comparabili. Gli autori auspicano la conduzione di studi prospettici più ampi per confermare questi risultati.


SIEnews – Numero 10 – 28 maggio 2009
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