Medinews
30 Giugno 2015

STORIA DI ATTIVITÀ FISICA NON AGONISTICA E SOPRAVVIVENZA DOPO TUMORE MAMMARIO: THE CALIFORNIA BREAST CANCER SURVIVORSHIP CONSORTIUM

Una recente evidenza epidemiologica suggerisce che l’attività fisica prima della diagnosi sia associata alla sopravvivenza in donne che hanno ricevuto diagnosi di tumore mammario. Tuttavia, pochi dati sono disponibili in relazione ai diversi gruppi etnici/razziali se non in donne bianche non-latine. Per esaminare l’associazione tra attività fisica non agonistica prima della diagnosi e mortalità secondo razza/etnia, ricercatori californiani hanno raccolto i dati del California Breast Cancer Survivorship Consortium relativi a 3 studi caso-controllo di popolazione in pazienti con tumore mammario (n = 4608), che hanno ricevuto la diagnosi tra il 1994 e il 2002 e sono state seguite fino al 2010. Modelli di rischio proporzionale di Cox hanno fornito le stime di hazard ratio relativo di mortalità per tutte le cause, per il tumore mammario e per cause diverse dal tumore mammario, associate a recente attività fisica non agonistica (ad es. nei 10 anni precedenti alla diagnosi). Tra le 1347 morti accertate, 826 (61%) erano legate al tumore mammario. Rispetto alle donne che avevano esercitato un livello minimo di attività fisica non agonistica recente, quelle con il livello più alto mostravano un rischio solo marginalmente ridotto di mortalità per tutte le cause (hazard ratio [HR] 0.88, intervallo di confidenza [IC] 95%: 0.76 – 1.01) e un rischio statisticamente più basso di mortalità per cause diverse dal tumore mammario (HR 0.63, IC 95%: 0.49 – 0.80), in particolare per patologie cardiovascolari. Nello studio pubblicato sulla rivista American Journal of Epidemiology (leggi abstract) non è stata osservata alcuna associazione con la mortalità specifica per tumore mammario e gli schemi di rischio non evidenziavano differenze per razza/etnia (bianca non-latina, afro-americana, latina e asiatico americana). I risultati di questo studio suggeriscono quindi che l’attività fisica sia di beneficio per la sopravvivenza globale, indipendentemente dalla razza o etnia della paziente.
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