venerdì, 14 agosto 2026
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23 Marzo 2018

Safety and Antitumor Activity of Pembrolizumab in Patients with Estrogen Receptor‒Positive/Human Epidermal Growth Factor Receptor 2‒Negative Advanced Breast Cancer

We investigated the safety and antitumor activity of the anti-programmed death 1 monoclonal antibody pembrolizumab in patients with estrogen receptor‒positive (ER+)/human epidermal growth factor receptor 2-negative (HER2-) advanced breast cancer with programmed death ligand 1‒positive (PD-L1‒positive) tumors in the phase Ib open-label, multicohort KEYNOTE-028 (NCT02054806) study. Patients with ER+/HER2- advanced breast cancer with … (leggi tutto)

Il carcinoma HR+/HER2- è considerato forse il tipo meno immunogenico di carcinoma mammario, in virtù di un più basso carico mutazionale. Tuttavia, esistono evidenze che suggeriscono come l’interazione tra sistema immunitario e cellule tumorali possa essere rilevante anche in questo tipo di carcinoma mammario e che vede coinvolti meccanismi come, ad esempio, la modulazione del microambiente immunitario indotta dagli estrogeni. In questo studio di fase precoce emergono dati interessanti sull’attività dell’anticorpo anti-PD-L1 pembrolizumab in pazienti con neoplasia mammaria avanzata HR+/HER2- con espressione positiva di PD-L1, precedentemente trattate per malattia avanzata. Il tasso di risposte obiettive è risultato del 12%, in linea con i risultati ottenuti in altri studi con altri singoli agenti inibitori dei checkpoint immunitari nel carcinoma mammario triplo negativo (anche PD-L1+) in seconda linea o successive. Complessivamente il CBR (‘clinical benefit rate’) è risultato del 20%. Analogamente a quanto osservato in pazienti con tumore triplo negativo o altri tumori solidi, le risposte ottenute sono state durature nel tempo (DOR, ‘duration of response’, mediana 12 mesi). La selezione delle pazienti rimane critica: solo il 19,4% delle pazienti screenate è risultata positiva per PD-L1, percentuale inferiore rispetto a quanto precedentemente osservato per la coorte carcinoma mammario triplo negativo dello stesso studio. Tuttavia, quanto PD-L1 sia un buon marcatore predittivo è questione ampiamente discussa. L’obiettivo futuro per le pazienti HR+/HEr2- sarà di identificare markers predittivi robusti e combinazioni di terapie (endocrinoterapia? chemioterapia? farmaci a bersaglio molecolare?) in grado di massimizzare il bilancio beneficio/rischio del trattamento immunitario.
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