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5 Maggio 2015

SEPSI IN PAZIENTI CON TUMORE TESTA-COLLO TRATTATI CON CHEMIO- E RADIOTERAPIA: REVISIONE DELLA LETTERATURA E CONSENSO

La chemio-radioterapia ha ampliato le possibilità di cura nei pazienti con tumore testa-collo localmente avanzato e in quelli con tumore della laringe e dell’ipofaringe ha permesso la preservazione dell’organo e della sua funzione. Sono aumentate, tuttavia, le altre cause di morte (per tossicità acuta e tardiva), che diminuiscono il beneficio di sopravvivenza globale in questi pazienti. La diagnosi di sepsi/infezione durante il trattamento dei pazienti con tumore a testa e collo è rara e il problema è sottostimato. La mancanza di riconoscimento del collegamento tra singole tossicità e conseguenze sistemiche è dovuta a insufficiente conoscenza di infezioni, sepsi e loro sequele. La definizione di queste condizioni è cambiata negli ultimi 20 anni ed è stato osservato che medici oncologi, radiologi oncologi, infettivologi e medici d’urgenza utilizzano la terminologia con significati differenti. A questo scopo un gruppo di specialisti nei diversi settori appena ricordati, prevalentemente italiani, uniti nella cura del tumore testa-collo, si è riunito a Milano il 17-18 febbraio 2013 per raggiungere un consenso sulla definizione clinica e trattamento di infezioni e sepsi in pazienti con tumore testa-collo trattati con la chemio-radioterapia. Per raggiungere il consenso, gli esperti hanno utilizzato il metodo di appropriatezza Delphi e revisori esterni esperti hanno successivamente valutato con accuratezza le conclusioni raggiunte, secondo la loro area di specializzazione. Lo studio, pubblicato sulla rivista Critical Reviews in Oncology Hematology (leggi testo), raccoglie 7 gruppi di dichiarazioni, su definizione clinica e gestione di infezioni e sepsi in pazienti con tumore testa-collo, che avevano raggiunto un consenso. Lo studio inoltre offre una revisione della letteratura più recente su questi argomenti. In conclusione, la sepsi in pazienti con tumore testa-collo trattati con la chemio-radioterapia è una complicanza grave e molto temuta e costituisce una ragione per riduzione delle dosi, ritardo o interruzione del trattamento antitumorale. La sepsi può influenzare anche la prognosi e causare la morte di pazienti potenzialmente curabili. Per migliorare la gestione di questo evento avverso, è dunque necessario standardizzare le definizioni cliniche, la diagnosi, la gestione e il trattamento secondo linee guida internazionali. Poiché molto poco è stato pubblicato sull’argomento, questa revisione ha voluto offrire un consenso sulle indicazioni pubblicate per la gestione dei pazienti con sepsi e delineare raccomandazioni e/o suggerimenti per i pazienti con tumore testa-collo localmente avanzato basate sul consenso di professionisti in varie discipline sanitarie. Lo scopo primario di questa revisione era standardizzare il comportamento diagnostico e terapeutico, ma la principale limitazione deriva dal fatto che la maggior parte delle informazioni è stata estratta da studi che non coinvolgevano pazienti con tumore testa-collo localmente avanzato.
“La consensus che ha dato adito a questa review – afferma la dottoressa Aurora Mirabile, primo autore della revisione e, al momento dell’effettuazione dello studio, medico oncologo presso la Struttura Semplice Dipartimentale di Oncologia Medica Tumori Testa-Collo della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano, attualmente Dirigente Medico presso la Struttura Complessa di Oncologia dell’AO Sant’Antonio Abate di Gallarate -, è nata dal bisogno di definire un atteggiamento comune nella gestione delle infezioni gravi in pazienti fragili come quelli affetti da tumore della testa e del collo in trattamento chemio-radioterapico. Infatti, negli ultimi 25 anni pochi sono stati i lavori pubblicati su questo tema e la maggior parte con lo scopo di definire l’incidenza delle infezioni e la ricaduta in termini di sopravvivenza, senza, tuttavia, entrare nel merito del percorso diagnostico-terapeutico delle stesse”.
“Eppure – continua la dott.ssa Mirabile – da due analisi retrospettive sappiamo che il rischio di mortalità legata alle infezioni in questi pazienti arriva all’8% e la realtà è sicuramente peggiore visto che spesso la morte per infezioni viene classificata insieme alle ‘morti per altre cause’ o ‘per cause sconosciute’ e le infezioni vengono talvolta considerate comorbilità o nemmeno menzionate perché occorse alcune settimane dopo la fine delle cure (Argiris et al. Clin Cancer Res 2004;10:1956–62; Lee C-C et al. PLoS ONE 2012;7:e50163)”. “Nella nostra consensus si è convenuto di considerare il paziente affetto da tumore della testa e del collo un paziente a rischio di infezioni gravi vista la sede del tumore, i deficit deglutitori e di conseguenza nutritivi, le abitudini voluttuarie e le comorbilità che lo caratterizzano, le tossicità cutanee ed ematologiche attese. Dunque, basandoci sui dati di letteratura relativi alle infezioni più comuni in pazienti oncologici e non, soggetti a frequenti ospedalizzazioni o con i fattori di rischio menzionati, abbiamo voluto suggerire – conclude la dottoressa – un algoritmo di diagnosi e cura che fosse facilmente applicabile e condivisibile soprattutto in presenza di sepsi che se misconosciute o non trattate tempestivamente e nel modo corretto possono avere esito infausto”.
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