martedì, 24 novembre 2020
Medinews
20 Giugno 2011

SICUREZZA DELLA TERAPIA TARGET PRIMA DELLA RESEZIONE DEL CARCINOMA RENALE METASTATICO

Malgrado un rischio maggiore in sede di ferita non c’è evidenza di complicanze chirurgiche globali maggiori e gravi rispetto alla chirurgica citoriduttiva ‘upfront’

Nei pazienti con carcinoma renale metastatico, il momento più indicato per la somministrazione di terapia target sistemica, rispetto alla nefrectomia citoriduttiva (CN), è ancora oggetto di studio. Per valutare le complicanze post-operatorie dopo la somministrazione di terapia target pre-chirurgica prima della CN, ricercatori della University of Texas, M.D. Anderson Cancer Center di Houston hanno condotto una revisione retrospettiva di tutti i pazienti che erano stati sottoposti a CN presso il centro dal 2004 al 2010. L’inclusione nello studio richiedeva evidenza documentata di carcinoma renale metastatico, con trattamento che comprendeva la CN. I pazienti che avevano ricevuto terapia target sistemica pre-chirurgica prima della CN sono stati comparati con quelli sottoposti a sola CN e le complicanze sono state valutate, usando il sistema di Clavien modificato, per un periodo post-operatorio di 12 mesi. La terapia target è stata somministrata a 70 pazienti prima della CN (pre-chirurgica), mentre 103 pazienti erano stati immediatamente sottoposti a CN. Un totale di 232 complicanze si sono manifestate nel 57% dei pazienti (99 di 173). L’uso di terapia target sistemica pre-chirurgica è risultato predittivo di complicanze post-operatorie dopo > 90 giorni (p = 0.002) e multiple (p = 0.013) oltre a quelle in sede di ferita chirurgica (p < 0.001). Malgrado questi effetti specifici, la terapia target sistemica pre-chirurgica non è stata associata ad aumentato rischio di complicanze chirurgiche globali, in analisi univariata e multivariata (p = 0.064 e p = 0.237), né gravi (Clavien ≥ 3) (p = 0.625), rispetto alla chirurgia citoriduttiva ‘upfront’. Limitazioni dello studio pubblicato sulla rivista European Urology (leggi abstract originale) sono rappresentate proprio dalla natura retrospettiva che come tale comporta bassa descrizione dei bias e del potenziale di errata classificazione delle complicanze specifiche.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 6 – Giugno 2011
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