Medinews
22 Settembre 2015

SCHEDULA 2/1 DI SUNITINIB IN PAZIENTI CON CARCINOMA RENALE METASTATICO: ANALISI DELLO STUDIO RAINBOW

Sunitinib è raccomandato nel trattamento di prima linea del carcinoma renale metastatico, tuttavia questo farmaco è frequentemente associato a riduzioni della dose conseguenti all’elevata tossicità. Schedule alternative, come due settimane di trattamento e una di sospensione (schedula 2/1), potrebbero migliorarne la tollerabilità. Ricercatori italiani afferenti al Gruppo Rainbow, coordinati dai colleghi dell’Ospedale San Donato USL8, Istituto Toscano Tumori (ITT) di Arezzo, hanno valutato la sicurezza e gli ‘outcome’ di questa schedula in un’analisi multicentrica. Lo studio pubblicato sulla rivista Annals of Oncology (leggi abstract) riporta i risultati di un’analisi multicentrica retrospettiva di pazienti con carcinoma renale metastatico trattati in prima linea con sunitinib in schedula 2/1. Sono stati riesaminati i dati di 249 pazienti: 208 casi che hanno iniziato con sunitinib in schedula 4/2 (dosaggio pieno: 188 su 208; 90.4%) e successivamente sono passati a una schedula 2/1 per tossicità (gruppo 4/2-2/1) e 41 pazienti che hanno iniziato con sunitinib in prima linea con la schedula 2/1 per condizioni cliniche subottimali (gruppo 2/1). Altri 211 pazienti consecutivi trattati con la schedula 4/2 in un altro centro sono serviti come controlli esterni. Endpoint primario era la sicurezza; ma sono state analizzate anche durata del trattamento (TD), sopravvivenza libera da progressione (PFS) e sopravvivenza globale (OS). Nel gruppo 4/2-2/1, l’incidenza globale delle tossicità di grado ≥ 3 è stata significativamente ridotta (da 45.7 a 8.2%; p < 0.001) dopo il passaggio alla schedula 2/1. Questo vantaggio è stato conservato anche in 106 dei 188 casi (56.4%) che hanno mantenuto il dosaggio pieno. Fatigue, ipertensione, sindrome mano-piede e trombocitopenia erano meno frequenti. L’incidenza di eventi avversi di grado ≥ 3 nel gruppo 2/1 selezionato negativamente (soltanto il 73.2% ha iniziato a dose piena) è risultata pari al 26.8%, simile a quanto osservato nel gruppo di controllo esterno (29.4%). La TD mediana è stata di 28.2 mesi nel gruppo 4/2-2/1 (tempo totale con entrambe le schedule), 7.8 mesi nel gruppo 2/1 e 9.7 mesi nei controlli esterni. La PFS mediana è stata rispettivamente di 30.2, 10.4 e 9.7 mesi; la OS mediana rispettivamente nei tre gruppi non è stata raggiunta o era pari a 23.2 e 27.8 mesi. In conclusione, i pazienti con carcinoma renale metastatico che sono passati a una schedula modificata di sunitinib 2/1 manifestano un profilo di sicurezza migliore rispetto a quello osservato con la schedula iniziale 4/2.
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