giovedì, 25 febbraio 2021
Medinews
29 Settembre 2014

SOMMMINISTRAZIONE SOTTOCUTANEA DI ANTICORPI MONOCLONALI IN ONCOLOGIA

Il trattamento con anticorpi monoclonali (mAb) è divenuto un componente ormai noto della terapia oncologica. Gli anticorpi monoclonali disponibili in questo ambito sono principalmente somministrati per via endovenosa in dose adattate individualmente al peso corporeo e per tempi di trattamento prolungati. Per altre malattie croniche, come ad esempio il diabete mellito, la somministrazione sottocutanea di farmaci è un’opzione terapeutica ormai assodata. Tuttavia, per la somministrazione sottocutanea di più ampi volumi, come può essere necessario per gli anticorpi monoclonali, la matrice extracellulare del tessuto sottocutaneo rappresenta un problema. La revisione dei ricercatori tedeschi, pubblicata sulla rivista Geburtshilfe und Frauenheilkunde, descrive gli avanzamenti nel campo, con particolare attenzione a trastuzumab, già studiato in questo ambito. La co-formulazione con ialuronidasi ricombinante umano rende la somministrazione sottocutanea di volumi elevati relativamente libera da dolore e quindi possibile anche per l’uso di anticorpi monoclonali, come osservato con lo sviluppo di una formulazione di trastuzumab per via sottocutanea. Questa rappresenta, per le pazienti con tumore della mammella HER2-positivo, una modalità di somministrazione meno invasiva e più rapida, che grazie alla dose fissa conferisce al farmaco anche una maggior sicurezza. L’esempio di trastuzumab suggerisce che la somministrazione sottocutanea di anticorpi monoclonali può semplificare la terapia oncologica a lungo termine non soltanto per le pazienti ma anche per il personale medico.
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