Medinews
27 Ottobre 2015

“SÌ AL VACCINO ANTI-HPV PER PROTEGGERE ANCHE GLI UOMINI”

Il 75% dei casi di tumore del collo dell’utero potrebbe essere evitato grazie alla vaccinazione contro l’HPV. Ma nel nostro Paese l’immunizzazione, introdotta nel 2007/2008 per le dodicenni, ha una copertura a macchia di leopardo, con il rischio di non garantire a tutta la popolazione un accesso uniforme a questo importante strumento di prevenzione che rientra nei LEA. La media italiana della copertura (per le ragazze nate nel 1997) è pari al 70,8%, ben lontana dall’obiettivo del 95% inizialmente stabilito. E si passa da Regioni virtuose come Sardegna (86%), Toscana (83,8%), Puglia (83,1%) e Basilicata (82,4%) alle basse coperture della Provincia Autonoma di Bolzano (26,7%), Sicilia (58,3%) e Campania (64,9%). “Vogliamo promuovere una campagna nazionale di sensibilizzazione rivolta non solo ai cittadini ma anche agli oncologi per abbattere le barriere culturali ancora presenti – ha spiegato Carmine Pinto, presidente dell’AIOM al XVII Congresso Nazionale di Roma -. Realizzeremo un opuscolo che sarà distribuito in tutte le oncologie e a gennaio 2016 organizzeremo un convegno nazionale per un confronto fra clinici e rappresentanti delle Istituzioni. “Il 2007 ha rappresentato un anno di svolta per la tutela della salute della donna in Italia – ha sottolineato Sergio Pecorelli, presidente AIFA –. Il vaccino è fondamentale anche per proteggere i ragazzi. Un terzo dei casi di infezione da HPV riguarda infatti i maschi che, a differenza delle donne, non dispongono di strumenti ed esami utili per verificare la presenza del virus e le sue conseguenze”. La campagna è resa possibile grazie a un contributo incondizionato da parte di Sanofi Pasteur MSD.
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